13 May 2026

Friemuth, Tui: il turismo organizzato non è morto, ma non è più lo stesso

Il fallimento Thomas Cook continua a pesare sugli animi dei professionisti dei viaggi di mezza Europa. Se un colosso come il to britannico è crollato, cosa sarà del futuro del turismo organizzato? La domanda è stata rivolta anche a Erik Friemuth, in occasione di un evento organizzato dal gruppo tedesco in Turchia per il rilancio del brand Tui Blue. E il managing director di Tui Hotels & Resorts, riporta travelmole, ha risposto che sebbene il comparto «non sia più quello di una volta, il turismo organizzato non è morto».

Certo, il modello di business dei grandi operatori deve sapersi adattare a contesti di mercato tanto mutati. Come ha fatto proprio Tui, che oggi per esempio ottiene il 70% dei propri guadagni dai suoi hotel di proprietà e dalle navi da crociera: «Non siamo più un tour operator nel senso classico. Siamo diventati un operatore le cui fondamenta sono radicate nella proprietà degli asset. E questo ci garantisce stabilità».

Il fallimento Thomas Cook apre naturalmente anche nuove opportunità, tanto che la stessa Tui sta valutando di acquisire in portfolio alcuni resort e hotel già parte dell’offerta dell’operatore britannico, soprattutto in Spagna, in Turchia e nel resto del Mediterraneo. E molti contratti sono stati già firmati, ha sottolineato ancora Friemuth. Secondo il manager del gruppo tedesco il collasso di Thomas Cook avrebbe lasciato un buco di ben 2 milioni di potenziali clienti: «Stiamo vivendo un momento importante, che ci potrebbe consentire di crescere a ritmi molto più veloci che in passato». E infatti Tui ha già ufficialmente dichiarato di aspettarsi un incremento delle vendite di ben 1 milione di unità nel Regno Unito, di 500 mila in Germania e di 200 mila dal resto d’Europa.

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