25 marzo 2013 17:07
La Repubblica Dominicana sarà presente alla Bmt di Napoli dove informerà sulle ultime novità che riguardano la destinazione: l’inizio dei lavori di restauro del centro storico di Santo Domingo, l’ideazione di un programma culturale che prevede l’organizzazione di notti bianche dei musei nelle diverse stagioni, investimenti nella zona sud est di Punta Cana-Bavaro con nuove strutture alberghiere e infrastrutture così come nell’area nord con il nuovo complesso turistico golfistico di Playa Grande.Il Paese ha ricevuto nel 2012 99 mila 767 italiani che hanno dimostrato una maggiore propensione di spesa rispetto al 2011. Obiettivo 2013 sarà un incremento di turisti del 10%. Per questo l’Ente del Turismo ha già messo a punto un intenso programma di attività promozionali con tour operator e agenti di viaggio, prevedendo una costante presenza sui media e una campagna pubblicitaria rivolta a famiglie, coppie e giovani visitatori. «Senz’altro la cultura è un motore di sviluppo importante visti anche gli investimenti nel centro storico della capitale Santo Domingo che si candida a diventare una delle principali mete del turismo culturale dell’America Latina. E ancora il golf, data la presenza di ben 28 campi, grazie al successo che questo sport continua a riscuotere non solo presso i turisti ma anche presso gli abitanti locali. E ancora un altro segmento che vorremo vedere in crescita è quello del mice e degli eventi aziendali, perché pensiamo sia un un’ulteriore fonte di sviluppo e pertanto vorremo incentivarlo ulteriormente – afferma Neyda Garcia, direttrice dell’ufficio del turismo della Repubblica Dominicana in Italia -. Inoltre resta sempre forte anche il tema dell’eco-turismo che abbiamo spinto molto in questi ultimi anni, in particolar modo per gli itinerari nella zona nord, nella penisola di Samana con i suoi parchi naturali, a Puerto Plata ricca di percorsi naturalistici ecologici e Cabarete, paradiso del surf e meta per gli sportivi»
Articoli che potrebbero interessarti:
Array
(
[0] => Array
(
[_index] => travelquotidiano
[_type] => post
[_id] => 515582
[_score] =>
[_source] => Array
(
[blog_id] => 1
[post_content] => Volotea ha aperto le vendite per la stagione primavera-estate 2027: tra il 18 marzo e il 30 ottobre 2027, il vettore offrirà complessivamente oltre 10,5 milioni di posti su più di 60.000 voli.
L'operativo della primavera-estate 2027 include alcune delle mete più amate d’Europa: tra questi collegamenti da 23 scali italiani verso isole mediterranee, città d’arte e destinazioni dal forte richiamo gastronomico.
Tra le destinazioni Sardegna, Sicilia e Grecia, ma anche numerose città europee ricche di storia, cultura e vivacità, come Barcellona, Madrid, Firenze e Venezia. Non mancheranno anche le mete celebri per la loro tradizione culinaria e per l’atmosfera autentica dei loro quartieri storici, come Napoli, Palermo e Bordeaux, perfette per vivere esperienze legate al territorio tra cucina locale, mercati tipici e tradizioni regionali.
“Con l’apertura delle vendite per la primavera-estate 2027 vogliamo offrire ai nostri clienti la possibilità di organizzare le proprie vacanze con anticipo – ha commentato Valeria Rebasti, international market director del vettore spagnolo –. Continuiamo a puntare su collegamenti diretti verso destinazioni molto amate dai viaggiatori italiani, proponendo un’offerta ampia e competitiva pensata per soddisfare sia la domanda leisure sia quella dei city break europei”.
Inoltre, i passeggeri iscritti a Megavolotea, il programma fedeltà della compagnia, potranno beneficiare di un’esperienza di viaggio ancora più flessibile e conveniente, grazie ad agevolazioni dedicate, offerte esclusive e servizi pensati per rendere ogni spostamento semplice e confortevole.
[post_title] => L'anticipo di Volotea: aperte le vendite per la primavera-estate 2027
[post_date] => 2026-05-29T14:51:06+00:00
[category] => Array
(
[0] => trasporti
)
[category_name] => Array
(
[0] => Trasporti
)
[post_tag] => Array
(
)
)
[sort] => Array
(
[0] => 1780066266000
)
)
[1] => Array
(
[_index] => travelquotidiano
[_type] => post
[_id] => 515466
[_score] =>
[_source] => Array
(
[blog_id] => 1
[post_content] => In occasione dell’80° anniversario della Repubblica, il 2 giugno a Genova torna Palazzi svelati, l'iniziativa organizzata da Regione Liguria per aprire ai cittadini le porte di palazzi istituzionali normalmente chiusi al pubblico, tra cui il palazzo della Regione in piazza De Ferrari.
E’ possibile prenotare la propria visita attraverso il sito dedicato. Per alcuni palazzi la prenotazione è obbligatoria.
All’interno del palazzo della Regione Liguria – aperto dalle 11 alle 13 e dalle 14 alle 17 con prenotazione obbligatoria e visite guidate – sarà possibile accedere alla Sala Giunta, all'ufficio del presidente e ad altri uffici di rappresentanza, ammirando sculture in bronzo di Francesco Messina provenienti dalla Wolfsoniana di Nervi e opere appartenenti al patrimonio dell'ente tra cui alcuni dipinti di Giuseppe Ferdinando Piana.
«Le istituzioni sono la casa di tutti - dichiara il presidente Marco Bucci - In questa giornata è un piacere particolare aprire le porte della sede di Regione Liguria e di altri palazzi storici di Genova alla visita dei cittadini, che avranno anche la possibilità di scoprire alcuni tesori dell’arte custoditi in edifici che raccontano la nostra storia. Quest’anno in particolare il palazzo della Regione renderà visitabile anche la sala Giunta appena restaurata».
Tra le novità di quest’anno, sarà aperta anche la Torre Grimaldina di Palazzo Ducale una delle strutture più antiche e significative dell’edificio, utilizzata in passato anche come carcere e recentemente riaperta dopo l’intervento recupero e ristrutturazione, realizzato con fondi pnrr. Aperta anche la terrazza, da cui si potrà ammirare una vista sulla città a 360 gradi.
Tra i palazzi aperti, Palazzo Tursi, Palazzo De Gaetani, Conservatorio Paganini, il Museo dell’Accademia Ligustica di Belle Arti, Palazzo Tobia Pallavicino.
