Otto milioni di euro per rilanciare l’Aeroporto di Rimini
29 maggio 2007 07:42
Il presidente Massimo Masini ha confermato che l’aeroporto di Rimini, in ripresa di traffico dopo i cali degli scorsi anni (350 mila passeggeri nel 2006 e 500 mila passeggeri attesi quest’anno), sarà sottoposto a lavori di miglioramento della pista e di alcune infrastrutture quali l’aera partenze. I lavori, del valore di 8 milioni di euro circa, sono già iniziati e dovrebbero terminare entro tre anni.
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[post_content] => Saranno 36,2 milioni gli italiani che partiranno verso destinazioni scelte con cura, programmate con un mese o due di anticipo. Non ci si affida al caso per la stagione clou dell’anno, che vede la gran parte dei viaggiatori concentrare il proprio interesse proprio in Italia. L’87,6% infatti, sceglierà di rimanere nel nostro Paese, consegnando alle località di mare e al mese di agosto il top delle preferenze.
Per coloro che si recheranno all’estero (12,4%), a vincere sarà ancora una volta il mare, seguito dalle grandi capitali europee. In particolare, si prediligeranno le acque di paesi vicini all’Italia, come Croazia, Grecia e Spagna, a dimostrazione del fatto che, anche una volta pianificato il viaggio lontano dai confini di casa, la scelta si orienta comunque su destinazioni facilmente raggiungibili.
Si profila così il quadro del movimento turistico degli italiani per questa estate 2026, secondo l’indagine realizzata da Tecnè per Federalberghi.
Malgrado agosto si confermi il “re” dell’estate, risultando il centro della vacanza principale per il 41,4% dei vacanzieri, anche luglio, con il suo 28,8% di preferenze, consente di prevedere una buona performance e, assieme al mese di giugno (che ha ottenuto il gradimento per il 24,4% degli intervistati) registra una crescita non indifferente.
Vacanza più strutturata
“La sensazione che si ha è che questa estate 2026, ovvero la stagione centrale del calendario turistico nazionale, sarà goduta appieno dagli italiani in viaggio – ha commentato a caldo il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca -. La vacanza si spalma in modo più strutturato in tutti e quattro i mesi estivi, il che porta ad affinare la capacità di attivare i territori, con tutto ciò che essi esprimono in termini di imprese e filiere. Interessante rilevare poi, che una buona parte dei viaggiatori farà più di un periodo di vacanza oltre quello principale, confermando anche qui la nuova tendenza, ovvero frammentare e spalmare la vacanza su tutto l’arco estivo”.
“Dall’indagine emerge anche che la sistemazione favorita, è quella dell’albergo e del villaggio turistico, seguita subito dopo dalla casa di parenti e amici,– ha proseguito Bocca – Continuo a sostenere che nulla come l’hotel sappia rappresentare la dimensione della vacanza, e credo che gli italiani abbiano cominciato ad apprezzare il valore aggiunto dei servizi proposti all’interno di una struttura ricettiva”.
“Nel complesso l’estate italiana 2026 sembra non tradire le aspettative – ha concluso Bocca –. Non possiamo dirci “tutti felici e contenti”, perché siamo consapevoli delle difficoltà provocate dall’aumento del costo della vita. Oggi, siamo portati a valorizzare al meglio ciò che si conquista giorno per giorno. Ma la speranza è che la situazione economica torni ad uno standard che renda il viaggio accessibile davvero a tutti”.
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[post_content] => Air France ha lanciato la nuova proposta “Paris Stopover” dedicata ai passeggeri in transito che desiderano prolungare la propria sosta nella Capitale - e nella regione - da una a quattro notti.
L'iniziativa, in collaborazione con Extime Travel, il marchio del gruppo Adp dedicato al retail e all’ospitalità aeroportuale incentrato sulle esperienze turistiche, si rivolge quindi ai viaggiatori Air France con una coincidenza di almeno 27 ore a Parigi-Cdg, che possono prenotare il loro soggiorno fino a 48 ore prima della partenza, in base alla disponibilità.
L’offerta è valida sia all’andata che al ritorno e comprende alloggio, trasferimenti e attività, con pacchetti ancora limitati al momento del lancio, incentrati su “Paris Incontournables” e Disneyland Paris.
