7 novembre 2023 12:58

Un momento della presentazione del nuovo logo Alpitour a novembre 2022
Sono 15 i soggetti candidati all’acquisizione di Alpitour, tutti provenienti dall’estero. Almeno questo è quanto emerge da alcune indiscrezioni raccolte dal Sole 24 Ore. Le voci si riferirebbero alle prime manifestazioni d’interesse giunte sui tavoli dell’advisor Golman Sachs, incaricato dall’azionista di maggioranza Tip di gestire le trattative. Le offerte concrete sono attese ora entro la fine dell’anno.
Tra le realtà coinvolte non ci sarebbe dunque al momento il gruppo Msc, inizialmente indicato da molti come uno dei potenziali front-runner nella corsa al gruppo torinese. Pochi anche i fondi di private equity, con l’eccezione di quelli con una certa expertise nel settore come per esempio Certares, già attivo sul dossier Ita. Tra i nomi coinvolti ci sarebbero invece due colossi europei del comparto: la tedesca Tui e gli spagnoli di Wamos, terzo gruppo turistico più importante della penisola iberica, con un fatturato di oltre 1,2 miliardi di euro. Non mancherebbero infine le proposte di spacchettamento di Alpitour, con offerte per singole attività del gruppo che però sarebbero già state tutte rifiutate.
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Ag Boutique Journey fa il punto sui trend dell'incoming. La dmc e t.o. incoming rileva un quadro complessivamente positivo per i flussi turistici stranieriverso l’Italia nel segmento high-end. In un contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche e scenari di conflitto, e tenendo conto di un 2025 che aveva beneficiato della spinta del Giubileo, la domanda si mantiene solida e conferma la capacità del Paese di attrarre una clientela internazionale a elevato potere di acquisto, orientata verso viaggi su misura, servizi esclusivi e soggiorni di fascia alta.
Salvatore Gioiosa, chief commercial officer di Ag Boutique Journe, spiega: «Il dato che riteniamo più significativo riguarda la tenuta della domanda nel segmento high-end, che continua a mostrarsi consistente anche in una fase internazionale segnata da tensioni geopolitiche. Nel dialogo con clienti e partner emerge come, accanto alla necessaria attenzione al contesto internazionale, continui a prevalere una percezione molto forte dell’Italia quale meta sicura, stabile e sempre desiderabile. Si tratta di un elemento che oggi contribuisce in modo concreto a sostenere i flussi turistici e conferma la capacità del Paese di restare un punto di riferimento per il turismo di alta gamma».
Il confronto con il 2025 richiede una lettura attenta. Lo scorso anno, infatti, il Giubileo aveva generato volumi eccezionali proprio nel periodo pasquale, innalzando in modo significativo la base comparativa. In questo contesto, il 2026 si colloca su livelli più fisiologici, ma resta comunque positivo, soprattutto alla luce dello scenario internazionale attuale. Un elemento evidente riguarda, inoltre, la distribuzione della domanda, oggi meno concentrata esclusivamente nei giorni della festività e più spesso estesa ai periodi immediatamente precedenti e successivi alla Pasqua, soprattutto da parte dei mercati oltreoceano.
Il continente americano si conferma di gran lunga il principale mercato di riferimento per Ag Boutique Journey, rappresentando circa il 65% delle prenotazioni complessive. In questo scenario, il Canada pesa intorno al 30% e si conferma un mercato consolidato e stabile. Stati Uniti e Messico stanno registrando le dinamiche di crescita più interessanti, con incrementi stimati tra 10 e 20%, e oggi rappresentano insieme una quota sempre più rilevante del business. Positivo anche l’andamento delle prenotazioni dell'America Latina, in crescita intorno al 15%, con performance particolarmente significative registrate da Brasile e Argentina e segnali incoraggianti sull’intera area. Europa e Asia si attestano entrambe intorno al 15%: la prima si mantiene più stabile, mentre la seconda mostra segnali di ripresa graduale, soprattutto in alcuni mercati chiave.
