Avianca e Taca, al via la fusione
9 febbraio 2010 13:10
Fusione tra la compagnia aerea colombiana Avianca e la salvadoregna Taca dopo il via libera governativo: la nuova società Avianca-Taca farà base a Bahamas e sarà posseduta per il 67% da Synergy Aerospace (azionista di maggioranza di Avianca) e per il 33% dall’azionista di maggioranza di Taca, Kingsland Holding. La compagnia non prevede al momento cambi di nome o di marchio.
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[post_content] => Controvento – Ft Collection sarà presente all’interno dell’African Village con due desk per i suoi clienti Southern Sun, catena alberghiera leader in Sudafrica con 90 strutture da 3 a 5 stelle e Sense of Africa, operatore turistico africano leader nel settore, parte della prestigiosa Tourvest Holding.
Le novità
Southern Sun, la principale catena alberghiera Sudafricana comprende oltre 90 strutture da 3 a 5 stelle ubicate nei principali 3 hub del paese: Cape Town, Johannesburg & Durban. In particolare a Cape Town, il Southern Sun The Cullinan si trova in posizione strategica nel cuore della città, mentre il SunSquare City Bowl offre una soluzione ideale per chi desidera combinare la scoperta della città con un soggiorno dinamico e funzionale.
A Johannesburg, il Sandton Sun & Towers rappresenta uno dei punti di riferimento dell’ospitalità di alto livello nel quartiere di Sandton. Sempre a Johannesburg, il 54 on Bath, boutique hotel di carattere, propone un’esperienza più intima ed esclusiva.
A Durban, infine, il Beverly Hills rappresenta una vera icona dell’hotellerie sudafricana.
Tra le novità di maggiore interesse per il mercato italiano spicca il completo rinnovamento del Paradise Sun di Seychelles, storico resort Southern Sun situato sull’isola di Praslin. Un intervento, dalle camere, agli spazi comuni e al ristorante, che ha rinnovato gli spazi e l’esperienza degli ospiti, mantenendo al tempo stesso l’identità della struttura e il suo rapporto con l’ambiente naturale e la cultura creola dell’arcipelago. Proprio l’Italia si conferma uno dei principali mercati di riferimento per il Paradise Sun, grazie a una domanda particolarmente interessata alla combinazione tra mare, natura, autenticità e qualità dell’ospitalità.
Sense of Africa: il dmc parte di Tourvest, principale holding turistica del Sudafrica, sarà presente al Ttg Travel Experience con Veronica Brown, Sales Executive Italy della divisione Sudafricana che cura anche Botswana, Zambia, Zimbabwe e Mozambico, per incontrare tour operator, agenzie di viaggio e professionisti del settore e presentare la propria proposta dedicata all’organizzazione di viaggi in Africa. Con regional offices indipendenti presenti in Sudafrica, Namibia, Botswana e Africa Orientale – Kenya, Tanzania, Rwanda e Uganda –, Sense of Africa dispone di una struttura capace di garantire un forte know-how delle destinazioni e una gestione diretta dei servizi sul territorio. A questa presenza locale si affianca una proposta pensata per rispondere alle esigenze del trade internazionale. L’offerta copre infatti tutte le principali tipologie di viaggio: dai Fit ai programmi tailor made, fino a gruppi, viaggi incentive e mice, con la possibilità di costruire itinerari complessi e combinati in più paesi. Particolare attenzione è dedicata anche al mercato italiano attraverso le partenze seat in coach garantite con minimo due partecipanti.
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Non solo archeologia, natura e alta gastronomia: il Perù arricchisce la sua offerta lanciando la Ruta del Pisco. Presentato a Milano un percorso enogastronomico d'autore che attraversa le regioni produttrici del celebre distillato combinando bodegas storiche, resort di lusso, tradizioni millenarie e meraviglie paesaggistiche.
Forte del successo ai World Travel Awards 2025, dove è stato eletto per la tredicesima volta migliore destinazione culinaria del mondo, il Perù non offre solo archeologia e natura, ma un’esperienza sensoriale completa. La Ruta del Pisco si snoda lungo la costa meridionale (nelle regioni di Lima, Ica, Arequipa, Moquegua e Tacna), invitando i viaggiatori a esplorare vere e proprie "cantine-museo" ad altissimo valore culturale ed esperienziale e a comprendere il valore di un'acquavite protetta da una denominazione d'origine.
