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2 ottobre 2012 15:03
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Direttore tecnico per regione Basilicata offfresi con disponibilità immediata.
Max flessibilità. Richiesta economica contenuta. Contattare Mimmo – 348 3889044.
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Kike Sarasola, ceo e fondatore di Room Mate Hotels, ha preparato le sue strutture per accogliere i turisti nei principali punti di interesse di Firenze in occasione del Capodanno Fiorentino, l’antica tradizione medievale che segnava l’inizio dell’anno civile in scena il prossimo 25 marzo.
«Marzo è uno dei momenti migliori per visitare Firenze: la città presenta attività uniche nel suo genere anche grazie al Dantedì, la giornata dedicata a Dante Alighieri e all’inizio del viaggio narrato nella Divina Commedia - racconta Sarasola -. In questo contesto, noi di Room Mate Hotels vogliamo facilitare l’esplorazione e la scoperta della città attraverso i nostri capisaldi: posizione centrale, architettura immersiva e un team pronto a fornire tutte le informazioni necessarie per permettere ai visitatori di unirsi alle feste e tradizioni locali».
Nel corso dell’ultimo anno Room Mate Hotels ha consolidato la sua presenza a Firenze con due hotel 4 stelle situati nel centro storico: il Room Mate Collection Isabella, palazzo del XVII secolo recentemente rinnovato dall’interior designer Luis García Fraile, e il Room Mate Luca, un edificio neoclassico del 1865, dal design moderno e funzionale, ideale per muoversi a piedi tra musei e monumenti.
Il trend del 2026
Il 2026 si preannuncia un anno di forte crescita per Room Mate in Italia, mercato considerato strategico da Sarasola. Qui il gruppo prevede un incremento del fatturato del 10,5% e nuove aperture in Sicilia, a Milano e a Roma. «L’Italia è un mercato prioritario, con grandi opportunità di sviluppo - afferma Sarasola -. Il 2026 sarà un anno positivo grazie al riposizionamento del brand e al lavoro dei nostri team».
Attualmente la catena conta sei strutture sul mercato italiano, tutte 4 stelle centrali e dal forte carattere lifestyle, spesso firmate da designer internazionali. Il recente riposizionamento verso il brand Room Mate Collection, che oggi conta dieci hotel, ha portato a risultati eccellenti anche in termini reputazional.
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[post_content] => Il gruppo Nicolaus fa focus sul comparto alberghiero, che si affianca all'attività di t.o. A confermarlo è il ceo, Giuseppe Pagliara, che intervistato da David Pambianco indica le direttrici di sviluppo lungo le quali si muoverà il piano industriale programmato per l'hospitality company.
«Nei prossimi anni - spiega il manager - seguiremo due modelli: quello delle strutture di proprietà e quello dello sviluppo di asset light. Sotto il primo aspetto, si rende necessario l'affiancamento di un partner finanziario/industriale che sostenga e incrementi la nostra crescita, un investitore che sia in grado di supportare la nostra attività nel comparto hospitality in modo tale da garantirci una crescita sana e strutturata».
Focus sull'Italia
In un scenario internazionale particolarmente complesso come quello attuale, il management del gruppo Nicolaus torna a fare focus sull'Italia: «E' il nostro prodotto core, che specie in una fase come quella attuale è importante presidiare al meglio. Stiamo ad esempio riconsiderando con grande attenzione possibili investimenti in Puglia e abbiamo allo studio tre grandi progetti di sviluppo».
Con una potenza di fuoco di 36 resort, 16 a marchio Valtur e 20 riuniti sotto il brand Nicolaus Club, l'operatore sta investendo anche sul segmento delle ville di lusso. «Con il brand Raro Villas proponiamo oltre 100 residenze di lusso, concentrate in Puglia, Sicilia e Sardegna. Nel 2027 presenteremo anche il primo resort a marchio Raro, che sarà ospitato in una splendida masseria nella nostra Puglia».
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[post_content] => Il mercato alberghiero «deve fare focus sul fatturato, non sulle presenze». A lanciare il monito al mercato italiano è il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, che dal palco della quarta edizione del summit Pambianco dedicato all'hotellerie mette in guardia dai problemi connessi al conflitto in atto. «Non è a rischio il turismo di prossimità, ma lo è il turismo alto spendente, quello che arriva da lontano e che porta un contributo prezioso in termini di spesa media, di durata del soggiorno e di destagionalizzazione - spiega il presidente -. Aggiungo che gran parte degli investimenti effettuati nel mondo alberghiero ancora si concentra su un numero molto limitato di destinazioni, che subiscono così le conseguenze dell'overtourism e di prezzi alle stelle».
