13 May 2026

Veratour: quando la fidelizzazione è importante

Veratour, Tomei, fidelizzazione

Francesco Tomei con Stefano Pompili

Se in Veratour i repeater sono oltre il 40% dei passeggeri, un motivo ci sarà. «Ci piace curare ogni passeggero come se fosse l’unico, ci piace proporre ciò che desidera in modo totale e verticale, dalla cucina all’animazione, dall’assistenza alla scelta dei villaggi – spiega il direttore generale di Veratour, Stefano Pompili durante la settimana di full immersion trade per presentare il Barone di Mare – e la miglior testimonianza di questo ce la dà Francesco Tomei». Ma chi è Tomeii? Francesco Tomei, classe 1933, è un cliente Veratour da 23 anni.
E in questi giorni si aggira sorridente, griffato Veratour di tutto punto, per i viali del Barone di Mare per testimoniare il suo “amore” per il viaggio e per il to capitolino, totalmente ricambiato. «Ho gestito a Ponte Milvio per 43 anni un negozio di alimentari – spiega Tomei – poi quando a 61 anni sono andato in pensione, nel 1994 mia nipote mi ha parlato di Veratour e da allora non ho mai smesso di viaggiare con loro. Mi hanno aperto un mondo, una nuova vita, visto che sono single e così ho passato 1963 giorni, pari a 280 settimane ovvero 5 anni e 4 mesi circa nei Veraclub». Tomei è così conosciuto in Veratour che gli hanno fatto una tessera come se fosse una “Verastore” per celebrare la sua affezione, cosa che lo ha portato a spendere tanto tempo nei Veraclub. «La tessera porta 1890 giorni – aggiunge Tomei – ma mancano altre 10 settimane. I miei viaggi preferiti, come repeater, sono stati a Cuba e Repubblica Dominicana per l’estero e in Sardegna per l’Italia. Prima facevo 15 settimane l’anno (tranche da cinque in marzo, maggio, ottobre) adesso mi limito a farne nove all’anno, magari in concomitanza con il mio compleanno che cade il 21 maggio». Una bella storia che abbiamo voluto raccontare, a proposito di fidelizzazione.

 

 

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L’intelligenza artificiale entra sempre più nelle strategie di gestione dei viaggi aziendali; i sistemi di self booking accelerano la digitalizzazione delle trasferte; il fattore tempo si conferma la priorità assoluta per i viaggiatori business, mentre gli hotel confermano un ruolo centrale anche per meeting ed eventi aziendali.\r\nSono queste alcune delle principali evidenze emerse nel corso di “Beyond the Borders”, l’evento dedicato al mondo della mobilità aziendale e dei viaggi d’affari in Italia promosso a Milano da LabSumo, con la partecipazione di BT Lounge, la community che riunisce i travel manager di alcune delle più importanti aziende italiane e il patrocinio di Aniasa e di Gbta Italy.\r\n\r\nVettori\r\nDal sondaggio emerge che le compagnie più utilizzate dal segmento business sono soprattutto i vettori tradizionali. In testa Ita Airways, indicata dal 29% dei rispondenti, seguita da Lufthansa con il 20%. Mantengono una posizione rilevante anche le low cost, in particolare Ryanair ed EasyJet, mentre Emirates conquista spazio sulle tratte a lungo raggio, scelta dal 6% del campione. Sul fronte aeroportuale, Milano Malpensa si conferma il principale hub business italiano, indicato dal 27% dei travel manager, seguito da Milano Linate (22%) e Roma Fiumicino (20%). Più distanti Venezia (7%) e Catania (5%).\r\nTra i principali disagi segnalati durante i viaggi d’affari spiccano la lentezza dei controlli aeroportuali, indicata dal 28% degli intervistati, la congestione dei voli con conseguenti ritardi (13%), le code ai check-in (13%) e i lunghi tempi di riconsegna dei bagagli (12%). 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