Il segreto di questo distillato risiede interamente nella terra: viene infatti ricavato esclusivamente da otto varietà di uve locali, suddivise tra le aromatiche Italia, Torontel, Moscatel e Albilla, e le non aromatiche Quebranta, Negra Criolla, Mollar e Uvina. Il Pisco prodotto al 100% da mosto fresco non prevede l'aggiunta di acqua o zuccheri, né l'invecchiamento in legno, preservando una purezza aromatica ineguagliabile.
Jorge Llosa, consigliere economico e commerciale di PromPerù in Italia, ha illustrato il profondo legame tra l'identità del Paese e la sua offerta turistica: «Il Pisco è parte fondamentale dell'identità peruviana, il vero spirito del nostro Paese. La cucina e le nostre tradizioni sono nate da una ciotola in cui abbiamo mescolato influenze da tutto il mondo: Inca, spagnoli, italiani, cinesi e giapponesi, creando fusioni uniche come la cucina nikkei. Il Perù offre una combinazione straordinaria: il turista può visitare la storia a Machu Picchu, addentrarsi nella foresta amazzonica, fare trekking ad Ancash o rilassarsi sulle spiagge del nord, e ovunque andrà troverà comunità orgogliose del proprio cibo e un servizio eccellente a prezzi accessibili. La Ruta del Pisco non è solo una degustazione, ma un'estensione di viaggio memorabile, arricchita da resort di lusso, benessere e attività come il sandboarding a Huacachina».
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(Anna Morrone)
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[post_content] => Air Europa partecipa a The Aviation Challenge, l’iniziativa promossa dall’alleanza SkyTeam. In occasione della quinta edizione, la compagnia partecipa con due voli su altrettante rotte rappresentative del proprio network in America e in Europa, mettendo alla prova diverse misure volte a ridurre le emissioni, migliorare l’efficienza operativa e promuovere l’economia circolare.
La compagnia spagnola ha avviato una collaborazione con una ong locale per evidenziare l’importanza di generare un impatto sociale positivo nelle destinazioni in cui opera. Il primo volo si è svolto lo scorso 22 settembre, collegando Madrid a Salvador de Bahia, in Brasile, con un Boeing 787 Dreamliner. Il secondo sarà operato questo venerdì sulla rotta Madrid-Amsterdam con uno dei nuovi Boeing 737 MAX della compagnia.
Tra le misure adottate figurano l’utilizzo di Saf, l’ottimizzazione delle rotte e dei profili di volo per ridurre il consumo di carburante e pianificarne correttamente il carico, nonché l’impiego dello strumento OptiClimb per minimizzare i consumi durante la fase di salita.
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La dimensione sociale rappresenta un altro degli assi fondamentali della partecipazione di Air Europa a Tac 2026. In occasione del volo verso Salvador de Bahia, la compagnia ha avviato una collaborazione con la ong Teto Brasil, organizzazione sociale impegnata nel miglioramento delle condizioni di vita delle comunità vulnerabili attraverso la costruzione di abitazioni di emergenza prefabbricate in legno e progetti di sviluppo comunitario. Durante il volo, i passeggeri sono stati invitati a partecipare effettuando donazioni volontarie a bordo.
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[post_content] => Patrimonio culturale, natura e sostenibilità sono gli asset su cui punta Genova per consolidare il proprio posizionamento turistico e rafforzare la destagionalizzazione. Una strategia che la città ha presentato nei giorni scorsi a Parigi, in occasione di Iftm Top Resa e di un incontro al quartier generale Unesco, mettendo al centro il concetto di un patrimonio “olistico”, che affianca alla dimensione storico-artistica quella naturalistica e delle tradizioni locali.
Il 2026 rappresenta inoltre un anno significativo per Genova, che celebra il ventennale dell'inserimento dei Palazzi dei Rolli e delle Strade Nuove nella Lista del Patrimonio Mondiale Unesco. Un anniversario che trova spazio nel calendario autunnale con i Rolli Days del 16-18 ottobre, quando saranno oltre 40 i palazzi aperti al pubblico.
