22 aprile 2020 11:30

Giuseppe Pagliara
Non ha mai smesso di crederci il gruppo Nicolaus, che in questi giorni difficili ha lavorato sotto traccia, prima per mettere in sicurezza collaboratori e clienti, e poi per garantire la massima continuità possibile dell’operatività, tramite una nuova organizzazione di smart working. E ora che all’orizzonte pare finalmente profilarsi una plausibile via d’uscita dall’emergenza, la compagnia pugliese è prontissima a ripartire. Non a qualsiasi condizione però: “In questo momento una parte del mondo politico ha interesse ad accelerare sulle riaperture, perché questo significherebbe la ripresa dell’economia e la messa in sicurezza di milioni di posti di lavoro – spiega l’amministratore delegato di Erregi Holding, Gruppo Nicolaus, Giuseppe Pagliara -. In molti settori, tuttavia, e in particolare nel nostro, rimettersi in moto significa adottare una serie di misure di sicurezza che inevitabilmente avranno delle ricadute in termini normativi e soprattutto di costi per le aziende. Prima di prendere qualsiasi decisione, abbiamo perciò bisogno di capire esattamente quali saranno le regole che presiederanno al nuovo contesto“.
Molte sono in effetti le questione aperte. A cominciare dal nodo trasporti: “Quali saranno le regole per i traghetti e gli aerei? Come viaggeremo? – si domanda Pagliara -. Se per l’Italia continentale è probabile che molti decideranno di muoversi in auto, come si farà invece per raggiungere una destinazione chiave come la Sardegna? E poi sarà possibile spostarsi da regione a regione? Perché c’è anche chi sostiene che questa estate la mobilità delle persone sarà limitata all’interno delle proprie regioni di origine… Quando riapriranno inoltre le scuole? Se la ripresa delle lezioni dovesse essere anticipata, l’industria dei viaggi sarebbe ulteriormente penalizzata. Infine, il pericolo più grave: riaprire i villaggi, assumere centinaia di stagionali e trovarsi poche settimane dopo a dover richiudere a causa dell’ondata di ritorno del contagio. Sarebbe il colpo di grazia per il settore”.
Da qui la necessità di far sedere l’intera filiera del turismo ai tavoli istituzionali dove si prendono le decisioni chiave. “In questo momento non si tratta di salvare una componente del turismo o l’altra – sottolinea Pagliara -. Dobbiamo muoverci tutti assieme: dall’hotel, ai to, fino alle agenzie di viaggio. Ecco perché noi siamo stati tra i promotori e i principali sostenitori dell’iniziativa del Manifesto del turismo tramite Astoi. Nostre per esempio sono le proposte di contributo charter, per la probabile limitazione dei posti disponibili sui vettori, e della riduzione dell’Iva su agenzie e to dal 22% al 10%”.
A fronte delle inevitabili criticità che un contesto mai sperimentato prima come quello attuale porta con sé, il gruppo Nicolaus non smette però di credere nelle prospettive di ripresa. Anzi, lo scenario ritenuto più probabile dalla compagnia prevede che l’operatore alla fine dell’anno possa arrivare a generare ben il 70%-75% del fatturato del 2019, tenendo in considerazione quanto già accumulato nel primo trimestre 2020. Se così fosse, sarebbe un risultato straordinario, date le condizioni attuali: “L’ipotesi si basa su una riapertura estiva limitata al mare Italia e a poche destinazioni mediterranee, tra cui, in modo magari parziale, Egitto e Tunisia – rivela sempre Pagliara -. Il discorso Grecia appare invece più complicato, perché il mercato ellenico dipende molto anche dalla domanda inglese e tedesca. Paesi in cui la curva del contagio è in ritardo di qualche settimane rispetto alla nostra. Lo scenario prevede poi un prolungamento della stagione a partire da ottobre con le mete a medio raggio invernali, tra cui ancora una volta l’Egitto, e le destinazioni del Capodanno, con Maldive e Zanzibar in testa a tutti”.
Lo scenario peggiore, invece, tiene in considerazione l’ipotesi che la stagione estiva possa saltare completamente. “A quel punto ci rimarrebbe solo il medio raggio da fine settembre – inizi di ottobre”, conclude on realismo l’amministratore delegato del gruppo.
