3 giugno 2026 11:49
Nel 1786, Johann Wolfgang von Goethe si mise in viaggio verso sud, attraversando l’Italia in un percorso destinato a durare quasi due anni. Un itinerario che, negli anni successivi, sarebbe stato intrapreso anche da J. M. W. Turner partendo da Londra e da Stendhal da Parigi, dando forma a ciò che sarebbe passato alla storia come il “Grand Tour”. Più di un viaggio, un’esperienza formativa fondata su un’idea: l’Italia richiede tempo. Mesi di cammino e scoperta, talvolta anni, da Roma a Venezia, da Napoli alle colline toscane, lasciandosi trasformare dalla bellezza, dall’arte e dalla cultura del Paese.
Oggi Orient Express riscopre questa tradizione, proponendo sei itinerari estivi dal nome evocativo “Grand Italian Tours”: su rotaia a bordo del treno La Dolce Vita Orient Express, con soggiorni presso Orient Express La Minerva a Roma e Orient Express Venezia, oltre ad esperienze in mare a bordo di Orient Express Corinthian, il più grande veliero mai realizzato.
I programmi in dettaglio
Da domenica 19 luglio a domenica 20 settembre si viaggerà da Venezia alla Costa Azzurra, da Roma a La Valletta, da Dubrovnik a Marsiglia. Un solo viaggio, tre modi di esplorare in un’unica esperienza.
Ogni Grand Italian Tour combina almeno due modalità di viaggio: treno, hotel o veliero. Tutti gli itinerari includono un’esperienza su misura nelle diverse destinazioni, come una visita privata a un palazzo senese, una cena nei Giardini di Augusto a Capri, una caccia al tartufo nelle foreste dell’Istria o una serata al Palais Bulles a Cannes. Esperienze aggiuntive sono disponibili su richiesta.
Venezia – Riviera francese, co soste a Siena, Roma, Portofino, Cannes, è in programma dal 19 al 26 luglio.
Roma – Valletta, con tappe a Venezia, Portofino, Costiera Amalfitana, Sicilia parte il 30 luglio fino all’11 agosto.
Dubrovnik – Roma, con soste in Istria, a Veneziae a Siena, è in programma dal 22 al 31 agosto.
Roma – Venezia, sostando a Portofino e in Costiera Adriatica si svilupperà dal 27 agosto al 3 settembre.
Venezia – Provenza, con tappe a Siena, Roma, Capri, Porto Cervo, partirà il 13 settembre per far ritorno il 20 settembre.
Infine, Roma – Provenza, con soste a Matera, Capri, Porto Cervo, è stato programmato dal 12 al 20 settembre.
Gli itinerari alternano il piacere del viaggio a soggiorni prolungati e momenti di scoperta nelle città, garantendo una continuità perfettamente orchestrata tra una tappa e l’altra.
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[post_content] => Viking ha annunciato giovedì di aver preso in consegna le sue nuove navi fluviali, la Viking Annar e la Viking Fjolvar. Costruita presso il cantiere navale Meyer's Neptun Werft di Rostock-Warnemünde, in Germania, la Viking Annar percorrerà gli itinerari della compagnia sui fiumi Reno, Meno e Danubio, mentre la Viking Fjolvar effettuerà le crociere sulla Senna.
Le navi
Come riporta Travelpulse, Viking Annar può ospitare 190 passeggeri in 95 cabine e vanta un elegante design scandinavo e innovazioni all'avanguardia nel settore. La nave effettuerà itinerari che includono una crociera sul Reno, un grand tour europeo, una crociera nell'Europa dell'Est, un soggiorno in Europa e un Natale sul Reno.
La Viking Fjolvar ospiterà 168 passeggeri in 84 cabine e presenta gli stessi elementi di design delle navi vichinghe Longship. È previsto che effettui crociere di andata e ritorno da Parigi sulla Senna, lungo itinerari come "Parigi e il cuore della Normandia" e il nuovo "Natale a Parigi e in Normandia".
«Siamo orgogliosi di dare il benvenuto alla Viking Annar e alla Viking Fjolvar nella nostra flotta in continua espansione di navi fluviali pluripremiate - ha dichiarato Leah Talactac, presidente e ceo di Viking -. Esplorare via fiume offre un modo impareggiabile per scoprire la storia, la cultura e la vita locale di una destinazione, e queste nuove navi permetteranno a un numero ancora maggiore di viaggiatori curiosi di vivere l'Europa nel comfort di Viking."