In verità, l'overtourism per Bocca è un non problema: «I turisti non sono mai troppi - aggiunge il presidente -; basti pensare che l'occupazione media degli hotel in Italia non supera il 50%. Ma l'80% dei flussi si concentra sul 4% del nostro territorio. E le strutture extra alberghiere, 650.000 quelle "ufficiali", non aiutano a rivitalizzare i piccoli borghi e i centri minori, in quanto sono nel 90% dei casi ubicate nelle destinazioni di maggior appeal».
Troppa burocrazia
Bocca interviene anche sul tema delle difficoltà burocratiche incontrate dagli imprenditori. «Lo sviluppo alberghiero andrebbe sostenuto a tutti i livelli. Facile ad esempio parlare di riconversione di edifici: chi tenta di farlo si trova impigliato in regole e permessi che rendono molto difficile portare un progetto a compimento. Servirebbero invece strade agevolate in grado di facilitare l'attività degli imprenditori seri. Un esempio su tutti: dovrebbe essere permesso il cambio di destinazione d'uso degli immobili, in modo tale da favorire la riconversione in hotel o in appartamenti in base alle diverse esigenze. Non dimentichiamoci che la spesa del turista per il soggiorno in hotel rappresenta il 30% del totale e che la restante parte viene distribuita fra trasporti, ristoranti, negozi, attività varie, con un'indubbia ricaduta positiva sull'economia dell'intero territorio».
Un altro tema sul quale lavorare è quello relativo alla scarsità di collegamenti efficienti. «Va sviluppata una rete ferroviaria locale più capillare ed efficiente e vanno incentivati gli scali aeroportuali minori. Anche il problema legato alla scarsità di taxi è inconcepibile e andrebbe risolto al più presto».
Malgrado i nodi al pettine restino tanti, Bocca è ottimista: «il 2026 si prospetta come un buon anno per diverse ragioni. Innanzitutto, è l'anno post Giubileo, che segnerà il ritorno dei turisti stranieri altospendenti che avevano evitato l'Italia nel 2025. Inoltre, si beneficerà dell'onda lunga dell'effetto olimpiadi invernali, specie sulle destinazioni di montagna. Infine, è l'anno della Biennale di Venezia, evento molto conosciuto all'estero».
Quanto al conflitto in atto, «Siamo sicuramente in un momento di preoccupazione, ma non stiamo ancora subendo gli effetti negativi della crisi. Se la guerra durerà poco, non la sentiremo. Se al contrario la crisi dovesse perdurare, qualche effetto purtroppo lo subiremo».
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[post_content] => Un settore che in Italia è stato «dormiente per decine di anni, ma che nell’epoca post pandemia, anche a causa delle profonde trasformazioni sociali in atto, è ripartito e vive oggi un boom unico nella storia di questa industria». A introdurre l’analisi delle principali novità che interessano il mondo alberghiero è David Pambianco, ceo di Pambianco, che nel corso della quarta edizione del summit dedicato all’hotellerie ha annunciato una nuova edizione del convegno, che si svolgerà a novembre a Roma.
I dati
L’analisi del comparto parte dai dati della ricerca di Bip presentati dalla global head of strategy Simona Dossena. «Innanzitutto, i pernottamenti in Europa nel corso del 2025, pari a 3,1 miliardi, hanno raggiunto un valore record che conferma il pieno recupero post Covid. In questo quadro, non è un mistero che l’extralberghiero abbia compiuto un balzo in avanti, con le strutture di questa tipologia che superano un terzo della domanda europea (37,5%) spingendo i player tradizionali verso format ibridi e più flessibili». In generale, la crescita alberghiera in Europa è guidata dall’area mediterranea e a fine 2025 si contavano 16.000 strutture in pipeline.
La situazione italiana
L’Italia non fa eccezione, con una più marcata dinamica di crescita dell’extralberghiero, di circa otto volte superiore a quella del comparto alberghiero. In totale, il mercato ricettivo italiano ha superato il pre pandemia con 476 milioni di notti, il 61% delle quali ascrivibili al settore alberghiero.
«I flussi internazionali in Italia hanno superato quelli domestici. In questo quadro, gli arrivi extraeuropei dovrebbero accelerare la crescita, con la previsione di sfiorare i 100 milioni entro il 2029. Si stima poi che gli stranieri spendano il 10% in più rispetto agli italiani e che mediamente effettuino soggiorni più lunghi. Un dato da leggere con grande attenzione, che va di pari passo con un trend della domanda che premia le strutture di fasci alta».
