15 giugno 2010 08:11
L’assemblea ordinaria degli azionisti di Meridiana Spa ha approvato il bilancio separato al 31 dicembre 2009, chiuso con una perdita netta di 2,2 milioni (era stata di 23,9 nel 2008). Il totale dei ricavi al 31 dicembre 2009 ammonta a 380,04 milioni, con un decremento del 10,9% rispetto all’esercizio precedente. Il patrimonio netto è pari a 75,7 milioni. L’attività operativa in termini di ore di volo complessive è diminuita del 9,2% rispetto al 2008, i passeggeri trasportati sono stati pari a 3.622.194, con una diminuzione del 12,7% rispetto all’anno precedente. Si tratta dell’ultimo bilancio di esercizio relativo alle attività operative di Meridiana, che, come è noto ha conferito, lo scorso 28 febbraio il ramo aviation in Eurofly, oggi Meridiana fly. Il consiglio di amministrazione ha poi confermato nella carica di presidente Franco Trivi e conferito la delega per la gestione finanziaria e amministrativa a Luca Ragnedda.
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[post_content] => Le notizie sull’accordo di pace si susseguono e la ripresa delle prenotazioni sul lungo raggio sembra ormai un dato acquisito. Intanto però il Mare Italia, destinazione rifugio nei momenti di incertezza globale, continua a macinare numeri.
«Stiamo registrando un andamento positivo del booking estivo sul Mare Italia – fa sapere Alessandro Seghi, direttore commerciale di Alpitour - pari a un +11%, con una domanda sostenuta sin dai primi mesi dell’anno e una flessione nel corso delle ultime settimane coincidente con la ripresa delle destinazioni di medio raggio».
Prezzi in aumento
Al momento, il booking sul Mare Italia non sembra nemmeno condizionato dalle tariffe. «I prezzi mostrano un incremento rispetto al 2025, principalmente legato all’aumento dei costi di gestione e dei servizi, ma senza compromettere la competitività complessiva del prodotto Italia. Sui prezzi ha influito anche la crescente domanda registrata a partire dalla fine del mese di febbraio»
Meno incisivo invece, rispetto ad altre destinazioni, il ricorso al last minute. «Il ricorso al last minute si è ridotto rispetto agli anni precedenti, complice anche lo scenario geopolitico. Le destinazioni più performanti restano le località siciliane e calabresi, con crescite a doppia cifra».
I mesi centrali dell'estate restano predominanti, ma «si conferma un buon andamento anche di settembre, sostenuto da una domanda più elevata anche a livello di gruppi e da una maggiore sensibilità al prezzo».
In conclusione, spiega il manager, «il Mare Italia mantiene un posizionamento solido, soprattutto per la clientela che privilegia la prossimità e la qualità dell’offerta. Tuttavia, resta una forte competitività da parte di alcune destinazioni del Mediterraneo estero, in particolare sul fronte prezzo».
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[post_content] => Al via oggi a Marina Capo d'Orlando la terza tappa della quinta edizione dei Blue Marina Awards che punta su uno dei temi più urgenti per i marina: come prevenire, gestire e mitigare gli effetti degli eventi climatici estremi, trasformando le strutture portuali turistiche in presìdi evoluti della Blue Economy.
La terza tappa dei Blue Marina Awards conferma il percorso nazionale avviato con Assonat-Confcommercio, Associazione Nazionale Approdi e Porti Turistici, partner istituzionale dell’iniziativa, e di cui il RINA è invece il partner tecnico ed ente terzo di verifica.
Dopo aver acceso i riflettori, nelle precedenti tappe, sull’evoluzione dei marina come infrastrutture strategiche per i territori, l’appuntamento siciliano introduce un ulteriore livello di analisi: come una struttura portuale turistica possa oggi prepararsi a gestire calamità naturali, eventi meteo-marini estremi, criticità ambientali e nuove vulnerabilità legate al climate change.