«Il fatto che Genova si confermi nell'élite dell'innovazione europea ci conforta di essere sulla strada giusta», sottolinea l'assessora al Turismo Tiziana Beghin, ricordando anche la candidatura della città a European Capitals of Tourism 2027. Genova è infatti l'unica italiana tra le otto finaliste selezionate per l'edizione 2027, insieme ad Aalborg, Braga, Konya, Lubiana, Leopoli, Salisburgo e Sofia. Il verdetto è atteso a Bruxelles il 18 e 19 novembre.
Dalla città ai crinali
Uno degli assi sui quali Genova sta investendo è quello dell'outdoor. Il progetto Genova Outdoor punta a collegare il centro storico con la rete di sentieri, forti e crinali che circondano la città, fino ai percorsi dell'Alta Via dei Monti Liguri. Un'offerta che comprende escursioni di diversa difficoltà, trail running e mountain bike, con infrastrutture come il bike hub del Forte Begato.
L'obiettivo è ampliare la fruizione turistica oltre il centro storico e la stagione estiva, valorizzando un patrimonio naturale che comprende anche il Beigua Unesco Global Geopark, il Parco delle Mura e i parchi storici di Nervi e Pegli.
A questa dimensione si aggiunge quella delle botteghe storiche e dei locali di tradizione: l'albo comunale conta oggi 120 attività riconosciute, 75 botteghe e 45 locali, dopo 20 nuovi ingressi nel 2026.
Un autunno ricco di appuntamenti
Il calendario dei prossimi mesi contribuisce a sostenere il progetto di destagionalizzazione. A Palazzo Ducale è già aperta la World Press Photo Exhibition 2026, mentre dal 16 ottobre sarà visitabile la mostra «Renoir, Monet, Toulouse-Lautrec, Cézanne – 200 anni di Arte dalla Collezione Scharf», con oltre 140 opere.
Dal primo al 6 ottobre torna invece il Salone Nautico Internazionale di Genova, giunto alla 66ª edizione, in una città interessata dalla trasformazione del Waterfront di Levante. Dal 2 ottobre all'8 novembre sarà poi la volta di Ottobre Paganini, festival diffuso dedicato al compositore e violinista genovese.
Tra gli altri appuntamenti, gli Staglieno Days del 26 e 27 settembre e, fino a ottobre, le celebrazioni per i 180 anni di Villa Durazzo Pallavicini.
La combinazione tra eventi, patrimonio e outdoor rappresenta quindi una delle direttrici attraverso cui Genova punta a distribuire maggiormente i flussi nel corso dell'anno, facendo leva su un'offerta che va oltre il tradizionale prodotto città d'arte e mare.
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[post_content] => Oltre 42 milioni di euro di fatturato, +5% sull’esercizio precedente, 905 partenze e più di 7mila viaggiatori su 100 destinazioni.
I numeri sono stati presentati alla convention di Reggio Calabria, che ha riunito oltre 100 partecipanti, tra agenzie e partner. Accanto ad Accenture, con cui Kel 12 ha avviato un percorso dedicato all’innovazione tecnologica e alla personalizzazione della consulenza, erano presenti Redion, Ita Airways, Qatar Airways e Singapore Airlines.
Kel 12 chiude il 2025/2026 in crescita, nonostante un anno complesso sul fronte internazionale, e guarda al nuovo esercizio con prenotazioni già in buon andamento. Più ancora del risultato complessivo, però, è il mix dei ricavi a raccontare dove si sta spostando il business: i Viaggi con Esperto valgono circa il 50% del fatturato, i Private Journeys il 14-15% e continuano a crescere, mentre Unique Collection, Dune e Active rappresentano le linee sulle quali l’operatore individua ulteriori margini di sviluppo.
Per la distribuzione è una fotografia significativa: mentre la componente più 'standard' del viaggio diventa sempre più accessibile, confrontabile e - probabilmente molto presto - anche acquistabile attraverso sistemi di AI, la crescita si concentra dove servono maggiori competenze, capacità di interpretazione e un prodotto che non possa essere ricondotto alla semplice somma di volo, soggiorno e visite.