L'elenco dei palazzi aperti al pubblico per l'edizione 2026 è disponibile sull'area dedicata.
https://palazzisvelati.happyticket.it/
[post_title] => Genova, torna il 2 giugno“palazzi svelati” con visite guidate a edifici istituzionali
[post_date] => 2026-05-29T11:03:33+00:00
[category] => Array
(
[0] => enti_istituzioni_e_territorio
)
[category_name] => Array
(
[0] => Enti, istituzioni e territorio
)
[post_tag] => Array
(
)
)
[sort] => Array
(
[0] => 1780052613000
)
)
[2] => Array
(
[_index] => travelquotidiano
[_type] => post
[_id] => 515481
[_score] =>
[_source] => Array
(
[blog_id] => 1
[post_content] => La città di Livorno riapre le porte di Villa Mimbelli e della sua collezione permanente dedicata a Giovanni Fattori, uno dei pittori più influenti della pittura italiana del XIX secolo.
La grande piazza che si attraversa per raggiungere il centro storico, sorvegliata dalle marmoree statue dei Granduchi ottocenteschi e circondata da eleganti edifici neoclassici e dall’austera Fortezza Nuova, non è, tecnicamente, una piazza. La Piazza della Repubblica, infatti, è in realtà un colossale ponte, della larghezza di 220 m, sorto a metà ottocento al di sopra del Fosso Reale e definito, all’epoca, il Voltone con riferimento alla “volta” che sostiene la piazza. In un mondo dove le imprese ingegneristiche celebrano i ponti per la loro lunghezza, la città di Livorno può vantare il singolare primato del ponte più largo d’Europa.
Meno in vista di quelle marmoree di Ferdinando III e di Leopoldo II, quasi in disparte e all’ombra dei mattoni in cotto toscano del Cisternino di Città, una terza statua, bronzea, volge il proprio sguardo su questo enorme spazio ovale: è quella di Giovanni Fattori, nato il 6 settembre del 1825 a Livorno.
La collezione permanente del Museo Civico Giovanni Fattori, torna ad accogliere il pubblico a partire da luglio 2026 negli ambienti storici di Villa Mimbelli.
Il percorso si sviluppa attraverso un nucleo significativo di dipinti, disegni e acqueforti che restituiscono l’evoluzione dello sguardo di Fattori: dagli esordi ancora legati alla formazione accademica, fino alla piena maturità macchiaiola e agli anni della Maremma.
La riapertura arriva dopo la grande mostra dedicata a Fattori realizzata nel 2025, in occasione del bicentenario della nascita, che ha riportato l’attenzione nazionale sull’artista e sul suo legame con Livorno.
Le opere dialogano con gli spazi decorati di Villa Mimbelli, tra stucchi e affreschi, creando un contrasto quasi ironico: da una parte la vita vera, aspra e senza pose; dall’altra, la cornice elegante della dimora borghese. In mezzo, il visitatore — che si ritrova a leggere non solo un artista, ma un intero pezzo di ottocento italiano.
[post_title] => Livorno, riapre Villa Mimbelli e la collezione Giovanni Fattori
[post_date] => 2026-05-29T11:00:05+00:00
[category] => Array
(
[0] => enti_istituzioni_e_territorio
)
[category_name] => Array
(
[0] => Enti, istituzioni e territorio
)
[post_tag] => Array
(
)
)
[sort] => Array
(
[0] => 1780052405000
)
)
[3] => Array
(
[_index] => travelquotidiano
[_type] => post
[_id] => 515473
[_score] =>
[_source] => Array
(
[blog_id] => 1
[post_content] =>
Airbnb ha partecipato nelle vesti di capofila a un finanziamento da 58 milioni di dollari a favore di WeRoad, società fondata da Paolo De Nadai nel 2017 che ha oggi all'attivo circa 300.000 viaggiatori trasportati dall'anno della sua fondazione.
Con l’operazione, Airbnb entra nel capitale della società con una quota superiore al 10%, affiancando gli investitori già presenti, tra cui H14 della famiglia Berlusconi, oltre a diversi imprenditori e founder italiani del settore tecnologico. Grazie all’ultimo aumento di capitale, i fondi raccolti complessivamente da WeRoad dalla nascita salgono a circa 100 milioni di dollari.
L’investimento rappresenta anche una mossa strategica per Airbnb, che negli ultimi anni ha ampliato il proprio interesse verso esperienze e servizi collegati al turismo oltre agli affitti brevi.
Andrea D'Amico (ad WeRoad) entra in Airbnb
Andrea D’Amico, amministratore delegato di WeRoad ed ex manager di Booking.com, si trasferirà a San Francisco per guidare la categoria hotel di Airbnb. Come si legge sul Sole 24Ore, D’Amico resterà comunque coinvolto in WeRoad come membro del board. Alla guida operativa della società rimarrà il fondatore Paolo De Nadai insieme ai co-founder Fabio Bin, chief marketing officer, e a Erika De Santi, chief of experience.
WeRoad, come si legge su Quifinanza, ha costruito il proprio modello di business attorno ai viaggi di gruppo dedicati soprattutto a Millennials e Generazione Z. L’idea è quella di permettere a persone che partono da sole di condividere esperienze con viaggiatori della stessa fascia d’età e con interessi simili. Nel 2025 WeRoad ha registrato ricavi per 130 milioni di euro, con una crescita del 30% rispetto all’anno precedente. Nel 2026 il Financial Times ha inserito l’azienda tra le società europee a più rapida crescita.
Le ragioni del successo
Il successo di WeRoad è stato costruito combinando social network, tecnologia e attività offline. La società ha sviluppato una community di circa 3,5 milioni di follower e oltre 4mila coordinatori di viaggio.
La nuova raccolta di capitali servirà soprattutto per finanziare l’espansione fuori dall’Europa. Dopo aver consolidato la presenza in Italia, Spagna, Francia, Germania e Regno Unito, l’azienda punta ora al mercato americano. Lo sbarco negli Stati Uniti passerà anche attraverso WeMeet, la piattaforma lanciata nel 2025 per organizzare eventi offline aperti a tutti. In un anno la piattaforma ha registrato circa 2mila eventi, con oltre 50mila partecipanti in 38 città.
[post_title] => Airbnb finanzia WeRoad per 58 milioni e gli prende l'ad D'Amico
[post_date] => 2026-05-29T10:27:28+00:00
[category] => Array
(
[0] => tour_operator
)
[category_name] => Array
(
[0] => Tour Operator
)
[post_tag] => Array
(
[0] => in-evidenza
)
[post_tag_name] => Array
(
[0] => In evidenza
)
)
[sort] => Array
(
[0] => 1780050448000
)
)
[4] => Array
(
[_index] => travelquotidiano
[_type] => post
[_id] => 515474
[_score] =>
[_source] => Array
(
[blog_id] => 1
[post_content] => La Festa della Repubblica rappresenta di per sé un passaggio importante per il popolo dei vacanzieri; quest’anno forse ancora di più, considerando la fortunata congiuntura che fa cadere la festività nella giornata di martedì: saranno 14,3 milioni gli italiani che si metteranno in viaggio per il ponte del 2 giugno.
Resteranno per la maggioranza in Italia (93%) e si orienteranno principalmente su destinazioni marine. In seconda battuta, si faranno rapire dalle bellezze naturali del Belpaese e dal patrimonio culturale e artistico che caratterizza tutto lo Stivale. Tutto ciò produrrà un giro di affari di 6,9 miliardi di euro.
