25 June 2026

Rapporto Clia: 21,3 milioni di crocieristi nel 2013

Pierfrancesco Vago

Pierfrancesco Vago

Negli ultimi 10 anni la domanda di crociere è globalmente cresciuta del 77%, passando da 12 a 21,3 milioni di passeggeri. I nuovi dati rilasciati da Cruise Lines International Association mostrano che, nel mondo, gli investimenti nel settore delle crociere hanno generato 117 miliardi di dollari di contributo economico, sostenendo l’occupazione a tempo pieno di 891 mila persone per compensi complessivi pari a 38,47 miliardi di dollari. «I dati pubblicati oggi mostrano che circa il 45% del contributo globale del settore è stato generato in Europa – ha commentato Pierfrancesco Vago, presidente di Clia Europe ed executive chairman di Msc Crociere –. Indiscutibilmente, oggi il comparto crocieristico contribuisce in maniera decisiva alla ripresa economica europea, creando sviluppo e posti di lavoro. Sempre più cittadini europei scelgono l’opzione della vacanza in crociera, sempre più turisti navigano in acque europee e sempre più navi sono costruite nei cantieri europei; nei prossimi anni il peso della nostra industria in Europa può solo continuare a crescere». Nel 2013 sono stati 21,31 milioni i crocieristi che si sono imbarcati dai porti di tutto il mondo: il 55% in Nord America (11,82 milioni), il 30% in Europa (6,4 milioni); di questi, 1,73 milioni provengono dal Regno Unito e 1,69 milioni dalla Germania. La durata media di una crociera è di sette  giorni, con 3-4 porti di transito.

 

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Non solo storia e cultura al centro degli interessi dei potenziali visitatori europei: più di uno su quattro vorrebbe avere una esperienza enogastronomica in un territorio tipico (28%) e visitare i piccoli borghi (27%).\r\n \r\nEvitare overtourism\r\nSe la storia e l'arte si confermano essere il principale attivatore del desiderio di visitare l'Italia, appare sempre più importante favorire la scoperta dei tanti siti fuori dai percorsi principali, per ridurre il rischio di overtourism sulle principali destinazioni e favorire esperienze più autentiche e di qualità, che consentano di intercettare il bisogno di scoprire le tradizioni e il folklore italiano (tra le tre cose preferite dal 24% dei viaggiatori europei) e di immergersi nei cammini lenti all'interno della natura (22%).\r\n \r\nPiù contenuto risulta invece l'interesse per le attività legate all'intrattenimento e ai consumi: solo il 12% degli europei associa una vacanza in Italia allo shopping o ai luoghi del divertimento, il 9% alla vita notturna e appena il 6% alle attività sportive.\r\n \r\nL'indagine conferma dunque la forza del brand turistico Italia nel panorama europeo. 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