Non si parlerà soltanto di emergenze, ma anche di prevenzione, pianificazione e mitigazione: da come un marina può prepararsi a gestire mareggiate, vento, allagamenti e crisi operative, fino alle azioni quotidiane che una struttura può adottare per ridurre il proprio impatto ambientale. Monitoraggio delle acque, efficienza energetica, smart metering, riduzione della carbon footprint, corretta gestione dei rifiuti e dei reflui, attenzione ai prodotti utilizzati per la pulizia e la manutenzione degli spazi, processi operativi a minore impatto e scelte più consapevoli nella gestione ordinaria diventano oggi parte integrante della sostenibilità concreta di un porto turistico.
«Il tema non è più se il cambiamento climatico riguardi la portualità turistica, ma quanto rapidamente i marina sapranno attrezzarsi per affrontarlo - dichiara Walter Vassallo, fondatore dei Blue Marina Awards - I porti turistici non sono semplici luoghi di ormeggio: sono infrastrutture complesse, esposte, connesse ai territori e sempre più centrali nella creazione di valore per la Blue Economy. Oggi rappresentano risorse strategiche per la competitività costiera, la qualità dell’accoglienza, la sicurezza, la sostenibilità e l’attrazione di nuovi flussi turistici».
«Il nostro marina nasce con una forte vocazione all'eccellenza - aggiunge Giuseppe Mangano, presidente della società Porto Turistico di Capo d’Orlando SpA - e all'integrazione con il territorio. Oggi, fare accoglienza turistica di alto livello significa innanzitutto garantire la sicurezza e la sostenibilità delle nostre infrastrutture di fronte alle sfide del cambiamento climatico. Condividere le nostre esperienze e confrontarci con i massimi esperti del settore ci permette di continuare a innovare, proteggendo la bellezza della nostra costa e offrendo un porto sempre più sicuro, resiliente e all'avanguardia».
«Il cambiamento climatico non rappresenta più una prospettiva futura, ma una realtà con cui i marina si confrontano quotidianamente - conclude Calogero Marino, consigliere di Assonat-Confcommercio - Per questo la portualità turistica è chiamata a rafforzare la propria capacità di prevenzione, adattamento e gestione del rischio, investendo in innovazione, sostenibilità e sicurezza. I porti turistici svolgono oggi un ruolo strategico non solo per il turismo nautico, ma anche per lo sviluppo delle comunità costiere e dell’intera economia del mare. Iniziative come i Blue Marina Awards favoriscono la diffusione di una cultura della qualità e della responsabilità gestionale, valorizzando le esperienze che dimostrano come competitività, tutela ambientale e resilienza possano procedere insieme. Il confronto promosso a Marina Capo d’Orlando rappresenta un’importante occasione per condividere buone pratiche e costruire una visione comune sul futuro della portualità turistica italiana».
I Blue Marina Awards, giunti alla quinta edizione, rappresentano oggi un percorso nazionale di valorizzazione e valutazione della portualità turistica italiana, basato su 44 domande/KPI oggetto di verifica tecnica, articolati in sei aree strategiche: sostenibilità ambientale, energia e clima, innovazione e digitalizzazione, turismo, accoglienza, mobilità e territorio, inclusività e accessibilità, sicurezza e gestione del rischio.
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[post_content] => E' ancora un no, il terzo, quello di easyJet nei confronti di Castlelake e dell'ultima offerta, pari a 4,7 miliardi di sterline.
«A seguito del rifiuto di tre proposte da parte del Consiglio di amministrazione di easyJet - ha dichiarato la società d'investimento americana, ripresa dal Financial Times - e data la sua riluttanza a impegnarsi in modo significativo, Castlelake annuncia questa terza proposta per consentire agli azionisti di easyJet di valutarne i meriti ed esprimere il proprio parere».
Castlelake ha affermato che la sua proposta di 6,25 sterline per azione, ha rappresentato un premio di circa il 59% rispetto al prezzo di 3,94 sterline registrato il 28 maggio, prima che il suo interesse diventasse di dominio pubblico.
