25 April 2026

Sharm el Sheikh: l’Egitto blocca otto voli di easyJet

EASYJETEasyJet oggi non potrà effettuare otto voli in partenza dall’aeroporto di Sharm el Sheikh a causa della sospensione dei permessi da parte delle autorità egiziane. «Stiamo lavorando con il Governo inglese ai più alti livelli – spiega una nota ufficiale di easyJet – per trovare una soluzione. Nel frattempo stiamo lavorando anche a un piano per riprendere a volare non appena arrivino i permessi». La compagnia informa che sono due i voli già pronti al decollo: EZY9398 per Londra Luton e EZY9854 per Londra Gatwick: «Ciò significa che riporteremo a casa 339 passeggeri oggi. Purtroppo altri otto voli in programma non verranno operati (tre su Luton, tre su Gatwick, uno su Stansted e uno su Milano Malpensa). Malgrado questa situazione sia al di là del nostro controllo vogliamo scusarci con i passeggeri per il disagio. A tutti sarà fornita sistemazione alberghiera. Consigliamo poi ai passeggeri di controllare gli aggiornamenti Flight Tracker».
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Comincia così il post di Pier Ezhaya, general manager tour operating di Alpitour World e presidente Astoi, che su Linkedin fa focus su una delle destinazioni strategiche per il mercato italiano, l'Egitto. E lo fa con il consueto equilibrio ma con rammarico nei confronti di una situazione internazionale che resta complessa.\r\nUn prezzo ingiusto\r\n«Durante il viaggio  - spiega infatti il manager - ho potuto toccare con mano gli effetti assurdi del conflitto in Medio Oriente; la nave su cui navigavo, la “Gemma di Turisanda” piena già da febbraio, ha viaggiato con 10 cabine vuote su 28, complici le cancellazioni post 27 febbraio.\r\nEppure i siti archeologici erano pieni; pieni di spagnoli, pieni di francesi, pieni di inglesi, pieni di americani e anche pieni di cinesi ma vuoti di italiani. Ogni volta che accade qualcosa in Medio Oriente l’Egitto paga un prezzo ingiusto. Le persone, ma qui mi spingerei a dire gli italiani, lo associano a qualsiasi disastro accada nel mondo arabo anche se non ha preso parte al conflitto, non ha preso posizione in favore di uno o dell’altro, non ha basi americane e, come ben noto, non ha subito attacchi dall’Iran. Eppure gli italiani non ci vanno e questa cosa mi appare incomprensibile».\r\nEzhaya precisa poi che «non lo sto dicendo “pro domo mea”, visto che è una destinazione importantissima nel nostro portafoglio, ma più per la popolazione locale che vive di turismo con oltre il 12% del Pil legato a questo comparto. Non si può fare nulla verso le cose che non possiamo cambiare; ad esempio, non abbiamo il potere di fermare questa guerra assurda in Medio Oriente. Possiamo però evitare che le nostre azioni abbiano ricadute anche su chi non c’entra nulla e non merita una punizione severa, che sta ingiustamente subendo perché se è pericoloso l’Egitto allora è pericolosa anche l’Italia o altri paesi europei».\r\nUna meta speciale\r\nL’Egitto «ci dona sempre qualcosa di speciale, dalla sua calorosa ospitalità ai suoi tesori consegnati alla storia da una civiltà straordinaria; per questo mi sento frustrato quando vedo che la nostra di civiltà non sa nemmeno ricambiare con un piccolo gesto, come quello di non escludere l’Egitto dalle mete possibili per una vacanza. Sarebbe più intelligente non far prevalere l’emotività evitando di associare l’Egitto a paesi che nulla c’entrano con il suo glorioso passato ma nemmeno con il suo neutrale e distaccato presente. 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