17 maggio 2007 16:31
Il mese di aprile si chiude con risultati negativi per le catene alberghiere. Secondo l’Osservatorio Aica il tasso di occupazione cala di quattro punti percentuali rispetto all’anno trascorso, il revPar di quasi il 2%. La flessione colpisce il segmento business (- 4,4%) e le città d’arte minori (-7%). I centri più colpiti sono Bologna (- 13,2%), Torino (- 12,3%) e Milano (-6,5%); le città d’arte maggiori archiviano una flessione dell’occupazione dell’1,7%. In termini di revPar i risultati peggiori sono stati registrati dalle città di Bologna (- 5,5%), Genova (-16%), Torino (- 21%). I risultati negativi dei primi quattro mesi del 2007, portano il dato progressivo al 30 aprile a registrare un – 4,6% in termini di occupazione ed un -5,2% per il revPar: dati in leggero miglioramento rispetto a quelli progressivi del primo trimestre 2007.
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Allora ci siamo. Gianmarco Mazzi è il nuovo ministro del turismo. Come spesso accade, di turismo non sa nulla. A meno di non considerare i viaggi che sicuramente in questi annoi ha fatto. Dalla scheda Wikipedia si legge che ha lavorato nel campo della produzione televisiva, lavorando con Adriano Celentano, i Pooh, Gianni Morandi, Tony Renis, Riccardo Cocciante e altri.
Un'altra bella scelta per un sistema complesso come il turismo. Naturalmente qui non vogliamo mettere il carro davanti ai buoi, però le prerogative e le attività svolte non hanno niente a che fare con il turismo.
Di solito i politici rispondono: ma mica uno deve fare il medico per essere ministro della sanità, o il poliziotto se deve ricoprire il ministero dell'interno. Possiamo dire che è una posizione di comodo. Perché poi al ministero dell'economia mettono sempre uno specializzato nella materia? Potrei fare un lungo elenco di ministri dell'economia che erano economisti, tecnici, presidenti della Banca d'Italia, ecc. ecc. Solo negli altri ministeri la conoscenza non vale.
Va bene andiamo avanti. Vedremo e considereremo le attività del ministro. Come si muoverà in questo momento complesso per il turismo organizzato e poi potremo trarre un giudizio più corposo.
Giuseppe Aloe
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[post_content] => Weekend lungo Pasqua oltre i 252 milioni di euro di consumi per Milano e Città metropolitana, Monza Brianza e Lodi con un aumento, al lordo dell’inflazione, del 17,8% sulla Pasqua 2025. E’ la stima del Centro Studi di Confcommercio Milano Lodi Monza Brianza. Un incremento dovuto, in particolare, ai consumi generati dai visitatori stranieri, con una stima di indotto superiore ai 188 milioni e 300mila euro.
Complessivamente, nei giorni di Pasqua, si prevedono arrivi per oltre 363mila e 600 visitatori con una crescita dell’8,8% (analogo incremento lo si prevede per l’intero mese di aprile con più di 909mila 100 visitatori). Crescono più gli arrivi di italiani in questo weekend lungo di Pasqua (+12.1%) che gli arrivi di stranieri (+7,2%) la cui capacità di spesa è però maggiore.
Le condizioni meteorologiche favorevoli aiutano questo ponte di Pasqua. A Milano città il tasso di occupazione degli alberghi supera l’83% domani 4 aprile per poi gradatamente scendere fino al 79% il giorno di Pasquetta. In questo periodo la media del tasso di occupazione degli alberghi a 3,4,5 stelle è dell’81,7%. Per quanto riguarda i prezzi dei biglietti aerei (rilevazione l’1 aprile sulle partenze di questo mese) l’incremento medio rispetto al 31 gennaio è del 21,6%.**
“Nonostante la difficile situazione internazionale che certamente impatta sulle provenienze da aree importanti per il nostro incoming, si conferma l’attrattività di Milano e del nostro territorio anche per questo ponte di Pasqua con un significativo apporto nei consumi da parte dei visitatori stranieri. E’ un dato che ci fa guardare con fiducia a tutto il mese di aprile con il Salone del Mobile e le iniziative del design”: lo rileva Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio Milano Lodi Monza Brianza.
