6 maggio 2019 10:45
Le Isole Vergini Britanniche e i suoi tramonti. L’arcipelago, a bagno nell’oceano Atlantico, è un luogo magico per godere dei paesaggi che colorano le sue 60 isole quando il sole si avvicina alla linea dell’orizzonte. Da non perdere il tramonto visto dall’alto di Virgin Gorda, ad esempio dal Gorda Peak, il punto più alto e panoramico dell’isola. La visuale dall’altura a 360° abbraccia non solo la cosiddetta “Fanciulla Formosa” (Virgin Gorda stessa). In quest’ora magica, lo spettacolo che si può ammirare dal Gorda Peak è unico: i colori caldi del sole inondano e accendono l’oceano. Se si ama la festa Cane Garden Bay a Tortola, questa bianca spiaggia è uno dei punti più vivaci dell’arcipelago, grazie ai suoi numerosi beach bar. Il calar del sole assume qui l’intenso sapore dei cocktail al rum tipici delle BVI, un’esperienza che difficilmente si potrà scordare. All’estremo Nord dell’arcipelago, Anegada è l’unica isola corallina, famosa per la sua ricchissima barriera corallina e per le acque cristalline, con chilometriche spiagge candide, come Loblolly Bay e Cow Wreck Beach. Per quanti preferiscano uno spettacolo “quasi privato”, ecco l’opzione tramonto in barca, un’esperienza proposta da diverse compagnie che organizzano queste escursioni e tour personalizzati.
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[post_content] => Dalla partnership tra Cisalpina Tours International e Ambimed, è nato un white paper dedicato alle aziende clienti, che approfondisce le best practice del travel risk management e riassume “lo stato dell’arte” sul tema. Il contesto di mercato evidenzia criticità crescenti e ancora troppa poca informazione sul tema. Da una recente indagine di Ambimed emerge come alcune zone, considerate non a rischio, rappresentino invece pericoli concreti per i viaggiatori business. I dati 2024 mostrano un aumento del 36% rispetto al 2023 dei viaggi annullati per pericoli legati a destinazioni specifiche.
Le statistiche rivelano l'impatto dei rischi: il 40% dei viaggiatori d'affari ha sperimentato problemi di salute durante le trasferte internazionali, mentre i rischi legati alla geopolitica hanno registrato un incremento del 70% rispetto all'era pre-pandemica. La criminalità e instabilità politica nel 2024 hanno causato una diminuzione del 17% delle trasferte verso determinate aree geografiche, considerate ad alto rischio.
Dati che fanno riflettere: soprattutto se si pensa anche che il duty of care impone ai datori di lavoro l'obbligo legale e morale di garantire salute, sicurezza e benessere dei dipendenti in trasferta. Chi non rispetta queste norme rischia sanzioni salate, conseguenze legali e danni reputazionali. Ma quanti sono davvero informati su questo? I costi finanziari per le aziende che non implementano piani di Trm efficaci subiscono incrementi superiori al 30% rispetto a quelle con strategie consolidate.
Il quadro normativo
Il white paper offre un quadro normativo e delle best practice sul tema e delinea sei aree di intervento prioritarie: conoscenza dei rischi (67% delle aziende sottostima i pericoli reali), processo di autorizzazione delle trasferte, conformità normativa, risorse disponibili per i viaggiatori, verifica delle destinazioni e valutazione psicologica del personale. Il documento evidenzia che il 76% dei viaggiatori d'affari apprezza il supporto psicologico post-viaggio dopo trasferte in aree critiche. Il documento rappresenta per le aziende clienti di Cti uno strumento operativo per coloro che devono adeguarsi alla norma ISO 31030:2021 e alle linee guida 2024 della Società Italiana di Medicina del Lavoro, offrendo un approccio che passa da una gestione puramente logistica a una incentrata sul benessere e sulla responsabilità aziendale, con potenziali risparmi sui costi di gestione delle emergenze fino al 45%.
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[post_content] => Cti - Cisalpina Tours International ha siglato una partnership strategica con Ambimed, gruppo specializzato in servizi di Travel Risk Management. L'accordo permette alle aziende clienti di Cti di accedere a soluzioni integrate per la sicurezza e la prevenzione sanitaria durante i viaggi di lavoro, in Italia e all'estero.
