27 March 2026

Gruppo FS: 16 miliardi di euro di investimenti nel 2023

Luigi Ferraris, ad del gruppo Fs

FS Italiane si conferma un gruppo dai grandi numeri. “Il 2023 si è chiuso con 16 miliardi di euro di investimenti segnando un anno record per il Gruppo FS in termini di capacità e sviluppo”, ha spiegato l’ad Luigi Ferraris nel corso del suo intervento a Italia genera futuro, organizzato dal Corriere della Sera.

Ferraris ha poi parlato della sempre maggiore presenza del Gruppo all’estero (Francia, Spagna ed UK) e dei traguardi del Polo Logistica, diventato il secondo operatore merci in Germania dopo l’acquisizione di Exploris da parte di TX Logistik.

Abbiamo bisogno di nuova capacità perché il trasporto di merci su rotaia è il 10% ed è molto basso rispetto alla media europea del 20%, rischiamo di congestionarci”, commenta l’Ad a proposito della situazione italiana, rimarcano che gli investimenti nella rete logistica sono “l’elemento più critico” e che il Paese necessita n di “investimenti per collegare porti e aeroporti al reticolo industriale del Paese”.

Il numero uno del Gruppo FS ha voluto anche sottolineare il “ruolo strategico ” dell’Italia come “hub del Mediterraneo”.

Hub

“Il nostro Paese ha geograficamente un ruolo strategico perché è al centro del Mediterraneo. – ha spiegato – Ora stiamo soffrendo per quello che sta succedendo nel Canale di Suez e vediamo già degli effetti sia sul costo del noleggio delle grandi navi, ma anche sulla frequenza e sul numero di traffici e questo si ripercuote in una diminuzione nei volumi di trasferimento.

Una volta superata questa crisi saremo nuovamente centrali con i nostri porti e dobbiamo essere centrali attraverso investimenti in infrastrutture che colleghino i nostri porti e aeroporti con il reticolo industriale del Paese e dell’Europa”.

Ferraris ha fatto cenno anche ad un ambizioso piano assunzioni che prevede l’ingresso di 40mila nuove figure professionali in dieci anni. “C’è bisogno di risorse specializzate – ha sottolineato – per questo abbiamo lanciato una serie di iniziative insieme ai ministeri competenti per riprendere le scuole professionali, rivalutarle e creare una domanda di tecnici favorendo una combinazione tra scuola e lavoro”.

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