Le azioni di easyJet, in calo dall’inizio del conflitto con l’Iran alla fine di febbraio, sono salite del 3,2% a 5,20 sterline nelle prime contrattazioni.
La compagnia aerea ha dichiarato oggi che le offerte «non riflettono le prospettive a medio termine di easyJet, il suo solido bilancio e la sua struttura patrimoniale».
Ha aggiunto che gli utili sono aumentati del 46% negli ultimi due anni e che la società «rimane concentrata sul raggiungimento del proprio obiettivo a medio termine di realizzare un utile ante imposte superiore a 1 miliardo di sterline».
Il prezzo offerto da Castlelake era «altamente opportunistico, presentato sullo sfondo del temporaneo calo del prezzo delle azioni di easyJet, e continua a sottovalutare sostanzialmente easyJet e le sue prospettive», ha affermato la compagnia aerea.
I dubbi di easyJet
Castlelake ha dichiarato di «nutrire grande rispetto per la posizione di easyJet come compagnia aerea affermata e leader che serve milioni di persone in tutta Europa e per l’importante ruolo che svolge nel rendere accessibili i viaggi aerei». La società sostiene che la sua «ambizione è quella di sostenere easyJet affinché diventi una compagnia aerea europea più forte e resiliente (...) continuando a sostenere il network, a servire i passeggeri che fanno affidamento su di essa e a favorirne la crescita futura».
L’investitore statunitense ha dichiarato di voler consentire agli azionisti di easyJet di mantenere la propria partecipazione nella compagnia aerea come società privata, nel rispetto di un limite massimo di partecipazione azionaria e di restrizioni alla trasferibilità. Rispetterebbe inoltre «la forma, lo spirito e l’importanza dei requisiti di proprietà dell’Ue».
Ma nella sua risposta di oggi, easyJet ha sollevato dubbi sulla struttura dell’operazione di Castlelake, affermando che «la struttura proprietaria prevista è opaca e non fornisce alcuna base per valutarne la realizzabilità». Ci sarebbero poi «notevoli riserve riguardo all’elevato livello di indebitamento e alle condizioni generali».
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[post_content] => Un'indagine della rivista Fortune sembra dimostrare che non c'è mai stato alcun rischio di carenza di carburante per l'aviazione
Jim Edwards, giornalista di Fortune, ci ricorda che fu la stessa Agenzia Internazionale dell'Energia che, proprio all'inizio della guerra, a marzo, affermò che il carburante per aerei sarebbe bastato forse solo per circa sei settimane e che, di conseguenza, si sarebbero verificati gravi problemi.
Tuttavia, Fortune, parlando con diverse fonti, indica oggi che "in nessun momento si è verificata la possibilità di rimanere senza carburante".
"Negli Stati Uniti non abbiamo riscontrato alcuna carenza di carburante per i nostri voli verso l'Europa", ha dichiarato Jamie Walker, ceo di Jet Linx, una compagnia aerea di jet privati con una flotta di 100 velivoli. "I prezzi sono aumentati, ma niente di più". Greg Raiff, ceo di Elevate Jets, ha condiviso questa opinione. "
Produzione sestuplicata
La produzione di carburante per l'aviazione è sestuplicata negli Stati Uniti, quindi non c'è alcun rischio di carenza. Come compagnia aerea, non abbiamo mai avuto alcun rischio di penuria di carburante. Acquistiamo sempre dallo stesso fornitore, senza alcun cambiamento".
Non c'è, né c'è mai stata, carenza di voli in Europa, e lo conferma il commissario ai trasporti, Apostolos Tzitzikostas, il quale aggiunge che poche settimane fa "alcune compagnie aeree hanno scelto di cancellare alcune rotte che causavano loro perdite".
