4 April 2026

Vueling vara una nuova policy per il bagaglio a bordo

Vueling ha riformulato la policy sul bagaglio a mano al fine di offrire un servizio più coerente e chiaro a tutti i suoi passeggeri in questo scenario di “nuova normalità”. Si tratta di un nuovo servizio “a la carte” che offre ad ogni cliente la libertà di scegliere l’opzione più adatta alle proprie esigenze: una borsa gratuita: tutti i passeggeri possono portare in cabina una borsa o zainetto della misura adatta ad essere posizionato sotto il sedile. Come novità, e per facilitare il trasporto di tutto ciò che si ha bisogno, la compagnia ha ampliato le dimensioni consentite a 40x20x30 cm.

 Per quanto riguarda le valigie in cabina i passeggerei che scelgono le tariffe Optima, Family e TimeFlex avranno inclusa la possibilità di portare una piccola valigia in cabina (del peso di 10 kg e delle seguenti misure 55x40x20 cm). Chi ha optato per la tariffa Basic e desidera avere a bordo la valigia, può noleggiare il servizio “Il mio bagaglio a mano in cabina“, servizio compreso anche con l’acquisto del “Priority Boarding” o dei posti nelle prime file.

 E infine check in gratuito in stiva: tutti i viaggiatori, indipendentemente dalla tariffa, potranno effettuare il check-in del bagaglio in stiva presso i banchi del check-in (o tramite il check-in online) senza costi aggiuntivi.

La nuova proposta mira a limitare il numero di bagagli a mano in cabina, in base alle misure stabilite nei mesi scorsi che consentono di ridurre il numero di contatti in cabina. Questa nuova procedura offre anche una maggiore agilità nel sistema di imbarco e sbarco dai voli, garantendo così la distanza e un minor contatto tra i passeggeri.

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Il carburante per aerei è infatti la voce di spesa più consistente per le compagnie aeree dopo il costo del personale.\r\n\r\nJetBlue ha quindi fissato il prezzo per il primo bagaglio registrato sui voli domestici, verso i Caraibi e l'America Latina a 39 dollari nei periodi di bassa stagione per la maggior parte dei passeggeri in classe economica, rispetto ai 35 dollari precedenti. Durante i mesi di maggiore traffico, come gran parte dell'estate e le principali festività, la tariffa passerà da 40 a 49 dollari.\r\n\r\nInoltre, se il pagamento avviene meno di 24 ore prima della partenza, ad esempio in aeroporto, i viaggiatori pagheranno 10 dollari in più. 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Per certi versi potrebbe richiamare la Guerra del Golfo, ma lo scenario è differente». Andrea Mele, ceo di Mappamondo, riassume tutta la fatica e la resilienza di un settore che vede avvicinarsi l’estate senza avere la possibilità di formulare una previsione.\r\n\r\n«Al momento, il mercato non è completamente fermo, qualcosa si muove verso l’area Australia- Polinesia e Sudamerica, con Argentina, Perù e Messico in primo piano. In parte si tratta però di riprotezioni di quanti hanno subito la cancellazione del volo diretto verso una meta orientale».\r\n\r\nIn effetti, quello delle riprotezioni resta uno scoglio attualissimo: «Dal momento in cui abbiamo terminato i rimpatri, si è aperto il problema di gestire al meglio le diverse policy di rimborso messe in campo dai vettori combinandole con le richieste provenienti dai clienti».\r\nIl nodo riprotezioni\r\nUn vero rompicapo, visto che molti clienti vorrebbero cambiare meta ma al momento i voli non sono ancora stati annullati. «Le compagnie aeree tendono a cancellare all’ultimo minuto i collegamenti. Se i voli risultano confermati, non è possibile chiedere il rimborso dai fornitori di servizi né riproteggere in modo adeguato i clienti. Anche perché eventuali soluzioni risultano troppo costose, con prezzi schizzati alle stelle anche a causa della ridotta capacità aerea».\r\n\r\nMele rileva anche come il sistema dei warning della Farnesina sia peggiorato negli ultimi giorni. Per i tour operator che, come Mappamondo, producono buona parte del fatturato globale con clienti che transitano o volano sugli aeroporti mediorientali, la perdita appare evidente.\r\n\r\nIn un quadro così complesso, la differenza la faranno anche i rapporti con le dmc locali. «Mappamondo mantiene relazioni consolidate con i fornitori in loco; per questo possiamo contare su un trattamento privilegiato e su un rapporto di fattiva collaborazione per affrontare la crisi nel migliore dei modi».\r\n\r\nDiscorso parzialmente diverso per Shiruq, operatore tailor made parte del gruppo che propone viaggi in diverse parti nel mondo sfruttando gli aeroporti non coinvolti nella crisi mediorientale. «Abbiamo ad esempio partenze per i Paesi Baltici, per la Mauritania, per l’Uzbekistan. Tutte mete di nicchia che continuano ad attirare i viaggiatori».\r\n\r\nIntanto, Astoi è al lavoro per trovare strategie e punti di incontro con la Farnesina e con i vettori. 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