È qui che la specializzazione torna a essere una leva commerciale, soprattutto quando riesce a tradursi in esperienze riconoscibili e difficilmente replicabili. «Con l’aumento del bisogno di autenticità, sicurezza e originalità – sottolinea Gianluca Rubino, ceo di Kel 12, durante la convention – siamo chiamati a individuare modalità di sviluppo del prodotto che lascino un segno distintivo nel mercato».
Rubino: «Tecnologia sì, ma al servizio delle adv»
Alla specializzazione del prodotto Kel 12 affianca una seconda leva: mettere a sistema il patrimonio di conoscenze costruito in quasi cinquant’anni e renderlo utilizzabile dalla rete distributiva. È in questa direzione che si inserisce l’investimento tecnologico del tour operator: a marzo 2027 arriveranno un nuovo ERP e un nuovo CRM, pensati per conoscere meglio i viaggiatori, organizzare le informazioni disponibili e farle dialogare con ciò che le agenzie già sanno dei propri clienti.
Il modello parte dall’integrazione di due patrimoni diversi ma complementari: la conoscenza delle destinazioni e del prodotto del tour operator e quella delle persone, delle aspettative e delle motivazioni che appartiene alla rete. «Vogliamo preservare tutta la knowledge base di Kel 12 e metterla a disposizione delle agenzie - spiega Rubino rivolgendosi direttamente alla platea -. Non ci sarà nessuna AI capace di interpretare i bisogni e le emozioni del vostro cliente come fate voi».
Accenture: più informazioni non significano meno intermediazione
Il contesto di mercato lo ha tracciato Stefania Filippone, travel Italy & Greece lead di Accenture, partner di Kel 12. Il turismo continua a crescere nonostante il forte incremento dei costi degli ultimi anni e il valore si sposta sulla capacità di selezionare e verificare le informazioni, interpretare i bisogni del cliente, rassicurarlo, costruire una proposta coerente e assumersene la responsabilità, anche nella gestione degli imprevisti.
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Su questo terreno si innesta la lettura commerciale di Daniela Di Berardino, cco di Kel 12. Se il CRM permette di organizzare dati e comportamenti, resta decisiva la conoscenza qualitativa che nasce dalla relazione con il cliente. «Il cliente non è il destinatario finale del prodotto, è una parte integrante del processo. Ascoltiamo le destinazioni attraverso i product manager e i nostri partner, e poi ci sono gli agenti»: è dall’incontro tra queste conoscenze che, secondo Di Berardino, si costruisce la capacità di «ascoltare, interpretare e collegare», facendo incontrare il viaggio giusto con la persona giusta.
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Il prodotto resta il banco di prova: dal Nilo a Unique
Dati, ascolto e relazione diventano così la base sulla quale orientare la programmazione, perché la strategia di differenziazione sia evidente anche a scaffale. Sabina Migliori, cpo, ha ricordato come i Viaggi con Esperto restino il “marchio di fabbrica” dell’operatore: gruppi fino a 14 persone nei quali l’esperto agisce da vero mediatore culturale, sia quando conosce una destinazione da decenni, sia quando la interpreta attraverso competenze specifiche, dall’archeologia alla geologia.
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La stessa logica si ritrova, con un posizionamento differente, in Unique Collection. Chiara Rizzi, product manager, ha insistito sul fatto che strutture ed esperienze non vengono aggiunte alla fine di un itinerario già costruito, ma diventano il criterio stesso con cui il viaggio viene progettato. «Non scegliamo il lodge più bello o più lussuoso in assoluto, ma quello più adatto a vivere la destinazione. E le esperienze non vengono inserite a caso: spesso sono proprio la ragione per cui abbiamo deciso di costruire l’itinerario in quel modo». Nel 2027 Unique crescerà con Botswana e Zambia, entrambi già aperti alle vendite.
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[post_content] => I dati preliminari di Turismo Irlandese sul mercato italiano indicano una crescita del 44% anno su anno da gennaio a luglio 2026. A sostenere la domanda hanno contribuito la percezione dell’Irlanda come destinazione vicina, accogliente e sicura e la crescente verso mete con un clima più fresco e temperato nei mesi estivi.
