9 ottobre 2025 09:22
Il segmento travel di Scalapay registra un’impennata del 46,7% sul 2024, risultando la percentuale di crescita maggiore dell’intero fatturato prodotto in Italia dalla fintech. A margine di Ttg Travel Experience 2025, Simone Mancini, ceo e fondatore di Scalapay, racconta l’evoluzione del Buy Now Pay Later nel turismo e annuncia nuove partnership strategiche con player del calibro di Grandi Navi Veloci.
«Quando siamo partiti, l’insight principale era che questo sistema di pagamento poteva aiutare nella gestione del budget-, spiega Mancini. – Abbiamo attratto inizialmente una clientela per la maggior parte femminile, partendo dalle transazioni più contenute: moda e cosmetica. Da lì abbiamo seguito le esigenze del cliente, che ci ha chiesto sempre di più di affrontare spese più grandi». Così la piattaforma di BNPL è arrivata nel settore dei viaggi ed esperienze.
Crescono i clienti travel
I numeri confermano la strategia: il 2025 vede crescere i clienti travel del 27,2% rispetto al 2024, mentre gli ordini segnano un +34,6%. L’AOV (Average Order Value) consolida un +9%, testimoniando l’adozione del servizio su transazioni di importo crescente.
«Le vacanze e i viaggi – aggiunge Matteo Ciccalè, VP of Growth di Scalapay – sono una delle spese più importanti che gli europei affrontano durante l’anno, ragion per cui molti dei nostri utenti continuano a chiedere la possibilità di pagare in questo mercato attraverso Scalapay. D’altra parte, la nostra soluzione risulta ideale tanto per le persone che prenotano in anticipo, avendo modo di dilazionare il pagamento del viaggio, quanto per le persone che comprano sotto data: da un punto di vista delle spese di famiglia, i mesi di luglio e agosto sono infatti tra più impegnativi dell’anno. Riteniamo che la base dei nostri attuali 10 milioni di utenti sia destinata a crescere».
Non solo: dall’esperienza di Scalapay, i manager affermano che il servizio è utile anche per concedersi un pacchetto più costoso, una camera di livello superiore o un’esperienza in più, grazie alla possibilità di diluire il pagamento in più mesi. La piattaforma allo stesso momento promuove anche l’educazione finanziaria, incoraggiando la gestione consapevole del budget personale e l’attuazione di un acquisto responsabile.
Innovazione tecnologica per la sicurezza
Sul fronte tecnologico, Scalapay ha sviluppato una soluzione proprietaria per la verifica dell’identità degli utenti. «Le soluzioni esistenti sul mercato per fare l’IDV e il biometrico sono state studiate per il mondo bancario», afferma Mancini. «Non si adattano a un metodo transazionale, per cui ne abbiamo messo a punto uno più efficace per il nostro sistema. Nell’arco di 12 mesi, siamo tornati ad avere un tasso di accettazione e di conversione pari a quello precedente alla verifica di identità. Oggi è una soluzione che dà un tasso di conversione molto più alto di quello che offre il mercato».
Partnership strategiche e nuovi annunci
Il portafoglio partnership si arricchisce con operatori di primo piano. «Abbiamo annunciato da poco la partenza con GNV, uno dei merchant più grandi del loro settore», dichiara Mancini. «Eravamo già presenti con Tiqets, una delle OTA più grandi al mondo per la distribuzione di esperienze. Abbiamo una pipeline molto ricca di altri brand che annunceremo nel mondo del travel nei prossimi mesi».
Il modello ibrido con Deutsche Bank
Per le rateizzazioni più lunghe, Scalapay ha scelto un approccio collaborativo. «Abbiamo iniziato a collaborare con Deutsche Bank per offrire fino a 12 rate», spiega Mancini. «Crediamo nel dare la migliore esperienza sia al cliente sia all’esercente. Non pensiamo di avere le competenze migliori al mondo per fare pagamenti in 36 rate o con importi molto elevati, quindi collaboriamo con partner che hanno storicità sul credito forte in Italia».
Fidelizzazione positiva: 34% di riacquisto
I dati sulla retention sono significativi: il 77% degli ordini travel proviene da clienti già nel network Scalapay, mentre il segmento di chi riacquista dallo stesso brand è pari al 34% del totale, in crescita del 63,7% rispetto al 2024.
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[post_content] => Traguardo fissato a quota 100 milioni di visitatori internazionali entro il 2030: questo l'obiettivo per gli Stati Uniti dopo che ieri il presidente Donald Trump ha incontrato i dirigenti di alcune delle più grandi compagnie aeree, catene alberghiere e agenzie di viaggio del Paese.
L'intero settore ha fatto pressioni sulla Casa Bianca affinché, sulla scia del successo dei Mondiali di calcio, venga perseguito questo ambizioso target.
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Secondo la U.S. Travel Association, a giugno la spesa per i viaggi negli Stati Uniti è aumentata del 6,2% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 122,1 miliardi di dollari, il dato mensile più alto registrato nell’ultimo anno. L’associazione ha attribuito l’incremento in parte al picco della domanda estiva e alle tariffe alberghiere più elevate nelle città che ospitano le partite dei Mondiali.
Tuttavia, altri indicatori dipingono un andamento a macchia di leopardo: sempre secondo la U.S. Travel, a giugno i prezzi dei viaggi sono aumentati dell’8,1% rispetto all’anno precedente, superando l’incremento della spesa complessiva, mentre il volume dei passeggeri aerei è diminuito dell’1,3%. Gli arrivi dall’estero sono scesi dell’1,8% a giugno e sono rimasti inferiori del 4,3% da inizio anno.