La collaborazione nasce in risposta all'evoluzione normativa che impone obblighi più stringenti in materia di duty of care. A livello internazionale, la norma Iso 31030:2021 fornisce un riferimento globale per le organizzazioni che intendono gestire in modo efficace i rischi per i propri viaggiatori. «Il quadro normativo in evoluzione richiede oggi un approccio strutturato e proattivo - ha commentato Loretta Bartolucci, global commercial director Cti -. Le recenti linee guida della Società Italiana di Medicina del Lavoro, pubblicate nel 2024, hanno introdotto criteri operativi più rigorosi per la tutela dei lavoratori inviati all’estero». E di lavoro, a partire da informazione e formazione, ce n’è molto da fare in Italia, soprattutto accompagnando anche le pmi in un percorso di sicurezza e aggiornamento.
L'alleanza
L'alleanza si articola su cinque pilastri operativi: valutazione del rischio paese prima della partenza, informazione e formazione preventiva dei lavoratori, verifica dello stato di salute e delle necessarie vaccinazioni, identificazione di strutture sanitarie e piani di evacuazione, monitoraggio continuo con strumenti digitali.
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[post_content] => La ristorazione si conferma la seconda componente dell'offerta turistica italiana con 11 miliardi di euro di valore aggiunto generato nel 2024. Lo evidenzia il rapporto "Il potere turistico della ristorazione", realizzato da Sociometrica per FIPE-Confcommercio e presentato in anteprima al TTG di Rimini alla presenza del Ministro del Turismo Daniela Santanchè.
Nel 2024 la spesa dei turisti italiani e stranieri in servizi di ristorazione ha superato i 23 miliardi di euro, distribuita in quasi 3.300 comuni turistici italiani. Il settore rappresenta il 9,4% della distribuzione del valore aggiunto nel comparto turistico, posizionandosi dopo le seconde case (27,0%) e prima di hotel e ricettività (16,6%).
Roma guida la classifica con 1,16 miliardi
La geografia del valore aggiunto nella ristorazione turistica vede Roma in testa con 1.163,8 milioni di euro (36,5% del totale), seguita da Milano con 452,3 milioni (14,2%), Venezia con 371,8 milioni (11,7%) e Firenze con 303,1 milioni (9,5%). Rimini si attesta a 169,5 milioni (5,3%), mentre seguono Napoli (159,3 milioni), Torino (123,0 milioni) e Lignano Sabbiadoro (91,0 milioni).
Il totale dei dieci comuni genera complessivamente 3.186 milioni di euro, con una media di 318,6 milioni per comune, sebbene solo quattro comuni superino effettivamente questa media.
Turismo internazionale pesa il 67,7% nei top comuni
Il dato più significativo riguarda l'incidenza del turismo internazionale nei primi dieci comuni turistici italiani, che genera complessivamente il 67,7% del valore aggiunto totale. Venezia rappresenta il caso più emblematico con l'86,6% del valore aggiunto generato da visitatori stranieri, seguita da Firenze (80,4%), Milano (71,6%) e Roma (70,3%).
Nel confronto nazionale, la spesa in ristorazione dei turisti italiani raggiunge 4.364,40 milioni di euro (52,5%), mentre quella dei turisti stranieri si attesta a 3.941,20 milioni di euro (47,5%).
Le tre Italie della ristorazione turistica
Il rapporto identifica tre diversi modelli di sviluppo turistico. Il Centro Italia, con Roma e Firenze, è caratterizzato dalla più alta incidenza di turismo internazionale (72,4%) e da un peso economico del 46,0% sul valore aggiunto totale, trainato dalle città d'arte di rilevanza mondiale. Il Nord Italia, con Milano, Venezia, Rimini, Bologna, Torino e Jesolo, registra un'incidenza di turismo internazionale del 65,2% e un peso economico del 44,8% sul totale.
Ristoranti italiani nel mondo come soft power
Il rapporto evidenzia come la cucina italiana rappresenti uno strumento di soft power globale, grazie a una rete di oltre 90.000 ristoranti italiani nel mondo che rafforzano l'immagine del Paese. «La ristorazione valorizza le economie locali ed è un patrimonio, anche immateriale, che accompagna ogni esperienza turistica», ha sottolineato Lino Enrico Stoppani, presidente di FIPE-Confcommercio. «Non è solo valore economico, ma cultura e identità attraverso cui raccontare il Paese. È un settore che contribuisce in modo determinante alla competitività del turismo italiano e alla promozione del brand Italia nel mondo».