Un altro dato particolarmente rilevante è la permanenza media di 10 notti registrata nel 2025, un indicatore che evidenzia la capacità della destinazione di incentivare soggiorni prolungati.
Dublino rimane il principale punto di accesso, ma i flussi italiani interessano considerevolmente anche gli aeroporti di Belfast, Ireland West Airport Knock, Shannon e Cork da cui partono collegamenti diretti con l'Italia.
Mentre l'estate 2026 ha visto un incremento del 6% sui voli diretti, per l'inverno 2026/27 i principali operatori aerei hanno confermato tutte le rotte, che si prevedono in incremento del 4%, raggiungendo 410.000 posti rispetto all'inverso 2025.
Roma contribuirà in modo particolare a questa crescita, raggiungendo 120.000 posti, il 13% in più, mentre il nuovo collegamento easyJet Roma-Belfast, attivo dal 23 ottobre, offrirà un accesso diretto all’Irlanda del Nord e nuove opportunità per la costruzione di itinerari sull’intera isola.
Una delegazione di 11 partner incontra il trade al Ttg di Rimini
Il nucleo operativo dei servizi a terra è rappresentato dalle Destination Management Companies, figure chiave per la creazione di itinerari su misura per il pubblico italiano. Tra questi figurano realtà di primo piano come 360 Travel Design, Abbey - The Destination Experts e Holiday Ireland Tours, a cui si affianca l'esperienza mirata di Irlanda in Italiano. Sul fronte della connettività e dei trasporti, un ruolo fondamentale è ricoperto dal vettore Aer Lingus, mentre l'ospitalità e la ricettività di alto livello sono rappresentate dal gruppo Talbot Collection.
Gli operatori italiani potranno approfondire l'offerta di siti di straordinario fascino come Hillsborough Castle and Gardens, la celebre Saint Patrick's Cathedral e i progetti di tutela del National Trust Northern Ireland. Non mancano le esperienze naturalistiche e le eccellenze produttive locali, rappresentate quest'anno da Killary Fjord Boat Tours e dalla distilleria artigianale The Boatyard Distillery.
I viaggiatori del Belpaese dimostrano infatti un'attenzione straordinaria per il settore gastronomico, arrivando a destinare al food & beverage ben il 35% della spesa turistica complessiva nel corso del 2025. Proprio per valorizzare questo segmento culinary e celebrare il lancio del nuovo volo diretto su Belfast, lo stand ospiterà un'esclusiva degustazione di gin curata dagli esperti di Boatyard Distillery.
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«La presenza in fiera dei nostri undici partner è la dimostrazione tangibile dell'importanza che l’Italia riveste per il turismo irlandese - commenta Marcella Ercolini, Direttrice di Turismo Irlandese in Italia -. Siamo entusiasti per la consolidata capacità dei collegamenti aerei invernali, a cui si aggiunge la nuova rotta Roma-Belfast di EasyJet. In questo contesto di forte dinamismo, siamo felici di trovare l'Irlanda ancora una volta in evidenza nelle classifiche globali, con il recente riconoscimento Best in Travel 2027 assegnato da Lonely Planet a Killary Fjord nel Connemara, una gemma naturalistica che testimonia il valore autentico delle esperienze che siamo in grado di offrire».
A supporto di una forte strategia di destagionalizzazione, Turismo Irlandese lancia la campagna di comunicazione Winter in Ireland, sostenuta anche dalla forte connettività aerea invernale.
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A questo posizionamento si affiancano, come asset commerciali strategici per il mercato italiano, i segmenti Culinary e Luxury. Da un lato si valorizza la cultura enogastronomica, assecondando la forte propensione dei viaggiatori italiani che dedicano al food & beverage una quota importante del proprio budget. Dall'altro si promuove un'offerta d'alta gamma basata su un'ospitalità di eccellenza, con asset come il volano del golf, comparto d'eccellenza che vede l'isola già al centro dell'attenzione internazionale in vista della prestigiosa Ryder Cup 2027, ospitata da un tempio del lusso irlandese come il resort cinque stelle Adare Manor. Importante per il versante luxury è anche la capacità di disegnare esperienze esclusive ad alto valore aggiunto legate a produzioni irlandesi artigianali come il food& beverage, la gioielleria e l’abbigliamento. L'unione di queste proposte permette al trade di destagionalizzare i flussi, offrendo itinerari tematici di alto valore tutto l'anno.
