28 January 2021

Crociere: a rischio 10 milioni di passeggeri nei porti italiani

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I dati sono impietosi. Stando a una stima del Cemar agency network riportata dal Sole 24 Ore, gli scali italiani avrebbero già perso al 30 aprile qualcosa come 4,1 milioni di croceristi per un totale di 1.486 toccate navi. Cifre destinate a salire ulteriormente, rispettivamente a quota 9,8 milioni e 3.758  approdi, se il blocco alle crociere dovesse perdurare fino alla metà di luglio.

E pensare che all’inizio dell’anno Risposte Turismo aveva previsto per il 2020 numeri record per la Penisola, che avrebbe dovuto toccare i 5 mila approdi e superare per la prima volta la soglia dei 13 milioni di passeggeri movimentati.

Secondo la Clia, peraltro, ogni percentuale di traffico in meno sulle coste italiane si tradurrebbe in una perdita di 1.170 posti di lavoro. In pratica, se la sospensione dovesse proseguire per altri due mesi, nel Paese si brucerebbero quasi 6 mila impieghi, per una perdita economica di 848 milioni di euro complessivi. Nel caso in cui il blocco dovesse invece durare ancora tre mesi, tali stime si moltiplicherebbero, raggiungendo rispettivamente gli 1,4 miliardi e i 9.361 posti di lavoro in meno.




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