Interessante rilevare che la quota principale della spesa sarà destinata ai pasti (ovvero il 29,2% del totale), seguita dalla parte relativa al viaggio (23,4%). Per ciò che riguarda la spesa del pernottamento, essa incide solo per un 17,9%. In merito alla scelta dell’alloggio, quella del ponte del 2 giugno sembra essere un’occasione perfetta per dare precedenza alla struttura alberghiera e al villaggio turistico: questa opzione avrebbe infatti raccolto il 27,7% della domanda.
Si tratta di una prima sintesi dall’indagine realizzata da Tecnè per conto di Federalberghi in riferimento al movimento turistico degli italiani per il “primo ponte” che apre all’estate.
“I dati ci regalano una visione abbastanza rassicurante riguardo l’atteggiamento degli italiani che si trovano di fronte ad una possibilità di vacanza – ha dichiarato il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, a commento dell’indagine –. I nostri connazionali mostrano ancora una volta di non voler rinunciare al viaggio, peraltro privilegiando il soggiorno nelle strutture alberghiere e considerando l’Italia, evidentemente, il luogo maggiormente attrattivo rispetto all’estero.
Tuttavia – ha aggiunto Bocca – non possiamo negare che siamo stati senz’altro favoriti dal calendario di quest’anno. Una festività che cade di martedì rappresenta un’occasione ghiotta per costruire un progetto di viaggio in anticipo sulla prossima estate”.
“L’indagine – ha proseguito Bocca - illustra altre due evidenze: che le partenze si concentreranno nelle giornate di fuoco di venerdì 29 e sabato 30 maggio e che 3 vacanzieri su 4 utilizzeranno la propria auto per recarsi presso il luogo della vacanza. Verrebbe spontaneo, a questo proposito, considerare seriamente la possibilità di optare per le cosiddette “partenze intelligenti”, un sistema in grado di tutelare i viaggiatori da file interminabili e da pesanti ritardi sulla tabella di marcia”.
Scenario
“Al momento ciò che si percepisce sembra davvero positivo – ha concluso il presidente degli albergatori italiani – Tuttavia, a condizionare il nostro storico ottimismo è lo scenario di guerra e l’incertezza che esso crea nella situazione geopolitica mondiale. Come sempre diciamo, le certezze fanno bene al turismo. Al momento viviamo una fase di sospensione, il che certo non lascia spazio a toni trionfalistici riguardo le performance del nostro comparto.
Se consideriamo il 2 giugno come il ponte che apre all’estate, non possiamo a nostra volta fare azzardi su previsioni che sarebbero inevitabilmente sommarie. A incidere sulla nostra prudenza è l’incognita relativa alla durata dei conflitti: va da sé che, tanto più brevemente tutto si risolverà, quanto più la prospettiva si farà nitida. Per questo restiamo cauti, pur constatando che, ad oggi, nonostante tutto, il comparto non tradisce le aspettative”.
[post_title] => Federalberghi, 14 milioni di italiani in viaggio per il pronte del 2 giugno
[post_date] => 2026-05-29T10:25:24+00:00
[category] => Array
(
[0] => enti_istituzioni_e_territorio
)
[category_name] => Array
(
[0] => Enti, istituzioni e territorio
)
[post_tag] => Array
(
)
)
[sort] => Array
(
[0] => 1780050324000
)
)
[5] => Array
(
[_index] => travelquotidiano
[_type] => post
[_id] => 515450
[_score] =>
[_source] => Array
(
[blog_id] => 1
[post_content] => Paolo Costantini, presidente di Lands of Urbino, racconta la nascita e gli obiettivi dell’associazione fondata nel 2020 con l’obiettivo di promuovere la provincia di Pesaro e Urbino attraverso progetti culturali, itinerari esperienziali e una rete integrata di operatori turistici. «Abbiamo sentito la necessità di creare una vera filiera del turismo – spiega Costantini – perché oggi per essere attrattivi è fondamentale offrire servizi coordinati e un’offerta organizzata».
L’area rappresenta una delle destinazioni più autentiche dell’Italia centrale, ricca di borghi storici, paesaggi collinari, eccellenze enogastronomiche e percorsi culturali ancora poco conosciuti dal turismo internazionale. Tra i principali punti di interesse spiccano Urbino (nella foto), città patrimonio Unesco e culla del Rinascimento, il territorio del Montefeltro, i borghi medievali delle aree interne, i percorsi naturalistici immersi nelle colline marchigiane e le numerose esperienze legate ad artigianato, tradizioni locali ed enogastronomia. Un patrimonio che consente di sviluppare un turismo slow ed esperienziale sempre più richiesto dai mercati internazionali.
Grande attenzione viene riservata anche all’offerta enogastronomica, uno dei principali punti di forza della destinazione, con produzioni tipiche, aziende agricole, cantine, tartufo, cucina tradizionale marchigiana e percorsi dedicati ai sapori del territorio. «Vogliamo raccontare non solo i luoghi più conosciuti, ma anche le piccole realtà che custodiscono l’identità autentica delle nostre aree interne», sottolinea Costantini.
L'associazione
«Lands of Urbino è nata grazie all’iniziativa di circa quaranta operatori del comparto turistico, dagli hotel agli affittacamere, dai bed & breakfast agli artigiani, fino ai fornitori di servizi. L’obiettivo è sempre stato quello di costruire una rete concreta capace di sostenere e far crescere le attività del territorio». Da questo percorso sono nati diversi progetti, tra cui una serie di podcast realizzati sulla piattaforma Loquis, app specializzata in racconti audio geolocalizzati dedicati ai viaggi e al turismo esperienziale. I contenuti raccontano borghi, tradizioni e identità locali nei 29 comuni coinvolti, dal Montefeltro alle aree interne della provincia.
L’associazione lavora a stretto contatto con i propri associati, sviluppando iniziative concrete capaci di sostenere e far crescere le attività aderenti. L’obiettivo è costruire un modello di destination management sempre più strutturato, in grado di coordinare promozione turistica e servizi su un’area ampia e articolata.
Oggi la rete conta circa 46 associati distribuiti nei comuni delle aree interne: produttori locali, aziende agroalimentari, artigiani, botteghe e operatori dell’ospitalità, tutti accomunati dalla volontà di creare un’offerta turistica integrata e autentica. Guardando al futuro, Lands of Urbino punta a rafforzare il dialogo con le amministrazioni pubbliche per sviluppare prodotti turistici condivisi e più competitivi sui mercati. «Le nostre aree – conclude Costantini – sono ricche di identità e peculiarità locali: per questo è importante creare una visione comune capace di raccontarle in modo unitario e riconoscibile».