Fra i trend emergenti segnalati da Dossena, quelli relativi al crescente nomadismo digitale, all’imporsi di bleisure e lisness, ma anche a nuove dinamiche connesse al “coolcation” o alla specifica attenzione per health e welness. In Italia, queste tendenze stanno portando a un’accelerazione nello sviluppo, che comporta anche nuove formule ibridee, di pari passo con una maggiore presenza delle grandi catene alberghiere (circa l’8% del totale nel 2025). Centralità dell’experience, creazione di spazi ibridi, utilizzo dell’Intelligenza artificiale e nuovi canali digitali saranno i driver del futuro ai quali si ispirerà l'intero comparto.
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[post_content] => Debutto a maggio 2026 per la nuova ala dell’Hotel Bella Vista di Trafoi, progetto che porta la firma di Matteo Thun e segna un ulteriore step di posizionamento per lo storico indirizzo altoatesino di proprietà della famiglia di Gustav Thöni. Un investimento che punta a rafforzare l’appeal della struttura nel segmento upscale, con un’offerta sempre più orientata a design, sostenibilità e benessere.
Immerso nel Parco Nazionale dello Stelvio, ai piedi dell’Ortles, il Bella Vista – attivo dal 1875 – amplia così la propria capacità ricettiva e i servizi, intercettando una domanda in crescita legata al turismo esperienziale e rigenerativo in quota.
Il concept architettonico, definito dallo stesso Thun come un “nido” tra le montagne, si traduce in una struttura contemporanea a basso impatto, caratterizzata da un involucro in legno e da ampie superfici vetrate che valorizzano il paesaggio come asset primario dell’esperienza di soggiorno. Un approccio ormai centrale nello sviluppo dell’hôtellerie alpina, dove il dialogo con l’ambiente diventa leva competitiva.
"Il progetto è stato sviluppato per fasi: una prima tranche, completata a fine 2025, ha visto la realizzazione della nuova reception e del lounge bar “Home of Gold”, concept narrativo dedicato alla storia sportiva di Thöni e alla “Valanga Azzurra” - ha commentato Matteo Thun.
Un’operazione che rafforza l’identità della struttura, puntando su storytelling e heritage come elementi distintivi.
Cuore dell’ampliamento saranno però le 24 nuove suite, disponibili da maggio, progettate per massimizzare vista e luminosità, con layout orientati al comfort prolungato. Un prodotto pensato per una clientela alto-spendente, sempre più attenta a privacy, spazi e connessione con la natura.
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Nel complesso, commenta Gustav Thöni “l’operazione rappresenta un investimento strategico che non si limita all’incremento delle camere, ma ridisegna il prodotto in chiave contemporanea, puntando su architettura d’autore, esperienzialità e destagionalizzazione”.
Un modello sempre più diffuso nelle destinazioni montane, chiamate a evolvere per intercettare nuovi flussi e prolungare la permanenza media.
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[post_content] => L'ultimo rapporto "Hotel chain Ddevelopment pipelines in Africa" per il 2026 di W Hospitality Group registra un totale di 123.846 camere in 675 hotel e resort attualmente in fase di sviluppo in tutto il continente. Il dato rappresenta una crescita annua del 18,6%, o del 12,2% a parità di strutture.
Sebbene la pipeline rifletta una forte espansione complessiva, l'attività di sviluppo si concentra sempre più in un numero limitato di mercati chiave. Come riporta TravelDailyNews, i primi dieci paesi rappresentano il 79% di tutte le camere in pipeline e oltre il 75% delle nuove acquisizioni.
L'Egitto è in testa alla pipeline con 45.984 camere distribuite in 185 strutture, che rappresentano oltre un terzo dell'intera pipeline africana e più di quattro volte il numero registrato dal Marocco, al secondo posto, con 10.606 camere in fase di sviluppo. Insieme, Egitto e Marocco rappresentano oltre il 45% del totale delle camere in pipeline, ed entrambi i mercati continuano ad attrarre una quota significativa di nuove acquisizioni.
L'Egitto ha registrato 39 nuovi accordi di sviluppo nell'ultimo anno e prevede l'apertura di 33 nuovi hotel nel corso del 2026, rafforzando la sua posizione di mercato di sviluppo alberghiero più attivo del continente.
Trevor Ward , amministratore delegato di W Hospitality Group, ha affermato: «I dati mostrano chiaramente che lo sviluppo alberghiero in Africa è trainato da una manciata di mercati ad alte prestazioni, con l'Egitto saldamente in prima linea sia per quanto riguarda le acquisizioni che per le aperture previste».