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La guida notturna rappresenta una delle sfide più pericolose per gli automobilisti italiani. I fari dell'auto sono l'elemento cruciale che determina la sicurezza durante gli spostamenti notturni, influenzando direttamente la capacità di reazione del guidatore e riducendo significativamente il rischio di incidenti. Una corretta illuminazione del veicolo non solo aumenta la visibilità della strada, ma permette anche di essere visti dagli altri conducenti, creando un ambiente di guida più sicuro per tutti.
Per garantire la massima sicurezza durante la guida notturna, è fondamentale verificare il corretto funzionamento e la regolazione dei fari anabbaglianti prima di ogni viaggio. La regolazione dell'altezza, la pulizia dei vetri e il controllo dell'efficienza dell'impianto elettrico sono operazioni semplici ma decisive che possono salvare vite umane e prevenire costose conseguenze legali ed economiche.
L'impatto della luce sulla sicurezza stradale
Le statistiche italiane evidenziano la gravità del problema: nel 2024 si sono verificati oltre 173.000 incidenti stradali con 3.030 vittime, un costo sociale di 18 miliardi di euro annui. Gli incidenti notturni rappresentano una percentuale significativa di questi eventi, spesso con conseguenze più gravi rispetto a quelli diurni.
La visibilità ridotta durante le ore notturne influisce pesantemente sui tempi di reazione. Mentre in condizioni diurne un automobilista può reagire a un ostacolo posto a 100-150 metri di distanza, di notte questa distanza si riduce drasticamente a 30-50 metri con i fari anabbaglianti. Per questo motivo, la corretta manutenzione e regolazione dei fari diventa un aspetto non negoziabile della sicurezza stradale.
Il paradosso degli incidenti notturni
I dati raccolti dalle principali autorità europee rivelano un paradosso allarmante che ogni automobilista dovrebbe conoscere. Secondo i dati ISTAT, in Italia circa il 30% degli incidenti stradali si verifica durante le ore notturne, ma questi rappresentano il 50% delle vittime totali, segnalando un tasso di letalità significativamente superiore rispetto agli incidenti diurni.
Questa sproporzione diventa ancora più evidente considerando il volume di traffico: solo il 20% di macchine circolano di notte, ma il 40% di tutti gli incidenti gravi avviene proprio di sera. L'analisi di questi numeri evidenzia come l'illuminazione inadeguata sia un fattore critico negli incidenti più gravi.
Fattori di rischio moltiplicati: La sonnolenza rappresenta un elemento aggravante significativo. La sonnolenza durante la guida è responsabile del 20% degli incidenti stradali, percentuale ancor più elevata se facciamo riferimento ai soli incidenti notturni. Quando questo fattore si combina con un'illuminazione inefficiente, il rischio di incidenti mortali aumenta esponenzialmente.
L'efficacia dei fari moderni: Le ricerche internazionali dimostrano l'importanza cruciale di sistemi di illuminazione efficienti. I veicoli con fari di alta qualità mostrano una riduzione del 19% degli incidenti notturni. Inoltre, secondo uno studio tedesco, un aumento del 20% della luminosità dei fari riduce del 12% il rischio di incidenti notturni.
La distanza di reazione si riduce drammaticamente durante la guida notturna: da 100-150 metri in condizioni diurne a soli 30-50 metri con i fari anabbaglianti, rappresentando una riduzione del 70% delle capacità di reazione del conducente. Questa differenza può determinare la differenza tra un incidente evitato e una tragedia.
Quando i fari causano incidenti - statistiche notturne
L'infografica rivela dati allarmanti che dimostrano l'urgenza di una corretta manutenzione dei fari:
• Il 30% degli incidenti notturni causa il 50% delle vittime totali
• Solo il 20% del traffico circola di notte, ma il 40% degli incidenti gravi avviene di sera
• I fari di qualità riducono gli incidenti del 19% (dati IIHS su oltre 1000 sistemi testati)
• Un aumento del 20% della luminosità dei fari riduce il rischio del 12%
Questi numeri trasformano la manutenzione dei fari da semplice obbligo legale a necessità vitale per la sicurezza stradale.