(Quirino Falessi)
[post_title] => Lands of Urbino: il modello di rete che valorizza il turismo autentico nelle Marche
[post_date] => 2026-05-29T09:57:47+00:00
[category] => Array
(
[0] => incoming
)
[category_name] => Array
(
[0] => Incoming
)
[post_tag] => Array
(
)
)
[sort] => Array
(
[0] => 1780048667000
)
)
[6] => Array
(
[_index] => travelquotidiano
[_type] => post
[_id] => 515444
[_score] =>
[_source] => Array
(
[blog_id] => 1
[post_content] => Laura Sabbatini, consigliere comunale di Acqualagna con delega al turismo, racconta l’identità e la crescita di uno dei territori simbolo del tartufo italiano. «Acqualagna è una realtà profondamente legata al tartufo e alla sua cultura. Grazie anche alla mia esperienza professionale nel settore turistico, seguo da vicino la promozione del territorio e dei suoi prodotti d’eccellenza. Dallo scorso anno la nostra manifestazione è ufficialmente diventata la Fiera internazionale del tartufo bianco di Acqualagna: un riconoscimento prestigioso che ci accomuna ad Alba e Norcia, le uniche località italiane autorizzate a utilizzare il nome del territorio associato al prodotto.
Una meta da scoprire
Piccolo centro nel cuore delle Marche, in provincia di Pesaro Urbino, Acqualagna è conosciuta nel mondo come una delle capitali del tartufo ed è anche la città natale di Enrico Mattei, fondatore dell’Eni. Situata lungo l’antica Via Flaminia e a pochi chilometri dalla spettacolare gola del Furlo, custodisce una lunga tradizione legata alla cerca e alla commercializzazione del tartufo. «Il nostro territorio offre tartufo durante tutto l’anno grazie alla presenza delle principali varietà: il bianco pregiato, il nero invernale, il nero estivo e il bianchetto o marzuolo. Ad Acqualagna è inoltre possibile visitare il museo del Tartufo, partecipare ad esperienze di cerca del tartufo, scoprire aziende specializzate e vivere percorsi naturalistici nella riserva della gola del Furlo. Quest’anno abbiamo avviato anche la prima tartufaia sperimentale di tartufo bianco su un terreno comunale, un progetto che testimonia la volontà di far crescere l’intera filiera. Acqualagna fa parte dell’associazione nazionale Città del Tartufo e stiamo lavorando a iniziative condivise per valorizzare il settore e promuovere il territorio anche sui mercati internazionali».
Negli ultimi anni il tartufo ha registrato una forte crescita in termini di notorietà e interesse turistico, diventando un prodotto capace di generare economia e attrattività. «Per questo stiamo incentivando nuovi impianti di tartufaie e progetti di coltivazione sostenibile, fondamentali anche per la tutela della risorsa naturale, sempre più rara allo stato spontaneo».
Sempre più operatori scelgono quindi di investire nella coltivazione del tartufo e l’interesse arriva anche dall’estero: recentemente un investitore belga ha avviato nei pressi di Acqualagna una nuova tartufaia dedicata sia al tartufo bianco sia al tartufo nero. «Un segnale concreto delle grandi potenzialità internazionali di questo settore».
(Quirino Falessi)
[post_title] => Acqualagna, la capitale del tartufo si rivela ai visitatori internazionali
[post_date] => 2026-05-29T09:46:36+00:00
[category] => Array
(
[0] => incoming
)
[category_name] => Array
(
[0] => Incoming
)
[post_tag] => Array
(
)
)
[sort] => Array
(
[0] => 1780047996000
)
)
[7] => Array
(
[_index] => travelquotidiano
[_type] => post
[_id] => 515407
[_score] =>
[_source] => Array
(
[blog_id] => 1
[post_content] => Ci siamo un po' stufati delle prese di posizione di Ryanair verso istituzioni pubbliche. Che sia lo Stato italiano o europeo, che sia la Commissione europea o qualche regione italiana. Le istituzioni rispondono al bene dei cittadini (almeno così dovrebbe essere) non all'interesse di Ryanair.
Ultima di queste fastidiose ingerenze è quella con la regione Sardegna, che mantiene l'addizionale municipale. Naturalmente Ryanair parla da pari a pari. Ma la realtà è che non sono pari. La Sardegna pensa al bene della comunità, Ryanair pensa ai suoi profitti, (che non coincidono con il bene di una comunità)
L'Italia, nei suoi vari organismi, ha dato troppo potere a Ryanair, e la compagnia si è, come dire, montata la testa. Leggete quello che dice nel comunicato: «È tempo che la regione Sardegna smetta di sprecare tempo e denaro su rotte in continuità territoriale inaffidabili e si concentri invece sull’investimento in collegamenti sostenibili a tariffe basse, abolendo l’addizionale municipale regressiva come hanno già fatto altre regioni italiane».
Recriminazioni
Ma per caso Ryanair ha partecipato alle elezioni amministrative? Ha un suo rappresentante cel consiglio regionale? Ha un qualche potere amministrativo? No ha solo soldi e recriminazioni.
Eccone una: «Il rifiuto della proposta di rapida crescita di Ryanair, che avrebbe generato oltre 2 milioni di passeggeri aggiuntivi all’anno (+40% di crescita), 4 aeromobili aggiuntivi (400 milioni di dollari di investimento), una nuova base ad Alghero (con la creazione di oltre 900 posti di lavoro locali) e nuove rotte nazionali e internazionali verso mercati quali Germania, Francia, Regno Unito e Paesi nordici».
Il fatto poi di tirare sempre in ballo i lavoratori che si potevano occupare è un giochetto che ormai ha fatto il suo tempo. La Sardegna ha preso la sua decisione, la rispetti e basta. Se no fonda un partito e così potrà parlare a tu per tu con tutte le istituzioni che vuole.
[post_title] => Ryanair contro la Sardegna. Queste ingerenze non sono più tollerabili
[post_date] => 2026-05-28T14:53:40+00:00
[category] => Array
(
[0] => enti_istituzioni_e_territorio
)
[category_name] => Array
(
[0] => Enti, istituzioni e territorio
)
[post_tag] => Array
(
[0] => in-evidenza
)
[post_tag_name] => Array
(
[0] => In evidenza
)
)
[sort] => Array
(
[0] => 1779980020000
)
)
[8] => Array
(
[_index] => travelquotidiano
[_type] => post
[_id] => 515384
[_score] =>
[_source] => Array
(
[blog_id] => 1
[post_content] => Punta allo sviluppo internazionale il 2027 di Aeroitalia, con l'avanzamento del piano di sviluppo della flotta che vedrà la consegna di nuovi Boeing 737-8.
Proprio l'ampliamento della flotta darà impulso alla crescita oltre i confini italiani, dopo un periodo di consolidamento della propria presenza sul mercato domestico: a spiegarlo, in occasione di Routes Europe 2026 a Rimini, il direttore commerciale Massimo Di Perna, ripreso da Aviation Week.