Il rapporto evidenzia inoltre un forte slancio costruttivo nell'Africa orientale, guidato da Etiopia e Kenya, seguiti dalla Tanzania.
Questi dati contrastano con i tassi di costruzione più bassi in mercati come Nigeria e Capo Verde.
Ward ha aggiunto: «Quest'anno, ciò che risalta è la forza dell'Africa orientale in termini di progetti in corso. Kenya, Etiopia e Tanzania presentano alcuni dei tassi di costruzione più elevati del continente, il che suggerisce che è qui che probabilmente assisteremo all'arrivo di nuova offerta nel breve e medio termine».
I gruppi internazionali che investono
A livello di operatori, l'attività di sviluppo rimane concentrata su un numero limitato di gruppi alberghieri internazionali. Marriott International è in testa alla pipeline con 31.782 camere, seguito da Hilton e Accor . Insieme a Ihg e Radisson Hotel Group, le cinque maggiori catene alberghiere globali rappresentano circa l'80% di tutti gli hotel e le camere in pipeline in Africa. Il rapporto prevede che più di 65.000 camere potrebbero essere inaugurate in tutto il continente nel corso del 2026 e del 2027. Tuttavia, i tassi di attualizzazione storici indicano che il numero di progetti completati potrebbe essere inferiore a queste proiezioni, riflettendo il divario persistente tra gli sviluppi annunciati e la consegna finale.
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Un viaggio lungo una delle strade più iconiche degli Stati Uniti, la Overseas Highway, ha fatto tappa nel cuore della Capitale, dove si è svolto l’incontro di formazione Florida Keys on the road, organizzato da Konrad Travel insieme a Florida Keys & Key West e United Airlines, dedicato agli agenti di viaggio interessati ad approfondire una delle destinazioni più affascinanti del sud della Florida.
La serata ha rappresentato un momento di aggiornamento professionale ma anche un’occasione per raccontare un territorio unico, fatto di isole coralline, natura incontaminata e atmosfere caraibiche. «Da 25 anni Konrad Travel è tour operator specializzato nelle destinazioni del continente americano - racconta Gianluca Sposito, general manager - con una esperienza decennale approfondita e personale su tutti i Paesi delle Americhe», con itinerari che spaziano tra Nord America, Messico e Centro America, America Latina, Caraibi, Hawaii e isole del Pacifico.
Il cuore dell’incontro è stato dedicato alla presentazione delle Florida Keys, un arcipelago di oltre 1700 isole che si estende per circa 182 chilometri lungo la spettacolare Overseas Highway, la strada panoramica che collega Miami a Key West attraversando l’oceano Atlantico e il Golfo del Messico. Un itinerario iconico che tocca località come Key Largo, Islamorada, Marathon e le Lower Keys prima di arrivare a Key West.
«Il profilo del visitatore è spesso quello di un repeat traveler - precisa Sposito -, che ama viaggiare in famiglia o partire alla scoperta della natura, in cerca di un’America diversa, solare e sorprendente».
Tappa iconica
Negli ultimi anni l’interesse del mercato italiano per la Florida è cresciuto sensibilmente, e l’arcipelago delle Keys rappresenta una delle tappe più iconiche di questo viaggio.
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La presentazione di Anita Skibiel, senior account director di The Florida Keys & Key West, ha mostrato agli agenti di viaggio presenti i luoghi simbolo della destinazione, Mallory Square a Key West, il Bahia Honda State Park e il celebre Southernmost Point.
Le Florida Keys custodiscono inoltre un patrimonio naturalistico unico negli Stati Uniti. Qui si trova infatti l’unica barriera corallina vivente del Paese, insieme a parchi naturali statali e nazionali, giardini botanici e ambienti marini di straordinaria biodiversità. Non manca poi una forte dimensione culturale, con riferimenti alla storia della pirateria e ai luoghi legati a Ernest Hemingway.
Nel corso della serata è intervenuto anche Christian Josso, account manager di United Airlines, che ha illustrato l’evoluzione del network della compagnia e le opportunità per il mercato italiano. «United collega oggi 380 destinazioni nel mondo, di cui 231 negli Stati Uniti, con una media di circa 5.000 voli al giorno e oltre 181 milioni di passeggeri trasportati nel 2025».
Una rete globale sostenuta anche da un importante piano di crescita della flotta. «Operiamo con 980 aeromobili mainline e 480 regional e abbiamo oltre 1000 nuovi aerei in ordine con consegne previste entro il 2033». Josso ha inoltre ricordato il rafforzamento dei collegamenti tra Italia e Stati Uniti e le sinergie con Ita Airways, grazie ad accordi di interline, frequent flyer e code share che permettono di integrare il network domestico italiano con gli hub internazionali della compagnia.