Regolazione corretta dei fari anabbaglianti
Come spiegano gli esperti di AUTODOC: "Fari troppo alti abbagliano chi procede in senso opposto; troppo bassi, non illuminano adeguatamente la carreggiata. Per regolare l'altezza dei fari anabbaglianti si usa una rotella posta sul cruscotto, spesso indicata con numeri da 0 a 3." AUTODOC, riconosciuto leader nel settore dei ricambi auto, fornisce informazioni tecniche affidabili per garantire la massima sicurezza stradale.
La corretta regolazione dei fari anabbaglianti segue parametri tecnici precisi stabiliti dalla normativa italiana. Il fascio luminoso non deve superare un'altezza di 1,2 metri a una distanza di 25 metri dal veicolo. La regolazione va sempre adattata al carico: con auto scarica si utilizza la posizione 0, mentre con pieno carico di passeggeri e bagagli si arriva alla posizione 3. Per approfondimenti su fari anabbaglianti: cosa sono, uso, regolazione e differenze - auto-doc.it offre guide tecniche dettagliate.
Per una regolazione fai-da-te efficace, posizionate l'auto a 5 metri da una parete, accendete i fari anabbaglianti e verificate che il limite superiore del fascio luminoso sia circa 5 cm sotto l'altezza dei fari stessi. Questa semplice verifica può essere eseguita in qualsiasi garage o cortile adeguato.
Alogeni, LED o xenon: quale tecnologia scegliere:
1. Fari alogeni: Rappresentano la tecnologia più diffusa, con costi contenuti (15-50 euro per lampadina) e facilità di sostituzione. Offrono una luce calda ma consumano più energia e hanno durata limitata (500-1000 ore).
2. Fari LED: Tecnologia moderna con durata eccezionale (10.000-50.000 ore), basso consumo energetico e accensione istantanea. Il costo iniziale è più elevato (50-200 euro) ma l'investimento si ammortizza nel tempo.
3. Fari Xenon/HID: Producono una luce molto intensa e bianca, ideale per lunghi tragitti notturni. Richiedono un sistema di autolivellamento obbligatorio per legge e hanno costi di manutenzione superiori (100-300 euro).
Lista di controlli prima del viaggio notturno
Prima di affrontare un viaggio notturno, seguite questa lista di controlli essenziali:
• Pulizia vetri e plastiche: Rimuovete sporco, insetti e aloni che riducono l'efficacia luminosa del 40-50%
• Verifica funzionamento: Testate tutti i fari (anabbaglianti, abbaglianti, fendinebbia, luci di posizione)
• Controllo regolazione: Verificate l'altezza del fascio secondo il carico del veicolo
• Ispezione sistema elettrico: Controllate l'alternatore e la batteria per evitare cali di tensione
• Test luci di emergenza: Verificate frecce, stop e luci di emergenza
Come sostituire fari e lampadine fai-da-te
La sostituzione delle lampadine è un'operazione alla portata di tutti. Scollegate sempre la batteria prima dell'intervento e utilizzate guanti per non contaminare la superficie della lampadina con impronte digitali, che potrebbero causarne la rottura prematura.
Per i fari LED, verificate la compatibilità con l'impianto elettrico del veicolo. Alcuni modelli più datati potrebbero richiedere resistenze aggiuntive per evitare errori nel computer di bordo.
Una manutenzione attenta dei fari non è solo una questione di sicurezza, ma anche di rispetto del Codice della Strada. Le sanzioni per illuminazione inefficiente vanno da 41 a 169 euro, oltre al rischio di fermo del veicolo durante i controlli.
Investire nella qualità dell'illuminazione significa proteggere se stessi, i propri cari e tutti gli utenti della strada. La tecnologia moderna offre soluzioni efficienti per ogni budget: scegliete quella più adatta alle vostre esigenze e non risparmiate sulla sicurezza.
Fonti:
• ISTAT - Incidenti stradali in Italia 2024
• ACI - Rapporto sicurezza stradale
• AUTODOC
• Codice della Strada italiano - Norme sull'illuminazione veicoli
Info. Pr.