Oltre alle due navi più recenti, Viking prevede di ricevere in consegna altre 22 navi fluviali entro il 2028, nove navi oceaniche entro il 2031 e due navi da spedizione entro il 2031. Una volta consegnate, Viking vanterà una flotta di 114 navi fluviali nel 2028 e di 26 navi oceaniche e da spedizione nel 2031.
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[post_content] => Con un impatto economico di 56,6 miliardi di euro, circa il 52% dell’indotto turistico complessivo, il turismo culturale in Italia si conferma un imprescindibile traino di flussi e di attivazione economica per i territori, con significative ricadute sulla filiera dei servizi locali.
Lo rende noto il ministero del turismo, sulla base di un report elaborato dal suo Ufficio di Statistica, in occasione degli Stati industriali della cultura cui ha preso parte, nella giornata di oggi, il ministro del turismo Gianmarco Mazzi.
La centralità del turismo culturale si riflette inoltre nei dati relativi all’attrattività: i comuni a vocazione culturale catalizzano, infatti, oltre il 63% delle presenze complessive. Anche in termini di competitività internazionale, l’unicità del nostro patrimonio risulta un fattore cruciale. Stando alle ultime rilevazioni, il 57% dei viaggiatori stranieri sceglie il Belpaese spinto da interessi culturali, generando così una spesa turistica annua che, nelle sole città d’arte, supera i 19 miliardi di euro, equivalente al 56% del dato totale.
Dal punto di vista della composizione della domanda, le visite nelle città d’arte risultano prevalentemente trainate dalle coppie (43% dei visitatori) e dalle famiglie (28%), seguiti da viaggiatori individuali (16%, in crescita del 3% rispetto all’anno precedente) e gruppi organizzati (12%).
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[post_content] => I politici hanno l'abitudine di cambiare il nome della cosa, affinché la cosa si cambi. Naturalmente non va così, ogni cosa è quella che è, anche se le cambi il nome.
Questa premessa vale anche per il ministro Mazzi che continua a fare battaglie fonetiche per sostenere che il turismo è un'industria. No il turismo è un complesso sistema di servizi, e lo è ovunque. Non solo in Italia. E come se non bastasse ieri ha annunciato che il 27 settembre ci sarà un'iniziativa «dove tutti avranno a disposizione 3 minuti per dire perché il turismo è un’industria. E questa diventerà la mia bibbia».
Due valutazioni su questa frase. La Bibbia. Ma il ministro sa cosa è la Bibbia? Perché tirare in ballo la Bibbia quando abbiamo problemi seri che non riusciamo a risolvere.
3 minuti
Secondo. La frase: tutti avranno a disposizione 3 minuti per dire che il turismo è un'industria. 3 minuti? E chi è questo "diointerra" che riesce in 3 minuti a dire che un sistema non industriale, in effetti lo è? Demostene o Cicerone? Chi ha questa arte retorica? Mah!
Poi c'è l'altro aspetto: il relatore salirà sul palco non per dire quello che vuole, non presentare la difficoltà in cui vive il nostro turismo. No, deve dire che è un'industria. Mi piace questa libertà concessa ai relatori.
Poi. Ieri sempre durante l'Assemblea di Federturismo Confindustria, ha preso la parola il neo presidente, Massimo Caputi che si è messo in evidenza per alcune espressioni gentili e per una prospettiva allarmante. Ma andiamo per ordine.
La sensibilità di Caputi
Sentiamolo. «Noi siamo malati di nanismo». Ma vi sembra una modo adeguato di esporre un concetto? Nanismo? La frase ci sembra leggermente forte per le migliaia di persone che soffrono di quella patologia. Ma come si fa?
E inoltre: «l'80% degli alberghi è di proprietà di singoli soggetti. Non reggiamo la concorrenza internazionale». Allora delle due una: o il turismo italiano non è concorrenziale con quello estero e quindi va male, oppure (come sostiene il ministero e la Banca d'Italia ecc) va bene e allora vuol dire che questa forma capillare di alberghi di proprietà famigliare, funziona.
Mettetevi d'accordo.
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[post_content] => La black list aggiornata delle compagnie aeree stilata dalla Commissione europea vede l'ingresso di Air Express Algeria, cui viene quindi vietato operare nei cieli dell'Ue, e l'uscita di tutte le compagnie aeree certificate in Kirghizistan.
