14 settembre 2023 09:55

Verrà inaugurata il prossimo 15 settembre alle ore 18, presso Assab One, a Milano, la mostra-evento Di luce e di sabbia. Suggestioni dall’antica Nubia della visual artist Camilla Ferrari, organizzata da Shiruq in collaborazione con l’Istituto italiano di fotografia e lo stesso Assab One. “Lavorare nel turismo è (e deve essere) anche questo: accendere un piccolo riflettore su un Paese in difficoltà, su una guerra che, nonostante imperversi quotidianamente da ormai cinque mesi, pare dimenticata – spiega la marketing & communication manager del to milanese e ideatrice dell’iniziativa, Valentina Rubbi -. Guardare ai luoghi non solo come destinazioni e mete di viaggio, ma considerarli e portarli all’attenzione del pubblico anche per la loro attualità, anche se è un presente di sofferenza, a cui bisogna dare voce. Questa è l’etica e la filosofia di restituzione di Shiruq”.
A cura di Chiara Oggioni Tiepolo e Sanni Agostinelli, la mostra presenta dunque il lavoro di Camilla Ferrari, che ha documentato il suo viaggio nei territori del Sudan, attraverso una serie di fotografie e video di profonda suggestione. L’inedita narrazione mostra la bellezza incantata e complessa del Paese, sospeso tra realtà e sogno, tra luce e ombra, tra presenza e assenza. L’esposizione è stata tra l’altro inserita nel Milano Photofestival 2023, la più ricca e importante rassegna meneghina dedicata alla fotografia d’autore e uno degli appuntamenti culturali più rilevanti della scena italiana.
Durante l’inaugurazione alle 19 si terrà il talk Alle radici del conflitto: un incontro di approfondimento sull’attualità del Paese, a cura di Shiruq e con Marco Trovato, direttore editoriale della rivista Africa, Giovanni Tozzi, coordinatore della logistica di Emergency, e Carla Piazza, membro fondatore di Friends of Sudan. Si analizzeranno le radici del conflitto, la situazione attuale e i possibili scenari futuri.
Proprio Shiruq e Friends of Sudan, ong dal 2012 in prima linea per supportare il popolo sudanese con progetti di sanità, istruzione, cultura e ambiente, lanceranno inoltre la raccolta fondi Insieme per il Sudan: dieci opere dell’esposizione sono state selezionate da Camilla Ferrari per contribuire a raccogliere risorse a beneficio della popolazione sudanese, dallo scorso aprile vittima di un violentissimo conflitto e di un’emergenza umanitaria di proporzioni epiche. “Migliaia i morti, altre migliaia i feriti, milioni di persone sono scappate – spiega ancora Valentina Rubbi -: mancano acqua, elettricità, scorte mediche e la maggior parte degli ospedali è fuori uso. Se si vuole aiutare la popolazione sudanese in grave difficoltà, sul sito insiemeperilsudan.it si può scegliere la propria foto preferita e acquistarla tramite donazione”.
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[post_content] => Imprevedibilità della situazione geopolitica internazionale ed "effetto Trump" sui viaggi a lungo raggio non sembrano spaventare il ceo di Mappamondo. Andrea Mele commenta un inizio d'anno con una domanda che, a pari periodo rispetto al 2025, si sta dimostrando più dinamica.
«Rispetto all'avvio dello scorso anno, viaggiamo su un incremento medio del 10% - conferma il manager - e questo malgrado le prenotazioni per il mese di aprile siano ovviamente molto inferiori a causa dell'assenza dei ponti che avevano caratterizzato la passata primavera».
Tutto bene, dunque? Sembrerebbe di sì, grazie anche a un Natale e Capodanno che quest'anno ha saputo mantenere la promessa. «In dicembre abbiamo registrato un incremento di fatturato del 27%, con i passeggeri cresciuti del 24% sul 2024. L'aumento delle vendite sul Capodanno è motivato in primis dal potenziamento della capacità di posti che abbiamo immesso sul mercato. Lo sforzo e il conseguente rischio che abbiamo affrontato in casa Mappamondo è stato ricompensato dall'aumento delle prenotazioni ricevute, ponendosi in continuità con un 2025 che chiudiamo con ricavi a +9% e passeggeri a +8%».
