6 February 2026

#SiamoGenteValtur, la speranza dei lavoratori passa dai social

Valtur, #SiamoGenteValtur,

Un ricordo, un’emozione. Una foto con un improbabile mise estiva d’annata, di quando magari di scatti non se ne facevano a ripetizione ed era uno e uno soltanto e buona la prima. Ma anche immagini più recenti, modificate con gli ultimi filtri bellezza di un qualche nuovissimo smartphone e outfit curati in ogni minimo dettaglio, pur essendo in costume.

Non importa, non è questo che conta.
Conta raccontare, tramite una foto, un’esperienza vissuta o meglio ancora, conta raccontare la cornice dove questa esperienza ha avuto luogo, ovvero un villaggio, un villaggio Valtur.
Sì perché i lavoratori del celebre operatore ci credono ancora e dopo l’incontro alla Camera del Lavoro di Milano, tentano un’altra via, quella di una sorta di sollevazione popolare – pacifica è il caso di precisare – di tutte quelle persone che hanno vissuto per quasi sessanta estati i villaggi Valtur.

«Abbiamo calcolato circa 1 milione di presenze l’anno, vale a dire che dal 1964 in avanti abbiamo sfiorato i 60 milioni: praticamente abbiamo ospitato tutta l’Italia». L’osservazione è di Francesco Cante, responsabile commerciale gruppi di Valtur, una voce, quella di Cante, che si unisce agli oltre 120 lavoratori che nel corso degli anni hanno sviluppato un vero e proprio attaccamento alla maglia Valtur e che non riescono ad accettare di dire basta.
Per questo, proprio dai dipendenti, nasce l’iniziativa #SiamoGenteValtur che invita così chiunque abbia passato una vacanza nei villaggi con la v maisucola a postare, giovedì 12 alle 12, una sua foto ricordo, con l’hashtag, su qualsiasi canale social.
«Siamo consapevoli che la partita si gioca su altri terreni, noi vogliamo solo sensibilizzare, facendo diventare questa cosa un po’ virale», spiega Cante.
L’auspicio ancora più grande è quello di incassare la solidarietà di ex animatori, ormai volti celebri dello spettacolo come Peppe Quintale o perché no, anche Fiorello.

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Un'architettura che ricorda le strategie dei grandi gruppi internazionali dell'hospitality, applicata con caratteristiche distintive al mercato italiano.\r\n«Non è una semplice riorganizzazione interna. È una risposta strutturale ai cambiamenti del settore: la trasformazione dei comportamenti di viaggio, la necessità di presidiare l'intera filiera, la competizione sempre più sofisticata»  spiega Stefano Maria Simei, direttore generale di Futura Vacanze.\r\nL’organizzazione delinea direttrici di crescita ambiziose: evoluzione del target di clientela, ampliamento del portafoglio strutture in Italia e all'estero, nuove linee di prodotto. 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