27 March 2026

La famiglia di un marittimo vittima del Covid-19 cita RCCL

La Simphony of the Seas

Royal Caribbean Cruise Lines, si trova ad affrontare la prima richiesta danni, su denuncia sporta dalla famiglia di un membro dell’equipaggio imbarcato sulla Simphony od the Seas.
I congiunti del marittimo scomparso, basano la vertenza, diretta al tribunale di Miami, sul fatto che la compagnia non sia riuscita a proteggere i suoi dipendenti mentre la pandemia stava rivoluzionando le rotte nel mondo. La notizia riportata dalla Associated Press, dice anche che la vittima,  Pujiyoko, 27 anni, lavorava nell’housekeeping sulla Smphony e soffriva di sintomi molto simili a quelli dell’influenzali tra cui febbre e mancanza di respiro, ma nonostante questo, non è stato testato per sei giorni.
La memoria sostiene inoltre che RCCL non avrebbe seguito le norme di sicurezza di base, consentendo buffet e feste fra l’equipaggio e imponendo agli stessi di partecipare a esercitazioni anche dopo che il governo degli Stati Uniti aveva emesso un ordine di non navigazione per frenare le infezioni da coronavirus.
Per le navi da crociera che erano in mare quando l’ordine entrò in vigore, le compagnie negoziarono lo sbarco dei loro passeggeri, spesso con situazioni difficili con i paesi e governi locali diffidenti nei confronti dei viaggiatori presumibilmente infetti. Per la maggior parte, invece, i membri dell’equipaggio rimasero a bordo delle navi alla fonda al largo della costa. Pujiyoko, nativo di Bali, Indonesia, fu sbarcato e portato in ospedale a Fort Lauderdale il 30 marzo, ben sette giorni dopo aver riportato il proprio stato, per la prima volta, alla struttura medica della nave. È morto l’11 aprile. Il rappresentante legale della famiglia, l’avvocato specializzato in diritto della navigazione, Michael Winkleman, afferma che Pujiyoko non aveva patologie pregresse e aveva superato le visite mediche pre-assunzione e reimpiego per lavorare per Royal Caribbean, la quale si trincera dietro il consueto “no comment”.

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