25 August 2026

Sea: Schmid delinea l’impatto della crisi in Medio Oriente su Malpensa

«Un impatto significativo ma, almeno per ora, non paragonabile a quello di altre crisi recenti». Aldo Schmid, head of Aviation Business Development Sea Milan Airports, mette a fuoco l’attuale situazione sull’aeroporto di Milano Malpensa, a margine dell’incontro che ieri Wizz Air ha organizzato nel capoluogo lombardo per illustrare i piani di sviluppo sullo scalo.
 
La conseguenza immediata è quella legata alle cancellazione e modifiche di operativo «dell’ampio numero di compagnie aeree che operano su Milano con collegamenti diretti sull’area mediorientale – sottolinea il manager -: stiamo parlando dei circa 10-12 voli in media al giorno delle compagnie degli Emirati Arabi Uniti, dei diversi voli sul Qatar e della zona di Israele e dintorni. Si tratta di una diminuzione complessivamente abbastanza lieve in termini di passeggeri, perché grossi flussi di traffico in transito da quelle zone verso l’Asia si sono spostati molto velocemente dalle compagnie del Golfo ai vettori che operano voli diretti sull’Estremo Oriente.
 
«Di conseguenza, in questi giorni stiamo registrando load factor molto elevati su questi collegamenti, vicino al 100% – si tratta anche di 10-20 punti in più rispetto alla norma stagionale -: le rotte sono quelle dirette verso Cina, Giappone, Corea del Sud, ma anche Thailandia, Sud-est asiatico. Su questi voli  – oltre che sugli altri hub europei, spesso via Linate – è stato riprotetto molto traffico di quello in transito».
 
Ora la speranza è quella «che il conflitto rimanga circoscritto e soprattutto si concluda presto». In questo quadro, «c’è grande fiducia sui prossimi mesi, per riprendere quella traiettoria di crescita che negli ultimi anni è stata eccezionale e che, secondo le nostre previsioni, anche quest’anno ci collocherà tra i primi cinque aeroporti europei per tasso di crescita».
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