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[post_content] => Condor amplia il network con l'avvio del l nuovo collegamento tra Francoforte sul Meno e Londra Gatwick: la rotta sarà operata tre volte al giorno con un orario studiato per soddisfare sia i viaggiatori d’affari che i turisti.
I voli sono operati con gli Airbus A320 che possono ospitare fino a 180 passeggeri in una configurazione a due classi, business ed economy, con la disposizione standard dei posti 3-3. Inoltre, Condor collabora con compagnie aeree partner su questa rotta.
Con questo nuovo collegamento, il vettore allarga la rete di città collegate includendo uno dei più importanti hub metropolitani d'Europa, rafforzando così strategicamente la propria presenza sul mercato europeo.
«Il volo inaugurale per Londra Gatwick segna un’altra importante tappa nell’espansione della nostra rete di rotte europe - ha dichiarato David Carlisle, direttore della rete e delle partnership di Condor -. Londra è una delle destinazioni più ambite d’Europa, sia per i viaggiatori d’affari che per brevi soggiorni in città. Ai nostri passeggeri offriamo fino a tre voli giornalieri, garantendo la massima flessibilità e un comodo accesso al nostro network di voli a lungo raggio verso l’Africa e l’Asia».
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[post_content] => Un 2025 da incorniciare per il gruppo Fs che archivia l'esercizio con il ritorno ai profitti: 30 milioni di euro, dato che ribalta nettamente il rosso da 208 milioni del 2024.
Bilancio da record in termini di ricavi operativi che hanno raggiunto i 17,3 miliardi di euro (+4% rispetto all'anno precedente), trainati da una crescita diffusa in tutti i segmenti di business. Positiva anche la marginalità operativa con un ebitda in crescita del 6% a quota 2,4 miliardi di euro.
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Analizzando le singole business unit, spicca il risultato del trasporto internazionale dei passeggeri, che vede i ricavi balzare del 20% (2,5 miliardi di euro) e l’ebitda che registra un valore positivo pari a 221 milioni di euro, con un incremento di 109 milioni di euro rispetto al 2024.
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Segno più anche nell'organico: nel corso del 2025 sono state effettuate 8.515 assunzioni, portando il totale dei dipendenti a sfiorare quota 97.000. Un contributo massiccio ai livelli occupazionali nazionali, accompagnato da un costante miglioramento degli indicatori Esg: le emissioni di CO2 sono scese del 15% rispetto all'anno precedente e la quota di investimenti considerati ecosostenibili secondo la tassonomia Ue ha raggiunto l’89%.
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[post_content] => L'amministratore delegato del gruppo Ryanair, Michael O'Leary, ha avvertito che una guerra prolungata in Iran potrebbe causare problemi di approvvigionamento di carburante a partire da maggio, con un impatto diretto sui prezzi dei biglietti aerei nei mesi successivi
Parlando a Sky News, il dirigente ha spiegato che la chiave sarà l'evoluzione del conflitto nelle prossime settimane. A suo avviso, la riapertura dello Stretto di Hormuz entro metà aprile consentirebbe la ripresa dei normali approvvigionamenti. "Siamo fiduciosi che la guerra finirà prima di allora e che i rischi per gli approvvigionamenti scompariranno".
Adeguare
In uno scenario meno favorevole, O'Leary ha spiegato che tra il 10% e il 25% del carburante potrebbe essere interessato a maggio e giugno se le tensioni dovessero persistere, costringendo le compagnie aeree ad adeguare le proprie operazioni. Ha infatti osservato che alcune compagnie aeree low-cost hanno già iniziato a cancellare voli e prevedono di ridurre la propria capacità di circa il 5%.
Di fronte a questa situazione, Ryanair vanta una posizione più stabile rispetto ad altri operatori. Attualmente, ha coperto circa l'80% del suo fabbisogno di carburante fino a marzo 2027 a un prezzo di 67 dollari al barile, il che le consente di mantenere il proprio programma di voli e di sostenere i propri piani di crescita nonostante l'incertezza.
Queste dichiarazioni contrastano con quelle rilasciate da Eddie Wilson, il quale, a metà marzo, aveva categoricamente escluso qualsiasi aumento di prezzo. "Abbiamo copertura fino al prossimo anno", aveva sottolineato, il che ci renderà "i più competitivi sul mercato".