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[post_content] => Battesimo ufficiale a Genova per Gnv Orion, il 26esimo traghetto di nuova generazione della compagnia del Gruppo Msc, gemella di Gnv Polaris. Madrina d’eccezione, Federica Pellegrini mentre le note dell’Orchestra dell'Opera Carlo Felice di Genova ha scandito i momenti salienti delle celebrazioni, insieme ai fischi delle sirene delle navi, dalla tradizionale bottiglia che si infrange sulla fiancata del traghetto alla parata degli ufficiali di Gnv Orion.
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Al comando di Salvatore Provenzano e con i suoi 109 membri dell’equipaggio, Gnv Orion è un esempio di innovazione nel settore dei traghetti. Realizzata nel cantiere navale Guangzhou Shipyard International di Canton in Cina, la nuova unità ha una stazza lorda di circa 52.000 tonnellate, una lunghezza di 218 metri, una larghezza di 29,60 metri e può raggiungere una velocità massima di 25 nodi. Con le sue 433 cabine, ha una capacità di carico di 1.700 passeggeri e 3.080 metri lineari che la rendono una delle navi ro-pax tra le più capienti e spaziose in servizio nel Mediterraneo.
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Il prosieguo del piano di rinnovo
Dopo Polaris e Orion, il piano di rinnovamento ed espansione di Gnv prevede l’ingresso di altre due unità di nuova costruzione entro l’inizio del 2026: Gnv Virgo e Gnv Aurora, entrambe alimentate a Gnl, che consentiranno una riduzione delle emissioni di CO₂ del 50% per carico trasportabile rispetto alle unità di precedente generazione.
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[post_content] => La Repubblica Dominicana è un territorio ricco di proposte per il viaggiatore: nei luoghi da scoprire, storici e culturali, nell’offerta gastronomica e anche nella proposta alberghiera.
Punta Cana, all’estremità orientale dell’isola di Hispañola, offre tanto: ristoranti di cucina locale e internazionale, parchi tematici per i bambini, locali notturni e centri per lo shopping con brand internazionali. Raggiungendo la costa si trovano lunghe spiagge di sabbia dorata che digradano nell’acqua trasparente proprio dove l’oceano Atlantico incontra il mare Caraibico e rappresentano la bellezza più nota della destinazione. Ma l’ospite di questa terra può trovare molto di più. Nel territorio di Punta Cana lo Scape Park è la meta dove trascorrere una giornata vivendo avventure mozzafiato. Dalle numerose zip-line al percorso di scoperta della storia della civiltà Taino, ai tuffi nelle acque del Blue Hole, un cenote nascosto nella natura rigogliosa, una piscina naturale di acque color smeraldo. Al costo di 130 dollari quotidiani si possono sperimentare tutte le proposte offerte in piena sicurezza.
Un’altra esperienza molto interessante per conoscere più a fondo la Repubblica Dominicana è la visita alla sede della Fundación Grupo Puntacana. Un ente no-profit nato nel 1994 con l'importante obiettivo - conferitole dal Ministero dell'Ambiente - di preservare le specie faunistiche locali e di occuparsi della conservazione marina. Si raggiunge la riserva naturale con una navetta e l'ingresso costa circa 100dollari. Accompagnati da una guida si ammirano diversi esemplari animali. L'altero Gavilán de Española è un rapace simile al falco; gli esemplari malati vengono curati all’interno della Fondazione e poi reintrodotti nell'ambiente, evitando i traffici illegali. I piccoli delle grandi iguane endemiche di Santo Domingo nascono qui e crescono protetti, mentre i genitori vengono liberati nella foresta. Non mancano le importanti api e poi specie come le tartarughe, che nuotano in un incantevole sistema di cenote della Ojos Indigenas Ecological Reserve: 12 laghetti connessi da sentieri, in 4 dei quali è possibile nuotare, vivendo un'esperienza unica. Da 30 anni la Fondazione si occupa poi della protezione e conservazione della barriera corallina del Samar, il santuario marino del sud-est, collaborando anche con le comunità locali per eliminare lo sfruttamento eccessivo della pesca nella regione.