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[post_content] => Nel 2026 il viaggio inizia molto prima della partenza. Prenotazioni online, comparatori, applicazioni mobili e informazioni in tempo reale permettono di organizzare ogni dettaglio. Allo stesso tempo, molti viaggiatori dichiarano di sentirsi meno sicuri rispetto a qualche anno fa: le variabili da controllare sono aumentate, e la quantità di dati disponibili non sempre semplifica le decisioni.
Da ricordare:
● La moltiplicazione delle fonti informative aumenta la complessità decisionale, non la riduce.
● Documenti, requisiti sanitari, condizioni di prenotazione e coperture assicurative sono elementi da verificare sistematicamente prima della partenza.
● Una preparazione strutturata riduce l'esposizione agli imprevisti e migliora la qualità dell'esperienza di viaggio.
Più informazioni disponibili, ma anche più decisioni da prendere
Il numero di fonti consultate dal viaggiatore medio prima di partire è triplicato nell'ultimo decennio, secondo le analisi del settore. L'accesso alle informazioni non elimina la complessità: la trasforma in un processo di selezione e verifica continua.
La moltiplicazione delle fonti informative
Siti istituzionali, blog di viaggio, forum, social network e app dedicate producono ogni giorno volumi di contenuti difficili da filtrare. Il viaggiatore si trova a confrontare fonti con aggiornamenti disomogenei, spesso in contraddizione tra loro su requisiti di ingresso, condizioni tariffarie o avvisi di sicurezza. La distinzione tra informazione aggiornata e dato obsoleto richiede un livello di attenzione che in passato non era necessario.
La crescente complessità dell'organizzazione
Organizzare un viaggio internazionale nel 2026 comporta in media il doppio delle verifiche rispetto al 2015. Voli low cost con bagagli separati, hotel con politiche di cancellazione variabili, trasporti locali da prenotare in anticipo e requisiti di ingresso che cambiano con frequenza: ogni elemento richiede una decisione autonoma. La frammentazione dell'offerta turistica ha reso il processo più flessibile, ma anche più esposto a errori.
La preparazione del viaggio oggi comprende molti più aspetti
I viaggiatori internazionali devono oggi verificare almeno sei categorie di elementi prima della partenza, rispetto alle due o tre considerate standard fino a pochi anni fa. Documenti, prenotazioni, requisiti sanitari, mobilità locale, protezione dagli imprevisti e strumenti digitali formano un sistema integrato che richiede pianificazione sequenziale.
Documenti, prenotazioni e requisiti sanitari
La validità del passaporto, i visti richiesti e le eventuali vaccinazioni obbligatorie variano per destinazione e nazionalità, con aggiornamenti frequenti. Molti paesi richiedono una validità residua del passaporto superiore a sei mesi dalla data di rientro. Le condizioni delle prenotazioni, in particolare le politiche di modifica e rimborso, devono essere lette prima del pagamento, non dopo. I requisiti sanitari, inclusi certificati vaccinali o test specifici, possono cambiare con poche settimane di preavviso.
Copertura assicurativa e mobilità internazionale
Valutare una copertura viaggio internazionale è diventato un passaggio standard nella pianificazione, non un'opzione accessoria. Operatori come AXA Partners Italia registrano una crescita costante delle richieste di polizze che includono assistenza medica, rimborso per cancellazione e supporto in caso di bagaglio smarrito. La mobilità locale, con treni ad alta velocità, servizi di car sharing e connessioni intermodali, richiede prenotazioni anticipate soprattutto nelle mete più frequentate.
Gli imprevisti non sono aumentati, è cambiato il modo di affrontarli
La percentuale di viaggi internazionali che registrano almeno un imprevisto significativo è rimasta stabile negli ultimi anni, ma la risposta del viaggiatore è diventata più strutturata. La pianificazione preventiva ha sostituito la gestione reattiva come approccio dominante.
