23 February 2024

Kel 12: fatturato a livelli pre-Covid; i margini persino meglio

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Da sinistra, Massimo Grossi e Gianluca Rubino

Numeri importanti e davvero incoraggianti per Kel 12 che ha chiuso il bilancio 2021-22 allo scorso 30 settembre con un giro d’affari complessivo praticamente sui livelli del 2019: quasi a quota 13 milioni di euro, contro i 13,7 milioni registrati nell’anno pre-Covid. Ma quello che è forse più importante è il dato sui margini, che hanno raggiunto livelli persino superiori, grazie a tassi di riempimento davvero elevati. “L’ultimo bilancio è andato meglio di quanto ci aspettassimo dalla ripresa del mercato – racconta il presidente Kel 12, Massimo Grossi -. Abbiamo infatti chiuso con un ebit oltre i 500 mila euro (profitti ante-imposte e interessi, ndr), mentre gli utili netti si sono attestati sopra i 250 mila euro. Numeri apparentemente non enormi, ma chi conosce le marginalità medie del nostro settore sa quanto siano in realtà significativi”.

E il 2022/23 sta andando ancora meglio: “A oggi abbiamo già raggiunto i risultati del 2022 – rivela infatti l’amministratore delegato del to, Gianluca Rubino -. A parità di periodo siamo al 30% in più per entrambi i brand (Kel 12 e i Viaggi di Maurizio Levi acquisito in piena pandemia, ndr). Per la chiusura dell’anno finanziario prevediamo di toccare quota 22 milioni di euro di fatturato, contro i 19 milioni che i due marchi distinti hanno messo a segno in totale nel 2019″. L’obiettivo è quindi di salire ulteriormente a 25 milioni nel giro di tre anni. “A prima vista potrebbe sembrare un traguardo poco sfidante, dati i trend di crescita attuali – aggiunge Rubino -. Ma occorre tener conto della nostra tipologia di prodotto, che non permette uno sviluppo esponenziale dell’offerta. Basti pensare al fatto che la nostra linea più importante (quella dei viaggi con esperti rappresenta l’80% del nostro business complessivo) nel periodo di Capodanno ha registrato un record di 51 partenze. Ed è davvero difficile anche solo pensare di aumentare ulteriormente il numero di archeologi, antropologi, biologi… coinvolti come esperti nei nostri viaggi”.

Per il prossimo futuro, l’operatore milanese pensa quindi a incrementare ulteriormente l’integrazione verticale del prodotto, tramite joint venture ad hoc con i partner locali, come per esempio è già avvenuto per le due dahabeye egiziane. “Si tratta di operazioni che ci consentono di aumentare ulteriormente la qualità dei nostri prodotti – sottolinea Rubino -. Prossimamente pensiamo ad altre iniziative simili in Algeria, Arabia Saudita, Namibia, e India“.

Per quanto riguarda i clienti finali, i piani sono di incrementare ulteriormente il già elevato livello di engagement dei viaggiatori. “Pochi mesi fa abbiamo lanciato un nostro programma fedeltà, il Travel Klab, in collaborazione con Europ Assistance, mentre per l’estate sarà pronta una app proprietaria, pensata per facilitare la fruizione dei nostri servizi in viaggio”. Infine, lato distribuzione, il focus rimane decisamente sulla formazione. “Data la peculiarità del nostro prodotto, storicamente lavoriamo con un panel di agenzie selezionate che oggi sono circa 300-400 – conclude Rubino -. Con un centinaio di loro conduciamo anche operazioni di co-marketing, per esempio per l’organizzazione di eventi e incontri con i nostri esperti, soprattutto nelle località più lontane dalle nostre sedi, che fatichiamo a raggiungere da soli”.

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