L'obiettivo è quello di trasformare un tempo di transito inevitabile in un fattore di attrattiva commerciale. Air France sottolinea che il 50% dei suoi clienti in arrivo a Roissy prosegue il viaggio verso un’altra destinazione, il che rende Cdg un hub naturale per catturare una parte del valore turistico generato dai collegamenti.
Il prodotto si rivolge chiaramente a una clientela internazionale, ma non prevede nessuna notte gratuita, nessun accesso prioritario ai controlli e nessuna differenza di trattamento in base alla classe di viaggio. I passeggeri delle classi Economy, Premium, Business e La Première hanno accesso agli stessi soggiorni; l’obiettivo è innanzitutto quello di arricchire l’esperienza complessiva del viaggio piuttosto che offrire un privilegio premium.
Air France ed Extime Travel citano inoltre uno studio della Chaire Pégase pubblicato nell’aprile 2026, secondo il quale l’81% dei passeggeri in transito a Parigi si dichiara interessato alla possibilità di lasciare l’aeroporto per visitare Parigi o i suoi dintorni. Questa percentuale sale a oltre il 90% tra i viaggiatori brasiliani e indiani.
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[post_content] => Svolta nei piani di sviluppo di Aerolineas Argentinas che inserirà in flotta 20 nuovi aeromobili, mettendo in campo così il più grande investimento degli ultimi dieci anni, con l'obiettivo di rinnovare un quarto della flotta totale e il 60% delle operazioni a lungo raggio.
La compagnia aerea ha già siglato accordi per 14 velivoli durate il salone di Farnborough: Aerolineas acquisterà quindi sei Airbus A330-900 dalla società di leasing irlandese Avolon e otto Boeing 737 Max 10, sei dei quali tramite la società statunitense Aviation Capital Group.
I restanti sei aeromobili saranno dei Boeing 737 Max 8, due dei quali sono già oggetto di contratto e gli altri quattro «attualmente in fase di aggiunta alla flotta».
Uno dei Max 8 sarà il primo velivolo del programma ad essere introdotto, con l’arrivo previsto nel primo trimestre del 2027.
Secondo quanto spiegato da Aerolíneas, gli A330-900 inizieranno ad arrivare nella prima metà del 2028 e saranno configurati con 291 posti in una disposizione a tre classi, di cui 30 nella cabina business e 24 in premium economy.
Fabian Lombardo, chief executive di Aerolineas Argentinas, ha dichiarato che il piano di rinnovo della flotta coprirà il periodo 2027-2031.
«La firma di questi accordi a Farnborough invia un chiaro messaggio di fiducia del settore nella nostra azienda ed è il risultato di una pianificazione a lungo termine e di una gestione incentrata su efficienza, redditività e miglioramento dei prodotti»
Aerolíneas, già a fine 2025 aveva anticipato piani di sviluppo della flotta, sottolineando che questa espansione sarebbe stata autofinanziata, senza il sostegno del governo.
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[post_content] => Taglio del nastro all'aeroporto di Roma Fiumicino per 'Open - Fco Smart Workplace', il nuovo e avanguardistico centro direzionale realizzato nell’area di fronte al Terminal 1 del “Leonardo da Vinci”.
Realizzata tra gennaio 2024 e aprile 2026, la struttura è in grado di ospitare fino a 600 persone in 70 uffici e 35 sale meeting, e diventerà l’headquarter degli uffici di diversi vettori – tra cui Ita Airways, Emirates, American Airlines, Alaska Air, Delta e Air Canada – oltre che di società di handling e rent-a-car operativi nello scalo.
Con una superficie complessiva di 16.000 metri quadrati, Open mette a disposizione spazi modulari, sia ad uso esclusivo sia condiviso, oltre ad aree dedicate a incontri di business, conferenze, eventi e workshop, affiancate da ambienti progettati per favorire collaborazione, relazione e networking.
La struttura ha visto l'impiego dei più avanzati criteri di sostenibilità e innovazione architettonica volti all'ottenimento della certificazione Leed; il centro è stato realizzato con materiali a basso impatto ambientale, incluse facciate inclinate appositamente studiate per limitare il surriscaldamento dell'edificio e migliorare il comfort interno.