A questo punto si potrebbe iniziare a pensare che sia stato un modo, abbastanza rozzo, per consentire alle compagnie di aumentare i prezzi. Perché tutto si riversa sui consumatori. Sono loro quelli da mungere.
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Da accessorio a necessità: oggi restare connessi in viaggio è parte integrante dell’esperienza. La diffusione di smartphone, piattaforme digitali e servizi in tempo reale ha progressivamente ridefinito le aspettative. Oggi, infatti, la connettività è un fattore determinante nella qualità percepita del soggiorno.
In concreto, quando si parla di turismo internazionale, la disponibilità di un accesso stabile a internet incide su molteplici aspetti operativi: dall’organizzazione dell’itinerario in tempo reale alla fruizione dei servizi, fino alla condivisione dell’esperienza. Questa evoluzione si riflette necessariamente sulle strategie degli operatori del settore.
Turisti sempre più digitali: come cambiano le abitudini di viaggio
Il turista digitale ha trasformato il modo di esplorare il mondo, acquisendo una gestione del viaggio dinamica e immediata. Ogni fase, dalla scelta del volo alla gestione degli imprevisti in loco, passa attraverso internet. È un modo di viaggiare più leggero, in cui la possibilità di prenotare un servizio in tempo reale o di pagare con lo smartphone determina la qualità del soggiorno.
Secondo l’UNWTO – World Tourism Organization, questa tendenza guida la crescita del mercato globale, spingendo gli operatori a offrire standard sempre più alti.
La connettività, in questo contesto, emerge come must have dell'accoglienza, una vera e propria esigenza per i viaggiatori: la base necessaria per offrire a chi si sposta sul territorio un'esperienza fluida e personalizzata.
La connettività come elemento chiave dell’esperienza turistica
La connettività in viaggio incide a diversi livelli: migliora la gestione degli spostamenti, facilita l’accesso alle informazioni in tempo reale e consente una maggiore personalizzazione delle attività. Allo stesso tempo, supporta anche la sicurezza, permettendo comunicazioni immediate e un reperimento più rapido dei servizi di assistenza in loco.
Per gli operatori del settore, questo significa dover ripensare l’offerta: hotel, trasporti e attrazioni turistiche sono chiamati a garantire standard digitali adeguati, integrando la tecnologia di viaggio all’interno dei propri servizi.
Destinazioni emergenti e nuove sfide
L’ascesa di nuove mete nel panorama europeo, con l’Albania in posizione di rilievo, rappresenta uno dei fenomeni più dinamici del settore turistico attuale. Queste destinazioni si trovano tuttavia a dover gestire una crescita rapida che spesso mette alla prova le infrastrutture locali. In questo scenario, le soluzioni basate su tecnologia eSIM si rivelano asset strategici per la gestione dei flussi internazionali: strumenti avanzati come eSIM di Holafly per l'Albania consentono ai viaggiatori di configurare la connettività già in fase di pre-partenza, eliminando le frizioni legate all'acquisto di SIM fisiche in loco e garantendo l’accesso ai servizi digitali fin dal momento dell'arrivo.
L'adozione di soluzioni di questo tipo permette alle destinazioni emergenti in Europa di colmare il gap competitivo con i mercati più consolidati. Il turismo in Albania ne è la dimostrazione. Fornire una connettività immediata e affidabile, anche laddove la rete locale presenta disomogeneità, trasforma la gestione logistica del viaggio in un’esperienza fluida.
Infrastrutture digitali e aspettative dei viaggiatori
L'efficienza della connettività rappresenta oggi una sfida infrastrutturale complessa, che richiede alle reti mobili e Wi-Fi di assicurare copertura e velocità costanti anche nei contesti di forte pressione turistica.
Come sottolineato dalla Commissione Europea, il potenziamento degli asset digitali è un pilastro strategico per la competitività dell'Unione. Questo impegno si traduce concretamente in investimenti mirati sulla tecnologia 5G, sulla digitalizzazione dei servizi della Pubblica Amministrazione e su una più efficace integrazione dei sistemi informativi.
