27 June 2026

Kel 12 supera i 30 mln di fatturato e punta a dmc in Algeria e Namibia

Kel 12 si appresta a chiudere con un deciso segno più l’anno finanziario 2023-2024 a fine settembre. “Dovremmo raggiungere i 30-31 milioni di euro di fatturato, contro gli oltre 25 milioni dell’anno precedente -, racconta l’amministratore delegato dell’operatore milanese, Gianluca Rubino -. Le marginalità (ebitda margin) rimarranno invece più o meno sui livelli dell’anno scorso, attorno al 5%“. Ma il to meneghino è già da tempo concentrato sul prossimo esercizio: “Quello attuale lo abbiamo sostanzialmente chiuso non più tardi dello scorso giugno. Su ottobre e novembre abbiamo già ottimi numeri, che migliorano ulteriormente per Capodanno e primavera. Il rimbalzo post-Covid non è insomma un fenomeno passeggero: le persone hanno ancora moltissima voglia di viaggiare”.

A trainare le performance di Kel 12 sono state soprattutto l’Indonesia, il Sud America e l’Africa Australe, uno dei tradizionali prodotti di punta del to. “Tra i migliori anche la Mongolia, che ha sorpreso i nostri viaggiatori soprattutto per la qualità dei servizi. La destinazione gode peraltro del vantaggio di non essere una meta super affollata. Ed è quello che solitamente cerca chi si rivolge a noi. Un discorso valido anche per un paese come l’Argentina“. Protagonista dell’Oriente è stata pure la Cina, che ha beneficiato di un fortissimo rimbalzo: “Come per ogni meta che riapre dopo un po’ di tempo abbiamo dovuto ricontrollare tutti i servizi, specialmente lungo gli itinerari lontani dai percorsi tradizionali. Ma devo dire che non abbiamo riscontrato particolari difficoltà”. C’è invece un pizzico di delusione per l’Islanda, che è andata incontro a un lieve calo. “Ma c’era forse da aspettarselo, visto l’andamento eccezionale della destinazione negli anni precedenti, anche durante il Covid. Nel Nord siamo comunque riusciti a sopperire bene con la Groenlandia e le Svalbard”. 

Infine, una battuta sui prossimi sviluppi del to, che prosegue lungo il proprio percorso di integrazione verticale. “Sono convinto che un’azienda, per rimanere sul mercato, debba sempre reinvestire una parte dei propri utili – conclude Rubino -. E per fortuna i nostri numeri ce lo consentono. Dopo l’Egitto e l’Oman continueremo quindi a cercare ulteriori dmc da acquisire: un modo per controllare ancora meglio il prodotto. Tra i prossimi obiettivi ci sono quindi sicuramente l’Algeria e la Namibia, due nostre mete storiche”.

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