Nel segmento high-end si conferma una clientela resiliente, poco influenzata dal contesto globale e caratterizzata da una capacità di spesa elevata. Le prenotazioni si distribuiscono tra programmazione anticipata e una componente sempre più rilevante di richieste sotto data, in particolare nel luxury. Il cliente americano e latinoamericano si distingue per maggiore flessibilità e rapidità decisionale rispetto a quello europeo.
Il prodotto
Dal punto di vista del prodotto, il grande classico continua a funzionare molto bene. Il Grand Tour Italia in chiave luxury, con itinerari di 12-14 giorni tra Roma, Firenze e Venezia, spesso completati dalla Toscana o dalla Costiera amalfitana, resta una delle richieste più forti, accompagnata da accessi privati ed esperienze esclusive. Allo stesso tempo cresce anche il filone della “deep Italy”, con itinerari che da Roma si sviluppano verso il Sud, alla scoperta dell’Italia borghi, oltre alle tanto amate Puglia e Matera, e alle destinazioni meno battute. Si tratta di viaggi fortemente personalizzati, costruiti con grande attenzione ai dettagli e con un’idea di autenticità sempre più ricercata. Nel complesso, i soggiorni mantengono una durata media di 12-14 giorni e sono spesso multi-destinazione; cresce inoltre la richiesta di proposte con una permanenza media intorno ai nove giorni.
Resta costante e trasversale l’interesse per il Vaticano e per i Musei Vaticani, richiesti durante tutto l’anno attraverso formule private. In generale, la domanda si orienta sempre più verso esperienze uniche e non replicabili, capaci di coniugare esclusività, privacy e valore emozionale. Tra gli esempi più rappresentativi rientrano aperture private di palazzi storici con cene cucinate da chef stellati, visite fuori orario in cantine iconiche insieme ai proprietari, spostamenti in elicottero tra più destinazioni o giornate in yacht privato: proposte costruite integralmente su misura, in linea con le aspettative di questa tipologia di clientela.
Per i prossimi mesi. si confermano il peso crescente dei mercati oltreoceano e una domanda internazionale che continua a guardare all’Italia con interesse. In questa prospettiva, Ag Boutique Journey continuerà a investire nel continente americano, asiatico e in Oceania, mantenendo al tempo stesso le attività commerciali programmate in Medio Oriente, all’interno di una strategia di presenza costante sui mercati internazionali.
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[post_content] => Santanchè e Giorgia. Allora partiamo da Giorgia. Il premier che da quando si è insediato ha detto esplicitamente che il turismo era una delle sue priorità ha fatto capire che in effetti del turismo non le interessa affatto. In questo momento nel turismo organizzato si segnano più cancellazioni che le prenotazioni. Avere il punto di riferimento senza testa è un guaio. Il presidente del Consiglio ha fatto solo una specie di marketing di facciata, per ripulire il governo dopo la batosta del no. Ma chi ne paga e ne pagherà le conseguenze sarà il nostro settore.
Seconda amarissima osservazione. Per la prima volta nella storia di questo Paese il turismo è stato sulla bocca di tutti, giornali nazionali, telegiornali, nelle chiacchiere, ovunque. Ma non per l'importanza che ha, ma per una questione squisitamente politica. Che follia.
Bilancio
Infine il bilancio di tre anni e qualche mese di Santanchè al ministero. Senza dubbio Daniela Santanchè è arrivata a guidare il dicastero senza sapere nulla del turismo. Lentamente qualcosa l'ha imparato, ma naturalmente non ha potuto colmare le lacune che aveva ab origine. Ricordo che in una sala di 1600 agenti outgoing chiese di far arrivare in massa turisti in Italia. Ho ancora impressi nella testa gli sguardi sconcertati degli agenti di viaggio. Di queste situazioni ce ne sono state parecchie e questo giornale ha cercato di riportarle sempre con una certa precisione.
Una cosa bisogna riconoscergliela. Nel momento il cui l'Europa si stava convincendo ad approvare la nuova direttiva pacchetti, l'unico ministro ad opporsi è stata la Santanchè. E meno male, perché quella direttiva, per come era scritta avrebbe fatto più danni del Covid.
