13 May 2026

Quale futuro per il turismo post-Covid, il coraggio dei tour operator

Informazione PR

L’intervista – Dopo i primi bilanci di una stagione post-Covid, i primi dati evidenziano come sia stato registrato un netto crollo del turismo “fai da te” e una forte crescita della fiducia ai grandi tour operator che con i loro mezzi e le loro capacità hanno potuto garantire alti standard di sicurezza. Le conseguenze dell’emergenza sanitaria hanno assunto dimensioni considerevoli che hanno posto il comparto turistico di fronte ad una sfida titanica senza precedenti. Ma come hanno vissuto questa delicatissima fase gli operatori del settore? A fare il punto della situazione tracciando i primi esiti di questa stagione segnata dall’emergenza sanitaria del Coronavirus è Domenico Stefanelli, Direttore delle Vendite di GB Viaggi, un giovane ed esperto tour operator che in questi anni si sta affermando come uno dei leader del settore.

«Alla luce delle prime valutazioni, in seguito alla conclusione di questa particolare stagione, si può dire che il comparto turistico abbia subito un crollo o si iniziano a intravedere i margini di una possibile ripresa?»

«I dati nazionali non sono certamente incoraggianti, tante sono le realtà del settore turistico-ricettivo che potrebbero non farcela, stando a quanto riportato recentemente dall’Ansa, in Italia attualmente sarebbero a rischio circa il 38% delle imprese. Dati che nel periodo pre-lockdown ci avevano fatto molto preoccupare, ma che sono in contro-tendenza rispetto al successo emerso da questa particolare stagione che ha superato ogni aspettativa regalandoci un incremento di oltre il 20%. Non credo, perciò che si possa parlare di “morte del turismo” come tanti hanno paventato, ma bisogna preoccuparsi di come sta cambiando il concetto di vacanza e riformulare progetti e idee innovative rispetto alle nuove esigenze dei turisti»

«Quali sono i principali cambiamenti che sono emersi dall’estate post Covid?»

«Sicuramente abbiamo registrato un forte incremento del turismo slow e di prossimità, in molti, infatti, hanno deciso di seguire le direttive della campagna “Io viaggio in Italia” preferendo una vacanza tutta italiana. Un piccolo calo del turismo incoming che è stato decisamente compensato dall’alto numero dei viaggiatori italiani che hanno scelto di non andare all’estero. La novità è il progressivo calo del turismo fai da te e un netto incremento dei viaggiatori che hanno deciso di affidarsi ai tour operator proprio per avere la garanzia di una vacanza serena e in totale sicurezza»

«Quali sono state le mete turistiche preferite?»

«Il Mare Italia ha retto l’urto della pandemia. Tantissimi visitatori hanno affollato tutto il meridione preferendo soprattutto le mete balneari. La Puglia resta una delle mete privilegiate, anche se la vera sorpresa è stata la Calabria che ha registrato un vero e proprio boom di presenze con tutti i villaggi in sold-out da giugno a settembre, tanto da essere stata citata come una delle mete turistiche per eccellenza persino dal New York Times»

«Quali possibili scenari si stanno delineando per il turismo nazionale?»

«Sul futuro del turismo ci sono sempre tanti punti interrogativi, ma come ha dimostrato la stagione appena trascorsa sarà premiato l’entusiasmo, la passione e il coraggio imprenditoriale. Oggi purtroppo si parla solo di aziende in vendita o vendute dimenticandosi di dare merito a chi non ha mollato. Sono proprio i tour operator che, malgrado le incognite del mercato e nonostante l’elevato rischio d’impresa, hanno creduto in un settore che molti davano per spacciato»

«Quale sarà l’elemento determinante per la ripresa del settore turistico?»

«Bisogna sicuramente puntare sull’innovazione. Come abbiamo sperimentato in questa stagione dalle previsioni incerte, il settore turistico non solo può superare questa crisi, ma può anche trarne alcuni vantaggi. Secondo l’Enit – Agenzia Italiana per il Turismo – si prevede che nel 2022 il flusso turistico ritornerà ai livelli pre Covid, ipotizzando addirittura una crescita di due punti percentuali. Ad assumere un ruolo determinante sarà il digitale che già da tempo ha modificato il modo di pensare alla vacanza. Il cosiddetto “turismo esperienziale” con cui si sta iniziando a sperimentare una personalizzazione del pacchetto turistico è proprio ciò che spinge il viaggiatore a scegliere un determinato tipo di operatore o orientarsi verso una precisa destinazione. Sono questi gli elementi su cui puntare per l’innovazione e la riformulazione di una proposta turistica che deve tenere sempre più in considerazione le esigenze e le comodità dei propri utenti»

«Dove e quando potremo scoprire le novità che avete in serbo e la programmazione per la stagione 2021?»

«Oltre al tradizionale metodo della consultazione dei siti internet attraverso cui è possibile tenersi costantemente aggiornati con le novità e tutte le promozioni, è possibile scoprire le news e la nuova e avvincente programmazione 2021 presso le fiere dedicate al turismo. In seguito alla convalida del TTG Travel Experience che si terrà a Rimini dal 14 al 16 ottobre, GB Viaggi conferma la sua presenza per il terzo anno consecutivo presso la più importante fiera per la promozione del turismo mondiale dove sarà possibile visitare il nostro stand per scoprire le grandi novità che abbiamo in serbo per il 2021»

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L’accordo punta a riconoscere le dimore storiche come parte integrante dell’identità culturale italiana e come leva strategica per la crescita economica, sociale e turistica dei territori, in particolare nei borghi e nei comuni delle aree interne.\r\nIl Protocollo prevede iniziative congiunte per favorire il turismo sostenibile e la destagionalizzazione dei flussi turistici, attraverso l’integrazione delle dimore storiche nei piani culturali e turistici locali, la creazione di itinerari dedicati, la promozione di eventi culturali condivisi e la realizzazione di progetti con scuole e università, programmi di volontariato culturale e iniziative di apertura al pubblico.\r\n“L’accordo tra Anci e Dimore storiche - dichiara il presidente dell'Anci Gaetano Manfredi - punta a trasformare le dimore storiche in una leva strategica per lo sviluppo sostenibile dei territori. Abbiamo un duplice obiettivo: da un lato promuovere un turismo lento e di qualità per contrastare lo spopolamento dei borghi e delle aree interne; dall’altro sensibilizzare i comuni ad adottare, laddove possibile, politiche di semplificazione e agevolazione fiscale per chi custodisce questo patrimonio. Vogliamo che palazzi, ville e giardini storici siano sempre più integrati nella vita delle comunità, diventando tappe imprescindibili di itinerari culturali che valorizzino l’intera filiera territoriale, dai musei civici alle eccellenze artigiane. Proteggere queste realtà e la memoria storica significa investire nel futuro economico e sociale dei nostri territori”.\r\n“La collaborazione con Anci - spiega da parte sua la presidente delle Dimore storiche Maria Pace Odescalchi - nasce in modo naturale: i dati dell’Osservatorio sul Patrimonio Culturale Privato evidenziano infatti che il 30% delle dimore storiche si trova in comuni con meno di 5.000 abitanti. La firma di questo Protocollo rappresenta un passo significativo per valorizzare le dimore storiche come presìdi culturali e motori di sviluppo territoriale, con l’obiettivo di metterle a sistema, sostenerle e integrarle nelle strategie di sviluppo locale e turistico, a beneficio dell’intero Paese”.","post_title":"Firmato Protocollo d'intesa fra le Dimore storiche e l'Anci","post_date":"2026-05-13T08:53:57+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":[]},"sort":[1778662437000]}]}}