24 September 2021

Alitalia-Ita: corsa (a ostacoli) contro il tempo e l’Unione europea

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Alitalia

Il decollo di Ita, a valle di un’intesa tra il governo italiano e l’Unione europea che certifichi la discontinuità aziendale fra la newco e l’Alitalia commissariata dal maggio 2017, si è ormai trasformato in una corsa contro il tempo. Da una parte per la “vecchia” Alitalia le cui casse sono praticamente vuote e potrebbe non resistere oltre la fine di aprile, dall’altra per Ita che col passare delle settimane potrebbe non essere più in grado di “approfittare” dell’attesa ripresa estiva per il suo lancio.

Fonti del governo, citate tra ieri e oggi dalla stampa nazionale, puntano il dito contro i troppi paletti imposti dalla commissaria Ue alla concorrenza, Margrethe Vestager (se confrontati con quanto recentemente richiesto ad altri vettori europei per ottenere aiuti di stato a causa della pandemia): i numerosi incontri tra i ministri coinvolti –  Giancarlo Giorgetti, Daniele Franco ed Enrico Giovannini – in sede europea non ha portato a un accordo non eccessivamente penalizzante sul piano industriale di Ita.

L’Ue insiste su marchio, programma fedeltà MilleMiglia, handling, manutenzione e i preziosi slot di Linate: tutti asset strategici per la nascita di Ita, che rendono però il progetto “insoddisfacente” in quanto non garantirebbe la discontinuità tra Alitalia e newco.

Ora, più che mai d’urgenza, il governo – non intenzionato a nuovi finanziamenti pubblici – punta a riaprire un confronto con l’Ue sul nuovo piano di Ita, che potenzialmente potrebbe prevedere anche il passaggio in affitto dell’intera divisione aviation di Alitalia alla newco (per il quale servirebbe comunque il via libera dell’Ue.




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