Mappamondo, che si prepara a compiere i 50 anni di attività il prossimo 28 febbraio, farà anche quest'anno affidamento sulle sue mete "forti" disseminate fra Oriente - con particolare focus su Thailandia, Indonesia, Indocina, Malesia e Giappone -, Africa australe, Oceano Indiano, Australia e Pacifico ed Emirati Arabi. Ma anche sull'America Latina, «Ci stiamo lavorando - assicura Mele - per riuscire ad essere sempre più competitivi in termini di offerta di prodotto e di qualità elevata».
Scommessa vinta anche per Shiruq. «Ha ancora molta strada da percorrere, ma è cresciuto già tantissimo, Il 2026 sarà il primo anno in cui funzionerà a pieno regime. Abbiamo aperto le vendite dei viaggi Shiruq fino a settembre e a breve usciremo con una brochure ad hoc, dedicata ai tour da maggio a ottobre. Inoltre, stiamo lavorando alla creazione di un gruppo di adv specializzate sul prodotto Shiruq, con le quali approfondire la collaborazione». Lungo questa direttrice si muovono i tour organizzati per far conoscere dal vivo le destinazioni proposte: prima tappa in Algeria, una meta emergente, al centro del prossimo educational al quale parteciperà anche Mele.
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[post_content] => Ad AlUla aprirà le porte al pubblico il prossimo 1° febbraio l'attesa mostra 'Arduna' che sarà visitabile fino al 15 aprile 2026 nell’ambito della quinta edizione dell’AlUla Arts Festival.
Presentata da Arts AlUla e dal museo d’arte contemporanea di AlUla in fase di realizzazione, Arduna è co-curata in collaborazione con il Centre Pompidou, con il sostegno di Afalula (Agenzia francese per lo sviluppo di AlUla) e riunisce oltre 80 opere d’arte provenienti dall’Arabia Saudita, dalla regione Mena (Middle East and North Africa) e non solo.
Arduna, che significa “la nostra terra”, offre al pubblico un’anticipazione della visione curatoriale del futuro museo d’arte contemporanea di AlUla, istituzione globale radicata nell’oasi culturale e nel patrimonio della regione. Le opere esposte provengono dalla collezione in continua crescita della Royal Commission for AlUla (Rcu), unitamente a pezzi significativi della collezione del Musée National d’Art Moderne – Centre Pompidou. La mostra è co-curata da Candida Pestana con la curatrice associata Ftoon AlThaedi di Royal Commission for AlUla, e da Anna Hiddleston con la curatrice associata Noémie Fillon del Centre Pompidou.
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Nasce in Campania un progetto dal titolo Borghi, in collaborazione con l’università degli studi della Campania Luigi Vanvitelli. Un viaggio che mostra come la cultura possa diventare puro intrattenimento che dà luce a storie, archivi, tradizioni e memorie dei borghi campani, trasformando il loro patrimonio in un racconto contemporaneo.
Il progetto ha preso il via con la docu-web-serie “Borghi” in cinque capitoli ambientata in luoghi poco valorizzati della Campania. Sono online i primi episodi mentre la serie completa sarà fruibile dal primo febbraio su varie piattaforme e smart TV.
I reperti storici e artistici, le storie e le tradizioni territoriali dalle confraternite di Sessa Aurunca, passando per l’inedito archivio fotografico della memoria di Cusano Mutri, fino al racconto di come il cavallo ha tessuto i rapporti tra l’uomo e la storia a Santa Maria Capua Vetere.
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Ad oggi la risposta del pubblico è certamente di grande interesse, con quasi due milioni di visualizzazioni sommando i risultati tra tutte le piattaforme social e con oltre 300 mila views solo su Instagram.
Il progetto, finanziato dalla fondazione Changes nell’ambito dello Spoke 8 gestito da La Sapienza università di Roma nell'ambito del PNRR, ha come partner: l'impresa Logos, l'università degli studi della Campania Luigi Vanvitelli e l'associazione Renovatio.