Dati più recenti mostrano che gli arrivi dall’estero sono diminuiti del 7% a luglio rispetto all’anno precedente e sono in calo del 4,7% dall’inizio dell’anno. Tale calo ha superato la flessione complessiva del volume dei passeggeri aerei, pari al 2,1% a luglio.
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Le attuali previsioni della U.S. Travel, quest’anno il numero di visitatori internazionali dovrebbe rimanere “stabile o registrare un leggero aumento”, dopo essere sceso a 68 milioni nel 2025 dai 72 milioni del 2024.
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Cresce la squadra manageriale di Aeroitalia che dà il benvenuto a Kevin Pimpinella nel ruolo di head of institutional affairs, external relations & strategic development.
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[post_content] => Le Fiandre ampliano la proposta dedicata al turismo slow e alle vacanze attive con un’offerta outdoor sempre più articolata, che affianca ai percorsi giornalieri itinerari di lunga percorrenza e cammini facilmente integrabili con la rete ferroviaria. Un prodotto che punta a unire natura, cultura, enogastronomia e mobilità sostenibile, ampliando le opportunità di soggiorno oltre i tradizionali itinerari nelle città d’arte.
Un ruolo centrale è affidato alle Flanders' Finest Hiking Routes, selezione dei percorsi più rappresentativi della regione. Sono 22 gli itinerari oggi disponibili, progettati per valorizzare non soltanto i paesaggi naturali, ma anche il patrimonio storico e culturale fiammingo. Cinque attraversano aree caratterizzate dalla presenza di castelli storici, mentre due integrano esperienze legate alla tradizione brassicola.
Tra gli esempi figura il Wildegisten Walk, nei dintorni di Bruxelles, nella regione di Bruegel, che collega il Castello di Gaasbeek e quello di Groenenberg e permette di incontrare lungo il percorso tre birrifici locali. Castelli, parchi monumentali, abbazie, aziende agricole, caffè e produttori locali diventano così parte integrante dell'esperienza, trasformando il cammino in uno strumento per conoscere il territorio e le sue tradizioni.
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[post_content] => Da domani, 1° settembre, la Premium economy di Emirates sarà disponibile su due dei tre voli giornalieri tra Mauritius e Dubai.
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«I dati elaborati da Demoskopika confermano l’ottimo andamento del turismo italiano nell’estate 2026. La spesa turistica cresce del 7,5% trainata dai volumi di 43,3 milioni di arrivi e 188,8 milioni di pernottamenti. L’inflazione turistica si attesta al 2,6%, per il quarto mese consecutivo al di sotto dell'indice generale dei prezzi, circostanza che non si verificava dal 2023.
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Il "fenomeno Cina"
«La voglia di viaggiare c'è e ormai il viaggio è diventato un bene irrinunciabile. Certo, è cresciuto il divario fra la fascia medio-bassa di utenza, sempre più condizionata dalle difficoltà economiche, e quella medio-alta che rappresenta il nostro cliente ideale, propenso a scegliere viaggi dal taglio culturale che abbiamo l'obiettivo di rendere "unici". Nel caso della Cina, sicuramente la possibilità di viaggiare senza visto e la sicurezza della destinazione hanno contribuito a spingere le vendite. La creazione di circuiti particolari accompagnati dall'Italia e arricchiti dall'esperienza di guide molto preparate parlanti italiano ha fatto il resto».
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[post_content] => E' un impatto pesante quello dell’aumento dei prezzi del carburante sui conti di Qantas Airways, che si protrarrà nell’anno fiscale in corso, mentre la compagnia aerea registra un calo del 14% dell’utile annuale.
Il vettore ha sottolineato in una nota come il conflitto tra Stati Uniti e Iran ha comportato un aumento di 610 milioni di dollari australiani, pari a circa 437 milioni di dollari Usa, dei costi annuali per il carburante. I costi totali del fuel sono così aumentati di oltre il 14%, raggiungendo i 5,72 miliardi di dollari australiani.
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Nonostante tutto, Qantas conferma prospettive di fatturato «positive. Il fatturato totale per ogni posto occupato dovrebbe crescere tra l’8% e il 10% nella prima metà dell’anno».
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[post_content] => Gli "stay-cationisti" sono in aumento. A certificarlo è Federalberghi, che prende spunto dalla ricerca commissionata a Tecnè per segnalare come le persone che trascorrono il periodo di ferie senza spostarsi dalla propria città sono quest'anno in aumento. Ad agosto, secondo le stime di Federalberghi, saranno in vacanza 17,5 milioni di italiani, e 4,7 milioni lo saranno a settembre. Numeri importanti, che però raccontano solo una parte della storia: quasi un adulto su due (48,5%) non farà alcuna vacanza durante il periodo estivo. Sono infatti 24,2 milioni le persone che trascorreranno il periodo di ferie senza spostarsi dalla propria città o dalla propria casa.
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Come invertire il trend
Lo strumento più efficace per sostenere il diritto alle vacanze è probabilmente il welfare aziendale, sempre più diffuso nelle imprese di tutti i settori. Questa leva potrebbe essere utilizzata elevando le soglie di esenzione dai contributi e dalle tasse dei cosiddetti fringe benefit oppure creando una soglia ad hoc, come già avviene per i buoni pasto.
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