Flessibilità e condizioni di modifica
La domanda di tariffe flessibili è cresciuta del 40% tra il 2022 e il 2025, secondo i dati aggregati dei principali sistemi di prenotazione. I viaggiatori verificano sistematicamente le condizioni di cancellazione prima di confermare, e scelgono spesso soluzioni con costo aggiuntivo pur di mantenere margini di manovra. Questa tendenza riguarda sia i viaggiatori leisure che i business traveller.
Strumenti digitali per il monitoraggio in tempo reale
Le applicazioni di tracciamento dei voli, le notifiche push degli hotel e i servizi di allerta per le destinazioni a rischio sono oggi utilizzati da oltre il 60% dei viaggiatori frequenti. Questi strumenti non eliminano gli imprevisti, ma riducono i tempi di reazione e permettono di attivare soluzioni alternative con maggiore rapidità. La digitalizzazione del viaggio ha spostato il controllo dall'operatore al viaggiatore stesso.
Il ruolo crescente della preparazione preventiva
Una check-list strutturata prima della partenza riduce del 30% la probabilità di incontrare problemi documentali o logistici, secondo le stime degli operatori del settore. La preparazione preventiva non è una pratica riservata ai viaggiatori esperti: è diventata una competenza necessaria per chiunque si muova oltre i confini nazionali.
Le copie digitali dei documenti, archiviate su cloud o su applicazioni dedicate, permettono di recuperare informazioni essenziali anche in caso di furto o smarrimento. La pianificazione finanziaria, con carte di credito abilitate all'estero e valuta locale disponibile, evita blocchi operativi nelle prime ore di arrivo. I numeri utili, inclusi quelli dell'ambasciata, del servizio di assistenza assicurativa e dei contatti locali, devono essere accessibili offline. La gestione delle emergenze sanitarie richiede conoscenza preventiva delle strutture ospedaliere nelle aree di destinazione.
Il nuovo concetto di viaggio consapevole
Preparare un viaggio nel 2026 significa gestire informazioni, ridurre le incertezze e costruire un'esperienza più fluida: non semplicemente prenotare trasporto e alloggio. Il viaggiatore consapevole non è necessariamente più esperto, ma è più metodico. Verifica, archivia, confronta e pianifica con un approccio che in passato era proprio delle agenzie di viaggio e dei tour operator.
Questa evoluzione ha implicazioni dirette per gli operatori del settore. Le agenzie che offrono supporto nella verifica documentale, nella selezione delle coperture assicurative e nella gestione degli imprevisti rispondono a un bisogno reale, non percepito. Il valore aggiunto non è più solo nella selezione dell'offerta, ma nella riduzione del carico cognitivo per il cliente.
Prima del viaggio
Perché è importante
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Preparare copie digitali
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Informarsi sui requisiti sanitari
Riduce il rischio di inconvenienti all'ingresso nel paese
Organizzare una copertura adeguata
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Domande frequenti sulla preparazione dei viaggi nel 2026
Perché oggi organizzare un viaggio richiede più preparazione rispetto al passato?
La frammentazione dell'offerta turistica e la moltiplicazione delle fonti informative hanno aumentato il numero di decisioni che il viaggiatore deve prendere autonomamente. Voli, alloggi, trasporti locali, requisiti di ingresso e coperture assicurative sono elementi separati, ciascuno con condizioni proprie, che richiedono verifica individuale.
Quali aspetti vengono più spesso sottovalutati prima della partenza?
La validità residua del passaporto, le condizioni di cancellazione delle prenotazioni e i requisiti sanitari aggiornati sono tra gli elementi più frequentemente trascurati. Anche la verifica della copertura assicurativa, in particolare per le spese mediche all'estero, viene spesso posticipata o omessa.
Come verificare che le informazioni trovate online siano aggiornate?
Le fonti istituzionali, come i siti delle ambasciate, del Ministero degli Affari Esteri e delle autorità sanitarie nazionali, offrono dati più affidabili rispetto ai blog o ai forum. La data di aggiornamento della pagina consultata è un indicatore fondamentale da controllare sempre prima di considerare valida un'informazione.
Quali strumenti digitali facilitano la pianificazione del viaggio internazionale?
