25 April 2026

Alitalia: cassa integrazione per 3.960 dipendenti e proroga per la vendita

Alitalia

Alitalia chiede una nuova cassa integrazione straordinaria per quasi 3.96 dipendenti, anche a causa dell’emergenza coronavirus. La compagnia chiede quindi altri sette mesi di cigs, dal 24 marzo al 31 ottobre. Si tratta – come spiega l’Ansa – di 1.175 persone (di cui 70 comandanti 95 piloti e 340 assistenti di volo e 670 del personale di terra), cui vanno ad aggiungersi altri 2.785 per imprevisti legati all’emergenza coronavirus: 143 comandanti, 182 piloti, 780 assistenti di volo, 1680 personale di terra. 

Secca la prima risposta dei sindacati: “Respingiamo ogni ipotesi di cassa integrazione per circa 4 mila lavoratori“, dichiara il segretario nazionale della Filt Cgil Fabrizio Cuscito. “Alla luce di questa situazione serve un intervento immediato dei ministeri dello sviluppo economico, delle infrastrutture e trasporti e del lavoro per il rifinanziamento Fondo di solidarietà del trasporto aereo e per un intervento strutturale sulla situazione del settore, in particolare per la risoluzione delle crisi delle due principali compagnie aeree del paese. Dove è finito il tanto sbandierato rilancio?“.

“Lo sciopero generale del settore del prossimo 2 aprile – conclude – è confermato e sarà il primo di una lunga serie, se non si mette mano a un piano di investimenti ed alla regolazione del settore penalizzato anche dalla vicenda legata al coronavirus. Occorre un’assunzione di responsabilità da parte del Governo che da troppi anni è assente nelle politiche industriali del trasporto aereo e anzi ha lasciato, nonostante le nostre innumerevoli denunce, che un patrimonio così importante per il Paese piombasse nel caos e nella totale destrutturazione di tutto il tessuto del lavoro”.

Tempi più lunghi del previsto infine per il bando di gara per la vendita della compagnia. Secondo quanto riportato da Milanofinanza.it al fine di “preservare e garantire la continuità aziendale” il commissario Giuseppe Leogrande avrebbe presentato un’istanza “al competente ministero dello Sviluppo economico volta ad ottenere la proroga di un anno del termine ultimo previsto per dare esecuzione al programma, portando tale termine al 23 marzo 2021”. Spetterà al Mise decidere se accogliere o meno la richiesta.

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