Soluzioni innovative per restare connessi all’estero
Come abbiamo visto, l’evoluzione tecnologica ha reso disponibili soluzioni sempre più flessibili per garantire la connettività in viaggio. Tra queste, le eSIM rappresentano uno degli sviluppi più rilevanti.
Questa tecnologia consente di attivare piani dati direttamente sul dispositivo, eliminando la necessità di SIM fisiche e semplificando l’accesso alla rete in diversi Paesi come l’Albania. Per i viaggiatori internazionali, significa maggiore flessibilità e tempi di attivazione ridotti.
Dal punto di vista degli operatori, rappresenta un’opportunità per integrare soluzioni di connettività più immediate e in linea con le nuove abitudini dei turisti digitali.
Accanto alle eSIM, restano soluzioni come hotspot portatili, reti Wi-Fi pubbliche e roaming internazionale, che continuano a svolgere un ruolo complementare ma presentano spesso limiti in termini di continuità del servizio e semplicità di utilizzo.
Verso un turismo sempre più connesso e consapevole
Nel contesto attuale, come sottolineato dall’UNWTO, restare connessi in viaggio è un requisito implicito dell’esperienza turistica, capace di influenzarne direttamente la qualità percepita.
Il cambiamento riguarda soprattutto l’integrazione della tecnologia: non più servizio accessorio, ma componente strutturale dell’offerta. In questo senso, la connettività si configura sempre più come un driver decisivo per destinazioni e operatori.
Le realtà che sapranno investire in infrastrutture digitali e soluzioni accessibili saranno meglio posizionate per intercettare i flussi futuri, mentre un ritardo su questo fronte rischia di tradursi in una perdita di attrattività. In un turismo sempre più ibrido, la qualità della connessione diventa parte integrante del prodotto stesso.
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[post_content] => Bagagli, vettori e ingiustizie. Possibile che nessuno abbia protestato per la nuova risoluzione Ue sui prezzi e sui bagagli da portare in aereo, o sui ritardi e i conseguenti risarcimenti?
In altre parti d'Europa si grida allo scandalo. In Spagna un'associazione di consumatori lancia l'allarme: l'Ue ha legalizzato un sovrapprezzo fraudolento e, inoltre, si è rifiutata di aggiornare gli importi dei risarcimenti per cancellazioni e ritardi superiori alle tre ore.
L'organizzazione dei consumatori ritiene "vergognoso" che il Consiglio e il Parlamento europeo "si siano piegati agli interessi delle compagnie aeree", autorizzandole a offrire di default una tariffa con un supplemento per il bagaglio a mano.
Ryanair ha iniziato ad addebitare un costo per il bagaglio a mano nel 2018, e altre compagnie aeree hanno seguito l'esempio. Molti paesi europei hanno multato i vettori per i problemi del bagaglio. Ma la decisione adottata lunedì scorso dall'Ue non incide su queste multe, in quanto non retroattiva.
Importi di 20 anni fa
Inoltre per quanto riguarda i risarcimenti per cancellazioni, overbooking e ritardi significativi, gli importi stabiliti più di 20 anni fa non aumenteranno di un solo centesimo. Rimarranno fissi a 250, 400 e 600 euro a seconda della distanza del volo, nonostante l'enorme svalutazione che si è verificata ogni anno.
Il punto è sempre lo stesso. I vettori fanno e disfano. Sembra che nessuno possa reggere di fronte al loro strapotere. Naturalmente questo è il risultato di una politica che mette le compagnie al primo posto, non i cittadini. Ormai dovremo essere abituati a questo modo di fare, ma ne rimaniamo sempre amareggiati.
Giuseppe Aloe
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[post_content] => Un modello di business trasversale, messo a punto nel corso del post pandemia grazie a importanti investimenti in tecnologia, management e risorse umane: Gattinoni Group arriva alla presentazione del bilancio 2025 con risultati solidi, frutto del lavoro di una squadra di 950 collaboratori, «Molti dei quali sotto i 35 annni» fa sapere con orgoglio il presidente, Franco Gattinoni.
