25 August 2026

Corsica Ferries lancia i nuovi menù sostenibili dello chef stellato Filippo Chiappini Dattilo

Corsica Sardinia Ferries investe ancora sulla ristorazione e presenta le novità a bordo delle Navi Gialle, a cura dello chef stellato Filippo Chiappini Dattilo, che da cinque anni cura i menu di Corsica Sardinia Ferries, la formazione e il coordinamento del personale di cucina. “Su tutte le nostre navi i piatti sono rigorosamente preparati a bordo, con materie prime scelte – spiega il chief sales officer della compagnia, Sebastien Romani -. La responsabilità ambientale è un valore che deve essere considerato a tutti i livelli dell’azienda. Per questa ragione selezioniamo fornitori responsabili secondo criteri e requisiti molto precisi e garantiamo il pieno controllo di tutte le attività di bordo”.

Piacentino doc ed ex titolare dell’Antica Osteria del Teatro di Piacenza, insignito di due stelle Michelin, Chiappini Dattilo ha avuto una lunga esperienza con alcuni prestigiosi nomi della ristorazione d’oltralpe. Porta il suo contributo nelle cucine delle Navi Gialle attraverso la cura dei menu, la creazione di nuovi piatti e la formazione dei cuochi di bordo. Attento alla valorizzazione delle materie prime e all’utilizzo di prodotti freschi e stagionali, sfornerà quest’anno proposte innovative, accanto alle ricette della tradizione e ai piatti che rendono omaggio a Corsica e Sardegna. “Da cinque anni vivo questa esperienza di formatore a bordo delle Navi Gialle – sottolinea lo stesso Chiappini Dattilo – e la considero sorprendente e stimolante, poiché alla didattica più frontale si alternano momenti di scambio e familiarità. Credo che potrebbe essere il contesto ideale di approccio alla cucina per i giovani che vogliono intraprendere questa carriera».

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Vocazione che oggi si rinnova negli spazi del Boutique Hotel Stresa: una struttura a 5 stelle voluta da Svetlana e Alexey Fisun, che nel 2022 hanno scoperto sul lungolago una Palazzina in rovina, avvolta dalla vegetazione, e hanno deciso di realizzare il loro sogno: dare vita a un Boutique Hotel con le radici nella storia.\r\n\r\nIl Boutique Hotel Stresa rappresenta il futuro dell’accoglienza nell’area con 28 suite ampie e curate, 4 spa suite private, giardino, piscina all’aperto e area fitness; con proposte che spaziano dall’alta gastronomia dello chef Luca Gulino del Ristorante LeBolle a “Boutique Art Stresa”, dedicata all’arte contemporanea. Come racconta Andrea Lazzarini nel volume “La Casa d’Oro di Stresa, un’eleganza senza tempo, 1772-2022”, la storia del complesso porta al 1723, quando il giovane Giacomo Filippo Bolongaro partì per Francoforte dove fece fortuna commercializzando il tabacco da fiuto. T\r\n\r\nornato a casa nel 1772 costruì Villa Bolongaro, detta anche la Casa d’Oro, che fu la prima dimora edificata sul lungolago di Stresa - ospitò anche Casanova, amico della famiglia Borromeo! A fianco della villa sorse una struttura dove venivano accolti e sfamati non solo i viandanti che, dal Passo del Sempione, raggiungevano stremati le sponde del Lago Maggiore, ma anche le ragazze madri. Nel complesso, che aveva un forte ruolo sociale, c’erano il primo medico di Stresa e un piccolo ospedale. Nel 1848 Anna Maria, ultima erede della famiglia Bolongaro, nota come “la Santa di Stresa”, lasciò tutti i suoi beni alla congregazione dei Padri Rosminiani.\r\n\r\n“Il palazzo di Anna Maria Bolongaro era aperto quale un albergo a tutti e a tutte le ore … con stanze bene addobbate, una mensa imbandita e una servitù cordiale, piena di attenzione per tutti” scrisse in quegli anni lo storico rosminiano don Vincenzo DeVit. I padri, per problemi economici, nel 1857 cedettero la villa ai Savoia che stavano cercando una dimora sul Lago Maggiore per la Duchessa di Genova Elisabetta di Sassonia: madre di Tommaso e di Margherita, futura regina d’Italia. La villa nel suo periodo più mondano e sfarzoso ospitò figure come Alessandro Manzoni e Camillo Benso conte di Cavour. \r\n\r\nLa proprietà venne più volte trasformata, anche edificando quella Palazzina del Principe Tommaso che diventerà il Boutique Hotel Stresa. Dopo la morte della Duchessa l’ampio complesso affacciato sul lago venne acquistato dal noto gioielliere Lucien Mellerio - originario della Val Vigezzo e arricchitosi a Parigi per aver sventato un attentato al re! – che frazionò il complesso e nel 1913 abbatté la splendida Palazzina per poi erigere quella che diventerà prima Villa Lama e poi Villa Ostini (1941) dai nomi dei successivi proprietari. Dopo i difficili tempi della guerra la grande villa tornò ai Padri Rosminiani, ma la Palazzina divenne proprietà degli Zattera che volevano farne un albergo.\r\n\r\nIl progetto non riuscì e l’edificio venne dimenticato. Nel 2012 sono arrivati a Stresa gli imprenditori Svetlana e Alexey Fisun, incantati dalla bellezza del luogo, tanto simile alle vedute del loro Kazakistan e hanno riscritto la storia dell’edificio. “Insieme Svetlana e Alexey hanno realizzato un’opera unica. - scrive Lazzarini - Un’hotel dove l’ingegneria incontra l’arte, dove ogni spazio racconta una storia, dove ogni ospite è accompagnato in un’esperienza di bellezza, benessere e autenticità”.\r\nChiara Ambrosioni\r\n\r\n[gallery ids=\"520344,520343,520340\"]","post_title":"Boutique Hotel Stresa: un racconto di ospitalità lungo 250 anni","post_date":"2026-08-06T07:26:55+00:00","category":["alberghi"],"category_name":["Alberghi"],"post_tag":[]},"sort":[1786001215000]}]}}