L’accoglienza alberghiera a Punta Cana è ben rappresentata da strutture all-inclusive, che garantiscono una vacanza completa e curata ai propri ospiti. Quest'anno il Bahia Principe di Punta Cana ha festeggiato i suoi 30 anni di attività, che corrispondono anche ai 50 anni dalla nascita del Grupo alberghiero Piñero - originario di Palma di Maiorca, opera in diversi settori del turismo e gestisce 27 resort: nella Repubblica Dominicana e anche in Messico, Giamaica, Spagna, Canarie e Baleari. I tre hotel 5* e gli appartamenti di Punta Cana possono ospitare fino a 3500 persone. La struttura è molto ampia e il servizio puntuale è garantito dal personale sempre cordiale e attento. I viali immersi nella vegetazione che attraversano la proprietà collegano l'ingresso alla bella spiaggia e sono percorsi da pulmini elettrici in servizio continuo per il trasporto degli ospiti. Diversificata anche l’esperienza gastronomica, con ristoranti a buffet e à la carte. Si possono praticare gli sport acquatici, il tennis e il pick-a-ball - una disciplina simile al padel e tanto amata dal pubblico - e anche organizzare escursioni a cavallo o con il quad.
In località Punta Cana si trova anche l'hotel Impressive. Vivace e molto vicino all’animata realtà locale - si può uscire a piedi dall’albergo per scoprire i locali dell’area - offre 5 ristoranti à la carte e, con le sue mille camere, dispone di 2500 letti. Il costo è di 70dollari al giorno a persona per un servizio all-inclusive. All’Impressive non c’è l’aria condizionata, ma solo ventilatori a pale e l’ospite può seguire corsi di merengue e bachata, ma anche di pittura e ceramica. La struttura è molto amata dal pubblico e ha il 97% di occupazione da ottobre a marzo e il 90% nella bassa stagione, da maggio a ottobre. Interessante la possibilità di fare un virtual tour all’interno dell’hotel digitando impressivepuntacana su social. Anche la catena Impressive, con questo hotel e altri 3 in Spagna, è proprietà di una famiglia di Palma di Maiorca. Infine lo sguardo al futuro: tra circa un anno a Punta Cana aprirà il Moon Palace, un albergo extra-lusso sul mare alto 20 piani.
Chiara Ambrosioni
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[post_content] => L’Arabia Saudita è un viaggio per viaggiatori. La sua offerta turistica è culturale, archeologica e storica. È una destinazione autentica, che si sta evolvendo per offrire sempre di più.
Una meta per pionieri, da vivere a diversi livelli di accoglienza, secondo la richiesta dell’ospite. Idee per Viaggiare ha organizzato un incontro con l’Ente del Turismo dell’Arabia Saudita, Ita Airways e un calligrafo arabo, esperto in un’arte complessa, figlia di una storia antica.
Insieme hanno raccontato una terra dinamica e moderna, con un retaggio che risale a 3000 anni fa, quando popoli come i Nabatei hanno lasciato affascinanti testimonianze monumentali. Un paese che ha aperto le porte al turismo leisure tra il 2019 e il 2020 - nel periodo del covid - e che oggi si sta modernizzando.
Una territorio molto vasto: oltre 2mln di kmq abitati da 36mln di persone, il 70% dei quali ha circa 35 anni; famiglie con una sola moglie e una media di 5 figli. «I sauditi si stanno aprendo al mondo e vogliono aiutarci a cambiare la percezione del loro paese. - racconta Tiziana Spila, product manager Medio Oriente di Idee per Viaggiare - Abbiamo studiato a lungo l’Arabia Saudita e poi abbiamo iniziato a visitarla, a viverla. Io ho voluto conoscerla da donna, da turista e da viaggiatrice e poi da agente di viaggio, per capire la destinazione e quindi proporla al mercato italiano.
Negli ultimi 5 anni il paese si è sviluppato tantissimo. Oggi siamo i pionieri in Arabia Saudita a livello di turismo leisure, un leisure che fino a 5 anni fa non esisteva! I sauditi sono felicissimi di sviluppare insieme a noi la loro destinazione. Non è semplice, perché un preventivo di Arabia Saudita richiede tempo: gli operatori locali si stanno confrontando con nuove modalità di vendita dei loro servizi. La destinazione si può vendere come tour di gruppo e come tour individuale.