I numeri parlano chiaro: lo scorso anno il volume d'affari ha toccato i 753,6 milioni di euro, in crescita dell'8,1% sull'anno precedente. Positivi anche tutti gli altri indicatori descritti dal cfo Ivano Barzaghi: «Per il quinto anno consecutivo il gruppo è in crescita - spiega il manager entrato da poco più di un anno in squadra -. Il valore della produzione si è attestato su 326 milioni di euro (+11%) con l'Ebitda a 17,2 milioni (+14,6%) e l'utile netto a 9,6 milioni (+30%). Il gruppo ha una posizione finanziaria netta positiva per 23,1 milioni».
Strategia di crescita
Numeri che evidenziano un percorso organico di crescita costante. «Il piano industriale a medio e lungo termine che abbiamo predisposto prevede la crescita sia per linee interne sia per nuove acquisizioni. In questo senso - aggiunge Gattinoni - abbiamo sul tavolo diversi dossier aperti, che potrebbero tradursi presto in operazioni concrete».
Delle tre linee di business - Travel, Business Travel ed Events - la prima è quella che procura il maggior volume d'affari, pari a 457,8 milioni nel 2025, in crescita del 5% anno su anno, con un Ebitda di 6,7 milioni (+18%). Il Business Travel produce circa 200 milioni di volume d'affari e un Ebitda di 3,4 milioni; numeri in linea con quelli del 2024, che risentono di un ambizioso piano di investimenti in personale e tecnologia che produrrà i suoi effetti nel corso dei prossimi anni. La performance della divisione Events - 96 milioni di volume di fatturato (+58%) ed Ebitda di 7,1 milioni (+20%) - risente delle recenti acquisizione di H&A avvenuta lo scorso luglio, ma i margini di crescita sono ottimi.
«Malgrado il difficile contesto internazionale, i nostri numeri continuano a essere positivi e il traguardo del miliardo di volume d'affari entro il 2028 è alla nostra portata» aggiunge il presidente.
Fra le novità, la realizzazione entro l'anno di un nuovo hub operativo anche a Roma, «un passo necessario per presidiare al meglio il mercato del Centro-sud, sempre più strategico».
Nel nuovo piano industriale in divenire di Gattinoni Group, c'è spazio anche per eventuali partner «interessati a unire le forze per la realizzazione di un progetto di sviluppo integrato». Al momento invece è stata esclusa la quotazione in Borsa.
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[post_content] => L' impennata del prezzo del cherosene, legata alla guerra in Medio Oriente, sta iniziando a pesare pesantemente sul trasporto aereo in Asia . Tra l'aumento dei supplementi carburante e le cancellazioni dei voli, diverse destinazioni turistiche popolari, come il Giappone e la Thailandia, stanno adeguando i propri servizi per assorbire i costi operativi, che sono diventati esplosivi .
In Giappone, Japan Airlines (JAL) ha annunciato un nuovo aumento dei supplementi carburante sui biglietti internazionali emessi tra luglio e agosto 2026. La compagnia aerea giapponese calcola questi importi in base al prezzo medio del cherosene a Singapore negli ultimi due mesi, che ha raggiunto i 178,21 dollari al barile nel periodo aprile-maggio, rispetto ai livelli significativamente inferiori precedenti al conflitto in Medio Oriente.
Per i voli dal Giappone verso il Nord America e l'Europa , i supplementi possono arrivare fino a 65.000 yen a prenotazione, ovvero circa 350 euro, secondo quanto riportato dalla stampa giapponese. Si tratta di una cifra più che doppia rispetto a quella applicata all'inizio della primavera, quando JAL addebitava ancora 29.000 yen sulle stesse rotte internazionali.
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Thailandia : voli cancellati.
