24 June 2026

Lituania, riaperti i confini anche per i turisti italiani

Dopo aver sperimentato con successo la Baltic Travel Bubble, vale a dire la libera circolazione di persone tra le tre Repubbliche Baltiche, dal primo giugno la Lituania ha finalmente allentato le misure di blocco e riaperto i propri confini anche ai turisti italiani, che potranno recarsi nel paese senza dover ricorrere ai 14 giorni di autoisolamento previsti fino a poche settimane fa.

«Siamo entusiasti all’idea di accogliere nuovamente in Lituania i turisti italiani – afferma Indrė Slyžiūtė, responsabile per il mercato italiano di Lithuania Travel – L’Italia è sempre stata un mercato prioritario per noi, capace di portare 48.994 visitatori nel 2019 (+13.2% sul 2018). Abbiamo già ripreso una fitta collaborazione con gli operatori italiani, per pianificare insieme i prossimi passi e per tornare a essere, già da questa estate, una destinazione di riferimento per tutti coloro che vogliono trascorrere una vacanza all’aria aperta in un paese di autentica bellezza, immergendosi nel verde e conoscendo da vicino le tradizioni e la cultura lituane». Anche i collegamenti aerei stanno aumentando giorno dopo giorno.

Dal 1 di luglio saranno pianificati i voli Ryanair da Bergamo e Roma Ciampino per Vilnius e da Milano Malpensa e Napoli per Kaunas, mentre dalla fine di ottobre saranno disponibili da Treviso per Vilnius e da Bologna per Kaunas. In attesa dell’autorizzazione da parte del governo lituano i voli diretti Wizzair saranno attivi da Malpensa per Vilnius. Oltre ai voli verso l’Italia, per ora sono già riprese regolarmente le tratte verso Lettonia, Estonia, Germania, Francia (Parigi), Norvegia e Finlandia e Paesi Bassi. Oltre all’Italia, l’alleggerimento delle misure riguarda anche altri Paesi europei: Austria, Bulgaria, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Lettonia, Liechtenstein, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Romania, Slovacchia, Slovenia e Svizzera.
 

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Ricca di attrazioni culturali e naturali, si trova un un territorio montuoso - con cime che superano i 4000m - attraversato da 150 valli.\r\n\r\nAnticamente Coira faceva parte della Rezia: una provincia dell’Impero Romano che, abitata dal popolo dei Reti, era collocata tra il sud e il nord della Alpi. Vi si stanziarono i Celti che la chiamavano “Coria” e controllavano le strade dirette verso l’Italia. Nel 15 aC arrivò l’allora pretore e futuro imperatore Tiberio, che ne comprese l’importanza strategica e fece costruire abitazioni, un forum e un ponte attraverso il quale le truppe romane raggiunsero poi la Germania. La convivenza fu pacifica e le lingue si mischiarono; oggi sono 3 gli idiomi ufficiali: dall’incontro del latino con il celtico è nato il romancio (parlato solo nei Grigioni), nelle 4 valli dirette verso l’Italia si parla l’italiano e dal 1464 si parla anche il tedesco. Coira ha una storia ricca e affascinante.\r\n\r\nLa ferrovia venne iniziata nel 1889 da un olandese: la moglie soffriva di tubercolosi e allora si pensava che l’aria fresca di località svizzere come Arosa, Laax, St.Moritz e Flims - da raggiungere in treno - potesse migliorare le condizioni di vita dei malati. Si costruì la tratta che da Landquart andava a Kloster e, poi, a Davos. In seguito la ferrovia si è estesa nel cantone arrivando a 382km, 3 dei quali sul suolo italiano con stazione a Tirano.\r\n\r\nUna curiosità: 100 anni fa era proibito girare in macchina nei Grigioni. Ci si poteva muovere solo su carri. Nel 1925, dopo dieci votazioni, anche il cantone ha accolto i mezzi a motore! 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