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[post_content] => In un contesto di maggiore cautela, Creo rafforza il proprio ruolo. Nelle ultime settimane il mercato del turismo organizzato sta attraversando una fase di rallentamento e prudenza. Un contesto che richiede lucidità e capacità di lettura. «In momenti come questo il ruolo di un tour operator non è quello di inseguire il mercato, ma di interpretarlo e orientarlo. Il viaggio non si ferma, cambia. E richiede maggiore consapevolezza nelle scelte» dichiara Jury Truffelli, co-fondatore di Creo.
La strategia adottata da Creo si concentra su alcuni elementi chiave: qualità delle decisioni, solidità delle proposte e capacità di garantire operatività anche in scenari meno lineari. «È un lavoro quotidiano che parte dalla selezione dei fornitori e arriva fino al supporto alle agenzie nella gestione delle pratiche. Verifichiamo le condizioni operative, costruiamo alternative e accompagniamo le agenzie nelle scelte. È così che un contesto complesso diventa gestibile» spiega Luigi Leone, direttore di prodotto.
Attenzione all'Europa
«In questo percorso si inserisce anche l’ampliamento della nostra offerta, con un’attenzione crescente all’Europa. Si tratta di una scelta strategica avviata prima dell’attuale scenario e che oggi si dimostra particolarmente efficace: permette alle agenzie di lavorare con maggiore immediatezza, senza rinunciare alla qualità e all’affidabilità che caratterizzano la nostra programmazione» Leone.
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In una fase di mercato più articolata, emerge con maggiore evidenza il valore del lavoro di un tour operator. «Dietro ogni viaggio ci sono persone che monitorano costantemente lo scenario internazionale e costruiscono soluzioni alternative quando necessario. Sono attività poco visibili, ma decisive per garantire continuità e sicurezza - sottolinea Fabrizio Imperatori, co-fondatore di Creo -. È in momenti come questo che si costruisce la fiducia: con presenza, coerenza e capacità di affiancare le agenzie nelle scelte. Continueremo a lavorare in questa direzione, con un approccio concreto e collaborativo».
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«Il Mediterraneo in inverno è un insieme di contrasti sottili ed eleganza discreta, e siamo felici di dedicare Explora II a questa regione, rivelandone il lato più contemplativo - ha dichiarato Anna Nash, presidente di Explora Journeys -. Al di là del ritmo dell’alta stagione, le cittadine costiere diventano luoghi di calma, dove la cultura si vive su scala più umana. Invitiamo i nostri ospiti a soffermarsi nelle piazze tranquille, approfondire il patrimonio storico e lasciarsi avvolgere dalla luce dorata e dalle lunghe ombre che caratterizzano questa stagione».
46 destinazioni diverse
"Un inverno nel Mediterraneo" presenta una selezione di 46 destinazioni in dieci paesi, tra cui Spagna, Marocco, Portogallo, Francia, Italia, Malta, Grecia e Gibilterra. Combinando località iconiche e gemme meno conosciute, questi nuovi viaggi offrono un accesso privilegiato alle esperienze più autentiche della regione. La stagione è inoltre caratterizzata da tempi prolungati nei porti, con quattro pernottamenti a Casablanca, Lisbona, Madeira e Málaga, oltre a partenze serali da Málaga, Cannes, Siracusa e Gibilterra.
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La maggior parte delle attività del comparto turistico si trova a fare i conti con un andamento caratterizzato da periodi di alta e bassa stagione.
Ed è proprio con l’avvicinarsi dell’alta stagione, che coincide prevalentemente con il periodo dell’estate, che hotel, ristoranti e strutture ricettive tendono ad avere la necessità di inserire rapidamente nuove risorse, non di rado con poca esperienza e tempi ridotti per la formazione.
A prescindere dal contratto di lavoro, è necessario, per risultare in linea con le disposizioni del D. Lgs. 81/08 e del Decreto Legge n. 159/2025 - convertito nella Legge 198/2025 - effettuare la formazione obbligatoria per la sicurezza sui luoghi di lavoro. Un adempimento che oggi è possibile conseguire anche da remoto, in linea con quanto stabilito nell’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025.