La rimozione dei vettori kirghisi segna la fine di un periodo di 20 anni durante il quale le compagnie aeree del paese erano state di fatto escluse dai cieli dell'Ue. La Commissione ha affermato che la decisione riflette i significativi miglioramenti nella supervisione della sicurezza aerea e nel quadro normativo del Kirghizistan, a seguito di ampie riforme e valutazioni internazionali.
Al contrario, ad Air Express Algeria è stato vietato di operare all'interno dell'Ue dopo che gli esperti di sicurezza aerea hanno individuato gravi carenze nel rispetto degli standard di sicurezza internazionali durante le ispezioni e le valutazioni.
Con questo aggiornamento (il 48° per la precisione) un totale di 154 compagnie aeree rimangono soggette a divieto di volare nello spazio aereo dell’Ue. Tra queste figurano: 126 compagnie aeree certificate in 16 paesi in cui la supervisione del settore è considerata inadeguata; 22 compagnie aeree certificate in Russia. Sei singole compagnie aeree di altri paesi, tra cui Air Express Algeria, Air Zimbabwe, Avior Airlines, Iran Aseman Airlines, Fly Baghdad e Iraqi Airways.
Due vettori rimangono soggetti a restrizioni parziali anziché a un divieto totale: Iran Air e Air Koryo possono operare solo con specifici tipi di aeromobili approvati.
L'aggiornamento coincide con il 20° anniversario della Lista di sicurezza aerea dell'Ue, introdotta per la prima volta nel 2006.
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Il 58% delle navi da crociera è già predisposto per collegarsi alla rete elettrica di terra e spegnere i motori una volta ormeggiata in banchina; entro il 2028, con 239 navi, la quota supererà il 75%.
Una trasformazione che le compagnie stanno anticipando rispetto agli obblighi normativi e a cui anche i porti si stanno progressivamente adeguando. L'allaccio elettrico è infatti già operativo in 51 scali europei, mentre in Italia i porti, sostenuti da 800 milioni di fondi europei, dovrebbero vedere una rapida accelerazione e passare, entro fine 2027, a 52 allacci.
Per valorizzare appieno questa opportunità di decarbonizzazione, diventa fondamentale affrontare in modo coordinato alcuni nodi chiave, promuovendo una collaborazione efficace tra compagnie, autorità portuali, istituzioni, fornitori di energia e terminalisti.
Il tema è stato affrontato nell'ambito di un incontro organizzato a Roma dalla Cruise Lines International Association alla presenza del direttore generale per i porti del ministero delle infrastrutture e dei trasporti, Donato Liguori, del vicepresidente port & terminal di Costa Crociere, Roberto Ferrarini, del senior vice president e responsabile della transizione energetica di Msc Cruises, Michele Francioni e del partner di McKinsey & Company e responsabile Blue Economy per il Med office, Filippo Gozzi.
Italia in pole position
Come afferma Liguori, «L’Italia, anche grazie ai fondi europei del Pnrr, sta anticipando la scadenza del 2030 accelerando sulla transizione energetica nei porti: oltre 800 milioni di euro tra Pnrr e Pnc per lo sviluppo del cold ironing, con 52 interventi già finanziati. Il Mit si è fortemente impegnato da ultimo nella definizione di linee guida nazionali condivise, frutto di un lavoro sinergico con gli stakeholder del cluster marittimo e dei tavoli di consultazione già avviati. Grazie al lavoro svolto, l’Italia si prepara a compiere un salto di qualità: presto la grande maggioranza dei porti sarà in grado di collegare le navi ai propri impianti di cold ironing, con 28 impianti dedicati alle navi da crociera e ai supply vessel, rendendo concreta la transizione energetica del sistema portuale un passo decisivo verso porti più sostenibili e competitivi».
«Le compagnie da crociera sono all'avanguardia dell'innovazione e della sostenibilità nel settore marittimo, ma non possono agire da sole. Per questo siamo molto soddisfatti del lavoro svolto con il ministero, che ha impresso una notevole accelerazione alla realizzazione degli impianti e alla definizione delle dei criteri e delle regole. Ad oggi ci sono in rampa di lancio numerosi progetti che, grazie ad un lavoro di sistema tra tutti gli operatori, possono portare l'Italia a diventare tra i Paesi più virtuosi d'Europa» aggiunge Francesco Galietti, direttore di Clia Italia.
