13 May 2026

O’Leary non può chiedere le dimissioni di nessuno. Compreso Di Palma

Ryanair

Micahel O'Leary, ceo di Ryanair

O’Leary e Di Palma. La querelle fra l’Enac e Ryanair continua con colpi di scena. Infatti è di oggi la richiesta del vettore irlandese di dimissioni del presidente dell’Enac Di Palma. Ryanair ha chiesto a Di Palma di assumersi la responsabilità  per il falso rapporto prodotto dall’Enac presentato al governo Italiano sul prezzo dei biglietti aerei. Il vettore ha sottolineato i molteplici errori nel rapporto Enac. Tra cui affermazioni su biglietti aerei inesistenti da 1.000 euro. False affermazioni su algoritmi inesistenti relativi a telefoni cellulari, geolocalizzazioni o browser Internet e affermazioni su regimi di oligopolio nel mercato italiano.

«Questo falso rapporto dell’Enac – dice il ceo di Ryanair Michael O’Leary – dimostra che il suo presidente non è idoneo a supervisionare le attività dell’Enac. Non ci sono prove di alcuna collusione dei prezzi tra le compagnie aeree, specialmente quando Ita applica tariffe molto elevate e Ryanair offre solo tariffe basse». E via seguitando su questo tono. 

Non può farlo

Noi vorremmo spiegare a Ryanair e al suo capo O’Leary che lui non ha alcuna giurisdizione nel nostro Paese, quindi la richiesta di dimissioni per qualsiasi esponete dell’amministrazione pubblica è non solo risibile, ma anche impropria. Probabilmente O’Leary nella sua forma di simpatico egotismo ha pensato per un momento di essere il capo dell’opposizione o qualcosa del genere. Una sorta di politico che legittimamente può richiedere dimissioni, fare richieste di audizioni parlamentari ecc ecc. Ebbene non è così.

Voglio ricordare a O’Leary che al di là dello straordinario contributo al rinnovamento del trasporto aereo non solo in Italia, lui nel nostro Paese è un imprenditore come un altro. Nè più nè meno. E quindi come imprenditore deve rimanere nel suo

 

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