«Il prossimo anno sarà l'anno dell'espansione internazionale in modo organico. Stiamo già sviluppando una strategia di network. Siamo qui (al Routes Europe) per incontrare gli aeroporti al fine di comprendere le opportunità».
Il vettore opera attualmente con una flotta mista composta da 737-800, Atr 72-600 ed Embraer 175/195 e prevede di prendere in consegna cinque B737-8 da Air Lease Corporation, con la prima consegna prevista per marzo 2027 e le restanti a seguire, tra giugno e luglio.
«Nel picco estivo di quest'anno avremo 20 aeromobili, ma a partire da marzo del 2027 arriveranno i nuovi 737 Max. Ciò significa che dobbiamo crescere organicamente al di fuori dell’Italia».
La compagnia aerea ha già avviato la propria espansione internazionale: questo maggio ha inaugurato la nuova base a Salerno Costa d’Amalfi e del Cilento e durante la summer offrirà voli per Ibiza, Palma di Maiorca, Mykonos e Santorini.
Di Perna ha sottolineato che Aeroitalia si considera ora una network airline, focalizzata sulla connettività, ricordando le partnership di interline con Air France, Delta Air Lines, Klm, Etihad Airways e Qatar Airways: in pratica, «è possibile volare da Palermo via Roma con Delta fino a New York».
Tuttavia, nonostante le ambizioni di crescita, ha riconosciuto la crescente pressione derivante dall'aumento dei costi del carburante in tutto il settore e i rischi associati all'espansione oltre i confini italiani in mercati sempre più competitivi.
[post_title] => Il 2027 di Aeroitalia nel segno della crescita internazionale
[post_date] => 2026-05-28T13:46:29+00:00
[category] => Array
(
[0] => trasporti
)
[category_name] => Array
(
[0] => Trasporti
)
[post_tag] => Array
(
)
)
[sort] => Array
(
[0] => 1779975989000
)
)
)
{
"size": 9,
"query": {
"filtered": {
"query": {
"fuzzy_like_this": {
"like_text" : "la repubblica dominicana punta su cultura golf eco turismo e mice"
}
},
"filter": {
"range": {
"post_date": {
"gte": "now-2y",
"lte": "now",
"time_zone": "+1:00"
}
}
}
}
}, "sort": { "post_date": { "order": "desc" } }
}{"took":107,"timed_out":false,"_shards":{"total":5,"successful":5,"failed":0},"hits":{"total":2587,"max_score":null,"hits":[{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"515582","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Volotea ha aperto le vendite per la stagione primavera-estate 2027: tra il 18 marzo e il 30 ottobre 2027, il vettore offrirà complessivamente oltre 10,5 milioni di posti su più di 60.000 voli.\r\n\r\nL'operativo della primavera-estate 2027 include alcune delle mete più amate d’Europa: tra questi collegamenti da 23 scali italiani verso isole mediterranee, città d’arte e destinazioni dal forte richiamo gastronomico.\r\n\r\nTra le destinazioni Sardegna, Sicilia e Grecia, ma anche numerose città europee ricche di storia, cultura e vivacità, come Barcellona, Madrid, Firenze e Venezia. Non mancheranno anche le mete celebri per la loro tradizione culinaria e per l’atmosfera autentica dei loro quartieri storici, come Napoli, Palermo e Bordeaux, perfette per vivere esperienze legate al territorio tra cucina locale, mercati tipici e tradizioni regionali.\r\n\r\n“Con l’apertura delle vendite per la primavera-estate 2027 vogliamo offrire ai nostri clienti la possibilità di organizzare le proprie vacanze con anticipo – ha commentato Valeria Rebasti, international market director del vettore spagnolo –. Continuiamo a puntare su collegamenti diretti verso destinazioni molto amate dai viaggiatori italiani, proponendo un’offerta ampia e competitiva pensata per soddisfare sia la domanda leisure sia quella dei city break europei”.\r\n\r\nInoltre, i passeggeri iscritti a Megavolotea, il programma fedeltà della compagnia, potranno beneficiare di un’esperienza di viaggio ancora più flessibile e conveniente, grazie ad agevolazioni dedicate, offerte esclusive e servizi pensati per rendere ogni spostamento semplice e confortevole.","post_title":"L'anticipo di Volotea: aperte le vendite per la primavera-estate 2027","post_date":"2026-05-29T14:51:06+00:00","category":["trasporti"],"category_name":["Trasporti"],"post_tag":[]},"sort":[1780066266000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"515466","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"In occasione dell’80° anniversario della Repubblica, il 2 giugno a Genova torna Palazzi svelati, l'iniziativa organizzata da Regione Liguria per aprire ai cittadini le porte di palazzi istituzionali normalmente chiusi al pubblico, tra cui il palazzo della Regione in piazza De Ferrari.\r\n\r\nE’ possibile prenotare la propria visita attraverso il sito dedicato. Per alcuni palazzi la prenotazione è obbligatoria.\r\n\r\nAll’interno del palazzo della Regione Liguria – aperto dalle 11 alle 13 e dalle 14 alle 17 con prenotazione obbligatoria e visite guidate – sarà possibile accedere alla Sala Giunta, all'ufficio del presidente e ad altri uffici di rappresentanza, ammirando sculture in bronzo di Francesco Messina provenienti dalla Wolfsoniana di Nervi e opere appartenenti al patrimonio dell'ente tra cui alcuni dipinti di Giuseppe Ferdinando Piana.\r\n\r\n«Le istituzioni sono la casa di tutti - dichiara il presidente Marco Bucci - In questa giornata è un piacere particolare aprire le porte della sede di Regione Liguria e di altri palazzi storici di Genova alla visita dei cittadini, che avranno anche la possibilità di scoprire alcuni tesori dell’arte custoditi in edifici che raccontano la nostra storia. Quest’anno in particolare il palazzo della Regione renderà visitabile anche la sala Giunta appena restaurata».\r\n\r\nTra le novità di quest’anno, sarà aperta anche la Torre Grimaldina di Palazzo Ducale una delle strutture più antiche e significative dell’edificio, utilizzata in passato anche come carcere e recentemente riaperta dopo l’intervento recupero e ristrutturazione, realizzato con fondi pnrr. Aperta anche la terrazza, da cui si potrà ammirare una vista sulla città a 360 gradi.\r\n\r\nTra i palazzi aperti, Palazzo Tursi, Palazzo De Gaetani, Conservatorio Paganini, il Museo dell’Accademia Ligustica di Belle Arti, Palazzo Tobia Pallavicino.\r\n\r\nL'elenco dei palazzi aperti al pubblico per l'edizione 2026 è disponibile sull'area dedicata.\r\n\r\nhttps://palazzisvelati.happyticket.it/","post_title":"Genova, torna il 2 giugno“palazzi svelati” con visite guidate a edifici istituzionali","post_date":"2026-05-29T11:03:33+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":[]},"sort":[1780052613000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"515481","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"La città di Livorno riapre le porte di Villa Mimbelli e della sua collezione permanente dedicata a Giovanni Fattori, uno dei pittori più influenti della pittura italiana del XIX secolo.