Vueling: al De Gaulle la prima base operativa internazionale
9 marzo 2007 10:07
Vueling ha annunciato l’apertura in maggio della sua prima base operativa internazionale nell’aeroporto di Parigi Charles de Gaulle, da dove continuerà ad estendere le sue rotte e comincerà a collegare le città europee fuori della Spagna. L’inaugurazione avverrà dopo il 16 di maggio, con l’installazione di tre nuovi A320 de Airbus. Le nuove connessioni dal de Gaulle riguarderanno Milano, Amsterdam e Siviglia.
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I punti critici
Proprio la localizzazione della struttura avrebbe generato molti interrogativi irrisolti. L’area è caratterizzata dalla presenza di grotte e habitat frequentati dagli uccelli migratori. I comitati locali contestano inoltre il possibile aumento del consumo idrico, l’inquinamento luminoso e gli effetti sulla flora e sulla fauna locali.
Nonostante i rilievi, l’iter amministrativo è proseguito attraverso il regime delle Zone economiche speciali. Diverse associazioni hanno presentato ricorso al Tar e nel frattempo nella zona continuano le manifestazioni con lo slogan. Il progetto, tuttavia, non ha ancora ottenuto il via libera definitivo. I lavori non sono iniziati e la decisione finale dipenderà dalla valutazione di impatto ambientale, avviata nelle scorse settimane. Fonti governative citate dal Times, precisano che nessuna decisione conclusiva è stata ancora assunta e che l’autorizzazione potrà arrivare solo dopo un parere favorevole della Regione Puglia.
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Lo strumento, scaricabile gratuitamente per dispositivi iOS e Android, nasce con l'obiettivo di semplificare l'organizzazione delle attività turistiche e rendere più accessibile l'offerta regionale, dalle escursioni a piedi e in bicicletta alle visite guidate nei borghi, fino alle esperienze enogastronomiche e ai viaggi organizzati.
Vetrina
L'applicazione si propone non solo come vetrina digitale, ma come vero e proprio strumento operativo per turisti e operatori. Gli utenti possono consultare il catalogo delle proposte in programma, prenotare le attività, effettuare pagamenti online in sicurezza e gestire in tempo reale eventuali modifiche o cancellazioni.
Sono previste anche notifiche push per ricevere aggiornamenti su conferme, variazioni di orario o annullamenti legati, ad esempio, alle condizioni meteo. Tra le funzioni integrate anche il car pooling, pensato per favorire la condivisione dell'auto tra i partecipanti fino al punto di ritrovo delle attività, incentivando socialità e forme di turismo più sostenibili.
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[post_content] => Con oltre quarant'anni di esperienza nell'ospitalità, H10 Hotels continua a investire nella crescita internazionale, guardando con particolare interesse al mercato italiano. A raccontare la strategia della catena è Robert Hippmann, sales promotion Central Europe di H10 Hotels.
Gruppo alberghiero a conduzione familiare nato a Barcellona, H10 Hotels conta oggi circa 70 strutture distribuite principalmente nelle isole Canarie, dove si concentra una ventina di hotel, ma anche nella Spagna continentale, nei Caraibi e in alcune delle principali città europee.
«L'offerta è molto diversificata - spiega Hippmann -. Circa la metà del nostro portfolio è composta da hotel urbani a quattro e cinque stelle, generalmente boutique hotel con una media di 90-100 camere. A questi si affiancano resort per famiglie e vacanze con circa 350-380 camere, mentre nei Caraibi disponiamo di strutture che arrivano fino a 900 camere».
Fondata all'inizio degli anni Ottanta, la compagnia ha scelto una crescita graduale, reinvestendo costantemente gli utili nell'ammodernamento e nella riqualificazione delle proprie strutture. Nell'ultimo anno sono state inaugurate tre nuove aperture: una a Porto, una struttura cinque stelle a Parigi e un nuovo resort in Messico, il quarto del gruppo nel Paese, situato a Costa Mujeres, circa 35 chilometri a nord di Cancún.
