19 June 2021

Voli Usa-Uk: “Riaprire subito, sono essenziali per la ripresa economica”

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“Apriamo i voli. Torniamo al lavoro. Se non ora quando?”. John Holland-Kaye, ceo dell’aeroporto di Heathrow conclude così il proprio intervento durante il meeting tra i leader dell’aviazione negli Stati Uniti e nel Regno Unito, che a gran voce chiedono, di nuovo, la veloce riapertura dei viaggi transatlantici, in attesa degli incontri del G7 previsti per la fine di questa settimana in Cornovaglia.

I ceo delle principali compagnie aeree britanniche e statunitensi che operano da una sponda all’altra dell’oceano Atlantico (Doug Parker, ceo American Airlines;  Sean Doyle,  ceo e chairman British Airways; Ed Bastian, ceo Delta Air Lines; John Holland-Kaye, ceo Heathrow; Robin Hayes, ceo  JetBlue; Scott Kirby, ceo United;  Roger Dow, President e ceo U.S. Travel Association; Shai Weiss, ceo Virgin Atlantic), ritengono che la mossa sarebbe “essenziale per innescare la ripresa economica” e hanno chiesto un “approccio basato sui dati e basato sul rischio per riaprire le frontiere ai viaggi”.

Una richiesta ai governi

“Chiediamo al primo ministro Boris Johnson e al presidente Joe Biden di aprire la strada e aprire i cieli con i voli, e stiamo chiedendo loro di farlo al vertice – ha sottolineato Shai Weiss -. I numeri e i dati lo supportano… questa non è una scelta tra salute e viaggio”.

Affinché i voli transatlantiche possano riaprire in modo significativo, il Regno Unito dovrebbe aggiungere gli Stati Uniti alla propria “lista verde” che non prevede l’obbligo di quarantena per i viaggiatori in entrata, mentre gli Usa dovrebbero revocare il divieto agli arrivi dal Regno Unito.

Corridoi

Un’eventualità, quest’ultima, sulla quale il ceo di Delta Ed Bastian afferma: “Stiamo trascorrendo un’enorme quantità di tempo con la nostra amministrazione qui negli Stati Uniti su questa problematica. Questo dovrebbe essere il primo esempio di revoca delle restrizioni… creando un corridoio di viaggio tra Stati Uniti e Regno Unito”. Gli amministratori delegati sostengono che le campagne vaccinali sia nel Regno Unito che negli Stati Uniti, dovrebbero consentire la ripresa dei voli. 

Un recente rapporto della York Aviation evidenzia che una seconda “estate persa” di viaggi internazionali comporterebbe 55,7 miliardi di sterline in scambi commerciali persi e 3 miliardi di sterline nel Pil del turismo se la riapertura fosse ritardata fino a settembre. Se i viaggi internazionali rimanessero limitati, costerebbero all’economia statunitense 325 miliardi di dollari in perdite totali e 1,1 milioni di posti di lavoro entro la fine del 2021, secondo l’analisi elaborata dalla US Travel Association.

 




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