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[post_content] => “Tenerife Experience: un viaggio sensoriale tra territorio e alta cucina”: in altre parole un invito a scoprire l’isola attraverso la sua gastronomia, la sua cultura e la ricchezza del suo patrimonio naturale.
Questo il tema al centro dell'incontro che si è recentemente svolto a Milano, con la partecipazione di Blanca Pérez-Sauquillo, direttrice dell’Ente del Turismo Spagnolo a Milano e Console aggiunta dell’Ambasciata di Spagna in Italia, che ha sottolineato la ricchezza e la diversità di Tenerife e l’importanza di offrire al pubblico italiano una visione più ampia dell’isola, dove natura, cultura, gastronomia e lifestyle si fondono in un’identità unica e contemporanea.
All'evento ha partecipato Dimple Melwani, ceo di Turismo de Tenerife, che ha illustrato le principali linee di evoluzione della destinazione e il suo impegno verso un modello turistico sempre più orientato a un rapporto autentico e profondo con l’isola. Una strategia che valorizza il patrimonio naturale e culturale di Tenerife, insieme a una gastronomia sempre più riconosciuta e a un’offerta capace di rispondere ai nuovi modi di viaggiare e di vivere una destinazione.
Tenerife si racconta oggi attraverso un modo nuovo di vivere il viaggio, dove natura, cultura, gastronomia e lifestyle si incontrano in un’esperienza autentica e contemporanea.
L’isola offre un patrimonio straordinariamente vario: dai paesaggi vulcanici del Teide, Patrimonio Mondiale Unesco, alla costa atlantica, fino al Parco Rurale di Anaga, Riserva della Biosfera, e al Parco Rurale di Teno, due territori di straordinaria bellezza, caratterizzati da paesaggi spettacolari, sentieri immersi nella natura, profonde gole e piccoli villaggi che conservano intatta l’identità dell’isola. A questo patrimonio naturale si aggiunge la Cueva del Viento, uno dei più importanti sistemi di grotte vulcaniche d’Europa, testimonianza della forza e della storia geologica di Tenerife.
È un’isola da vivere attraverso esperienze che mettono in relazione il territorio con i suoi protagonisti: chef, vignaioli, artigiani, produttori e professionisti dell’ospitalità contribuiscono a costruire un racconto sempre più contemporaneo, senza perdere il legame con le proprie radici.
A questa ricchezza si affianca un’offerta di ospitalità sempre più orientata al turismo esperienziale, tra boutique hotel, dimore storiche, resort di alta gamma e strutture dedicate al benessere. Anche la gastronomia occupa un ruolo sempre più centrale in questo percorso. Prodotti locali, tradizioni canarie e creatività contemporanea si incontrano nelle cucine di una nuova generazione di chef, dando vita a una proposta gastronomica che valorizza il territorio e ne interpreta l’evoluzione.
Il risultato è una destinazione dal carattere cosmopolita ma profondamente legata alle proprie radici, ideale per chi cerca autenticità, cultura, alta gastronomia e nuove forme di lifestyle, attraverso esperienze capaci di andare oltre i luoghi più conosciuti e di raccontare Tenerife attraverso i suoi sapori, i suoi paesaggi e le sue persone.
Al centro dell’esperienza, un pranzo sensoriale esclusivo firmato dallo chef Diego Schattenhofer, stella Michelin e alla guida di Taste 1973, presso l’Hotel Europe Villa Cortés.
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Dubai guarda alla seconda parte del 2026 con una domanda in ripresa e una strategia che punta sempre più sulla capacità di leggere i singoli mercati. Nei primi otto mesi dell’anno la destinazione ha accolto 6,97 milioni di visitatori internazionali, di cui circa 869 mila nel solo agosto, il dato mensile più alto da febbraio. Sul fronte alberghiero, da gennaio ad agosto sono state registrate 21,61 milioni di room nights occupate, mentre l’occupazione ad agosto ha raggiunto il 66%.