Per il resto troppa visibilità con il suo tagliare nastri ad ogni evento, che si trattasse del Ttg di Rimini, o della fiera delle biciclette. E quando prendeva il microfono iniziava la fiera delle banalità: siamo italiani, dobbiamo essere ottimisti ecc, ecc.
Insomma questo è il quadro in sintesi. Il prossimo ministro (si parla di Giovanni Malagò, ex presidente del Coni) prima di prendere in mano la situazione dovrà cercare di capire in che mondo è capitato. E non sarà facile. Mentre il turismo se la deve sbrigare da solo. Come al solito.
Giuseppe Aloe
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[post_content] => Travel & Hospitality accelerano sull’intelligenza artificiale, con risultati già tangibili in termini di automazione ed engagement. È quanto emerge dalla ricerca condotta da Covisian insieme a Frost & Sullivan, che evidenzia come la customer experience basata su AI abbia già raggiunto un tasso di automazione del 50% e un incremento dell’engagement del 31% .
Lo studio conferma una trasformazione in atto: il 66% degli operatori considera ormai cruciale l’adozione dell’intelligenza artificiale per migliorare sia la customer experience sia quella degli operatori, mentre il 70% continua a indicare come priorità fiducia, sicurezza e fidelizzazione. In questo scenario, l’AI viene sempre più utilizzata per velocizzare i processi decisionali, ridurre i tempi di risposta e offrire interazioni personalizzate lungo tutti i touchpoint.
Cambia anche il focus tecnologico. Accanto a strumenti ormai consolidati – come traduzione automatica (57%), AI conversazionale (53%) e trascrizione (53%) – cresce l’interesse verso soluzioni più evolute, in particolare speech analytics, sentiment analysis ed emotion recognition, con tassi di adozione programmata tra il 42% e il 47% .
Non mancano tuttavia le criticità. Gli agenti virtuali di prima generazione mostrano limiti operativi: il 37% degli utenti segnala problemi tecnici, mentre il 35% evidenzia difficoltà nella gestione di richieste complesse. Anche l’integrazione tra canali resta un nodo aperto, con impatti su circa il 28% delle implementazioni . Proprio queste debolezze stanno però accelerando gli investimenti nella GenAI, che secondo i responsabili tecnologici potrà migliorare le performance degli operatori del 58% e ridurre i tempi medi di gestione del 56%
Nel case study analizzato, l’adozione della piattaforma Smile.CX ha permesso a un operatore internazionale del Travel & Hospitality di gestire in modo più efficiente un elevato volume di richieste post-vendita, in precedenza concentrate sul canale telefonico e caratterizzate da costi elevati e lunghi tempi di attesa.
Grazie a un modello scalabile e multilingue, la soluzione ha aumentato del 31% l’utilizzo della chat e automatizzato il 50% delle richieste, riducendo la pressione sugli operatori e consentendo loro di concentrarsi sulle interazioni a maggior valore.
Smile.CX è una soluzione di customer care di Covisian che ottimizza le interazioni su tutti i canali (telefono, email, chat, WhatsApp, SMS), garantendo un’esperienza uniforme e di qualità. Integra automazione e AI per gestire processi come prenotazioni, richieste e preventivi, migliorando efficienza e tempi di risposta.
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“Il futuro della customer experience nel Travel & Hospitality non sarà definito dalla tecnologia in sé, ma dalla capacità di integrarla in modo empatico e intelligente”, sottolinea Stefano Dessì, group Chief operations officer di Covisian. “La GenAI può essere uno strumento straordinario per creare esperienze più umane. È questo il vero salto di qualità: unire la potenza dell’AI alla sensibilità delle persone” .
Parallelamente, nuove tendenze stanno ridefinendo le aspettative dei viaggiatori: dalla crescente attenzione ai temi ESG all’espansione del bleisure e dei viaggi di lusso, fino alla richiesta di esperienze sempre più personalizzate e coerenti su tutti i canali .
“Oggi il settore Travel & Hospitality richiede reattività e personalizzazione senza precedenti. Con Smile.CX miglioriamo l’interazione con i viaggiatori e rafforziamo il nostro impegno nel turismo, come dimostrato alle recenti Olimpiadi invernali a Cortina, offrendo esperienze su misura. Innovazione e qualità del servizio restano centrali per il futuro della customer experience”, dichiara Gabriele Moretti, fondatore e presidente di Covisian Group.