Le applicazioni di tracciamento dei voli, i wallet digitali per i documenti, i servizi di allerta per le destinazioni e le piattaforme di gestione delle prenotazioni centralizzate sono tra gli strumenti più utilizzati dai viaggiatori frequenti nel 2026. Molti operatori del settore integrano questi strumenti nei propri servizi di assistenza pre-partenza.
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[post_content] => Dal 1° ottobre 2026 le Maldive hanno esteso l'applicazione della Tourism goods and services tax (Tgst), con aliquota del 17%, anche ai prodotti turistici inbound e ai relativi servizi di intermediazione e prenotazione forniti da operatori esteri, inclusi i tour operator, anche in assenza di una sede operativa stabile nel Paese.
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La novità, introdotta con l'ottavo emendamento alla normativa sulla Gst (Goods and services tax), determina per le imprese internazionali interessate nuovi obblighi fiscali e amministrativi e un impatto operativo ed economico insostenibile.
Per i tour operator italiani la questione assume un peso significativo anche alla luce dell'importanza della destinazione: l'Italia è il terzo mercato e muove circa 153.000 passeggeri l'anno, la maggior parte dei quali acquista la propria vacanza proprio attraverso il canale del turismo organizzato.
Astoi, in data 7 settembre, ha scritto una prima lettera al presidente della Repubblica delle Maldive, Mohamed Muizzu, e al ministro del turismo e dell'aviazione civile, Mohamed Ameen e, in data 25 settembre, l'Associazione è tornata a scrivere alle suddette autorità e al Mira (Maldives inland revenue authority), ente governativo responsabile dell'amministrazione e della riscossione delle imposte alle Maldive, per evidenziare le numerose criticità economiche, amministrative e commerciali legate all'attuazione delle nuove disposizioni ed avanzare le proprie richieste.
Mancata definizione
Nelle due lettere sono stati affrontati i seguenti temi: il primo: assenza di un quadro operativo e onerosità dell'adempimento.Alcuni aspetti essenziali del nuovo regime rimangono ancora non definiti. La nuova normativa impone infatti alle imprese non residenti obblighi immediati di registrazione, rendicontazione, fatturazione e pagamento delle imposte, senza al contempo fornire il quadro normativo, operativo e amministrativo necessario per consentire l'adempimento di tali obblighi.
Per un tour operator internazionale l'adempimento richiede attività molto onerose, come l'integrazione nei propri sistemi di procedure specifiche per individuare le transazioni rilevanti, ricostruirne gli elementi, documentarne il trattamento fiscale e rendere disponibili le informazioni (anche in lingue diverse) in caso di eventuali verifiche;
Il secondo: difficoltà nella determinazione del valore imponibile. I tour operator vendono pacchetti che combinano servizi turistici forniti alle Maldive con servizi forniti in altre giurisdizioni, tra cui voli internazionali, prodotti assicurativi, trasferimenti, servizi accessori e altre componenti del viaggio. La guida del Mira prevede che le componenti non riconducibili al prodotto turistico inbound, vengano escluse dal relativo trattamento; tale attività è particolarmente complessa e richiede agli operatori di individuare e documentare nel dettaglio le diverse componenti della vendita e di allocarle correttamente secondo le categorie richieste dal nuovo regime, che differiscono peraltro da quelle utilizzate nei sistemi degli operatori;
Terzo: molteplicità di player nella catena distributiva. La vendita di un prodotto delle Maldive può coinvolgere, a seconda del modello commerciale, resort, tour operator, grossisti, banche letti, Aaenzie di viaggio, ota, dmc e altri intermediari. La presenza di più soggetti nella catena distributiva rende particolarmente importante comprendere in modo chiaro e coerente come le norme debbano essere applicate quando la stessa transazione coinvolge più livelli distributivi; in tali casi si rischia un trattamento difforme tra soggetti che operano in modi diversi e si determina un doppio o triplo pagamento della Gst, a seconda degli intermediari coinvolti;
Impatto economico
