25 June 2022

Thai Airways: il caro carburante e il perdurare delle restrizioni in Cina frenano la ripresa

[ 0 ]

 

 

Thai Airways ha chiuso il primo trimestre 2022 con una perdita netta di 3,2 miliardi di baht (93 milioni di dollari), in miglioramento rispetto al rosso da 11,2 miliardi di baht totalizzata nello stesso trimestre dell’anno precedente. Tra le cause della performance negativa c’è sicuramente l’aumento dei costi energetici dovuto al conflitto in Ucraina, che ha in parte vanificato gli sforzi di risanamento e la recente ripresa della domanda di viaggio.

Un impatto positivo sui conti del trimestre è arrivato comunque dall’allentamento delle restrizioni Covid da parte del governo thailandese, che ha permesso alle persone di viaggiare di più, con conseguente aumento del traffico aereo. Nel periodo gennaio-marzo, la compagnia ha registrato un fatturato operativo totale di 11,2 miliardi di baht, in crescita rispetto ai 4,4 miliardi di baht dell’anno precedente.

“La compagnia ha ripreso la sua normale attività e ha fornito un servizio completo sulle rotte internazionali per sostenere l’apertura del Paese il 1° novembre 2021, riprendendo 36 destinazioni che coprono Asia, Europa e Australia” si legge in una nota della compagnia aerea. Tuttavia, l’aumento dei costi del carburante ha pesato molto sulla performance del vettore: le spese per il carburante sono aumentate di quasi cinque volte, raggiungendo i 4,2 miliardi di baht.

Infine, a pesare in negativo sulla ripresa del traffico c’è sicuramente anche la politica zero-Covid tuttora imposta dalla Cina, che continua a limitare fortemente i viaggi: e proprio il mercato cinese era, in epoca pre-pandemia, il più importante per la Thailandia in termini di turisti stranieri, arrivando a coprire circa il 30% del totale degli arrivi.




Articoli che potrebbero interessarti:

Array ( )

Clicca per lasciare un commento e visualizzare gli altri commenti