«Msc Cruises - fa eco Francioni - ha acquisito una notevole esperienza nell’utilizzo del cold ironing da parte delle proprie navi in vari porti europei e mondiali con 217 connessioni nel corso del 2025, che aumenteranno a circa 450 nel 2026, confermando l’impegno della compagnia ad anticipare gli obblighi normativi del 2030, ma occorre tuttavia che si creino meccanismi di incentivazione per massimizzarne l’utilizzo garantendo al tempo stesso costi sostenibili per gli operatori»
«Lo shore power rappresenta una grande opportunità per accompagnare la transizione energetica del settore crocieristico e generare benefici concreti per i territori. Costa Crociere è attivamente impegnata nello sviluppo e nell’utilizzo di questa tecnologia, con una flotta sempre più predisposta alla connessione elettrica in banchina e un approccio orientato all’impiego del servizio dove disponibile e operativamente realizzabile. Un’evoluzione più rapida delle infrastrutture portuali, insieme a condizioni di accesso economicamente sostenibili e a linee guida chiare e condivise per l’utilizzo del servizio, può valorizzare gli investimenti già realizzati dall’industria e sostenere lo sviluppo sostenibile dei porti italiani» chiude Ferrarini.
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[post_content] => Il prossimo 27 settembre, in occasione della Giornata mondiale del Turismo, saranno gli operatori a prendere la parola.
Il ministero del Turismo convocherà infatti presso il Tempio di Venere, dalle 11.30, i rappresentanti della filiera per un appello pubblico dal titolo “Perché il turismo è un’industria”. A ciascuno sarà chiesto di spiegare, in pochi minuti, perché il comparto debba essere riconosciuto a tutti gli effetti come un’industria nazionale.
È questo il passaggio più significativo annunciato dal neoministro del Turismo Gianmarco Mazzi, ieri, al Maxxi di Roma, nella cornice dell’Assemblea pubblica 2026 di Federturismo Confindustria: «Ho lanciato oggi un’iniziativa che faremo il 27 settembre, Giornata mondiale del Turismo che noi, in Italia, considereremo la Giornata mondiale del turismo culturale - esordisce Mazzi -. Quel giorno, infatti, ci sarà un evento di Alberto Angela per raccontare la figura di Cesare al Colosseo, mentre noi, dalle 11.30 di mattina, convocheremo tutti gli operatori al Tempio di Venere per permettere a ciascuno di loro di spiegare perché il turismo è un’industria».
Saranno quindi gli attori della filiera a raccontare il peso economico, produttivo e territoriale del settore e a rivendicarne una collocazione stabile tra gli asset strategici dell’economia nazionale, ma soprattutto internazionale. L’iniziativa, infatti, nelle intenzioni del ministro, non si esaurirà nella giornata del 27 settembre: gli interventi degli operatori saranno raccolti, pubblicati e portati nei contesti istituzionali europei, con l’obiettivo di rafforzare il peso del comparto proprio nelle sedi in cui si definiscono strategie, investimenti e politiche economiche.
«È una sorta di appello pubblico - specifica Mazzi -. Il turismo fa ancora fatica a trovare spazio nei documenti programmatici e a essere affiancato ai comparti tecnicamente industriali, come automotive, manifattura e agricoltura. Ci sono Paesi in Europa che non hanno del turismo un approccio come il nostro. Per questo motivo porterò gli interventi in qualsiasi contesto nazionale internazionale, affinché la considerazione per questo settore aumenti a tutti i livelli».
Anche Federturismo chiede riconoscimento
La notizia si inserisce nella cornice dell’Assemblea pubblica 2026 di Federturismo Confindustria, che ha segnato il passaggio alla presidenza di Massimo Caputi: «È il momento di avviare - esordisce nel suo intervento - una strategia strutturale insieme al Governo e a tutti gli stakeholder della filiera, che riconosca definitivamente il turismo come grande industria nazionale, al pari degli altri settori strategici dell’economia italiana».
Nella stessa direzione si inserisce il Patto di fine legislatura per il turismo lanciato dalla Federazione, con un richiamo alla semplificazione delle attività turistiche e a una governance più strutturata
verso il 2030. «Il turismo italiano è una filiera che genera valore lungo tutto il territorio nazionale e contribuisce in maniera determinante all’immagine dell’Italia nel mondo - dichiara Caputi -. Per questo è necessario che venga considerato e sostenuto come una vera industria strategica del Paese. Le priorità sono rappresentate dal patto di fine legislatura per il turismo, da presentare ai
ministri competenti, accompagnato da un decreto di semplificazione ispirato ai modelli europei più avanzati, insieme alla necessità di promuovere e monitorare l’attuazione dei contratto di filiera e di garantire l’attuazione piena e rapida delle misure già finanziate».