Durante la fase di costruzione sono state adottate soluzioni innovative per la sicurezza sul lavoro, incluso un sistema di videosorveglianza intelligente basato su intelligenza artificiale in grado di monitorare costantemente le attività e di rilevare automaticamente eventuali accessi ad aree non autorizzate o il mancato utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, contribuendo ad aumentare gli standard di sicurezza.
In linea con la strategia di sostenibilità di Mundys e Adr, Open vede anche installato un impianto fotovoltaico in copertura da circa 67 kWp. Il centro è dotato inoltre di un sistema di Building Management System per il monitoraggio intelligente dei consumi e degli spazi, di un impianto di illuminazione Led a basso consumo e di una rete duale per l'utilizzo di acqua industriale nei servizi e negli impianti.
“Lavorando con tenacia e creatività, Adr ha saputo trasformare l’hub della Capitale nel miglior aeroporto europeo, mettendo al primo posto la qualità dei servizi al passeggero, la crescita sostenibile, l’innovazione - ha dichiarato Alessandro Benetton, presidente di Mundys, società madre di Adr -. La capacità di innovare sé stessi, sempre, e di percorrere strade nuove è fondamentale per ottenere risultati tangibili. In questo senso, continueremo a supportare Adr, anche e soprattutto nella sfida di realizzare in tempo utile il piano di sviluppo sostenibile dell’aeroporto, un progetto di rilevante interesse pubblico, che potrà generare valore condiviso per la comunità di Fiumicino e il sistema produttivo nazionale”
“Open rappresenta quindi un nuovo capitolo della nostra strategia di crescita verso l’aeroporto del futuro, che punta a traguardare i 100 milioni di passeggeri entro il 2046, consolidando ulteriormente il ruolo di Fiumicino come scalo globale, innovativo, sostenibile e sempre più attrattivo per il sistema Paese, in sinergia con il territorio e la comunità che lo ospitano” ha aggiunto l'ad di Aeroporti di Roma, Marco Troncone.
L’inaugurazione di Open è stata accompagnata anche dalla presentazione di “Continuum” (2026), opera site-specific realizzata da Michela Picchi, artista italiana dal linguaggio visivo multidisciplinare.
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[post_content] => All'aeroporto di Bari è disponibile un nuovo parcheggio da 611 posti: la nuova struttura, sviluppata su due livelli, prevede 312 posti auto coperti al piano terra e 299 al primo piano, con una tariffa settimanale a partire da 6 euro al giorno. Ogni stallo ha le dimensioni standard di 5 x 2,5 metri, con ampi spazi progettati per garantire facilità di accesso e manovra agli utenti.
«L’apertura di questa nuova area parcheggio - ha dichiarato il presidente di Aeroporti di Puglia, Antonio Maria Vasile - è un ulteriore tassello degli interventi che stiamo realizzando per accompagnare la crescita del traffico passeggeri e della domanda di più efficienti servizi aeroportuali.
«Investiamo in infrastrutture che migliorano significativamente l’esperienza di viaggio e garantiscono soluzioni accessibili a tutti. Offrire una sosta a prezzi contenuti significa rendere i nostri scali sempre più vicini alle esigenze di cittadini, turisti e di chi utilizza questo servizio per motivi di lavoro».
La gestione della nuova infrastruttura è affidata ad Apcoa, società tra le leader mondiali del settore, che ha realizzato l’opera seguendo le linee guida tecniche del team di AdP Engineering. La struttura, moderna e funzionale, è basata su un sistema di travi portanti in acciaio, interamente modulare e smontabile: una soluzione progettuale che oltre a garantire rapidità costruttiva consentirà in futuro eventuali ampliamenti in funzione dell’evoluzione della domanda e dello sviluppo dello scalo.
«Questa struttura con più di 600 nuovi posti low cost porterà l'offerta complessiva del parcheggio low cost a circa 1000 posti auto. Numeri che rappresentano più di un terzo dei posti auto di tutto l'aeroporto dedicati all’utenza low cost - ha evidenziato l’amministratore delegato di Apcoa, Andrea Grassi -.
