5 February 2026

Tui accusa 3 miliardi di perdite, ma l’estate 2021 è già meglio di quella 2019

Friedrich Joussen

La luce in fondo al tunnel. E’ quella che vede il gruppo tedesco Tui dopo aver chiuso lo scorso 31 ottobre l’anno fiscale 2019-2020 accusando perdite, in termini di ebit (profitti ante imposte e interessi), pari a ben 3 miliardi di euro. Appena 12 mesi prima la compagnia aveva invece registrato profitti per 893,5 milioni. Un risultato inevitabile, si legge su fvw, nonostante la compagnia abbia cercato di correre ai ripari innalzando l’obiettivo annuale di riduzione dei costi da 300 a 400 milioni. D’altronde il crollo dei ricavi, a seguito dei lockdown imposti dalla pandemia, è stato davvero considerevole, con le entrate che sono calate del 58% dai 18.9 miliardi dell’anno fiscale precedente ai 7,9 miliardi del 2019-2020.

“Il mercato però è intatto; il nostro modello di business è a prova di future e la domanda di viaggi è solo lì che aspetta – ha dichiarato il ceo di Tui Group, Fritz Joussen -. Noi siamo ben posizionati per riprendere le operazioni su larga scala non appena sarà possibile”. Il sistema integrato della compagnia, che include tour operator, agenzie, linee aeree, hotel e navi, “ci garantirà una ripartenza estremamente rapida”, si è detto convinto lo stesso Joussen. Ad aiutare la ripresa del gruppo sarà peraltro anche l’ulteriore finanziamento da 1,8 miliardi di euro appena ottenuto grazie all’intervento di un panel di investitori privati, di banche e dello stesso governo tedesco.

Certo, il 2021 sarà ancora un anno di transizione, ma i segnali di medio periodo stanno andando nella giusta direzione. Se infatti l‘inverno 2020/2021 fa segnare al momento prenotazioni più basse dell’82% rispetto all’anno scorso, ma in linea con la capacità messa oggi a disposizione dalla compagnia, ottimi riscontri stanno invece arrivando dalle vendite sulla summer 2021: per la prossima estate la richiesta è infatti già superiore del 3% rispetto al 2019, mentre i prezzi sono più alti del 14% rispetto al 2020.

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