In questo contesto, la combinazione tra intelligenza artificiale avanzata e competenze umane si conferma il vero fattore competitivo per il settore, chiamato a coniugare efficienza operativa e qualità della relazione con il cliente.
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[post_content] => Msc Crociere avvia Msc Creative Studios, spazio dedicato all’intrattenimento e alla formazione degli artisti. L’azienda ha acquisito uno studio di produzione a Edimburgo, attualmente in fase di ristrutturazione, che sarà pienamente operativo entro luglio 2026, supportando la crescita di spettacoli e produzioni per la stagione di fine 2026 di Msc Crociere ed Explora Journeys.
Un'unica sede
Msc Creative Studios fungerà da polo centrale per lo sviluppo creativo, riunendo sotto lo stesso tetto team creativi, tecnici e di produzione. La struttura sarà dedicata a prove, formazione tecnica, sviluppo delle arti sceniche e preparazione degli artisti prima del debutto degli spettacoli a bordo. Nello specifico, lo studio includerà uno spazio ad hoc per prove di discipline aeree, undici sale danza, sei studi vocali, uno studio tecnico di registrazione, uffici e camerini, spogliatoi e magazzini per scenografie, oggetti di scena e costumi.
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Sempre molto ottimista il ceo di Iata Willie Walsh che a Parigi ha dichiarato che «Un aumento dei prezzi dei biglietti aerei è "inevitabile" alla luce dell'impennata dei prezzi degli idrocarburi dovuta alla guerra in Medio Oriente».
Dall'inizio della guerra in Iran il 28 febbraio - ha osservato Walsh - il prezzo al barile del cherosene è raddoppiato, con un incremento persino superiore a quello del greggio. «Le compagnie aeree avevano previsto di destinare in media il 26% dei loro costi operativi al carburante quest'anno, sulla base di un prezzo del cherosene a 88 dollari al barile» ha ricordato Walsh.
Ieri invece il prezzo e' stato fissato in chiusura a 216 dollari. Il margine medio di queste imprese, pur vicino ai livelli record, si attesta attualmente al 4%. «Non bisogna essere un genio per dedurre che i costi aggiuntivi che le compagnie dovranno affrontare, se la situazione persiste, saranno ben superiori a cio' che possono assorbire» ha aggiunto Willie Walsh.
Naturalmente Walsh non ha detto che ci sono compagnie aeree che hanno firmato contratti a prezzi fissi e che quindi non dovrebbero aumentare il biglietto.
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[post_content] => Alpitour stringe un rapporto di collaborazione con Focus Junior e Focus Pico, i magazine punti di riferimento nella divulgazione scientifica a misura di ragazzi e bambini del gruppo Mondadori.
A partire dall’estate 2026, prenderanno il via 30 nuovi laboratori realizzati grazie all’uso di speciali schede educative racchiuse in un cofanetto firmato Focus Junior e Focus Pico che sapranno arricchire le attività nei villaggi Alpiclub, la linea pensata per le famiglie, permettendo ai giovani ospiti di esplorare le meraviglie della scienza, della creatività e della manualità con un occhio al rispetto dell’ambiente, attraverso attività guidate e progettate per favorire autonomia e spirito di scoperta.
Proposte differenziate
Le proposte saranno calibrate in base all’età: quelle sviluppate con Focus Junior accompagneranno ragazzi e ragazze dagli 8 ai 13 anni in esperienze pratiche e sperimentazioni scientifiche, mentre i laboratori realizzati con Focus Pico saranno dedicati ai più piccoli e proporranno un approccio più sensoriale e creativo. Gli animatori dei villaggi, appositamente formati sia sul metodo educativo sia sulla gestione dei gruppi, guideranno i partecipanti in ogni momento del laboratorio, dalla costruzione del castello di sabbia perfetto fino alla realizzazione di semplici oggetti con materiali di riciclo. A supporto dell’esperienza saranno disponibili kit dedicati, che includeranno, oltre alle schede e a un libretto guida con istruzioni e approfondimenti per rendere le attività ancora più intuitive e coinvolgenti, anche tutto il materiale creativo necessario.