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[post_content] => Gli Stati Uniti sospendendo il rilascio dei visti di immigrazione per i richiedenti provenienti da 75 paesi: secondo quanto riferito da Reuters, che cita un portavoce del Dipartimento di Stato Usa, la nuova mossa mira a contenere i flussi di immigrazione e non riguarda i visti turistici.
La sospensione, che interesserà i viaggiatori provenienti da alcuni paesi dell'America Latina, tra cui Brasile, Colombia e Uruguay, dai paesi balcanici come Bosnia e Albania, dai paesi dell'Asia meridionale come Pakistan e Bangladesh e da molte nazioni dell'Africa, del Medio Oriente e dei Caraibi, sarà in vigore dal prossimo 21 gennaio.
Tale misura non ha però alcun impatto sul rilascio dei visti turistici, o sulle richieste di lavoro temporanee: elemento non da poco considerando che gli Stati Uniti si preparano ad ospitare eventi di grande richiamo, come i Mondiali di calcio di quest'anno e le Olimpiadi nel 2028.
La decisione fa seguito a una direttiva emanata a novembre ai diplomatici statunitensi in cui si chiedeva loro di garantire che i richiedenti il visto fossero finanziariamente autosufficienti e non rischiassero di diventare dipendenti dai sussidi governativi durante il loro soggiorno negli Stati Uniti, secondo quanto specificato allora dal Dipartimento di Stato in un documento visionato da Reuters.
Tuttavia, all'inizio di dicembre, l'amministrazione Trump ha annunciato che avrebbe studiato nuove misure di screening per i turisti provenienti da decine di paesi, tra cui l'Unione europea, il Regno Unito, l'Australia e il Canada.
“Il Dipartimento di Stato userà la sua autorità di lunga data per considerare non idonei i potenziali immigrati che potrebbero diventare un onere pubblico per gli Stati Uniti e approfittare della generosità del popolo americano”, ha dichiarato Tommy Pigott, vice portavoce principale del Dipartimento di Stato.
“L'elaborazione dei visti di immigrazione provenienti da questi 75 paesi sarà sospesa mentre il Dipartimento di Stato rivaluta le procedure di elaborazione delle domande di immigrazione per impedire l'ingresso di cittadini stranieri che potrebbero usufruire di assistenza sociale e benefici pubblici”, ha aggiunto.
Il Dipartimento di Stato ha revocato più di 100.000 visti da quando Trump è stato eletto presidente e la sua amministrazione ha adottato una politica più rigorosa in materia di concessione dei visti, con controlli più severi sui social media e screening più approfonditi.
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Antigua e Barbuda, Bahamas, Barbados, Belize, Brasile, Colombia, Cuba, Dominica, Grenada, Guatemala, Haiti, Giamaica, Nicaragua, Saint Kitts e Nevis, Santa Lucia, Saint Vincent e Grenadine e Uruguay; isole Fiji; Afghanistan, Armenia, Azerbaigian, Bangladesh, Bhutan, Cambogia, Georgia, Iran, Iraq, Giordania, Kazakistan, Kuwait, Kirghizistan, Laos, Libano, Mongolia, Myanmar, Nepal, Pakistan, Siria, Tanzania, Thailandia, Uzbekistan e Yemen.
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[post_content] => Una crescita solida, con livelli di traffico superiori a quelli registrati prima della pandemia: questa la fotografia scattata da Eurocontrol sull'andamento del trasporto aereo in Europa nel 2025.
Complessivamente l'anno scorso sono stati effettuati 11,12 milioni di voli sulla rete aerea europea, con un aumento del 4% rispetto al 2024 e superando i livelli di traffico del 2019 di circa 16.800 voli.
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Un anno che sarà ricco di eventi e iniziative speciali, che sono cominciati il 6 gennaio con il lancio di una livrea speciale su uno degli Airbus A350: abbellita dall'iconico design “lettuce leaf sandwich” della compagnia aerea e con il marchio dell'80° anniversario, la livrea rende omaggio all'amata livrea a strisce verdi e bianche, riecheggiando la storica eredità di Cathay e simboleggiando al contempo la sua continua crescita e il suo progresso. Una seconda livrea “lettuce leaf sandwich” su uno dei Boeing 747 cargo di Cathay sarà presentata nelle prossime settimane.