Quarto: tempistica di attuazione e impegni commerciali già assunti. La data di entrata in vigore della Goods and Services Tax è stata fissata al 1° ottobre 2026; tuttavia i tour operator hanno già negoziato contratti, pubblicato prezzi, assicurato disponibilità, distribuito prodotti attraverso i propri canali di vendita ed accettato prenotazioni dei clienti per la prossima stagione turistica, sulla base del quadro normativo esistente prima dell'adozione dell'Emendamento. La guida del Mira ha chiarito che una transazione conclusa prima del 1° ottobre può essere soggetta a Gst qualora il momento della fornitura ricada in tale data o successivamente. Sarebbe stato invece auspicabile fare riferimento ai contratti conclusi dopo il 1° ottobre per evitare rilevanti conseguenze sulle attività commerciali già in corso;
Quinto: impatto economico e sulla competitività. E' stato sottolineato che l'aumento dei costi e la maggiore complessità nella vendita della destinazione, unite all'incertezza normativa, influenzeranno la pianificazione dei prodotti, le decisioni di investimento e le attività promozionali dei tour operator e produrranno, nel tempo, conseguenze estremamente negative per l'intera economia turistica locale. Ancor più grave è che un ricavo, fatturato all'estero e già sottoposto ad un'imposizione fiscale nel paese nel quale si realizza, debba essere tassato anche in un altro paese. In nessun'altra destinazione del mondo esiste una tassa così strutturata, che crea una situazione altrettanto paradossale e ingiusta. La percentuale della tassazione è persino più alta del margine operativo lordo che normalmente i tour operator conseguono. Anche per questa ragione quasi tutti gli operatori associati ad Astoi si sono rifiutati di iscriversi al registro Gst volendo manifestare, in questo modo, il pieno dissenso verso questa nuova normativa.
Abrogazione
Alla luce delle criticità evidenziate, Astoi ha quindi chiesto alle autorità maldiviane di valutare l'abrogazione delle disposizioni che hanno esteso il regime Gst delle Maldive ai soggetti non residenti o, quantomeno, di riconsiderare modalità e tempistiche di attuazione.
La combinazione tra l'incompletezza delle disposizioni attuative e l'assenza di metodologie chiare per la determinazione del valore imponibile crea una situazione nella quale l'adempimento diviene ragionevolmente irrealizzabile ed è per questo che Astoi ha comunicato alle autorità maldiviane che i tour operator, nelle attuali circostanze, saranno impossibilitati ad iscriversi al registro Gst del Mira.
L'Associazione auspica che le istituzioni maldiviane ripristinino quanto prima le condizioni che consentono agli operatori italiani di continuare a programmare e vendere la destinazione in modo stabile e sostenibile.
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«Il mercato turistico dello Sri Lanka - spiega il ceo di Unique Paradise Italia, Yoga Kathamuthu - sta vivendo una crescita costante e straordinaria. Oggi più che mai, la destinazione offre uno standard ricettivo di livello medio-alto, con strutture alberghiere in continuo rinnovamento, una flotta di veicoli moderni e confortevoli per i tour e un team di guide multilingue di comprovata capacità e professionalità. Noi vediamo in questo scenario un enorme potenziale ancora inespresso: un’opportunità concreta per incrementare la qualità della programmazione, i volumi di vendita e, di conseguenza, il fatturato reciproco. Per questo motivo, avremmo il piacere di incontrare gli agenti di viaggio a Ttg Travel experience. Vogliamo ascoltarli, analizzare insieme le eventuali criticità del passato ed esplorare soluzioni strategiche e su misura che conducano a una soddisfazione comune».
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[post_content] => “We are now the world's second-biggest airline”. Con questa affermazione Eddie Wilson, ceo di Ryanair, ha esordito durante la conferenza stampa a Roma, aggiungendo che la compagnia irlandese non aggiungerà voli nuovi sulla capitale e che mentre i prezzi sono destinati a salire "noi resteremo sempre i più convenienti".
Secondo Wilson il potenziale di crescita di Roma "una della destinazione turistiche più attrattive al mondo" rischia di essere frenato dall’aumento delle tariffe aeroportuali e dall’Additional Municipal Tax applicata nella capitale, oltre ai limiti acustici imposti alla crescita dei voli su Ciampino. A suo giudizio, questi costi rendono meno competitivo il mercato italiano andando a riflettersi sui prezzi dei biglietti.