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Il gruppo Gattinoni ha avviato una partnership con Acai Travel, tecnologia di intelligenza artificiale sviluppata specificamente per l’industria dei viaggi, per introdurre un supporto operativo basato su AI all’interno della Business Travel Unit, a servizio dei team dedicati al travel corporate.
L’iniziativa posiziona Gattinoni Business Travel come la prima travel management company in Italia ad adottare AI Travel Agent integrati direttamente nei flussi operativi. Progettata per lavorare al fianco dei consulenti, la tecnologia agisce come un co‑pilota intelligente che aiuta a gestire più rapidamente richieste complesse, mantenendo al contempo l’elevato livello di personalizzazione che i viaggiatori corporate si aspettano.
Invece di sostituire la competenza umana, Gattinoni Business Travel sta implementando l’AI con un approccio “human first”, per potenziare le capacità dei propri consulenti di viaggio, consentendo loro di dedicare meno tempo alle attività operative ripetitive e più tempo al supporto diretto di viaggiatori e clienti corporate.
“La nostra priorità è sempre stata offrire un servizio d’eccellenza grazie all’esperienza delle nostre persone”, dichiara Elena Carlino, corporate travel director Gattinoni Business Travel. “L’AI mette a disposizione dei nostri consulenti uno strumento potente per gestire in modo più efficiente la complessità operativa, mantenendo al centro il rapporto umano con il viaggiatore”.
Assistenza in tempo reale
La prima fase del progetto è focalizzata sulle operations del Business Travel, dove i consulenti gestiscono volumi elevati di richieste post‑vendita come cambi di itinerario, cancellazioni e interpretazione delle regole tariffarie. Si tratta di richieste che rappresentano una quota significativa del carico operativo e che spesso richiedono un’analisi manuale delle regole dei vettori aerei e di dati di prenotazione complessi.
Integrando l’AI Travel Agent di Acai all’interno dell’ambiente operativo, i team di Gattinoni Business Travel ricevono assistenza in tempo reale nell’analisi delle richieste, nell’interpretazione delle regole tariffarie e nell’individuazione dei percorsi di risoluzione più efficaci prima di rispondere al viaggiatore — con la possibilità, in futuro, di delegare all’AI la gestione completa di alcune richieste, nei casi in cui possa garantire tempi di risposta più rapidi.
L’implementazione prevede inizialmente un modello di co‑pilotaggio, in cui l’AI lavora direttamente all’interno del workflow del consulente per fornire raccomandazioni e supporto operativo, mantenendo però il pieno controllo in mano all’uomo. Nel tempo, alcuni scenari ad alto volume e bassa complessità verranno gestiti in autonomia dall’AI Travel Agent, laddove questo consenta di risolvere le richieste in modo sicuro e più veloce per conto del consulente.
Poliglotta
Poiché i team di customer service di Gattinoni Business Travel operano già in un ambiente omnicanale evoluto, basato su Front, la soluzione di AI ha potuto essere integrata direttamente nei flussi esistenti, consentendo una delle implementazioni operative più rapide mai realizzate da Acai con una travel management company.
L’AI Travel Agent di Acai supporta i consulenti in più lingue — tra cui italiano e inglese — aiutando i team ad assistere in modo efficiente i viaggiatori internazionali, indipendentemente dal Paese da cui provengono le richieste. La tecnologia analizza dati di viaggio complessi, policy dei vettori aerei e contesto operativo per fornire ai consulenti raccomandazioni concrete in pochi secondi.
Per molte travel management company, oggi la principale sfida è scalare la qualità del servizio mentre cresce la complessità operativa. Il modello “AI‑augmented” adottato da Gattinoni Business Travel è stato progettato proprio per rispondere a questa esigenza.
Il primo rilascio è focalizzato sulle operations del Business Travel, mentre ulteriori aree operative sono già in fase di valutazione all’interno della roadmap di innovazione più ampia di Gattinoni Business Travel.