«Inoltre, grazie al fatto che 300 posti auto sono coperti, offriamo anche un servizio di qualità al prezzo low cost, perché un’auto all'ombra è un benefit importante. Quest’opera si inserisce in un piano di interventi molto più ampio dal valore di circa 8 milioni di euro che sono appunto l'oggetto del project financing che ci vede partner di Aeroporti di Puglia. Un parcheggio che anni fa poteva sembrare lontano dall’aerostazione oggi attraverso il passaggio pedonale coperto avvicina il Terminal aggiungendo un servizio di qualità che prima non c'era».
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Creare un grande gruppo turistico nazionale, in grado di competere ad armi pari con le grandi catene internazionali: il "Debellini pensiero" torna in primo piano nell'intervista rilasciata a Il Nordest e ripresa sul profilo Linkedin del presidente di Th Group.
Inanzitutto, i numeri: in dieci anni, il gruppo è passato dai 25-30 milioni di fatturato agli attuali 300 milioni di euro, con l'obiettivo di arrivare a 500 milioni in due anni o due anni e mezzo. L’ultima operazione è quella relativa a Peschiera del Garda, dove Th Group svilupperà un importante intervento di riqualificazione dell’ex Caserma XXX Maggio. «Sono sicuro che il valore complessivo dell’operazione sarà sopra i 100 milioni di euro - spiega Graziano Debellini -; gli appartamenti avranno proprietari diversi, ma entreranno dentro un complesso nel quale forniremo tutti i servizi: custodia, pulizie, ristorazione, benessere. È un modello destinato a crescere».
Spazio ai gruppi italiani
«È importante che ci sia l’attenzione dell’Europa e del mondo sul turismo, però, se possibile, che ci siano anche dei gruppi italiani». Il timore è che il settore perda via via il controllo della parte più redditizia della filiera. «Molti gruppi stranieri puntano sull’immobiliare, comprano gli immobili di pregio e poi lasciano agli italiani le pulizie e un po’ di ristorazione. Quando fai white label, il marchio si porta via tutta la parte commerciale, cioè i ricavi. È questo che sta capitando».
La crescita in montagna
La crescita di Th Group parte dalla montagna. «Siamo stati leader sulla montagna. Oggi abbiamo Courmayeur, Sestriere, La Thuile, Madonna di Campiglio, Corvara. La montagna non è più il completamento del mare: oggi è il mare che completa la montagna. L’accoppiata tra montagna e mare voleva dire stabilizzare una parte del personale con due stagioni, inverno e estate».
Sul tema del personale, il manager ha idee chiare: «Eravamo una cooperativa di produzione e lavoro, siamo diventati il primo gruppo italiano del leisure partendo dalla cosa più difficile ma più importante: le persone. Lo dico sempre: il primo lusso non sono i rubinetti d’oro. Il primo lusso è il livello dell’ospitalità delle persone che lo fanno. Quello che colpisce un cliente è come viene accolto, il modo in cui gli porgi le chiavi o i documenti».
Th Group arriva a gestire circa 5.000 contratti nella stagione estiva e dispone di circa 1.500 collaboratori stabilizzati. «Me li devo tenere stretti. Devo pensare alle loro famiglie, agli stipendi, alla casa, alla possibilità di crescere. È un disegno importante, perché senza questo non fai qualità. Gli altri operatori raccontano situazioni drammatiche. Noi abbiamo problemi, certo, ma forse il due per cento rispetto agli altri».
Da qui nasce anche l’investimento nella formazione. Th Group sostiene il corso universitario professionalizzante di Tourism Management sviluppato a Venezia. «Ogni anno forma circa sessanta ragazzi che poi entrano in Th oppure nei principali gruppi italiani e internazionali. Io vorrei che in Italia ce ne fossero dieci. In Svizzera ce ne sono undici».
Per Debellini il turismo deve finalmente essere considerato un settore industriale. «Dopo il Covid è diventato una delle gambe dell’economia italiana, ma ancora non viene percepito fino in fondo. Continuiamo a raccontare solo gli aspetti negativi e i luoghi comuni. Invece c’è tanta gente che lavora bene».