Particolare attenzione viene dedicata dalla compagnia low cost irlandese all’aeroporto di Ciampino dove Wilson ha detto che il numero di voli potrebbe essere incrementato senza superare i limiti ambientali e acustici previsti dalla legge. "Utilizzando i nuovi Boeing 737-8200, più efficienti e meno rumorosi,- ha detto Wilson - Ciampino potrebbe arrivare a circa 115 voli giornalieri, con un incremento del 77%".
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(Pamela McCourt Francescone)
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[post_content] => Wizz Air cresce in Italia, lo ha confermato ieri sera a Roma, durante un incontro con Travel Quotidiano, il ceo della compagnia, József Váradi: «Per il 2026 è prevista una crescita del 15% con nuovi aeromobili e l'apertura di basi a Palermo e Torino».
Riguardo alla crisi del carburante, Wizz Air «è strategicamente protetta grazie all'80% di copertura fino a marzo prossimo, poi al 40% garantendo un vantaggio competitivo significativo mentre altre compagnie affrontano difficoltà finanziarie».
Il manager, in occasione della sua visita presso la base di Roma Fiumicino, ha evidenziato la propria strategia di crescita nel mercato italiano, sottolineando l'impegno verso il paese mantenendo l'obiettivo di contenere i prezzi dei biglietti nonostante l'aumento dei costi del carburante, evidenziando una forte liquidità e come la flotta moderna consumi il 20% in meno di carburante rispetto agli aerei più vecchi, fornendo un vantaggio competitivo significativo.
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[post_content] => SiVola annuncia il nuovo assetto di governance: a partire dal 1° ottobre, la società sarà guidata da un consiglio di amministrazione presieduto da Claudio Pelizzeni, co-fondatore di SiVola. Il cd sarà inoltre composto da Carlo J. Laurora e Giovanni Peluso, anch’essi co-founder della società, da Filippo Schirmo e da Stefano Troiani.
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Esercizio
Nel 2025 SiVola ha chiuso l’esercizio con 69 milioni di euro di ricavi, in crescita del 40,8% anno su anno. L’azienda ha registrato un Ebitda di circa 2,3 milioni di euro e circa 2.000 partenze per un totale di quasi 80.000 passeggeri dal primo viaggio venduto, 25.000 dei quali hanno viaggiato con SiVola solo nel 2025.
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[post_content] => «Vorremmo che i prezzi scendessero, ma il costo del carburante rimane eccessivamente elevato e ciò si rifletterà sulle tariffe aeree»: Eddie Wilson, ceo di Ryanair conferma quanto anticipato dal ceo del gruppo all'inizio di settembre, in relazione all'andamento delle tariffe per i prossimi mesi.
Wilson, a Milano per il lancio della winter da Malpensa e Bergamo, sottolinea che la compagnia benché sia in parte tutelata dall'hedging almeno fino a marzo 2027, dovrà confrontarsi per la rimanente parte, ma partendo avvantaggiata rispetto ai competitor: «Alcuni nostri concorrenti dovranno necessariamente cercare di sopravvivere spingendo i prezzi (dei biglietti, ndr) il più in alto possibile. Grazie alla nostra struttura dei costi superiore e al vantaggio a breve termine di cui godiamo sul carburante, saremo avvantaggiati: in ultima analisi, sono i consumatori a determinare i prezzi, ma i nostri competitor dovranno alzarli per sopravvivere, e noi ne trarremo beneficio, partendo da prezzi in generale mediamente più bassi»..
Il ceo parla quindi di "bad news" per i consumatori riferendosi all'aumento dei prezzi è una cattiva notizia per i consumatori, ma questo shock energetico comporterà probabilmente l'uscita dal mercato di alcune compagnie durante l'inverno. Prevedo cambiamenti repentini nella capacità operativa; Ryanair ha già apportato lievi modifiche in tal senso: non abbiamo cancellato tratte, ma abbiamo ridotto alcune frequenze. Tuttavia, le compagnie che scelgono di espandere la propria capacità durante l'inverno, in un contesto di costi del carburante elevati, dovranno affrontare problemi complessi. Noi continueremo con la nostra strategia: non ricorriamo all'hedging per battere il mercato, ma per garantire certezza sui costi. È capitato che, una volta completate le operazioni di copertura per l'anno in corso, la situazione del mercato ci abbia fatto apparire molto lungimiranti; tuttavia, se i prezzi dovessero rimanere alti a lungo, l'hedging non basterebbe a risolvere il problema».