A raccontare numeri e strategie è stata Hoor Al Khaja, senior vice president international operations di Dubai Corporation for Tourism and Commerce Marketing (Dctcm), intervenuta all’Arabian Travel Market 2026.
Uno degli elementi sottolineati da Al Khaja è la diversificazione della domanda. Dubai continua infatti a lavorare su oltre 80 mercati internazionali, sostenuta dalla connettività di Emirates e degli altri vettori. Nei primi otto mesi l’Europa occidentale rappresenta il 20% degli arrivi internazionali, confermandosi il principale bacino regionale.
«Abbiamo sempre avuto un approccio diversificato ai mercati», ha spiegato Al Khaja, sottolineando come rispetto al 2025 il market mix sia rimasto sostanzialmente stabile, senza spostamenti significativi della domanda da un mercato all’altro.
Italia, avanti con il trade
In questo quadro, l’Italia resta uno dei mercati sui quali Dubai continua a investire. «L’Italia è uno dei mercati nei quali siamo molto attivi», ha sottolineato Al Khaja, citando il lavoro con la distribuzione e il programma sviluppato insieme a Emirates per coinvolgere e premiare gli agenti che vendono Dubai.
La strategia cambia in funzione dei singoli mercati. «Non abbiamo una strategia uguale per tutti», ha spiegato. Le attività vengono calibrate sulla situazione dei diversi Paesi, sulla connettività e sulle condizioni che determinano il momento più opportuno per tornare a promuovere pienamente la destinazione.
Il lavoro comprende workshop, roadshow, eventi e campagne, riattivati progressivamente nei diversi mercati.
La connettività resta decisiva
In questo scenario l’aviazione continua a rappresentare un elemento centrale. Il 97% della rete globale di Emirates è tornato operativo, con 138 destinazioni in 72 Paesi e oltre 1.600 voli settimanali.
Per Dubai, la rete aerea consente di mantenere attivi numerosi mercati contemporaneamente. Al Khaja ha inoltre sottolineato come l’allentamento degli avvisi di viaggio in diversi mercati stia contribuendo alla progressiva ripresa.
Non solo numeri
La strategia di lungo periodo guarda alla città nel suo complesso. L’obiettivo, ha spiegato Al Khaja, è fare di Dubai una delle migliori città al mondo non soltanto da visitare, ma anche in cui vivere, investire e lavorare.
È questa la cornice nella quale si inseriscono gli investimenti in infrastrutture, accessibilità, sostenibilità e qualità dell’esperienza. Il viaggiatore di oggi, secondo Al Khaja, è infatti più informato e selettivo e valuta una destinazione sulla base di elementi che vanno oltre prezzo, budget e posizione.
Dubai continua quindi a lavorare sull’evoluzione dell’offerta, puntando su segmenti differenti, dal leisure al luxury, dallo sport agli stopover, fino ai comparti emergenti del wellness e della longevity.
Lo stopover, in particolare, rappresenta una componente importante: può ridurre la durata media del soggiorno, ma consente di intercettare viaggiatori internazionali che scelgono Dubai anche come tappa del proprio itinerario.
Mice, il quarto trimestre si annuncia intenso
Anche il business travel e il Mice continuano a rappresentare una componente importante della domanda.
Al Khaja ha spiegato che alcuni eventi fortemente legati alla presenza internazionale sono stati rinviati, ma non cancellati. In alcuni casi gli appuntamenti sono stati semplicemente spostati più avanti nel calendario o al 2027.
Il quarto trimestre si presenta quindi con un calendario particolarmente intenso, che affianca agli appuntamenti business anche quelli leisure e sportivi.
I residenti diventano ambasciatori
Tra le iniziative raccontate da Al Khaja c’è A Dubai Invite, il programma che ha coinvolto direttamente i residenti, invitandoli a portare in città amici e familiari dall’estero.
L’iniziativa ha raccolto oltre 90 mila candidature. Il progetto nasce dalla volontà di coinvolgere direttamente i residenti nella promozione della destinazione, facendo leva sul segmento dei viaggi per visitare amici e familiari.
