6 marzo 2025 09:36
Ricavi ai massimi storici per il gruppo Lufthansa nel 2024: oltre 37,5 miliardi di euro per una crescita del 6% rispetto all’anno precedente. L’utile netto ha però segnato una flessione del 17,5%, fermandosi a 1,38 miliardi di euro, risultato che il colosso tedesco imputa a diversi fattori che hanno caratterizzato lo scorso esercizio, dalla diminuzione dei prezzi dei biglietti all’aumento dei costi operativi, dall’accesso limitato allo spazio aereo russo ai ritardi nelle consegne degli aeromobili, senza dimenticare gli scioperi.
Il gruppo ha generato un utile operativo (Ebit rettificato) di 1,6 miliardi di euro, rispetto ai 2,7 miliardi dell’anno precedente, con un margine operativo del 4,4%. La flessione è dovuta principalmente «agli scioperi che hanno pesato sulle compagnie aeree passeggeri per circa 450 milioni di euro. Le compagnie aeree hanno inoltre dovuto assorbire un calo significativo dei rendimenti medi all’inizio dell’estate a causa del forte aumento della capacità a livello di settore» spiega una nota del gruppo tedesco.
Complessivamente le compagnie aeree del gruppo hanno trasportato nel 2024 131 milioni di passeggeri, con un aumento del 7% rispetto all’anno precedente, con un load factor a livelli record dell’83,1% (82,9% nel 2023).
«Il 2024 è stato un anno diviso in due fasi – osserva il ceo del gruppo, Carsten Spohr -. Nei primi sei mesi, abbiamo dovuto affrontare un significativo calo dell’utile operativo, dovuto tra l’altro a scioperi, ritardi nelle consegne degli aeromobili e sfide operative nei nostri hub. Ma nel corso dell’anno questa tendenza si è invertita, con due trimestri consecutivi in cui abbiamo riportato ricavi superiori ai 10 miliardi di euro ciascuno per la prima volta, e nel quarto trimestre abbiamo superato l’utile dell’anno precedente».
Per il 2025 la compagnia aerea vede una domanda elevata, il che si riflette anche in una tendenza positiva delle prenotazioni. Lufthansa prevede di aumentare la capacità di posti delle sue compagnie aeree di circa il 4% con un conseguente aumento dei ricavi. Complessivamente, il gruppo prevede che l’Ebit rettificato dell’esercizio 2025 sarà significativamente superiore a quello dell’anno precedente.
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[post_content] => Frecciarossa è official sponsor di Luna Rossa, il team velico italiano protagonista della storia dell’America’s Cup. La partnership è stata annunciata al Museo nazionale ferroviario di Pietrarsa, alla presenza dell'amministratore delegato di Luna Rossa, Max Sirena, del vicedirettore generale corporate del cruppo FS, Giuseppe Inchingolo, e del direttore marketing e revenue management di Trenitalia, Mario Alovisi.
L’accordo nasce dall’incontro tra due realtà simbolo del Made in Italy che condividono la stessa visione - tecnologia d'avanguardia, velocità, performance e innovazione - e segna l’avvio di una collaborazione che accompagnerà Frecciarossa e Luna Rossa verso la 38esima America’s Cup, in programma per la prima volta in Italia, a Napoli, nel 2027.
“Siamo felici di avere Frecciarossa al nostro fianco nella sfida alla 38esima America’s Cup”, ha detto Max Sirena.
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[post_content] => Traguardo fissato a quota 100 milioni di visitatori internazionali entro il 2030: questo l'obiettivo per gli Stati Uniti dopo che ieri il presidente Donald Trump ha incontrato i dirigenti di alcune delle più grandi compagnie aeree, catene alberghiere e agenzie di viaggio del Paese.
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Secondo la U.S. Travel Association, a giugno la spesa per i viaggi negli Stati Uniti è aumentata del 6,2% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 122,1 miliardi di dollari, il dato mensile più alto registrato nell’ultimo anno. L’associazione ha attribuito l’incremento in parte al picco della domanda estiva e alle tariffe alberghiere più elevate nelle città che ospitano le partite dei Mondiali.
Tuttavia, altri indicatori dipingono un andamento a macchia di leopardo: sempre secondo la U.S. Travel, a giugno i prezzi dei viaggi sono aumentati dell’8,1% rispetto all’anno precedente, superando l’incremento della spesa complessiva, mentre il volume dei passeggeri aerei è diminuito dell’1,3%. Gli arrivi dall’estero sono scesi dell’1,8% a giugno e sono rimasti inferiori del 4,3% da inizio anno.
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La posizione rappresenta uno degli elementi distintivi di Spark by Hilton Milan Linate Airport: l’hotel si trova a circa sette minuti a piedi dall’aeroporto e dalla stazione della metropolitana, con accesso diretto alla città.