L'Italia rappresenta uno dei mercati europei più dinamici per la catena. «Negli ultimi anni abbiamo registrato una crescita costante della clientela italiana e per questo stiamo intensificando la nostra attività promozionale. Tra i plus più apprezzati figura anche la formula Free Child, particolarmente interessante per il segmento family».
La presenza di H10 Hotels in Italia risale al 2007, con l'apertura del primo hotel a Roma. Oggi il gruppo dispone di una seconda struttura nella capitale, a pochi passi da Piazza Venezia, e di un esclusivo boutique hotel ricavato in uno storico palazzo di Venezia, a breve distanza dal Ponte di Rialto, con 62 camere.
«Accanto ai grandi resort siamo sempre alla ricerca di edifici storici capaci di raccontare una storia e regalare agli ospiti un'esperienza autentica. È uno degli elementi che meglio rappresenta la nostra identità».
Il rapporto con il trade
Sul fronte della distribuzione, il gruppo punta a rafforzare la collaborazione con il trade italiano. Oltre ai consolidati rapporti con i principali tour operator, l'obiettivo è sviluppare ulteriormente il dialogo con le agenzie di viaggio attraverso un nuovo portale b2b che consente la prenotazione diretta degli hotel della catena con una commissione del 14%. Un'opportunità aggiuntiva, che lascia agli agenti la massima libertà nella scelta del canale di vendita.
La sfida, sottolinea Hippmann, è aumentare la conoscenza dell'intera offerta H10 Hotels. «Disponiamo di un portfolio molto ampio, che spazia dagli hotel adults only ai resort per famiglie fino ai city hotel, ma non tutti gli operatori conoscono ancora la varietà della nostra proposta».
Guardando al futuro, H10 Hotels conferma la volontà di consolidare ulteriormente la propria presenza in Italia. «Crediamo fortemente nelle potenzialità del mercato italiano e stiamo valutando un ulteriore rafforzamento della nostra struttura commerciale, anche con una presenza dedicata nel Paese. Vogliamo essere sempre più vicini agli operatori e continuare a crescere insieme al trade italiano».
(Quirino Falessi)
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Europ Assistance e Generali Employee Benefits sotto un unico cappello: il gruppo Generali ha recentemente presentato il nuovo marchio Redion, brand della piattaforma globale Care. Operando già da tre anni come realtà integrata, Redion rappresenta l’evoluzione più coerente per Generali Care: un marchio che rende visibile ciò che clienti e partner sperimentano da anni. Antoine Parisi, attuale ceo di Generali Care Hub, guiderà Redion in qualità di group ceo.
La piattaforma
La piattaforma opera con multinazionali, player globali del settore travel, istituzioni finanziarie e i loro clienti finali, offrendo servizi che spaziano dall’assicurazione viaggio all’assistenza medica e di emergenza, dalla protezione dei dipendenti — vita, invalidità, infortuni, salute — alle soluzioni per salute e mobilità, fino ai programmi globali b2b2c e all’assicurazione embedded per istituzioni finanziarie, piattaforme travel e datori di lavoro multinazionali.
Giulio Terzariol, group deputy ceo di Generali, ha affermato: «Redion è l’espressione di ciò che Generali Care è già diventata: una piattaforma globale e integrata, pensata per offrire un’assistenza completa in ogni dimensione della vita delle persone. Pienamente in linea con la nostra strategia ‘Lifetime Partner 27: Driving Excellence’ e con la nostra ambizione di essere leader nella protezione, nella salute e negli infortuni, Redion rappresenta uno standard di assistenza semplice, immediato e coerente, riunendo competenze complementari in prevenzione, assicurazione e assistenza in un’unica proposta globale e senza soluzione di continuità».
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La sinergia
Redion nasce dalla complementarità e dalla profondità di competenze di due leader di settore. Europ Assistance ha progressivamente ampliato la propria esperienza all’assicurazione viaggio, all’assistenza stradale e ai servizi alla persona. Geb è la piattaforma globale dedicata al capitale umano delle multinazionali e, a seguito dell’acquisizione di Swiss Life Network all’inizio del 2026, è il leader negli employee benefit.
