13 May 2026

Fatturati in calo del 64% per i to attivi nei mercati di lingua tedesca. Male anche Fti, Tui e Der Touristik

L’anno terribile del turismo comincia a tradursi in cifre concrete. Con la chiusura dei bilanci arrivano infatti i primi dati di un 2020 davvero da dimenticare. Che i numeri siano abbondantemente in rosso per tutti è ovviamente scontato, ma capire meglio le dimensioni del disastro è importante per comprendere da dove ripartire, e soprattutto come. In Germania, il magazine fvw ha stilato quindi il proprio tradizionale rapporto sui fatturati che gli operatori attivi nei Paesi di lingua tedesca hanno realizzato in Germania, Austria e Svizzera, con riferimento alla stagione invernale 2019-20 e alla scorsa estate. Il documento, oltre a evidenziare una caduta del giro d’affari medio del 64%, è stato questa volta realizzato sulla base dei dati di 28 tour operator, contro i 53 presenti nella precedente edizione. Un calo che non dice nulla di buono, nascondendo in molti casi con ogni probabilità difficoltà ancora più pesanti per chi ha scelto di non rispondere.

Nel dettaglio, si scopre quindi che il terzo operatore tedesco per dimensione, il gruppo Fti ha accusato un decremento del fatturato pari al 67%, per un totale di 1,07 miliardi di euro di incassi complessivi, a seguito di un crollo del numero dei clienti del 68% a 1,65 milioni. Percentuali simili anche per Schauinsland-Reisen, il cui giro d’affari è calato del 61,5% a 527 milioni, mentre i passeggeri movimentati sono scesi del 67% a 554 mila.

Hanno invece preferito non rispondere entrambi i principali protagonisti del turismo organizzato tedesco. In questo caso, però, gli andamenti registrati da Tui e Der Touristik non dovrebbero discostarsi molto dalla media nazionale. Nel caso di Tui, in particolare, la divisione Europa Centrale (riferita a Germania, Austria, Svizzera e Polonia) ha riportato un decremento dei ricavi pari al 55% (2,9 miliardi totali) per i 12 mesi chiusi a settembre 2020. Un po’ peggio potrebbe essere andata a Der Touristik, il cui ceo Central Europe, Ingo Burmester, ha dichiarato sempre a fvw che l’anno scorso la propria compagnia ha registrato un calo del 70%. Il to avrebbe infatti sofferto maggiormente rispetto ad altri del blocco completo dei viaggio a lungo raggio.

Altre compagnie di media dimensione, tra cui lo specialista delle crociere Phoenix Reisen e gli svizzeri di Hotelplan, hanno infine riportato diminuzioni del giro d’affari di circa i due terzi rispetto all’anno precedente.

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Un’ospitalità fatta di case, paesaggi, silenzi, tavole condivise e cura del dettaglio.\r\nUn lusso che non si mostra: si vive.\r\nSito Web\r\nInstagram\r\nYoutube\r\nLinkedIn","post_title":"Camisa Homes & Villas: il nuovo lusso dell’ospitalità privata tra ville, esperienze e identità italiana","post_date":"2026-05-13T09:00:35+00:00","category":["alberghi","informazione-pr"],"category_name":["Alberghi","Informazione PR"],"post_tag":[]},"sort":[1778662835000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"513922","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Una destinazione «vicina e sicura, fruibile lungo tutto l’arco dell’anno e per tutti i target di turisti»: Viviana Vukelic, direttrice dell’Ente nazionale croato per il turismo, mette a fuoco i plus di una meta che oggi «in un momento segnato da questa situazione geopolitica, assumono una valenza ancora maggiore».\r\n\r\nL'occasione è quella di un evento che ha portato a Milano la cucina firmata dallo chef stellato Rudolf Štefan, proprietario del ristorante Pelegrini a Sebenico, nel cuore della Dalmazia (1 stella Michelin dal 2018 ad oggi), poiché «la passione per il cibo rappresenta un forte legame tra la Croazia e l'Italia, che si conferma stabilmente tra i primi dieci mercati di provenienza».\r\n\r\nLa prossimità geografica tra i due Paesi gioca chiaramente a favore della destinazione «facilmente raggiungibile anche in auto, ma i collegamenti sia aerei sia via mare abbondano e sono disponibili in quantità anche nei periodi del pre e post-stagione, mesi in cui proprio gli arrivi italiani registrano numeri in crescita. 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