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Laax e il suo vasto comprensorio, nel Canton Grigioni al Sud-est della Svizzera, è il luogo ideale per una vacanza. Sia nel periodo invernale – praticando snowboard, sci da discesa e da alpinismo o camminando con le ciaspole nella natura – sia in estate con passeggiate, hike e in mtb. Il territorio è affascinante: la sua storia geologica ci porta a 280mln di anni fa, quando le placche tettoniche si muovevano formando le montagne. A Laax l’hanno fatto in modo unico e le rocce più antiche si trovano sopra quelle più recenti: un fenomeno di sovrascorrimento geologico visibile nelle pareti delle montagne e tanto significativo da spingere nel 2008 l’Unesco a dichiarare l’”Area tettonica Sardona” Patrimonio Mondiale. Il territorio trasmette al suo ospite una forza primordiale. Risale a 10mila anni fa l’evento che ha trasformato la valle: in una delle maggiori frane al mondo – nota come Flimsersturz – la cima di una montagna grande quanto 16 volte il Cervino è crollata sulla valle dove oggi si trovano i centri abitati di Laax e di Flims. Lo scorrere della storia ci porta poi a metà ‘800, quando tutto il turismo della zona si concentrava negli eleganti alberghi sulle rive del Lago di Cauma, un incantevole specchio d’acqua turchese che, ghiacciato d’inverno, d’estate è il luogo ideale dove praticare gli sport acquatici. Lo sci arrivò nel 1908, ma la prima funivia fu costruita nel 1945 e collegava Flims a Foppa. Il comprensorio sciistico di Laax offre agli appassionati di sci e snowboard oltre 224 chilometri di piste, 30 impianti di risalita, cinque snowpark, l’halfpipe più grande del mondo e un’infrastruttura freestyle senza pari. Il freestyle a Laax non è solo per i professionisti, è per tutti. Infatti grazie agli snowpark per principianti, alle aree per imparare nuove tecniche e alla Freestyle Academy, sciatori e snowboarder di tutte le età possono divertirsi sulla neve. Laax è una delle destinazioni svizzere più apprezzate dalle famiglie, con offerte su misura che rendono le vacanze in montagna facili e divertenti.
«Oggi il mercato del turismo svizzero si rivolge agli italiani per continuare a crescere, Laax è una destinazione da scoprire, a fianco di mete già note come St.Moritz e Davos. – sottolinea Martina Calonder, pr manager di Weisse Arena Gruppe – Il Weisse Arena Gruppe, nato nel 1996 dalla fusione tra la società di impianti di risalita Crap Sogn Gion di Laax e quella di Flims, commercializza le proprie offerte turistiche tutto l’anno con il marchio Laax. Con grande attenzione al freestyle, al greenstyle e allo stile di vita, tramanda la tradizione e la storia del turismo nella regione». Per rendere completa l’offerta turistica nel comprensorio Laax/Flims/Falera sia in inverno che in estate, è stato completato a dicembre il FlemXpress: un sistema di cabinovie che risalgono la montagna. L’impianto, aperto 2 anni fa, è accessibile a tutti, anche ai disabili. Le cabinovie da 10 persone offrono agli ospiti un servizio altamente tecnologico, “on demand”.
L’impianto è formato da 6 stazioni e 5 sezioni. Nella hall si aprono 4 ingressi: i gruppi di viaggiatori possono riservare la propria destinazione su una tastiera e una cabina li trasporterà rapidamente alla loro meta, garantendo un risparmio energetico del 50%. È un ulteriore aspetto dell’attenzione alla sostenibilità di questa bella destinazione montana, presentata nel ricco volume di Greenstyle “Come gestire una destinazione alpina sostenibile”, realizzato dal Weisse Arena Gruppe. Per gli ospiti italiani Laax è una destinazione di prossimità; possono muoversi in bus o in macchina (raggiungendo in treno Bellinzona o in aereo Zurigo), oppure vivere un’esperienza di scoperta naturale arrivando in treno nella pittoresca cittadina di Ilanz/Glion in romancio – che si trova a soli 7km di distanza – e raggiungendo poi Laax in pullman attraversando le Rheinschlukt: le Gole del Reno. Il maestoso fiume nasce proprio qui, nel Canton Grigioni, poi scorre impetuoso tra bianche pareti di roccia e fitte foreste, percorrendo la via nota come “il Grand Canyon svizzero”.
