16 luglio 2025 10:05
Il tema dei dazi Usa, con la relativa incertezza su livelli ed entrata in vigore, continua ad abbattersi sul trasporto aereo: secondo Willie Walsh, direttore generale della Iata, le compagnie aeree potrebbero infatti essere riluttanti a prendere in consegna gli aeromobili ordinati a causa dell’incertezza che regna intorno ai dazi statunitensi e al loro impatto sul costo dei velivoli.
«Non sarà solo un problema di Boeing e Airbus. – ha precisato Walsh, ripreso da Reuters in occasione di una tavola rotonda per i media a Singapore -. Avrà un impatto su tutti gli aspetti dell’industria aerospaziale e sulla maggior parte, se non su tutte, le compagnie aeree».
I dazi al 50% che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump intende imporre sulle esportazioni brasiliane a partire da agosto potrebbe colpire le entrate del costruttore di aerei Embraer, come ha fatto la pandemia da Covid, ha avvertito martedì il suo ceo, Francisco Gomes Neto, segnalando i rischi per i partner statunitensi.
Neto ha dichiarato che questi dazi equivarrebbero a un embargo commerciale sui jet regionali che Embraer fornisce alle compagnie aeree statunitensi e potrebbero provocare cancellazioni di ordini, consegne differite e gravi conseguenze per i fornitori statunitensi di Embraer.
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Secondo Airlines for Europe (A4E) e Aci Europe, l'introduzione del sistema di entrata/uscita in vigore nei 29 Paesi membri dell’area Schengen ha comportato tempi di attesa compresi tra le due e le tre ore negli aeroporti di tutta Europa. I passeggeri sostengono che i disagi siano stati causati da una mancanza di organizzazione, carenza di personale e guasti tecnici.
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Michael O'Leary, ceo del gruppo Ryanair, aveva già avvertito la scorsa settimana che l'introduzione dell'Ees sarebbe stata un “disastro”, prevedendo che gli aeroporti più piccoli ne risentiranno maggiormente.
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Secondo quanto spiegato da Reuters, la prospettiva di un accordo - che dovrebbe comunque affrontare notevoli ostacoli normativi - potrebbe ridisegnare il volto del settore: l'unione di due delle più grandi compagnie aeree statunitensi sarebbe la più grande operazione di consolidamento degli ultimi dieci anni, andando a ridurre ulteriormente un mercato interno già dominato da quattro operatori di dimensioni simili.
Secondo i dati Oag, considerando i voli internazionali, United e American erano già nel 2025 le due maggiori compagnie aeree al mondo in termini di capacità disponibile. United e American sono rispettivamente il secondo e il quarto vettore Usa per capitalizzazione di mercato; un'eventuale fusione darebbe vita alla più grande compagnia del Paese, superando Delta Air Lines.
Kirby aveva dichiarato in occasione di un forum che si è svolto lo scorso settembre che due terzi dei posti sui voli a lungo raggio da e verso gli Stati Uniti sono gestiti da vettori stranieri, ma il 60% dei passeggeri è costituito da cittadini Usa.
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I numeri supportano l’approccio. Nel 2025 la Catalogna ha registrato 1,42 milioni di turisti italiani, 6,33 milioni di pernottamenti e una spesa media giornaliera di 156,15 euro: Italia quinto mercato estero. Nei primi due mesi del 2026 l’accelerazione è netta: 190.600 turisti italiani, 1,15 milioni di pernottamenti, permanenza media di 6,02 giorni e Italia che sale al secondo posto tra i mercati esteri, con 4 milioni di posti aerei offerti su 21 aeroporti collegati con quelli strategici per Lloret de Mar, ovvero Barcellona (80 km) e Girona (30 km).
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(Micòl Rossi)
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Emma Villas registra una crescita di prenotazioni dal mercato Italia (+9,5% rispetto allo scorso anno) nelle oltre 600 ville e dimore di pregio gestite dal gruppo.
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Sempre guardando ai soli nostri connazionali, anche le prenotazioni sono attualmente in crescita rispetto al 2025 (+9,5%) con un +4% delle settimane prenotate - dichiara Giammarco Bisogno, fondatore e ceo di Emma Villas - Chi sceglie la villa come soluzione, può beneficiare di una massima personalizzazione e una serie di servizi ed esperienze su misura, contare su condizioni flessibili che permettono di versare anche solo un anticipo minimo alla conferma per prenotare in totale serenità, fino alla possibilità esclusiva di proporre un prezzo per il soggiorno in alcune selezionatissime proprietà.
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Come prima azione polityica il nuovo ministro del turismo ha scelto VinItaly. In effetti è un bel modo di cominciare un lavoro. Comunque ha affermato che «In questo momento in Italia l'enoturismo vale tre miliardi di euro e potrebbe essere un comparto che cresce anche nel caso di crisi». (sic)
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Vabbe'. Ce dobbiamo fare?
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Tonči Glavina, ministro croato del Turismo e dello Sport, ha sottolineato come l’anno turistico stia affrontando circostanze globali difficili, che rendono complesse le previsioni. Tuttavia, ha ribadito che i vantaggi strategici della Croazia – la sicurezza e la vicinanza ai principali mercati europei – rimangono punti di forza importanti.
«La competitività dei prezzi rimarrà un fattore cruciale nella scelta delle destinazioni da parte dei viaggiatori. Se tutti gli attori della filiera turistica agiscono in modo responsabile, possiamo creare le condizioni per un prosieguo positivo dell’anno turistico e solide basi per quello successivo» ha affermato Glavina.
Kristjan Staničić, direttore dell’Ente nazionale croato per il turismo, ha affermato che i risultati confermano le tendenze positive del settore turistico, sostenute da campagne promozionali incentrate sui periodi pre-stagionali e post-stagionali.
Ha aggiunto che i messaggi di marketing sono stati adattati per mettere in risalto la sicurezza, la qualità e la diversità dell’offerta turistica croata.
Anche una recente ricerca della Commissione Europea del Turismo indica una forte domanda, con l'82% degli europei che intende viaggiare questa primavera e questa estate - il livello più alto registrato dal 2020 - a condizione che le condizioni geopolitiche rimangano stabili. Staničić ha però osservato che il prezzo avrà un ruolo sempre più importante, poiché si prevede che i viaggiatori sceglieranno destinazioni che offrono il miglior rapporto qualità-prezzo.
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“La crisi del cherosene legata alla restrizione del traffico nello Stretto di Hormuz apre scenari complessi anche sul piano giuridico, con possibili ricadute su compagnie aeree, fornitori e passeggeri”.
A sottolinearlo è l’avvocato Andrea Giardini, esperto di Diritto dei trasporti e della navigazione dello studio Zunarelli. “Si apre uno spazio rilevante per contenziosi in ambito civile e commerciale tra vettori e fornitori - spiega Giardini - con i gestori aeroportuali in un ruolo delicato di coordinamento”.
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