Con Redion, queste due aree di competenza vengono pienamente integrate in tutti i mercati: un’unica strategia dei dati, investimenti condivisi nell’intelligenza artificiale e uno standard unico e più elevato in ambito tecnologico e operativo, a disposizione di ogni cliente e partner. Per clienti e partner attuali, la continuità è totale. Contratti, team di servizio, numeri di telefono e Sla restano invariati. Il brand è nuovo; l’impegno resta lo stesso che esiste da decenni.
Antoine Parisi, group ceo di Redion, ha aggiunto: «Redion riflette la determinazione dei nostri team nell’offrire a clienti e partner in tutto il mondo una proposta potenziata, integrata e abilitata dalla tecnologia. Un unico brand significa un’unica strategia dei dati, investimenti condivisi nell’AI e uno standard unico e più elevato per la nostra piattaforma tecnologica. Il nome Redion non ha limiti geografici né settoriali. Ma ciò che voglio che le persone comprendano è che, dietro la tecnologia, c’è una rete di decine di migliaia di medici, infermieri, tecnici dell’assistenza stradale ed esperti locali che intervengono di persona quando conta davvero. Siamo digital-first - e sempre umani. Qualsiasi cliente, ovunque, può scegliere di essere servito interamente da persone. Questo è il vero significato di always ready, always on».
Fondata su due valori operativi - "Excellence” ed “Easy to work with” - Redion rappresenta l’ambizione del gruppo Generali di essere il principale partner nell’assistenza al mondo. Ciò significa essere “caring, collaborative, agile, Reliable ed expert”in ogni interazione, per ogni cliente, in ogni Paese.
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[post_content] => Il turismo industriale si afferma sempre più come una forma di valorizzazione del patrimonio produttivo italiano e il Piemonte è tra le regioni leader del settore. Nel 2025 musei, archivi d'impresa e siti di archeologia industriale hanno accolto 5,4 milioni di visitatori in Italia, di cui circa un milione - quasi un quinto - nelle strutture piemontesi.
I dati emergono da una ricerca Nomisma presentata dal gruppo turismo e cultura dell'Unione industriali di Torino, illustrata dal presidente Stefano Cornaglia e dal vicepresidente Marco Amato.
L'indagine stima in circa un miliardo di euro il giro d'affari generato dal comparto tra visite, ospitalità, ristorazione e servizi collegati. In Piemonte, sulla base dei visitatori accolti, si può stimare - ha detto Amato - una quota pari a circa un quinto del valore nazionale.
Il pubblico delle strutture piemontesi è composto per il 73% da italiani e per il 27% da stranieri. Tra i luoghi più visitati figurano il Museo Nazionale dell'Automobile, il Museo della Radio e della Televisione Rai, il Museo Juventus, il Museo e Archivio Storico Lavazza e Casa Martini a Pessione.
Questi spazi raccontano non solo prodotti e marchi, ma anche innovazioni, competenze e storie imprenditoriali. Il 40% dei visitatori vuole conoscere i processi produttivi e le innovazioni dietro un prodotto, mentre il 34% è interessato a oggetti iconici, macchinari storici e documenti originali. Il turista industriale italiano è soprattutto un millennial, spesso in coppia senza figli, interessato a cultura, città d'arte e scoperta dei territori. Lo straniero è invece prevalentemente un baby boomer, con alto livello di istruzione, spesso di origine italiana, attratto da cultura ed enogastronomia.
Per le imprese, musei e archivi sono strumenti per preservare la propria identità: l'84% li considera fondamentali per valorizzare storia aziendale e patrimonio di conoscenze. Il settore presenta però ancora grandi potenzialità: il 30% degli italiani che non ha mai visitato questi luoghi vorrebbe farlo, mentre il 52% di chi li conosce intende tornarci. Tra gli stranieri, il 28% dei potenziali nuovi visitatori mostra interesse verso questa esperienza.