“Questa non è solo una data importante per Cathay, ma anche un'occasione per festeggiare i nostri ‘80 anni insieme’ con Hong Kong - ha dichiarato il ceo del Gruppo Cathay, Ronald Lam -. Guidati dal nostro obiettivo di aiutare le persone a progredire nella vita, Cathay e Hong Kong sono cresciuti insieme negli ultimi otto decenni, sostenendosi a vicenda nei momenti difficili. Da Kai Tak a Chek Lap Kok, che si tratti di studiare all'estero, fare affari, esplorare il mondo, ricongiungersi con la famiglia o consegnare beni essenziali in momenti critici, Cathay è sempre stata al fianco della popolazione di Hong Kong attraverso innumerevoli viaggi e ricordi condivisi.
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Nel 2025 appena archiviato, sono state numerose le nuove sale aperte, che hanno portato a quota 20 i paesi in cui è presente il Museo.
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[post_content] => Viaggia con Carlo registra un incremento del 50% nel numero di viaggiatori coinvolti nelle partenze in Nepal, accompagnato da una crescita ancora più significativa nel numero di gruppi attivi, più che raddoppiati. Nel passaggio dal 2024 al 2025 infatti, i gruppi attivi in Nepal sono passati da 8 a 15, con un incremento dell'87,5%, segnale di una domanda più stabile e di una destinazione ormai matura.
Destinazione fondamentale
Un risultato che conferma una tendenza chiara: il Nepal è la destinazione identitaria, il cuore pulsante di una visione di viaggio consapevole, profonda e radicata nel territorio. Si tratta però, di una crescita che va oltre i numeri: l’aumento delle partenze e dei gruppi non racconta solo un successo commerciale, ma una maturazione del progetto Nepal nel suo complesso. Cresce la domanda di viaggi guidati, sicuri e autentici, cresce l’interesse per esperienze che uniscono natura estrema, spiritualità, incontro con le comunità locali e grandi trekking himalayani.
Nel 2025 il Nepal è stata la destinazione con il maggior numero di proposte attive nel calendario di Viaggia con Carlo, con partenze distribuite tra primavera, estate, autunno e inverno.
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[post_content] => Evolution Travel rilancia la destinazione Usa con itinerari su misura. Nello specifico è Southwest Usa, con i suoi paesaggi desertici e canyon mozzafiato, a rappresentare il prodotto di punta di Evolution Travel.
A guidare questa area strategica è ora Francesca Attanasio, nominata consulente di riferimento prodotto e consulente tour operator interno per l'azienda. È lei ad ideare ed implementare le proposte di viaggi che confluiscono sul portale web di Evolution Travel, dedicato agli Stati Uniti, l la seconda destinazione più venduta dai consulenti di viaggio online dell’agenzia. La sua mission è drive e tour di gruppo con soluzioni innovative che rispondano alle esigenze di personalizzazione sempre più marcate della clientela italiana.
«Quando pianifico un viaggio l’aspetto della personalizzazione è fondamentale - spiega Francesca Attanasio -. Cerco di andare oltre gli itinerari da catalogo, costruendo percorsi sperimentati in prima persona. Chi si rivolge ad Evolution Travel non trova i viaggi che potrebbe trovare generalmente online, ma basati sulle singole esigenze di ognuno. Ad esempio, se una persona visita il Southwest e poi passa l’itinerario che ha fatto al suo amico, non vuol dire che vada bene anche per lui. Ognuno ha le sue preferenze, il suo modo di viaggiare, i luoghi che vuole vedere in base ai propri interessi». Di qui l’approccio personale, basato sull'ascolto del cliente prima ancora della proposta.
«Molto spesso la richiesta del cliente è falsata, perché non sa cos'altro c'è da visitare - osserva Attanasio -. Per questo chiedo sempre che tipo di persone e di viaggiatori sono, per poi proporre anche altri luoghi da vedere».
Ma oltre ai grandi classici, Francesca Attanasio consiglia anche luoghi meno noti, che si rivelano sempre molto apprezzati. Come Sedona, in Arizona, nota dagli amanti dello yoga e delle discipline olistiche, ma sconosciuta ai più, che la consulente di viaggi online predilige come tappa per le famiglie con bambini.
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