Dubai ospita persone provenienti da oltre 200 nazionalità, una dimensione multiculturale che, secondo Al Khaja, rappresenta una delle caratteristiche distintive della città.
Una strategia costruita sui singoli mercati
È questo uno degli elementi centrali dell’intervento di Al Khaja: Dubai non applica una formula unica alla propria promozione internazionale, ma adatta tempi e strumenti alle caratteristiche dei singoli mercati.
Un approccio che assume particolare rilevanza anche alla luce dell’attuale contesto internazionale. Al Khaja ha spiegato che i team di Dubai monitorano le condizioni dei singoli mercati e decidono quando tornare a investire nelle attività promozionali sulla base di elementi concreti, dalla disponibilità dei voli agli eventuali avvisi di viaggio e alla propensione delle persone a viaggiare.
«Non andiamo a promuovere Dubai in un mercato dove non ci sono voli o dove esiste ancora un travel advisory e le persone sono preoccupate», ha spiegato la manager. L’obiettivo è quindi riattivare progressivamente le attività quando le condizioni dei singoli mercati lo consentono, senza applicare lo stesso calendario a tutti.
Questo si traduce in workshop, roadshow, eventi e campagne, già ripartiti in diversi Paesi.
Per l’Italia il quadro è quindi quello di un mercato nel quale le attività sono già ripartite e il lavoro con la distribuzione prosegue, all’interno di una strategia che punta a mantenere diversificata la domanda e a intercettare segmenti e occasioni di viaggio differenti.
I 6,97 milioni di visitatori dei primi otto mesi raccontano una fase di ripresa della domanda. Dietro il dato ci sono il progressivo ripristino della connettività, un’offerta che continua a evolversi e un lavoro sempre più calibrato sulle caratteristiche dei singoli mercati.
(Quirino Falessi)
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[post_content] => Air India entra in una fase decisiva della ristrutturazione: il gruppo Tata ha affidato - ad inizio agosto - la direzione generale della compagnia a Tewolde Gebremariam (nella foto), l’artefice del successo di Ethiopian Airlines, mentre il suo azionista di minoranza Singapore Airlines si mostra più esigente prima di erogare nuovi fondi.
N. Chandrasekaran, presidente di Tata Sons e di Air India, spiega in una nota che la compagnia ha completato la fase iniziale di «stabilizzazione, integrazione e impegni relativi alla flotta» sotto la guida di Campbell Wilson e che ora sta entrando in una fase «critica di attuazione ed espansione».
Air India motiva quindi questo cambio al comando non come una rottura, ma come il passaggio da un percorso di risanamento a una fase di industrializzazione del proprio modello.
Lo stesso Tewolde Gebremariam ha sottolineato la portata del progetto: «È un grande onore che mi sia stata affidata la guida di Air India in un momento così storico del suo percorso», si legge nel comunicato della compagnia. Promette di lavorare sull’«affidabilità operativa», sull’ospitalità indiana e su una crescita sostenibile a lungo termine.
Campbell Wilson, ex dirigente di Singapore Airlines, lascia una compagnia profondamente trasformata nelle sue strutture, ma ancora molto lontana dal pareggio economico. Da quando è stata rilevata da Tata, Air India ha intrapreso un ampio processo di modernizzazione della propria identità, ha effettuato investimenti nella flotta e ha portato avanti l’integrazione di Vistara, la joint venture tra Tata e Singapore Airlines.
Tale integrazione rientra in una strategia più ampia di Tata volta a riunire sotto un unico marchio le attività full-service, mentre Air India Express concentra l’offerta low cost del gruppo.
Il gruppo Tata intende trasformare la compagnia in un attore globale in grado di intercettare meglio i flussi tra India, Europa, Nord America, Asia e Australia, avvalendosi in particolare dei principali aeroporti indiani. La ricostruzione della compagnia è quindi strettamente legata all’ambizione di Nuova Delhi di rafforzare il ruolo del Paese nel trasporto aereo internazionale. Tra le priorità del vettore indiano il miglioramento della puntualità, il rinnovo delle cabine, la qualità dell’ospitalità e la connettività globale.
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