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«L’Europa è un mercato incredibilmente importante per Royal Caribbean - afferma Michael Bayley, presidente e ceo di Royal Caribbean International -. Anche se operiamo su scala globale, una parte significativa dei nostri ospiti proviene dall’Europa, che è da sempre uno dei grandi “parchi giochi” del turismo mondiale. Tutti desiderano immergersi nelle culture dei diversi paesi europei e vivere esperienze autentiche. La domanda è grande e, grazie a Legend of the Seas, la nuova e terza nave della Icon Class, potremo realizzare la nostra missione: offrire a ogni ospite l’esperienza di vacanza che desidera. Per noi rappresenta un motivo di grande orgoglio aver costruito proprio in Europa la nostra nave più straordinaria».
Il progetto di espansione
Ora Royal Caribbean prosegue il suo progetto di espansione: «Abbiamo una presenza davvero globale, operiamo praticamente in tutto il mondo. Il mercato statunitense è importante per Royal Caribbean e i Caraibi, che sono la nostra destinazione storica, rappresentano un’area strategica di primaria importanza. I Caraibi concentrano circa il 50% della capacità crocieristica mondiale. Sono una destinazione molto amata e, allo stesso tempo, molto vicina al nostro principale mercato di riferimento. Poi abbiamo navi in America Latina con una presenza molto importante in Brasile e navi che operano anche da Panama. Operiamo dalla Cina da oltre dieci anni, dove abbiamo avuto navi basate con successo. Da circa 15 anni operiamo da Singapore e per anni abbiamo operato da Hong Kong, così come da Sydney e Brisbane. In un determinato periodo avevamo addirittura quattro o cinque grandi navi basate in Australia. Disponiamo quindi di un portafoglio di prodotti e di navi distribuito in tutto il mondo, quindi esiste quasi sempre un modo relativamente semplice per raggiungere una nave Royal Caribbean».
Royal Caribbean Group comprende anche altri marchi «che rappresentano una componente fondamentale della crescita del business e del marchio - conclude Bayley -. Celebrity Cruises, marchio premium, ha una forte presenza internazionale, mentre
Silversea, la nostra compagnia extra-lusso, è presente ovunque nel mondo. Siamo consapevoli che, per conquistare nuovi crocieristi, bisogna entrare in mercati completamente nuovi. Il nostro team internazionale lavora costantemente in questa direzione: oggi operiamo in oltre 100 mercati e valutiamo continuamente il potenziale di crescita di ciascuno di essi: posizioniamo le navi in base a come prevediamo che un determinato mercato crescerà e agli investimenti che intendiamo realizzare in quell’area».
(Chiara Ambrosioni)
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Tra gennaio e maggio 2026, i viaggiatori statunitensi hanno effettuato 29,1 milioni di viaggi internazionali, con le destinazioni a lungo raggio che hanno registrato una crescita più rapida, a testimonianza della continua diversificazione delle preferenze di destinazione.
Tra gennaio e maggio 2026, i viaggi internazionali in uscita dagli Stati Uniti hanno raggiunto i 29,1 milioni, con un incremento del 23% rispetto allo stesso periodo del 2019.
I dati sono stati analizzati nell'ambito della Market Intelligence Series prodotta da Wte Miami, che ha esaminato i dati sulle partenze internazionali per individuare i cambiamenti nella domanda di viaggi e nella scelta delle destinazioni da parte degli americani.
Le aree in maggiore crescita
Come riporta TravelDailyNews, l'analisi ha rilevato che la crescita è stata particolarmente forte in Asia, Africa, America centrale e meridionale e nella regione del Pacifico. I viaggi verso queste aree sono aumentati complessivamente del 37,2%, superando la crescita generale registrata nel mercato turistico statunitense in uscita.
I dati indicano che i viaggiatori americani stanno indirizzando una quota maggiore della domanda internazionale verso destinazioni emergenti e a lungo raggio.
Il Nord America ha continuato a rappresentare quasi la metà di tutti i viaggi internazionali effettuati dai residenti statunitensi nel periodo considerato. Tuttavia, i mercati di viaggio consolidati si trovano ad affrontare una maggiore concorrenza, poiché i viaggiatori distribuiscono i loro spostamenti su una gamma più ampia di destinazioni. I risultati indicano una più ampia diversificazione dei modelli di viaggio in uscita dagli Stati Uniti, piuttosto che una crescita concentrata esclusivamente nelle destinazioni consolidate.