Si può scoprire la futuristica Riyadh con la sua vivace Boulevard City ed eventi internazionali come la festosa e colorata Riyadh Season, la Supercoppa Italiana e anche gli Atp di tennis, vinti quest’anno da Sinner. Oppure l’antica Jeddah con il suo quartiere Diriyah, tutto in adobe, che è un sito Unesco. Proprio a Jeddah il 18 aprile, lungo il circuito della Corniche, si svolgerà il Gran Premio d’Arabia Saudita di Formula 1 – e Idee per Viaggiare per l’occasione propone dei pacchetti ben organizzati con 4giorni e 3notti a Jeddah, con 3 giorni di ingresso sul circuito per le prove, le qualifiche e la gara.
Sono ancora disponibili dei biglietti per i grand stand. Per gli appassionati è una cosa in più: si può vedere il Gran Premio e poi proseguire il tour. Da Jeddah si può infatti viaggiare verso AlUla attraversando territori vulcanici e arrivando a un luogo ricco di mistero e di fascino.
Si può anche visitare la spirituale e frequentata Medina e gli appassionati di arrampicata e hiking potranno raggiungere anche la suggestiva formazione rocciosa di Edge of the World. - prosegue Spila - Questo è un viaggio da vivere come pionieri in una terra che si sta aprendo al turismo e che ci riporta indietro nel tempo. Infatti arrivando al Saudi Red Sea si scopre un luogo incontaminato, dove biologi, architetti e ingegneri lavorano in stretta collaborazione per preservare l’ecosistema e realizzare strutture di accoglienza di grande bellezza.
Il range di costo di questi resort va dai 1500, 2000 euro a camera a notte del St.Regis ai 3500 in bassa stagione del Ritz Carlton, che oggi è il posto più esclusivo del Red Sea, come il Red Sea è il posto più esclusivo al mondo per i fondali incontaminati. Per anni biologi, ingegneri e architetti hanno studiato come realizzare strutture che non impattassero sull’ecosistema. Questa è l’esclusività di oggi, - conclude Tiziana - con Shebara (con le sue capsule sul mare), St.Regis, Nujuma Ritz Carlton e Six Senses. Nei prossimi due anni apriranno sul Red Sea altri 10 resort, anche di catene più accessibili e family resort, ma sempre di livello esclusivo.
Per chi vuole fare un’esperienza unica ha poi aperto da pochi giorni il Desert Rock Resort: un albergo incastonato nelle montagne, con le piscine infinity. Ma l’Arabia Saudita non è solo esclusività: è aperta a tutti, con alberghi anche 3 e 4*, dove anche i 3* sono boutique hotel e i 4* importanti catene come il Ramada. Frattanto arrivano sempre nuovi brand».
Numerosi i collegamenti offerti da Ita Airways. «Da anni abbiamo avviato una collaborazione commerciale importante e proficua con Idee per Viaggiare - spiega Roberta Gotti commerciale su Milano di Ita Airways - Ci piace molto la loro filosofia e la nostra relazione a livello di prodotto, ci ha portato a rilasciare elementi importanti, come le tariffe di tour operating e la possibilità di presentare diversi preventivi alle adv concedendo il tempo necessario perché il cliente li accetti. Ita Airways vuole essere ambasciatore nel mondo dell’italianità: il nostro stile, la nostra filosofia. Dalla summer dell’anno scorso abbiamo aggiunto le importanti destinazioni di Riyadh e Jeddah, nelle quali crediamo moltissimo.
Per questo abbiamo messo due voli in partenza da Roma Fiumicino e Milano Linate, con 6 frequenze settimanali su Riyad e 3 su Jeddah. Oggi la flotta di Ita Airways è composta da 97 aeromobili. - conclude Gotti - Nel 2027 Ita si prefigge di diventare la compagnia più green a livello europeo, con una diminuzione di co2 nell’atmosfera fino al 20-27% per passeggero».
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[post_content] => La testa tra le nuvole e i piedi sul ghiacciaio, questa la sensazione che si prova quando si arriva al Titlis, la più alta montagna del Canton Obvaldo, sulle Alpi Bernesi. Partendo da Engelberg, piccolo villaggio montano sviluppatosi attorno al monastero benedettino e oggi considerata una tra le 10 stazioni sciistiche più importanti della Svizzera, si può raggiungere la vetta del Titlis prendendo prima la cabinovia Titlis Express e poi il Titlis Rotair, la prima funivia girevole al mondo.