Personale stagionale e sicurezza: i rischi di una formazione accelerata
Secondo il “XVII Rapporto dell’Osservatorio sul mercato del lavoro nel settore turismo” di Federalberghi, la stagionalità incide in maniera variabile a seconda della vocazione turistica dello specifico territorio; è più alta nelle regioni con turismo balneare e/o montano.
I contratti utilizzati dalle aziende sono diversi tra apprendistati, contratti a termine e lavoro intermittente, ma una cosa vale sempre: l’inserimento rapido di lavoratori stagionali rappresenta una delle principali criticità per le aziende del comparto. Il tempo a disposizione per la formazione è limitato, nonostante l’intervento migliorativo del legislatore, mentre le esigenze operative sono immediate.
Questo squilibrio può tradursi in una preparazione incompleta, soprattutto nei ruoli più esposti, ed è per questo che può risultare efficace effettuare la formazione sicurezza online: una soluzione che, previo l’accesso a piattaforme specializzate, permette di ridurre tempistiche e costi, dando modo ai datori di lavoro di essere in linea gli obblighi formativi, che prevedono la necessità di acquisire un percorso base di 8 ore.
Le piattaforme certificate permettono di effettuare da remoto anche l’esame, a fronte dell’invio dell’attestato entro 24 ore.
Occorre poi considerare che spesso si tratta di lavoratori giovani, alla prima esperienza o con una conoscenza parziale delle procedure.
Per tale categoria di collaboratori, ricevere una formazione adeguata sulla sicurezza si rivela uno strumento efficace per ridurre i rischi di infortunio che derivano da possibili errori operativi, uso improprio delle attrezzature o sottovalutazione di comportamenti.
L’e-learning, applicato alla sicurezza sui luoghi di lavoro, permette dunque alle aziende del comparto turistico di poter fare i conti con modelli formativi più rapidi, ma allo stesso tempo efficaci.
Obblighi formativi e gestione aziendale, tra sostenibilità e operatività
La normativa sulla sicurezza impone percorsi precisi, con contenuti e modalità da valutare caso per caso, ma che richiedono allo stesso tempo una formazione base per tutti i collaboratori.
La mancata o incompleta formazione espone a responsabilità (e sanzioni) rilevanti, sia sul piano legale, sia su quello gestionale. Questo anche alla luce della Legge n. 198 del 29 dicembre 2025, che ha permesso alle attività della ristorazione e del ramo turistico-ricettivo di acquisire una maggiore flessibilità sui tempi necessari per effettuare la formazione obbligatoria. L’adempimento deve essere effettuato entro 30 giorni dall’assunzione (e non più nel momento stesso dell’assunzione).
Il provvedimento è stato introdotto con due intenti: garantire una formazione migliore ai lavoratori, in particolare a quelli stagionali, esporre meno a sanzioni (che però risultano più severe).
Risulta dunque una risposta efficace al fenomeno della stagionalità, trasformando un obbligo normativo in un processo sostenibile e continuo.
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[post_content] => Cresce l'offerta FlixBus in vista del periodo pasquale: da ieri, 30 marzo, la società opera oltre 10.000 corse al giorno fra più di 300 città, focalizzandosi sulle rotte per l’estero e gli aeroporti ma anche sui piccoli centri del territorio nazionale.
Proprio da fine marzo Flixbus allarga il network internazionale, collegando dall’Italia ancora più destinazioni in 15 Paesi europei: Parigi, Amsterdam, Barcellona, Berlino, Praga e Budapest sono raggiungibili da Milano, primo snodo internazionale del Paese, in una notte o poco più. Ma sono tanti i collegamenti che partono anche da Torino e Genova — verso città come Parigi, Lione o Marsiglia —, da Venezia — verso capitali come Vienna, Praga o Budapest — o da Bologna, Firenze e Roma — verso città come Monaco di Baviera. La rete europea di FlixBus si spinge fino a sud, con tratte che collegano senza cambi Napoli con Parigi o Bari con Zurigo.
«Grazie a una rete diffusa sul territorio nazionale, permettiamo a chiunque di raggiungere mete meno battute con la massima semplicità. È un impegno concreto verso un turismo più equilibrato, dove la tecnologia e la capillarità del nostro servizio diventano gli strumenti per rendere il patrimonio italiano realmente connesso con il resto d'Europa,» ha detto Cesare Neglia, managing director di FlixBus Italia.
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