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In una stagione estiva partita tra tensioni geopolitiche e disservizi nei trasporti, alle prese con una domanda ancora esposta a molte variabili, I4T torna ad innovare con I4Move, un prodotto di nuova generazione contro l’imprevisto per eccellenza: la cancellazione di un volo o di un qualsiasi altro mezzo di trasporto prenotato, come treni, bus e navi.
Sviluppata in collaborazione con Revo, I4Move è progettata per intercettare tutte le possibili casistiche: rimborsa le eventuali penali di annullamento dei servizi non utilizzati, se il cliente rinuncia al viaggio, e copre i maggiori costi in caso di riprogrammazione e modifica dell’itinerario, come l’acquisto di nuovi biglietti o pernottamenti aggiuntivi, se il cliente è comunque intenzionato a partire o è già in viaggio.
“In un mercato in cui incertezza, tensioni geopolitiche e cancellazioni voli sono ormai parte della quotidianità, investire nella copertura assicurativa è strategico, specialmente alla luce dell’incidenza sempre maggiore dell’organizzazione diretta nelle agenzie - afferma Christian Garrone, responsabile intermediazione assicurativa I4T -. REVO I4Move è un prodotto altamente competitivo, che supera una serie di barriere: dall’emissione fino a 24 ore prima della partenza all’inclusione del rischio guerra, fino alla possibilità di riconoscere il rimborso direttamente all’agenzia. Innoviamo con strumenti concreti, allineati al contesto di rischio, per sostenere il lavoro del trade e accompagnare l’evoluzione del settore. Avere la possibilità della vendita anche stand-alone solidifica il rapporto di fiducia e collaborazione con i nostri partner, che non sono obbligati ad acquistare I4Move insieme ad altre coperture e quindi possono accedere direttamente a ciò di cui hanno bisogno”.
Flessibile e competitiva, la polizza offre numerosi vantaggi, che la rendono decisamente più performante rispetto al panorama di coperture attualmente sul mercato: in primo luogo, è valida indipendentemente dai motivi della cancellazione e non esclude il rischio guerra, fattore ormai imprescindibile alla luce del contesto internazionale.
In secondo luogo, può essere emessa anche “stand-alone”, quindi acquistabile senza essere collegata ad altre polizze, e, elemento assolutamente innovativo, fino a 24 ore prima della partenza, caratteristica che consente di assicurare prenotazioni già effettuate e partenze ormai prossime. Non meno importante, I4Move prevede la possibilità di riconoscere l’agenzia di viaggio come beneficiaria del rimborso, qualora quest’ultima scelga di sollevare il cliente dai costi sostenuti per le modifiche apportate al viaggio.
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[post_content] => Ultimi giorni prima della partenza della Beachcomber Trail 2026, la storica competizione organizzata da Beachcomber Resorts & Hotels che quest’anno è arrivata alla sua decima edizione. Il prossimo 25 luglio si potrà scegliere tra tre percorsi iconici, adatti a diversi livelli di esperienza e preparazione. Ognuno con sfide uniche e scenari mozzafiato, attraverso cui scoprire la bellezza selvaggia del sud di Mauritius: da Case Noyale (65 km), da Usine d'Union (25 km) e da Ruines de Savinia (10 km), con un traguardo condiviso sulla spiaggia dello Shandrani Beachcomber Resort & Spa.
I tre percorsi
Al Trail du Sud Sauvage (65 km) potranno partecipare massimo 100 partecipanti, un percorso tecnico con un dislivello totale di 2.200 metri. Si parte con la salita alla vetta del Piton de la Petite Rivière Noire, seguita dalla discesa a Black River Gorges. Segue la salita a Parakeet, lungo i sentieri di Paille-en-Queue che portano alle cascate Alexandra e il finale fino alla cima del Piton Savane. Il rettilineo finale porta i partecipanti attraverso il villaggio di Souillac, lungo le scogliere meridionali dell'isola, prima di raggiungere il traguardo sulla costa dello Shandrani Beachcomber. Novità 2026 la possibilità di gareggiare con la formula staffetta a 3.
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