\r\n\r\nLa grande piazza che si attraversa per raggiungere il centro storico, sorvegliata dalle marmoree statue dei Granduchi ottocenteschi e circondata da eleganti edifici neoclassici e dall’austera Fortezza Nuova, non è, tecnicamente, una piazza. La Piazza della Repubblica, infatti, è in realtà un colossale ponte, della larghezza di 220 m, sorto a metà ottocento al di sopra del Fosso Reale e definito, all’epoca, il Voltone con riferimento alla “volta” che sostiene la piazza. In un mondo dove le imprese ingegneristiche celebrano i ponti per la loro lunghezza, la città di Livorno può vantare il singolare primato del ponte più largo d’Europa.\r\n\r\nMeno in vista di quelle marmoree di Ferdinando III e di Leopoldo II, quasi in disparte e all’ombra dei mattoni in cotto toscano del Cisternino di Città, una terza statua, bronzea, volge il proprio sguardo su questo enorme spazio ovale: è quella di Giovanni Fattori, nato il 6 settembre del 1825 a Livorno.\r\n\r\nLa collezione permanente del Museo Civico Giovanni Fattori, torna ad accogliere il pubblico a partire da luglio 2026 negli ambienti storici di Villa Mimbelli.\r\n\r\nIl percorso si sviluppa attraverso un nucleo significativo di dipinti, disegni e acqueforti che restituiscono l’evoluzione dello sguardo di Fattori: dagli esordi ancora legati alla formazione accademica, fino alla piena maturità macchiaiola e agli anni della Maremma.\r\n\r\nLa riapertura arriva dopo la grande mostra dedicata a Fattori realizzata nel 2025, in occasione del bicentenario della nascita, che ha riportato l’attenzione nazionale sull’artista e sul suo legame con Livorno.\r\n\r\nLe opere dialogano con gli spazi decorati di Villa Mimbelli, tra stucchi e affreschi, creando un contrasto quasi ironico: da una parte la vita vera, aspra e senza pose; dall’altra, la cornice elegante della dimora borghese. In mezzo, il visitatore — che si ritrova a leggere non solo un artista, ma un intero pezzo di ottocento italiano.","post_title":"Livorno, riapre Villa Mimbelli e la collezione Giovanni Fattori","post_date":"2026-05-29T11:00:05+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":[]},"sort":[1780052405000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"515473","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\nAirbnb ha partecipato nelle vesti di capofila a un finanziamento da 58 milioni di dollari a favore di WeRoad, società fondata da Paolo De Nadai nel 2017 che ha oggi all'attivo circa 300.000 viaggiatori trasportati dall'anno della sua fondazione.\r\n\r\n\r\nCon l’operazione, Airbnb entra nel capitale della società con una quota superiore al 10%, affiancando gli investitori già presenti, tra cui H14 della famiglia Berlusconi, oltre a diversi imprenditori e founder italiani del settore tecnologico. Grazie all’ultimo aumento di capitale, i fondi raccolti complessivamente da WeRoad dalla nascita salgono a circa 100 milioni di dollari.\r\nL’investimento rappresenta anche una mossa strategica per Airbnb, che negli ultimi anni ha ampliato il proprio interesse verso esperienze e servizi collegati al turismo oltre agli affitti brevi.\r\n\r\nAndrea D'Amico (ad WeRoad) entra in Airbnb\r\nAndrea D’Amico, amministratore delegato di WeRoad ed ex manager di Booking.com, si trasferirà a San Francisco per guidare la categoria hotel di Airbnb. Come si legge sul Sole 24Ore, D’Amico resterà comunque coinvolto in WeRoad come membro del board. Alla guida operativa della società rimarrà il fondatore Paolo De Nadai insieme ai co-founder Fabio Bin, chief marketing officer, e a Erika De Santi, chief of experience.\r\n\r\nWeRoad, come si legge su Quifinanza, ha costruito il proprio modello di business attorno ai viaggi di gruppo dedicati soprattutto a Millennials e Generazione Z. L’idea è quella di permettere a persone che partono da sole di condividere esperienze con viaggiatori della stessa fascia d’età e con interessi simili. Nel 2025 WeRoad ha registrato ricavi per 130 milioni di euro, con una crescita del 30% rispetto all’anno precedente. Nel 2026 il Financial Times ha inserito l’azienda tra le società europee a più rapida crescita.\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\nLe ragioni del successo\r\nIl successo di WeRoad è stato costruito combinando social network, tecnologia e attività offline. La società ha sviluppato una community di circa 3,5 milioni di follower e oltre 4mila coordinatori di viaggio.\r\n\r\nLa nuova raccolta di capitali servirà soprattutto per finanziare l’espansione fuori dall’Europa. Dopo aver consolidato la presenza in Italia, Spagna, Francia, Germania e Regno Unito, l’azienda punta ora al mercato americano. Lo sbarco negli Stati Uniti passerà anche attraverso WeMeet, la piattaforma lanciata nel 2025 per organizzare eventi offline aperti a tutti. In un anno la piattaforma ha registrato circa 2mila eventi, con oltre 50mila partecipanti in 38 città.\r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n","post_title":"Airbnb finanzia WeRoad per 58 milioni e gli prende l'ad D'Amico","post_date":"2026-05-29T10:27:28+00:00","category":["tour_operator"],"category_name":["Tour Operator"],"post_tag":["in-evidenza"],"post_tag_name":["In evidenza"]},"sort":[1780050448000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"515474","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"La Festa della Repubblica rappresenta di per sé un passaggio importante per il popolo dei vacanzieri; quest’anno forse ancora di più, considerando la fortunata congiuntura che fa cadere la festività nella giornata di martedì: saranno 14,3 milioni gli italiani che si metteranno in viaggio per il ponte del 2 giugno.\r\n\r\nResteranno per la maggioranza in Italia (93%) e si orienteranno principalmente su destinazioni marine. In seconda battuta, si faranno rapire dalle bellezze naturali del Belpaese e dal patrimonio culturale e artistico che caratterizza tutto lo Stivale. Tutto ciò produrrà un giro di affari di 6,9 miliardi di euro.\r\n\r\nInteressante rilevare che la quota principale della spesa sarà destinata ai pasti (ovvero il 29,2% del totale), seguita dalla parte relativa al viaggio (23,4%). Per ciò che riguarda la spesa del pernottamento, essa incide solo per un 17,9%. In merito alla scelta dell’alloggio, quella del ponte del 2 giugno sembra essere un’occasione perfetta per dare precedenza alla struttura alberghiera e al villaggio turistico: questa opzione avrebbe infatti raccolto il 27,7% della domanda.\r\n\r\nSi tratta di una prima sintesi dall’indagine realizzata da Tecnè per conto di Federalberghi in riferimento al movimento turistico degli italiani per il “primo ponte” che apre all’estate.