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Spark by Hilton Milan Linate Airport nasce intorno a un concetto di comfort evoluto, con ambienti contemporanei e funzionali. L’hotel realizzato con Relabor offre 110 camere, tutte caratterizzate da un design ispirato alla natura e ai colori caldi della terra, scelti per creare un’atmosfera accogliente, rilassante e contemporanea. Gli ospiti potranno gustare la colazione firmata Hilton e utilizzare un bar, di una palestra completamente attrezzata e una piscina, oltre a comode soluzioni di parcheggio. In più, un punto ristoro aperto 24 ore su 24. Per riunioni, convegni ed eventi sono cinque le sale dedicate per accogliere fino a 120 persone.
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I mercati di riferimento
Nei primi sette mesi del 2026, il Canada si è confermato il principale mercato di provenienza per i turisti cubani, con 127.645 visitatori. A titolo di confronto, nello stesso periodo del 2025 si erano registrati circa 478.000 visitatori. Tra gennaio e luglio, i cubani residenti all'estero hanno generato 88.525 visite, rispetto alle 140.546 dell'anno precedente. Gli arrivi dagli Stati Uniti sono stati 37.351, in calo rispetto ai circa 77.200 dell'anno precedente, mentre la Russia ha registrato 21.374 visitatori e il Messico 19.828.
La contrazione degli arrivi ha coinciso con cambiamenti sostanziali nel settore alberghiero cubano. Il governo cubano ha annunciato a fine luglio che sette catene alberghiere internazionali avevano lasciato il Paese, dopo aver gestito in precedenza il 46% delle camere d'albergo. Tra gli operatori internazionali che hanno sospeso o ridotto le proprie attività figurano Meliá Hotels International, Iberostar, Barceló, Blue Diamond Resorts, Archipelago International, Atg e Royalton.
Il 24 luglio Meliá ha completato il suo ritiro da Cuba, ponendo fine alla gestione delle proprietà rimanenti dopo aver precedentemente ridotto il proprio portafoglio. Il gruppo spagnolo gestiva 34 hotel nel Paese ed era presente a Cuba dal 1990. Anche Iberostar e Barceló hanno cessato le loro attività alberghiere a Cuba nel corso del 2026, dopo precedenti riduzioni dei loro portafogli. Royalton è stato tra gli operatori alberghieri internazionali che hanno ridotto o sospeso le attività a seguito del mutamento delle condizioni operative.
A fine luglio, il primo ministro cubano Manuel Marrero ha dichiarato all'Assemblea Nazionale che il 73% delle strutture alberghiere del Paese era chiuso e che circa 25.000 dipendenti del settore alberghiero si trovavano senza una normale attività lavorativa. Le prestazioni del settore alberghiero si erano già indebolite significativamente prima dell'ultima contrazione. Il tasso di occupazione medio degli hotel di Cuba è sceso al 18,9% nel 2025, oltre quattro punti percentuali in meno rispetto all'anno precedente.
Nel corso del 2026, anche la connettività aerea internazionale è stata influenzata dalla carenza di carburante per aerei e dal mutare delle condizioni operative. Compagnie aeree come World2Fly, Air France, Turkish Airlines, Iberia e Air Canada hanno sospeso o ridotto i voli verso Cuba in diversi momenti dell'anno.
Il contesto operativo per i visitatori internazionali è stato ulteriormente compromesso a giugno, quando le transazioni con Visa e Mastercard hanno cessato di funzionare a Cuba. Sono rimasti disponibili altri metodi di pagamento in valuta estera, tra cui contanti, carte prepagate cubane e carte internazionali Mir e UnionPay.
Il governo cubano ha annunciato misure volte ad ampliare la partecipazione al turismo in seguito al ritiro degli operatori internazionali. Queste includono la possibilità di nuove forme di coinvolgimento del settore privato nella gestione alberghiera, nel noleggio auto e nel trasporto passeggeri. Il governo ha inoltre annunciato un'imposta dell'1% sulle imprese che operano secondo le nuove disposizioni, con l'obiettivo di sostenere la sostenibilità del turismo e la promozione delle destinazioni.
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Club Med torna alla quotazione in Borsa. Fosun International ha infatti appena ottenuto l’approvazione iniziale dalla Borsa di Hong Kong per procedere con lo spin-off e la successiva quotazione sotto le insegne del brand "Club Med Lifestyle Group", che raccoglie Club Med e le altre società del gruppo attive nel comparto turistico.
Il ritorno
Some si legge su Reuters, Club Med rifà quindi capolino nel mercato borsistico a 11 anni dall'uscita di scena dalla Borsa di Parigi. Il collocamento a Hong Kong potrebbe andare in porto all’inizio del 2027 e preludere allo sviluppo successivo del brand, che mira a toccare quota 85 resort entro il 2030, per arrivare alle 100 strutture entro il 2035.
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