(Chiara Ambrosioni)
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[post_content] => Negli ultimi decenni, la Gran Bretagna è stata una delle mete principali per il turismo scolastico europeo, soprattutto per i viaggi linguistici.Tuttavia, con l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea nel 2020, questo settore ha subito cambiamenti significativi.
Uno degli effetti più evidenti della Brexit è stato il calo degli studenti europei. Secondo diverse stime del settore, nei primi anni successivi alla Brexit si è registrata una diminuzione fino al 40–50% degli studenti UE iscritti a corsi di lingua nel Regno Unito. In particolare, le gite scolastiche – che prima valevano circa 100 milioni di sterline all’anno – hanno subito una forte contrazione.
Le cause principali sono legate alla burocrazia e ai costi. Oggi è obbligatorio il passaporto (con un costo medio di circa 100–120 euro per studente), e dal 2025 è prevista anche un’autorizzazione elettronica (ETA) di circa 10 sterline. Per gruppi scolastici numerosi, questi costi aggiuntivi possono incidere significativamente sul budget complessivo.
Malta e Irlanda
Nel frattempo, altri paesi europei hanno beneficiato della situazione. Destinazioni come Irlanda e Malta hanno registrato aumenti importanti: in alcuni casi, le scuole di lingua hanno visto crescere gli studenti internazionali anche del 20–30% rispetto al periodo pre-Brexit.
Nonostante questi numeri, la Gran Bretagna continua a mantenere una posizione rilevante. Prima della pandemia e della Brexit, il settore dei viaggi studio nel Regno Unito accoglieva circa 500.000 studenti internazionali all’anno. Oggi i livelli non sono ancora completamente tornati a quelli precedenti, ma il mercato sta lentamente recuperando.
In conclusione, la Brexit ha avuto un impatto concreto e misurabile sul turismo scolastico verso la Gran Bretagna, riducendone i flussi e aumentando i costi. Tuttavia, più che un crollo definitivo, si tratta di una trasformazione: il Paese resta una meta importante, ma non più dominante come in passato.
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Secondo diverse stime del settore, nei primi anni successivi alla Brexit si è registrata una diminuzione fino al 40–50% degli studenti UE iscritti a corsi di lingua nel Regno Unito. In particolare, le gite scolastiche – che prima valevano circa 100 milioni di sterline all’anno – hanno subito una forte contrazione.\r\nLe cause principali sono legate alla burocrazia e ai costi. Oggi è obbligatorio il passaporto (con un costo medio di circa 100–120 euro per studente), e dal 2025 è prevista anche un’autorizzazione elettronica (ETA) di circa 10 sterline. Per gruppi scolastici numerosi, questi costi aggiuntivi possono incidere significativamente sul budget complessivo.\r\n\r\nMalta e Irlanda\r\nNel frattempo, altri paesi europei hanno beneficiato della situazione. Destinazioni come Irlanda e Malta hanno registrato aumenti importanti: in alcuni casi, le scuole di lingua hanno visto crescere gli studenti internazionali anche del 20–30% rispetto al periodo pre-Brexit.\r\nNonostante questi numeri, la Gran Bretagna continua a mantenere una posizione rilevante. Prima della pandemia e della Brexit, il settore dei viaggi studio nel Regno Unito accoglieva circa 500.000 studenti internazionali all’anno. Oggi i livelli non sono ancora completamente tornati a quelli precedenti, ma il mercato sta lentamente recuperando.\r\nIn conclusione, la Brexit ha avuto un impatto concreto e misurabile sul turismo scolastico verso la Gran Bretagna, riducendone i flussi e aumentando i costi. Tuttavia, più che un crollo definitivo, si tratta di una trasformazione: il Paese resta una meta importante, ma non più dominante come in passato.","post_title":"Turismo scolastico in Gran Bretagna dopo Brexit: declino o trasformazione?","post_date":"2026-03-23T09:04:07+00:00","category":["mercato_e_tecnologie"],"category_name":["Mercato e tecnologie"],"post_tag":[]},"sort":[1774256647000]}]}}