27 June 2026

Mele, Mappamondo: si ripartirà dal green pass ma preoccupa la questione voli e strutture ricettive

La ripartenza non è lontana. Anche per il lungo raggio. Ma resta l’incognita voli e strutture ricettive, dopo un periodo così lungo di stop. Ne è convinto il presidente e ceo di Mappamondo, Andrea Mele, intervenuto in occasione di una recente puntata di 20.21 Il Turismo della Sera: “Il numero di mete almeno parzialmente aperte è destinato ad aumentare presto. Agli Emirati, con l’eccezione di Abu Dhabi, alle Maldive e alle Seychelles dovrebbero infatti aggiungersi nei prossimi mesi destinazioni come la Polinesia, gli Stati Uniti, Bali, Cuba e parte della Thailandia, con Phuket che ci si aspetta possa essere disponibile a partire dal 1° di luglio. In molti casi, le autorità locali pensano a terminare la campagna vaccinale per i propri residenti, per poi aprire i confini almeno ai viaggiatori immuni o appunto essi stessi vaccinati. Ed è qui che probabilmente entrerà in gioco il Green pass attualmente allo studio in sede europea, oltre che il necessario allargamento della cosiddetta lista D dell’ultimo dpcm, che include le destinazioni extra-europee raggiungibili oggi dagli italiani”.

Una riapertura graduale ma significativa che, secondo il ceo di Mappamondo, dovrebbe raggiungere pressoché tutte le destinazioni principali già a ottobre-novembre di quest’anno. Rimangono però un paio di questioni aperte sul tavolo. Da una parte i voli, “perché ci sono molte compagnie ferme ormai da un anno, alcune delle quali ormai in amministrazione controllata. Siamo sicuri che riusciranno a riprendere le operazioni, una volta terminata la fase emergenziale? Oggi sui sistemi di prenotazione ci sono parecchi voli già prenotabili. Io ho tuttavia dei dubbi che poi saranno tutti realmente operati. E a noi organizzatori rimarrebbe a quel punto la responsabilità della mancata partenza da gestire…”.

In secondo luogo c’è l’incognita strutture ricettive. Anche in questo caso la chiusura forzata apre numerose incognite, in termini sia di prodotto, per la mancata manutenzione, sia di qualità del servizio, a seguito della perdita di personale qualificato. “Una criticità che riguarderà soprattutto chi è abituato a lavorare con le bed banks – ha concluso Mele -. Per quanto ci riguarda, noi preferiamo da sempre basarci sui contatti diretti. E proprio perché consapevoli del rischio scadimento delle strutture, ci siamo impegnati particolarmente in tale direzione. In alcuni casi specifici abbiamo quindi ridotto un po’ l’offerta, proprio per garantire la continuità dei nostri standard“.

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