Una visione industriale
«Bisogna portare il turismo a una visione industriale. Vuol dire guardare tutti i fattori della crescita: il marketing, il revenue management, la vendita, la qualità del prodotto». Tra i progetti che il presidente di Th vorrebbe promuovere c'è anche la realizzazione di una grande banca dati del turismo. «Oggi ognuno pubblica numeri diversi», si parla di Pil, di presenze, di clienti, ma manca una base informativa unica e affidabile». L'obiettivo sarebbe raccogliere e integrare i dati provenienti da alberghi, residence, b&b, impianti di risalita, servizi e attività commerciali, così da disporre di uno strumento capace di misurare con precisione il peso economico del comparto, orientare gli investimenti e contribuire a una programmazione più efficace del settore.
Un'offerta per 365 giorni all'anno
Sul fronte destagionalizzazione, le Olimpiadi invernali hanno rappresentato un’enorme operazione di marketing per le Dolomiti. «Una buona parte del mondo ha finalmente capito dove sono e quanto sono belle. Adesso bisogna portare le persone a vederle». L’obiettivo è trasformare località come San Vito di Cadore e Borca in destinazioni aperte tutto l’anno. «Sempre più stranieri vengono semplicemente a vedere le Dolomiti, come noi andiamo a visitare i grandi parchi americani».
Dopo montagna e villaggi turistici, la sfida del gruppo si concentra ora sulle città e sull’hotellerie di alta gamma. «Mi sono chiesto dove potevamo crescere. Il mare è più debole perché il 70% del pianeta è mare e la concorrenza è enorme. Allora siamo partiti con le città: Assisi, Roma, il lago di Garda, Venezia». Il progetto prevede un forte sviluppo proprio nel Nordest. «Vorrei creare in Veneto un polo di otto alberghi».
Il futuro
«Per un gruppo gestionale il 5% di Ebitda è il livello minimo di equilibrio. La vera maturità è il 10%, ma per arrivarci bisogna raggiungere gli 800-900 milioni di fatturato. Solo così riesci ad ammortizzare i costi, rinnovare il prodotto e affrontare le fasi difficili del mercato».
Per raggiungere questo traguardo,«le strade sono due: una fusione con uno o più gruppi italiani oppure la Borsa. Mi interessa che in Italia ci sia un grande gruppo turistico. Oggi sono il primo operatore italiano, ma rispetto ai grandi gruppi europei e mondiali siamo ancora piccolissimi».
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[post_content] => Performance solida per i conti Gesap, società di gestione dell'aeroporto di Palermo, che ha approvato il bilancio 2025 con un valore della produzione di 78,6 milioni di euro, ebitda oltre i 24 milioni di euro, mol a 20,1 milioni di euro. L'utile è stato di oltre 10 milioni di euro.
«L’approvazione del bilancio 2025 di Gesap conferma la solidità economica e gestionale di una società strategica per Palermo e per l’intera Sicilia - dice Roberto Lagalla, sindaco di Palermo e della città metropolitana di Palermo, socio di maggioranza di Gesap -. Oggi il ‘Falcone Borsellino’ è sempre più una porta d’accesso privilegiata alla nostra città e rappresenta uno dei pilastri dei numeri record che Palermo continua a registrare nel turismo».
Nel 2025 lo scalo ha registrato 9.209.510 passeggeri, con una crescita del +3,4% rispetto al 2024. Il risultato è stato trainato in particolare dal traffico internazionale, che ha segnato un incremento a doppia cifra (+11,54%), confermando il progressivo rafforzamento del posizionamento dello scalo nei mercati esteri e l’espansione del network di collegamenti.
«Gesap si conferma una società solida e l’approvazione del bilancio 2025 testimonia la capacità dell’aeroporto internazionale di Palermo di generare crescita sostenibile, valore per gli azionisti e benefici per il territorio - dice Gianfranco Battisti, amministratore delegato di Gesap - I risultati raggiunti sono il frutto di una gestione orientata all’efficienza operativa, alla qualità dei servizi e alla valorizzazione degli asset aziendali.
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Positivo anche l’andamento delle attività commerciali non aviation, con ricavi a +4,8% rispetto al 2024, sostenuto dalla crescita dei flussi passeggeri e dallo sviluppo delle attività commerciali aeroportuali. In particolare: rent a car +5,41%, parking +7,38%, retail +9,93%, food & beverage +6,26%, subconcessioni +4,42%.
