Chinasia e Air China Italy: 30 anni di collaborazione e professionalità
13 luglio 2016 10:30
Air China ha da poco celebrato i 30 anni di attività: il 30 giugno 1986 da Pechino decollò infatti il primo volo su Roma. Per l’occasione la compagnia ha premiato la professionalità del tour opoerator Chinasia, da sempre un punto di riferimento turistico sulla destinazione. «Condividiamo con Air China Italy il merito di un successo che ha reso Chinasia Tour Operator leader sul mercato italiano per i viaggi in Cina – ha dichiarato Laura Grassi, amministratore unico del tour operator -. Grazie per l’importante riconoscimento e continuiamo a “volare” insieme verso il futuro».
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Sebbene la domanda mostri una forza strutturale, è sempre più disomogenea tra le regioni, con crescenti limitazioni di capacità.
«Le previsioni inviano un chiaro segnale alla comunità aeronautica mondiale: senza un'azione coordinata, la crescita a lungo termine non è garantita”, ha affermato Justin Erbacci, direttore generale di Aci World -. Per soddisfare la domanda in aumento, il settore deve accelerare gli investimenti nelle infrastrutture aeroportuali, nella capacità dello spazio aereo e nella resilienza operativa, rafforzando al contempo la collaborazione tra aeroporti, compagnie aeree, governi, autorità di regolamentazione e partner industriali.
«Investimenti insufficienti per soddisfare la domanda prevista comporterebbero la perdita di opportunità di sviluppo economico a livello regionale e nazionale. L'aviazione svolge un ruolo centrale nello sviluppo economico globale (3,9% del Pil globale;).
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Un nuovo, importante passo in avanti sul percorso della sostenibilità intrapreso da oltre un decennio dalla società di gestione dell’aeroporto di Milano Bergamo, che si inquadra nella propria “Net Zero Roadmap”, il piano di decarbonizzazione presentato ad Aci Europe nel maggio 2024, che prevede di raggiungere entro il 2045 le zero emissioni nette per le attività aeroportuali direttamente gestite.
La certificazione di quarto livello, oltre ad attestare la continua riduzione della impronta di CO₂ prodotta dalle attività aeronautiche e dai servizi svolti in ambito aeroportuale, riconosce l’avvenuto coinvolgimento attivo degli stakeholder. Si tratta di un elemento innovativo e obbligatorio per il Livello 4, che prevede il concorso di tutta la comunità aeroportuale al graduale ed efficace processo di decarbonizzazione.
La certificazione al Livello 4 richiede agli aeroporti di lavorare a stretto contatto con tutti i soggetti operanti nel proprio ecosistema, per condividere e sviluppare azioni comuni volte alla riduzione delle emissioni e alla transizione verso un modello a basse emissioni. In tal senso, SACBO si impegna a una significativa e misurabile diminuzione delle emissioni di gas serra, in coerenza con gli obiettivi di neutralità climatica, puntando ad abbassare non solo le emissioni dirette ma anche quelle indirette associate all’operatività dello scalo.
L’obiettivo è estendere le iniziative di riduzione delle emissioni a compagnie aeree, handlers, fornitori, autorità locali e partner strategici. È un livello che supera le logiche di riduzione relative per puntare a riduzioni assolute delle emissioni, richiedendo un impegno strutturale e a lungo termine.
«Questa nuova certificazione – dichiara il presidente di Sacbo, Giovanni Sanga - conferma la bontà e l’efficacia dell’azione che Sacbo conduce per dare concretezza ad una sostenibilità sempre più marcata, che trova evidenza nella riduzione delle emissioni di CO₂ e deriva anche dal processo di digitalizzazione e dalle opere infrastrutturali messe in atto dal gestore aeroportuale, oltre che dall’avvenuta introduzione di metodologie operative, in concorso con Enac ed Enav, che permettono il rispetto delle tempistiche e l’abbattimento dei tempi di attesa al suolo con motori accesi. Inoltre, giova ricordare che il precedente avanzamento al terzo livello della Airport Carbon Accreditation era stato ottenuto nel 2020, quando, pure operando nel periodo di emergenza sanitaria dovuta alla pandemia di Covid-19, il Gruppo Sacbo ha dato continuità al proprio impegno orientato alla sostenibilità ambientale».
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«I progressi verso il raggiungimento dell'obiettivo non saranno lineari, poiché ci sono ancora sfide relative alla disponibilità e all'accessibilità del Saf, lo strumento più importante del nostro toolkit per i prossimi dieci anni. Abbiamo la necessità di vedere rapidi progressi nel mercato dei Saf per sostenere le iniziative di decarbonizzazione dell'industria dell’aviazione - ha dichiarato Turkka Kuusisto, ceo di Finnair che prosegue - Il team di Finnair è impegnato a fare la propria parte per affrontare le sfide in gioco e lavoreremo con dedizione e determinazione per raggiungere il nostro nuovo obiettivo basato su dati scientifici».
In concomitanza con la definizione del nuovo obiettivo a medio termine, Finnair ha rivisto il suo obiettivo climatico a lungo termine, che prevede il raggiungimento della neutralità delle emissioni di carbonio entro il 2045. Dopo un'attenta valutazione, la compagnia ha deciso di allineare le proprie ambizioni climatiche a lungo termine con l'obiettivo comune del settore di raggiungere l'azzeramento delle emissioni di carbonio entro il 2050.
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Il regolamento Ue prevede un aumento graduale della quota obbligatoria di carburanti verdi dal 2% al 70% entro il 2050. A seguito di un voto in plenaria del Parlamento europeo, il Consiglio dell'Ue ha approvato il regolamento ReFuelEu per l'aviazione in ottobre. La legge obbliga gli aeroporti e i fornitori di carburante a garantire che dal 2025 almeno il 2% del carburante per l'aviazione sia green. La percentuale obbligatoria dovrà essere aumentata ogni cinque anni: al 6% nel 2030, al 20% nel 2035, al 34% nel 2040, al 42% nel 2045 e al 70% nel 2050.
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