Per Caputi, il punto è dare alle imprese un quadro operativo finalmente stabile: «Le imprese non possono più aspettare. Chiedono una cosa semplice: strumenti certi, tempi certi, regole certe».
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[post_content] => Aci Europe invita la Commissione europea a riconsiderare alcuni aspetti fondamentali della proposta di quadro normativo sugli aiuti di Stato nel settore dell’aviazione: il timore dell'associazione è che tali misure potrebbero avere un impatto significativo sugli aeroporti regionali, oltre che ridurre la connettività e accentuare le disparità economiche in Europa.
Secondo Aci Europe la bozza di linee guida rischia di compromettere la sostenibilità a lungo termine degli aeroporti regionali e delle comunità che servono.
L'organizzazione sostiene che gli aeroporti regionali svolgono un ruolo ben più ampio della semplice fornitura di infrastrutture di trasporto, fungendo da collegamenti vitali a sostegno dell'occupazione, degli investimenti, del turismo, dei servizi pubblici e dell'accesso al mercato unico europeo.
"Gli aeroporti regionali sono molto più di semplici infrastrutture di trasporto - ha dichiarato il direttore generale, Olivier Jankovec -. Sono arterie economiche vitali che collegano le comunità al mondo del lavoro, agli investimenti, al turismo, ai servizi pubblici e al più ampio mercato unico europeo”.
Sarebbero tre gli aspetti che richiamano particolare preoccupazione: il primo riguarda le nuove restrizioni agli aiuti al funzionamento per gli aeroporti che gestiscono tra 500.000 e un milione di passeggeri all'anno. La proposta introdurrebbe un limite di durata quinquennale e ulteriori condizioni per la concessione degli aiuti.
L'associazione sostiene che molti aeroporti di piccole dimensioni continuano ad affrontare difficoltà finanziarie strutturali legate alle limitate economie di scala, alla crescente stagionalità, al consolidamento delle compagnie aeree e all'aumento dei costi operativi.
Aci Europe ha osservato che diversi studi economici indipendenti, tra cui una ricerca commissionata dalla stessa Commissione europea, hanno messo in evidenza queste difficoltà.
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L'organismo aeroportuale sostiene che molti aeroporti di medie dimensioni devono far fronte a notevoli esigenze di investimento in settori quali la sicurezza, la protezione, la sicurezza informatica, la decarbonizzazione, l'adattamento ai cambiamenti climatici e l'ammodernamento delle infrastrutture.
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[post_content] => Come la prossima generazione sarà destinata a trasformare il lusso, l’ospitalità e i modelli di leadership? Se ne è parlato al Bulgari Hotel durante la tavola rotonda organizzata da Glion Institute of Higher Education dal titolo “Gen Alpha: la generazione che reinventerà il lusso”.
Moderato da Sara Magro, il dibattito ha esplorato come la Generazione Alpha - i nati dopo il 2010 - sia destinata a ridefinire profondamente i codici, le aspettative e i modelli di business del lusso nei prossimi anni.
Secondo Bain & Company, le generazioni più giovani, tra cui Gen Z e Gen Alpha, rappresenteranno fino all’80% degli acquisti globali di beni di lusso entro il 2030, mentre la Gen Alpha è destinata a diventare la più grande generazione della storia, con oltre 2 miliardi di individui a livello globale. Cresciuta interamente nell’era dell’intelligenza artificiale, dell’iperconnessione e dell’immersione digitale permanente, la Gen Alpha sta già influenzando la percezione dei brand, la cultura digitale e i comportamenti d’acquisto molto prima di diventare una generazione di consumatori pienamente attiva.
L’evento ha evidenziato come Glion continui a essere in sintonia con le dinamiche in evoluzione che stanno plasmando il futuro dell’hospitality di lusso, preparando attivamente studenti e partner del settore alle trasformazioni che stanno già impattando il comparto.
Ospitata presso il Bulgari Hotel Milano, la tavola rotonda ha riunito Giovanni Manfredini, head of guest experience and event management specialisation presso Glion Institute of Higher Education; Margot Canfeur, director di L’Amour Agency; Stephen Alden, Glion Alumnus ed ex ceo di Raffles Hotels & Orient Express; Serena Dognini, hr manager del Bulgari Hotel Milano.