«Durante l'inverno abbiamo molti ospiti provenienti dall'Europa che vengono a Engelberg per sciare - dichiara Sergio Scheiwiller, sales manager markets West di Titlis - In primavera ed estate invece abbiamo molti indiani, poiché sul Titlis sono stati girati diversi film di Bollywood. Ma in generale la nostra montagna è una destinazione internazionale, che attira visitatori da tutto il mondo in tutte le stagioni».
Ponte tibetano alla stazione di 3030 metri con vista impagabile sulla catena delle Alpi Bernesi, grotta nel ghiacciaio, snow park con discese per slittini, pista dedicata con le prime moto da neve elettriche al mondo, percorsi per ciaspole, senza dimenticare gli oltre 80 km di piste di sci. Questa l’offerta invernale del Titlis, destinazione che ha registrato anche in questa stagione un forte interesse da parte di turisti provenienti, oltre che dalla stessa Svizzera, anche da Germania, Inghilterra, Italia, Svezia e Stati Uniti.
Come commenta Scheiwiller, «Sono davvero numerose le attività disponibili per chi sceglie il Titis come destinazione, sia nella stagione invernale, ancora attiva grazie alla copiosa neve presente in alta quota, che in estate con un’offerta molto apprezzata anche fuori Europa, sul mercato asiatico, indiano e americano».
Le proposte per la stagione estiva
In estate l’offerta è altrettanto varia, e focalizzata su diversi target, con proposte di camminate attorno al Trübsee, dove è possibile anche remare prendendo una delle tante barche di legno disponibili gratuitamente sulle sponde del lago, oppure avventurarsi nell’escursione dei 4 laghi fino alla Engstlenalp e al comprensorio Melchsee Frutt, il trail dello Jochpass, un flow trail ideale sia per principianti che per biker più esperti. Tra le tante attività per la stagione calda, anche la Trotti bike per scendere a valle su monopattini, la via ferrata Graustock, le escursioni sui numerosi sentieri e la teleferica sul lago.
«Per il pubblico italiano raggiungere Engelberg e il comprensorio sciistico del Titlis è molto agevole, grazie anche agli oltre 40 collegamenti ferroviari giornalieri da Milano verso la Svizzera - commenta Laura Zancolò, key account manager Svizzera Turismo in Italia - I treni continuano ad essere al centro della promozione di Svizzera Turismo, e insieme ai nostri partner puntiamo alla destagionalizzazione, alla promozione di vacanze sostenibili, di itinerari meno conosciuti e alla politica dello “stay longer».
Dalla collaborazione tra Trenitalia e le Ferrovie Federali Svizzere sono nate offerte speciali per viaggiare sui treni Eurocity, e incentivare così gli ospiti a visitare le città svizzere durante tutto l’anno.
Uno sguardo al futuro
Con #Future Proof la montagna più iconica del Canton Obvaldo si proietta in una dimensione di sviluppo e crescita, con un primo traguardo che sarà raggiunto già del 2025 con la messa in servizio della nuova funivia monofilare tra Stand e Titlis. La Titlis Connect sarà utilizzata principalmente per le evacuazioni e il trasporto di materiali. E dal 2026 consentirà di raggiungere la cima 365 giorni all'anno, poiché sarà in grado di trasportare anche persone durante il periodo di manutenzione annuale del Rotair. La secondo fase è l'inaugurazione della torre "Titlis Tower" nella primavera del 2026, che ospiterà un ristorante panoramico, e la terza fase sarà l'apertura della stazione di montagna "Titlis Peak Station" nel 2029. Il progetto è realizzato in collaborazione con gli architetti Herzog & de Meuron.
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La gestione dell'albergo Albion-Mediterraneo, sul Lungarno Acciaiuoli, segnò il suo ingresso nel mondo dell’ospitalità, anche se purtroppo la struttura venne distrutta durante la guerra. Nonostante questa perdita, Innocenti non si lasciò scoraggiare: acquistò l'albergo Patria, che nel 1982 sarebbe diventato l'hotel Calzaiuoli, e successivamente concepì e costruì il Grande Hotel Mediterraneo, inaugurato nel 1955. Situato in posizione strategica sul Lungarno del Tempio a Firenze, l’hotel divenne rapidamente uno dei più grandi complessi alberghieri d’Italia, con 340 camere e 620 posti letto.
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