\r\n\r\n“I dati ci regalano una visione abbastanza rassicurante riguardo l’atteggiamento degli italiani che si trovano di fronte ad una possibilità di vacanza – ha dichiarato il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, a commento dell’indagine –. I nostri connazionali mostrano ancora una volta di non voler rinunciare al viaggio, peraltro privilegiando il soggiorno nelle strutture alberghiere e considerando l’Italia, evidentemente, il luogo maggiormente attrattivo rispetto all’estero.\r\n\r\nTuttavia – ha aggiunto Bocca – non possiamo negare che siamo stati senz’altro favoriti dal calendario di quest’anno. Una festività che cade di martedì rappresenta un’occasione ghiotta per costruire un progetto di viaggio in anticipo sulla prossima estate”.\r\n\r\n“L’indagine – ha proseguito Bocca - illustra altre due evidenze: che le partenze si concentreranno nelle giornate di fuoco di venerdì 29 e sabato 30 maggio e che 3 vacanzieri su 4 utilizzeranno la propria auto per recarsi presso il luogo della vacanza. Verrebbe spontaneo, a questo proposito, considerare seriamente la possibilità di optare per le cosiddette “partenze intelligenti”, un sistema in grado di tutelare i viaggiatori da file interminabili e da pesanti ritardi sulla tabella di marcia”.\r\nScenario\r\n“Al momento ciò che si percepisce sembra davvero positivo – ha concluso il presidente degli albergatori italiani – Tuttavia, a condizionare il nostro storico ottimismo è lo scenario di guerra e l’incertezza che esso crea nella situazione geopolitica mondiale. Come sempre diciamo, le certezze fanno bene al turismo. Al momento viviamo una fase di sospensione, il che certo non lascia spazio a toni trionfalistici riguardo le performance del nostro comparto.\r\n\r\nSe consideriamo il 2 giugno come il ponte che apre all’estate, non possiamo a nostra volta fare azzardi su previsioni che sarebbero inevitabilmente sommarie. A incidere sulla nostra prudenza è l’incognita relativa alla durata dei conflitti: va da sé che, tanto più brevemente tutto si risolverà, quanto più la prospettiva si farà nitida. Per questo restiamo cauti, pur constatando che, ad oggi, nonostante tutto, il comparto non tradisce le aspettative”.","post_title":"Federalberghi, 14 milioni di italiani in viaggio per il pronte del 2 giugno","post_date":"2026-05-29T10:25:24+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":[]},"sort":[1780050324000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"515450","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Paolo Costantini, presidente di Lands of Urbino, racconta la nascita e gli obiettivi dell’associazione fondata nel 2020 con l’obiettivo di promuovere la provincia di Pesaro e Urbino attraverso progetti culturali, itinerari esperienziali e una rete integrata di operatori turistici. «Abbiamo sentito la necessità di creare una vera filiera del turismo – spiega Costantini – perché oggi per essere attrattivi è fondamentale offrire servizi coordinati e un’offerta organizzata».\r\nL’area rappresenta una delle destinazioni più autentiche dell’Italia centrale, ricca di borghi storici, paesaggi collinari, eccellenze enogastronomiche e percorsi culturali ancora poco conosciuti dal turismo internazionale. Tra i principali punti di interesse spiccano Urbino (nella foto), città patrimonio Unesco e culla del Rinascimento, il territorio del Montefeltro, i borghi medievali delle aree interne, i percorsi naturalistici immersi nelle colline marchigiane e le numerose esperienze legate ad artigianato, tradizioni locali ed enogastronomia. Un patrimonio che consente di sviluppare un turismo slow ed esperienziale sempre più richiesto dai mercati internazionali.\r\nGrande attenzione viene riservata anche all’offerta enogastronomica, uno dei principali punti di forza della destinazione, con produzioni tipiche, aziende agricole, cantine, tartufo, cucina tradizionale marchigiana e percorsi dedicati ai sapori del territorio. «Vogliamo raccontare non solo i luoghi più conosciuti, ma anche le piccole realtà che custodiscono l’identità autentica delle nostre aree interne», sottolinea Costantini.\r\n\r\nL'associazione\r\n«Lands of Urbino è nata grazie all’iniziativa di circa quaranta operatori del comparto turistico, dagli hotel agli affittacamere, dai bed & breakfast agli artigiani, fino ai fornitori di servizi. L’obiettivo è sempre stato quello di costruire una rete concreta capace di sostenere e far crescere le attività del territorio». Da questo percorso sono nati diversi progetti, tra cui una serie di podcast realizzati sulla piattaforma Loquis, app specializzata in racconti audio geolocalizzati dedicati ai viaggi e al turismo esperienziale. I contenuti raccontano borghi, tradizioni e identità locali nei 29 comuni coinvolti, dal Montefeltro alle aree interne della provincia.\r\nL’associazione lavora a stretto contatto con i propri associati, sviluppando iniziative concrete capaci di sostenere e far crescere le attività aderenti. L’obiettivo è costruire un modello di destination management sempre più strutturato, in grado di coordinare promozione turistica e servizi su un’area ampia e articolata.\r\nOggi la rete conta circa 46 associati distribuiti nei comuni delle aree interne: produttori locali, aziende agroalimentari, artigiani, botteghe e operatori dell’ospitalità, tutti accomunati dalla volontà di creare un’offerta turistica integrata e autentica. Guardando al futuro, Lands of Urbino punta a rafforzare il dialogo con le amministrazioni pubbliche per sviluppare prodotti turistici condivisi e più competitivi sui mercati. «Le nostre aree – conclude Costantini – sono ricche di identità e peculiarità locali: per questo è importante creare una visione comune capace di raccontarle in modo unitario e riconoscibile».\r\n(Quirino Falessi)","post_title":"Lands of Urbino: il modello di rete che valorizza il turismo autentico nelle Marche","post_date":"2026-05-29T09:57:47+00:00","category":["incoming"],"category_name":["Incoming"],"post_tag":[]},"sort":[1780048667000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"515444","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Laura Sabbatini, consigliere comunale di Acqualagna con delega al turismo, racconta l’identità e la crescita di uno dei territori simbolo del tartufo italiano. «Acqualagna è una realtà profondamente legata al tartufo e alla sua cultura. Grazie anche alla mia esperienza professionale nel settore turistico, seguo da vicino la promozione del territorio e dei suoi prodotti d’eccellenza. Dallo scorso anno la nostra manifestazione è ufficialmente diventata la Fiera internazionale del tartufo bianco di Acqualagna: un riconoscimento prestigioso che ci accomuna ad Alba e Norcia, le uniche località italiane autorizzate a utilizzare il nome del territorio associato al prodotto.