25 August 2026

Il petrolio aumenta ma i vettori sono tutelati dai contratti

Martedì il prezzo del petrolio ha superato gli 80 dollari al barile, il che, in teoria, dovrebbe rappresentare una cattiva notizia per l’aviazione e il turismo. Tuttavia, al momento non si prevede che nessuno ne risenta, poiché tutte le principali compagnie aeree hanno garanzie sui prezzi attraverso contratti specifici.

L’aumento ha diverse ragioni, abbastanza ovvie: in primo luogo, il rischio per la normalità dell’offerta implica aumenti; in secondo luogo, il petrolio del Golfo Persico, che rappresenta il venti percento del consumo mondiale, rischia di non poter essere consegnato ai consumatori, il che ne aumenta il prezzo; in terzo luogo, il trasporto diventa più costoso perché aumentano i costi assicurativi per attraversare le zone pericolose.

Le compagnie

IAG, proprietaria di Iberia e Vueling in Spagna, si è assicurata la copertura tariffaria per circa il 75% del consumo delle sue compagnie aeree tradizionali per i prossimi mesi e per l’80% per la compagnia low cost catalana. I contratti assicurativi hanno una durata di tre anni.

Il gruppo Lufthansa è un po’ più esposto alla crisi: aveva garantito il 76 percento del suo fabbisogno per il 2025, ma solo il 28 percento per l’anno in corso, il che potrebbe riflettersi sulla sua competitività.

Air France e KLM si sono assicurate il 68 percento dei consumi dell’anno scorso e l’87 percento di quelli di quest’anno, almeno per otto trimestri.

Ryanair ha garantito l’84 percento dei suoi consumi a 77 dollari al barile e l’80 percento a 67 dollari per il futuro.

Easyet, da parte sua, si è assicurata il prezzo dell’84 percento dei suoi consumi per i primi sei mesi del 2026, per il secondo semestre si è assicurata il 43 percento e per l’anno successivo il 43 percento.

Wizz Air, che più di una volta è stata colta senza assicurazione a causa dell’aumento del prezzo del carburante, quest’anno ha una copertura dell’83 percento, mentre per l’anno prossimo la copertura è del 55 percento.

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