27 March 2026

Il Tucano riannoda i fili della storia con il catalogo dei viaggi archeologici

«Quarant’anni fa fondavo Il Tucano Viaggi Ricerca e da allora ho firmato innumerevoli e inconsueti itinerari in tutto il mondo. Tra i tanti progetti, uno mi era particolarmente caro, ma per mille motivi l’ho lasciato nel cassetto dei sogni: un cassetto che fortunatamente, malgrado il trascorrere degli anni, continua a riempirsi di progetti e nuove iniziative. E una di esse è proprio questo». Così il titolare del to, Willy Fassio, descrive il nuovo catalogo dedicato ai viaggi archeologici: un modo per riannodare i fili della storia, per comprendere le proprie radici e quelle altrui.

Il volume comprende una serie di proposte per mete vicine, a poche ore di volo, nel Mediterraneo e nel Vicino Oriente, o luoghi più lontani, per andare alla scoperta di misteriose civiltà. Nel dettaglio, gli itinerari sono in Sicilia, Campania, Grecia, Cipro, Malta, Algeria, Tunisia, Tunisia e Algeria, Egitto, Israele, Libano, Giordania, Turchia, Iran, Turkmenistan, Arabia Saudita, India, Cambogia, Perù, Messico, Guatemala. Prevedono l’assistenza culturale di archeologi o specialisti per offrire ai viaggiatori del Tucano chiavi adeguate a cogliere gli aspetti segreti e più affascinanti che ogni luogo custodisce, per scoprire e decifrare siti e rovine archeologiche, per avvicinare e interpretare le peculiarità culturali dell’antichità…

«L’archeologia esercita un potere di suggestione tale da rimanerne affascinati anche se non si è archeologi – prosegue Fassio -. Basta entrare in un antico tempio o aggirarsi per un’acropoli e immergersi con la fantasia in quella che era la realtà del tempo e potremo sentire il bisbiglio delle folle, il vociare di un mercato, le grida di una battaglia, le voci stentoree degli attori in un teatro. Ecco, l’archeologia diventa così un libro aperto sulle vicende dell’uomo, su ciò che eravamo e ciò che oggi siamo. Impariamo a sentire l’emozione che nasce dall’accarezzare una pietra che ha avuto le carezze di migliaia di uomini secoli addietro ed è ancora lì, a testimonianza del nostro passato».

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