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[post_content] => Livigno continua a vivere pienamente la propria stagione invernale, una delle più lunghe dell’intero arco alpino, offrendo agli sciatori condizioni eccellenti e un comprensorio completamente operativo fino al 3 maggio.
Dopo aver ospitato le competizioni olimpiche di Milano Cortina 2026, la destinazione conferma standard organizzativi e qualitativi di altissimo livello. I 115 km di piste si presentano in condizioni ottimali, con un manto nevoso naturale, compatto e accuratamente preparato, mentre gli impianti di risalita più all’avanguardia, tra cui la nuovissima seggiovia Altavista, garantiscono collegamenti efficienti tra le diverse aree sciistiche.
L’esperienza olimpica ha ulteriormente valorizzato infrastrutture e servizi, lasciando in eredità un sistema ancora più performante e pronto ad accogliere appassionati, famiglie e sportivi per giornate sulle piste indimenticabili e che, in questo periodo, si allungano per un’esperienza ottimale.
«Le Olimpiadi hanno portato a Livigno un’energia e una dimensione internazionale straordinarie, accentuando aspetti che in realtà fanno parte della nostra identità da sempre - spiega Luca Moretti, presidente di Livigno Next - Oggi quella vibrazione continua sulle piste: siamo pronti ad accogliere sciatori e appassionati con lo stesso entusiasmo, qualità organizzativa e standard elevati che hanno caratterizzato l’esperienza olimpica conquistando il cuore di tutti gli atleti e delle delegazioni che abbiamo ospitato».
Livigno si conferma così una destinazione che continua a offrire un’esperienza invernale di riferimento, con piste curate, impianti efficienti e servizi all’altezza degli standard internazionali.
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[post_content] => La Grecia ha centrato nuovi traguardi nel 2025, registrando un numero record di visitatori e di entrate in un anno che il ministro del Turismo, Olga Kefalogianni, ha definito “il migliore di sempre”.
I dati della Banca di Grecia mostrano che i flussi in entrata sono cresciuti del 5,6% raggiungendo i 37,98 milioni di visitatori, rispetto ai 35,95 milioni del 2024 (esclusi i passeggeri delle crociere). Ma in quello che è il terzo anno consecutivo di crescita nel settore greco, è il fatturato di 23,6 miliardi di euro, che rappresenta un aumento del 9,4% su base annua e quindi supera gli arrivi, a far parlare di sé.
Kefalogianni ha osservato che l'incremento dei ricavi è stato quasi doppio rispetto alla crescita degli arrivi e, dato che il sovraffollamento turistico è motivo di preoccupazione in molte destinazioni, ha definito questo cambiamento positivo in termini di sostenibilità del settore. “Per la prima volta, vediamo i ricavi crescere a un tasso molto più elevato rispetto agli arrivi. Ciò dimostra che stiamo gradualmente migliorando gli indicatori qualitativi. Questa è la direzione dello sviluppo qualitativo del turismo greco”, ha affermato.
Per quanto riguarda i mercati di provenienza, l'aumento degli arrivi da paesi extra UE ha superato del 7,2% la crescita dei visitatori provenienti dall'Unione Europea. Gli arrivi dall'Ue sono aumentati del 2,8%, mentre quelli da paesi extra Ue, compresi Regno Unito e Stati Uniti, sono cresciuti del 10%.
Turisti italiani in crescita dell'8,6%
I visitatori dalla Germania sono aumentati del 10,2%, fino a quota 5,95 milioni; dall'Italia l'incremento è stato dell'8,6% per un totale di 2,2 milioni di visitatori; in contro tendenza la Francia con un meno 0,5% di visitatori (1,98 milioni).
Come di consueto, il Regno Unito si è dimostrato un mercato importante, inviando il 7,6% in più di visitatori rispetto all'anno precedente, per un totale di 4,89 milioni. Inoltre, i viaggiatori britannici hanno speso ben 3,74 miliardi di euro, con un aumento del 18,5% rispetto al 2024 e uno degli importi più elevati.
A conti fatti, la bilancia turistica ha registrato un surplus di 20,25 miliardi di euro, con un aumento del 7,77% rispetto al 2024. Grazie al solo turismo, la Grecia è riuscita a compensare quasi il 60% del suo deficit commerciale.
Guardando al 2026, Kefalogianni stima un futuro positivo per il settore: “I primi dati per il 2026 creano prospettive ottimistiche, e si profila un altro anno positivo per il settore”.
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