25 August 2026

Le low cost vogliono dettare l’agenda dei trasporti al governo italiano

L’associazione delle compagnie low cost ha incontrato il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Paola De Micheli. L’incontro ha ribadito la posizione delle compagnie low cost che insistono in modo pressante sulle risorse previste per Alitalia nel decreto rilancio che prevede investimenti per oltre 3,5 miliardi di euro per Alitalia, paragonandolo alla cifra stanziata per il comparto sanitario che è di 3 miliardi, e quindi facendo notare la disparità di trattamento. Per carità, ognuno può esprimere legittimamente il proprio parere e la propria preoccupazione, ma nessuno può pretendere di indirizzare l’agenda politica di uno stato sovrano.

Le compagnie aderenti, Blue Air, EasyJet, Norwegian, Ryanair, Volotea e Vueling, che rappresentano oltre il 50% del traffico aereo italiano di corto raggio e che impiegano oltre 6.000 dipendenti, ribadiscono che senza interventi per l’intero settore del trasporto aereo nel suo complesso, rischia di mettere in crisi milioni di posti di lavoro, la competitività del mercato e l’offerta rivolta ai cittadini. Il tono è leggermente ostile: come a dire noi siamo questi, se non ci accontentate succederanno disastri. Io invece non credo che succederà niente, perché le low cost in Italia fanno affari, specialmente se si guarda ai i 391 milioni di incentivi aeroportuali (Fonte Corriere della Sera) che entrano nelle loro casse. Si può essere anche d’accordo con i low cost, ma anche loro devono riconoscere i privilegi di cui hanno beneficiato in questi anni. Altrimenti i discorsi sono sfalzati.

A questo punto Aicalf ha presentato nuovamente al governo le proprie proposte per modificare ciò che loro intendono come distorsioni e gli aspetti discriminatori attualmente presenti nel DL Rilancio: estendere la possibilità di accedere al Fondo di ristoro per il trasporto aereo a tutti i vettori con licenza europea stabiliti in Italia, riconoscere pienamente la validità dei contratti aziendali già stipulati dai vettori aerei con le organizzazioni sindacali più rappresentative e sospendere l’imposta comunale sui passeggeri per supportare l’auspicato incremento del traffico aereo verso le diverse regioni italiane.

 Le proposte sono ora all’attenzione della Ministra De Micheli e saranno la base di un prossimo incontro che dovrebbe svolgersi entro una decina di giorni.

I vettori aderenti ad AICAF hanno confermato la loro volontà di continuare a investire nel Bel Paese per garantire, già da questa estate, il ritorno di viaggiatori e turisti lungo la penisola, a condizione che i livelli di competitività del mercato rimangano, senza distorsioni, quelli costruiti negli anni. In altre parole: tutto deve continuare come prima. 

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