\r\n\r\nUna meta da scoprire\r\nPiccolo centro nel cuore delle Marche, in provincia di Pesaro Urbino, Acqualagna è conosciuta nel mondo come una delle capitali del tartufo ed è anche la città natale di Enrico Mattei, fondatore dell’Eni. Situata lungo l’antica Via Flaminia e a pochi chilometri dalla spettacolare gola del Furlo, custodisce una lunga tradizione legata alla cerca e alla commercializzazione del tartufo. «Il nostro territorio offre tartufo durante tutto l’anno grazie alla presenza delle principali varietà: il bianco pregiato, il nero invernale, il nero estivo e il bianchetto o marzuolo. Ad Acqualagna è inoltre possibile visitare il museo del Tartufo, partecipare ad esperienze di cerca del tartufo, scoprire aziende specializzate e vivere percorsi naturalistici nella riserva della gola del Furlo. Quest’anno abbiamo avviato anche la prima tartufaia sperimentale di tartufo bianco su un terreno comunale, un progetto che testimonia la volontà di far crescere l’intera filiera. Acqualagna fa parte dell’associazione nazionale Città del Tartufo e stiamo lavorando a iniziative condivise per valorizzare il settore e promuovere il territorio anche sui mercati internazionali».\r\nNegli ultimi anni il tartufo ha registrato una forte crescita in termini di notorietà e interesse turistico, diventando un prodotto capace di generare economia e attrattività. «Per questo stiamo incentivando nuovi impianti di tartufaie e progetti di coltivazione sostenibile, fondamentali anche per la tutela della risorsa naturale, sempre più rara allo stato spontaneo».\r\nSempre più operatori scelgono quindi di investire nella coltivazione del tartufo e l’interesse arriva anche dall’estero: recentemente un investitore belga ha avviato nei pressi di Acqualagna una nuova tartufaia dedicata sia al tartufo bianco sia al tartufo nero. «Un segnale concreto delle grandi potenzialità internazionali di questo settore».\r\n\r\n(Quirino Falessi)","post_title":"Acqualagna, la capitale del tartufo si rivela ai visitatori internazionali","post_date":"2026-05-29T09:46:36+00:00","category":["incoming"],"category_name":["Incoming"],"post_tag":[]},"sort":[1780047996000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"515407","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Ci siamo un po' stufati delle prese di posizione di Ryanair verso istituzioni pubbliche. Che sia lo Stato italiano o europeo, che sia la Commissione europea o qualche regione italiana. Le istituzioni rispondono al bene dei cittadini (almeno così dovrebbe essere) non all'interesse di Ryanair.\r\n\r\nUltima di queste fastidiose ingerenze è quella con la regione Sardegna, che mantiene l'addizionale municipale. Naturalmente Ryanair parla da pari a pari. Ma la realtà è che non sono pari. La Sardegna pensa al bene della comunità, Ryanair pensa ai suoi profitti, (che non coincidono con il bene di una comunità)\r\n\r\nL'Italia, nei suoi vari organismi, ha dato troppo potere a Ryanair, e la compagnia si è, come dire, montata la testa. Leggete quello che dice nel comunicato: «È tempo che la regione Sardegna smetta di sprecare tempo e denaro su rotte in continuità territoriale inaffidabili e si concentri invece sull’investimento in collegamenti sostenibili a tariffe basse, abolendo l’addizionale municipale regressiva come hanno già fatto altre regioni italiane».\r\nRecriminazioni\r\nMa per caso Ryanair ha partecipato alle elezioni amministrative? Ha un suo rappresentante cel consiglio regionale? Ha un qualche potere amministrativo? No ha solo soldi e recriminazioni.\r\n\r\nEccone una: «Il rifiuto della proposta di rapida crescita di Ryanair, che avrebbe generato oltre 2 milioni di passeggeri aggiuntivi all’anno (+40% di crescita), 4 aeromobili aggiuntivi (400 milioni di dollari di investimento), una nuova base ad Alghero (con la creazione di oltre 900 posti di lavoro locali) e nuove rotte nazionali e internazionali verso mercati quali Germania, Francia, Regno Unito e Paesi nordici».\r\n\r\nIl fatto poi di tirare sempre in ballo i lavoratori che si potevano occupare è un giochetto che ormai ha fatto il suo tempo. La Sardegna ha preso la sua decisione, la rispetti e basta. Se no fonda un partito e così potrà parlare a tu per tu con tutte le istituzioni che vuole.","post_title":"Ryanair contro la Sardegna. Queste ingerenze non sono più tollerabili","post_date":"2026-05-28T14:53:40+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":["in-evidenza"],"post_tag_name":["In evidenza"]},"sort":[1779980020000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"515384","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Punta allo sviluppo internazionale il 2027 di Aeroitalia, con l'avanzamento del piano di sviluppo della flotta che vedrà la consegna di nuovi Boeing 737-8.\r\n\r\nProprio l'ampliamento della flotta darà impulso alla crescita oltre i confini italiani, dopo un periodo di consolidamento della propria presenza sul mercato domestico: a spiegarlo, in occasione di Routes Europe 2026 a Rimini, il direttore commerciale Massimo Di Perna, ripreso da Aviation Week.\r\n\r\n«Il prossimo anno sarà l'anno dell'espansione internazionale in modo organico. Stiamo già sviluppando una strategia di network. Siamo qui (al Routes Europe) per incontrare gli aeroporti al fine di comprendere le opportunità».\r\n\r\nIl vettore opera attualmente con una flotta mista composta da 737-800, Atr 72-600 ed Embraer 175/195 e prevede di prendere in consegna cinque B737-8 da Air Lease Corporation, con la prima consegna prevista per marzo 2027 e le restanti a seguire, tra giugno e luglio.\r\n\r\n«Nel picco estivo di quest'anno avremo 20 aeromobili, ma a partire da marzo del 2027 arriveranno i nuovi 737 Max. Ciò significa che dobbiamo crescere organicamente al di fuori dell’Italia».\r\n\r\nLa compagnia aerea ha già avviato la propria espansione internazionale: questo maggio ha inaugurato la nuova base a Salerno Costa d’Amalfi e del Cilento e durante la summer offrirà voli per Ibiza, Palma di Maiorca, Mykonos e Santorini.\r\n\r\nDi Perna ha sottolineato che Aeroitalia si considera ora una network airline, focalizzata sulla connettività, ricordando le partnership di interline con Air France, Delta Air Lines, Klm, Etihad Airways e Qatar Airways: in pratica, «è possibile volare da Palermo via Roma con Delta fino a New York».\r\n\r\nTuttavia, nonostante le ambizioni di crescita, ha riconosciuto la crescente pressione derivante dall'aumento dei costi del carburante in tutto il settore e i rischi associati all'espansione oltre i confini italiani in mercati sempre più competitivi.","post_title":"Il 2027 di Aeroitalia nel segno della crescita internazionale","post_date":"2026-05-28T13:46:29+00:00","category":["trasporti"],"category_name":["Trasporti"],"post_tag":[]},"sort":[1779975989000]}]}}