«I numeri del bilancio confermano la validità delle scelte intraprese dal consiglio di amministrazione di Gesap e rafforzano la fiducia nella capacità della società di affrontare con determinazione le prossime sfide - osserva Salvatore Burrafato, presidente di Gesap - L’impegno del Consiglio sarà quello di continuare a sostenere un percorso di sviluppo fondato su efficienza, innovazione, sostenibilità e valorizzazione dell’aeroporto, nell’interesse degli azionisti, dei lavoratori, dei passeggeri e dell’intero territorio».
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A partire da luglio, chiunque entri o esca dal Sudafrica per via aerea, terrestre, marittima o ferroviaria dovrà presentare una dichiarazione di viaggio online prima della partenza, secondo quanto stabilito dal South African Revenue Service.
Il requisito si applica non solo ai visitatori, ma anche ai cittadini e ai residenti sudafricani; ciò include i minori, che devono essere dichiarati da un genitore o tutore. Gli unici viaggiatori esenti sono coloro che transitano attraverso il Sudafrica per via aerea o marittima e non escono mai dall'area di transito designata.
La procedura
Come riporta TravelWeekly, i viaggiatori devono presentare la dichiarazione non più di 24 ore prima della partenza dell'ultima tratta del viaggio, tramite il portale online per le dichiarazioni dei viaggiatori dell'Agenzia delle Entrate, l'app mobile del Sistema di gestione dei viaggiatori del Sudafrica o un codice Qr Scan-to-declare in aeroporto.
Un aspetto cruciale per i consulenti che prenotano viaggi in Sudafrica è la conferma da parte dell'Agenzia delle Entrate sudafricana, secondo cui a nessun viaggiatore verrà negato l'ingresso o la partenza esclusivamente per aver saltato la procedura online. Gli agenti doganali e i terminali self-service assisteranno i viaggiatori che non sono riusciti a presentare la dichiarazione in anticipo, e le dichiarazioni cartacee rimarranno disponibili in caso di guasto del sistema o mancanza di accesso a Internet.
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[post_content] => Acquisizioni per 370 milioni di euro, di cui 200 milioni legati a progetti di riconversione immobiliare e quasi l’80% degli investitori istituzionali, dei private equity e dei family office pronti a aumentare la propria esposizione sugli hotel italiani nei prossimi 12-24 mesi. Sono i dati che emergono dall’ultimo report di JLL Italia su "Italian Hotel Investment Outlook and Strategy Survey" e che portano Confindustria Alberghi a esprimere grande soddisfazione per un interesse che non riguarda più solo le grandi città, ma si estende a nuove destinazioni, dal Lago di Como alla Sicilia, e che vede l’ingresso di capitali provenienti da Asia, Medio Oriente e Sud America.
«Sono dati che confermano quanto il nostro Paese sia oggi al centro dell’attenzione degli investitori globali – dichiara Elisabetta Fabri, presidente di Confindustria Alberghi – e questo è un ottimo segnale per tutto il comparto turistico italiano. Ma proprio questa crescita di interesse deve spingerci a fare chiarezza su un punto: l’Italia è il primo Paese in Europa per numero di hotel, ma resta tra i mercati con la più bassa percentuale di penetrazione delle catene, con una prevalenza di strutture indipendenti e a conduzione familiare. È una ricchezza identitaria che va preservata, non ostacolata per evitare il rischio che la frammentazione del settore, unita a passaggi generazionali sempre più complessi, spinga molte imprese familiari a cedere il passo a capitali privi di qualsiasi legame con il territorio, anziché crescere e aggregarsi restando italiane».
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Di contro
Fin qui Confindustria Alberghi. Non bisogna però sottovalutare il fatto che non si può mediante una legge cambiare la fisionomia di un settore. Sarebbe un input arrivato dall'alto che non ha niente a che fare con la storia delle imprese coinvolte. Secondo, c'è sempre il sospetto che dietro alle aggregazioni ci siano capitali esteri, per cui ciò che prima era italiano e frammentato, diventa aggregato ed estero. Consiglerei di non ripetere l'errore fatto con Autostrade, Telecom e via seguitando.
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