Ridefinire il lusso
Nel corso della discussione, i relatori hanno analizzato come le giovani generazioni stiano ridefinendo il lusso attraverso nuove aspettative legate ad autenticità, sostenibilità, personalizzazione, valore emotivo e rilevanza culturale. Particolare attenzione è stata inoltre dedicata alla crescente tensione tra accessibilità ed esclusività in un’epoca dominata dalla visibilità sui social media e dall’esposizione digitale permanente.
Giovanni Manfredini ha commentato: «Per la Gen Alpha il lusso non sarà più soltanto sinonimo di esclusività, ma un’esperienza profondamente personale, costruita attorno all’identità, alle emozioni e ai valori individuali. Oggi i consumatori più giovani chiedono autenticità, trasparenza e connessioni significative con i brand: non basta più il prodotto, conta soprattutto come un’esperienza ti fa sentire. L’evoluzione del settore passerà quindi dalla capacità dei brand di creare ecosistemi esperienziali coerenti, umani e personalizzati».
La conversazione ha inoltre approfondito l’evoluzione dell’hospitality di lusso verso modelli sempre più emozionali, immersivi e orientati all’esperienza, nei quali la connessione umana e il significato assumono un ruolo sempre più importante rispetto ai tradizionali simboli di status. I relatori hanno evidenziato come i brand dell’ospitalità si stiano progressivamente trasformando in ecosistemi culturali, collocandosi all’incrocio tra lifestyle, benessere, comunicazione ed experiential design.
Stephen Alden ha aggiunto: «L’intelligenza artificiale trasformerà profondamente molti aspetti operativi del settore, dalla personalizzazione dei servizi all’efficienza delle esperienze. Tuttavia, il vero valore del lusso continuerà a essere umano: la connessione emotiva, il ricordo di come ci si è sentiti durante un’esperienza e la capacità di far sognare resteranno elementi centrali per costruire loyalty e desiderabilità. Oggi più che mai il lusso deve riuscire a creare esperienze iper-personalizzate, in grado di riflettere l’identità delle persone e generare relazioni durature nel tempo».
Serena Dognini ha concluso: «Le nuove generazioni cercano nel lavoro purpose, crescita personale, flessibilità ed esperienze autentiche. Nell’hospitality di lusso diventa quindi fondamentale valorizzare le persone, ascoltarle e farle sentire protagoniste del proprio percorso professionale, creando ambienti basati su autenticità, benessere, inclusività e spirito di squadra. Oggi i giovani talenti non cercano soltanto un brand prestigioso, ma realtà capaci di offrire formazione continua, attenzione alla persona e una cultura aziendale coerente con i loro valori».
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[post_content] => Barcellona sotto i riflettori del mondo intero ieri con la visita di Papa Leone XIV alla Sagrada Família, culminata con l’inaugurazione della Torre di Gesù Cristo, evento centrale dell’Anno Gaudí e una delle tappe più significative della storia recente della basilica. Con i suoi 172,5 metri di altezza, la torre rappresenta il punto più alto della Sagrada Família e la rende la chiesa più alta del mondo.
A cento anni dalla morte di Antoni Gaudí, l'evento è stato uno straordinario omaggio all’architetto e al suo sogno di costruire un tempio concepito come una grande Bibbia di pietra, dove fede, arte e architettura si fondono per trasmettere il messaggio evangelico.
La torre di Gesù Cristo si trova al centro del gruppo di torri della Sagrada Família. È circondata dalle quattro torri degli Evangelisti, a cui si collega tramite dei ponti, e dalla torre della Vergine Maria, collegata internamente alla Torre di Gesù Cristo. Presenta dodici facce e raggiunge i 172,5 metri di altezza. È inoltre composta da dodici livelli di pannelli, la cui installazione è iniziata il 16 ottobre 2018 a partire da 85 metri dal suolo.
La torre è sormontata da una croce tridimensionale a quattro bracci, rivestita in vetro e ceramica bianca smaltata. La croce misura 17 metri di altezza e 13,5 metri di larghezza.
Come riportato negli Àlbums del Temple, Gaudí desiderava che la croce risplendesse sia di giorno che di notte. Per questo motivo è stata realizzata con ceramica smaltata bianca e vetro, due materiali luminosi e allo stesso tempo resistenti agli agenti atmosferici. In più, sulle torri degli Evangelisti e degli Apostoli saranno installati dei proiettori destinati a illuminare il coronamento della torre.
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