In Thailandia, l'effetto si riflette principalmente nella riduzione della capacità, soprattutto sulle rotte nazionali e regionali. Thai Airways, Thai Lion Air e Thai AirAsia hanno annunciato la cancellazione o la riduzione di decine di voli su diverse rotte per il secondo e il terzo trimestre del 2026.
Thay Airways ha quindi eliminato o ridotto le frequenze su circa dieci rotte regionali, tra cui quelle per Nuova Delhi, Kaohsiung, Hong Kong, Sapporo e diverse città cinesi come Changsha. Su alcune rotte, come Bangkok-Changsha, i voli sono sospesi per quattro mesi, da giugno a settembre 2026. Il direttore finanziario di Thai Airways ha indicato che la compagnia aerea sta aumentando le tariffe del 10-15% in risposta all'aumento dei costi del carburante, adeguando al contempo la propria capacità per limitare le perdite.
Thai Lion Air e Thai AirAsia, dal canto loro, hanno sospeso o ridotto significativamente le frequenze dai due aeroporti di Bangkok (Don Mueang e Suvarnabhumi) verso numerose destinazioni provinciali (Buri Ram, Chiang Rai, Khon Kaen, Hat Yai, Krabi, Surat Thani, Udon Thani, Nakhon Si Thammarat…) e diverse città in India, Cina e Sud-est asiatico.
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Luigi Deli, ceo e fondatore di Volonline Group, traccia un bilancio e delinea le direttrici di sviluppo dell'azienda. Il gruppo, che oggi supera un volume d'affari di 200 milioni di euro, è strutturato in otto uffici, tra sedi e filiali, in Italia e all’estero.
Il gruppo
Volonline Group dispone di un operatore di viaggi tailor-made, Volonline, e di Teorema Vacanze, focalizzato sui pacchetti di corto e medio raggio. Il comparto tecnologico e di distribuzione comprende il self-booking tool Volonclick, la banca letti Reisenplatz e il broker alberghiero eHotelXml. Il network fa capo a Mrh Group, con oltre 120 agenzie affiliate, mentre HuTechTravel gestisce il segmento corporate e business travel. Completano l'offerta una business unit di flight consolidation e la realtà b2b2c Horsevoyage by Volonline, dedicata al turismo equestre.
Nonostante le complessità geopolitiche internazionali, Volonline mantiene un trend positivo con una crescita media del 20% rispetto all'anno precedente. Deli attribuisce questo risultato alla diversificazione delle attività e agli investimenti tecnologici: «La tecnologia di proprietà, che include piattaforme come Volonclick, è uno strumento che rende il business "scalabile". In questo modo il fatturato cresce indipendentemente dal numero di dipendenti. In più, rende possibili le vendite dell'ultimo minuto anche per viaggi su misura complessi, come i pacchetti fly & drive negli Stati Uniti, prima impensabile per il segmento tailor-made».
Crescita organica
Oltre alle novità digitali e al valore dei suoi manager aziendali, Deli ha sottolineato: «La crescita del gruppo non è dettata solo da acquisizioni mirate come Mrh o Reisenplatz, ma si sviluppa da una crescita organica, creando e facendo crescere nuove attività al nostro interno come le start-up. Ne sono un esempio il brand eHotelXml e i gruppi di solo volo, passati da un valore nullo a valutazioni rispettivamente di 25 e 30 milioni di euro nel giro di un triennio».
Deli auspica un settore turistico sano e competitivo, convinto che una concorrenza solida sia la spinta ideale per guidare l'intero mercato verso un miglioramento continuo: una filiera sana che alimenta una sana concorrenza. In questo scenario, il manager ribadisce, inoltre, l'assoluta centralità dei punti vendita tradizionali: «Il canale delle agenzie di viaggio è la risorsa fondamentale senza la quale noi non potremmo vendere e non saremmo qui». Una dichiarazione che conferma come la rete fisica rimanga il pilastro insostituibile delle strategie commerciali del gruppo.
(Anna Morrone)
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