Il mercato Italia
Lo sguardo complessivo sul mercato Italia evidenzia come il nostro sia «il mercato principale per Ryanair, dove trasportiamo 70 milioni di passeggeri, che ci rendono la prima compagnia aerea in Italia. Quest'anno abbiamo operato da 32 aeroporti (di cui 20 basi) con 111 aeromobili, attraverso un network di 800 rotte (40 nuove)».
Le previsioni per la stagione invernale vedono una crescita a macchia di leopardo: più accentuata nelle regioni dove è stata abolita l'addizionale municipale (Abruzzo, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Sicilia, Emilia-Romagna), ma anche sull'area di Milano dove la low cost aumenterà la capacità posti del +11%, puntando a trasportare 21 milioni di passeggeri all'anno (+9%). «Su Roma, invece, non aumenteremo».
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[post_content] => Per Uvet il bilancio del 2025 è stato molto positivo, con risultati record; una tendenza che si è confermata nel 2026, che si sta concludendo con una crescita del 10% rispetto a quanto previsto.
«Prevediamo un trend di crescita anche nel 2027, alimentato in modo sinergico dal settore alberghiero, dal business travel, dal leisure e dai viaggi. – afferma Luca Patanè, presidente del gruppo Uvet -. Indubbiamente la situazione geopolitica ha inciso: speriamo che le problematiche internazionali si risolvano, anche perché questo ci darebbe la possibilità di operare in modo sempre più profondo e importante nel settore.
«Il gruppo Uvet concentra tutte le risorse nell'innovazione, nelle persone e nelle infrastrutture tecnologiche, per ottenere il massimo dell'efficienza. La nostra è un'azienda familiare, per questo sento vicine le agenzie di viaggio a loro forniamo sicuramente gli strumenti offerti da altri network, ci siamo però concentrati su una cinquantina di agenzie tra dirette e indirette, puntando molto sulla formazione per affrontare meglio il mercato. Non mi interessava avere dei punti vendita che si limitassero a vendere un pacchetto turistico o a costruire un viaggio standard.
Evoluzione del business
«Avevo bisogno di professionisti capaci di capire l'evoluzione del business e di intercettare ciò che un cliente potrebbe potenzialmente desiderare. Le adv rappresentano dei presidi sul territorio, capaci di comprendere come reagisce una specifica area e quali servizi richiede. L'ascolto e la personalizzazione sono fondamentali per sviluppare nuovi servizi da offrire alla clientela. I nostri dipendenti e le agenzie affiliate devono anche avere la capacità di vendere di più e meglio, guardando ai mercati esteri. I dati attuali indicano che i turisti che arrivano in Italia sono tantissimi e in costante crescita; molti arrivano senza essersi rivolti a un'agenzia a monte.
«È questo il mercato che dobbiamo essere capaci di intercettare a livello locale, gestendo una domanda estera che, per molte nazioni, è fondamentale. Con Uvet ci sono tante possibilità di crescita. - conclude Patanè – Non bisogna temere Spesso il comparto delle agenzie tende a lamentarsi ciclicamente d le novità e i cambiamenti del mercato (come le evoluzioni delle compagnie aeree o l'ingresso di nuovi attori come Sncf) temendo di non avere gli strumenti adatti. La realtà è che a ogni problema si trova sempre una soluzione: o la trovi tu o la trova qualcun altro, ma una soluzione si trova».
Chiara Ambrosioni
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[post_content] => Marco De Angelis ci ha lasciati. Se n'è andato ieri pomeriggio, all'improvviso e prematuramente, travolto da un furgone mentre, in sella al suo scooter, rientrava a casa dopo la giornata di lavoro.
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Alla famiglia e ai colleghi di Marco le più sentite condoglianze e la vicinanza del gruppo Travel.
(ma.c.)
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