Club Med investe sul settore immobiliare
19 aprile 2007 08:59
Nicolas Boudet, senior vice president of real estate development per le Americhe di Club Med, ha annunciato un piano di investimenti pari a 500 milioni di dollari per proseguire nell’opera di riposizionamento del marchio verso l’alto. All’interno di questa strategia, rientra anche la realizzazione di ville e appartamenti accanto ai resort. «Stiamo costruendo appartamenti presso il Club Med di Buzios, in Brasile e ville al Club Med Albion di Mauritius. Attualmente, le vendite stanno procedendo bene». Nei piani di sviluppo futuro, Club Med sta analizzando altre soluzioni in Brasile, Costa Rica, Oman, Albania.
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«Più forte e competitiva», con una struttura «meno complicata per essere più agili»: questo il volto di Ita Airways nel prossimo futuro, disegnato dalle parole del ceo, Joerg Eberhart, in un'intervista a La Repubblica.
Il manager guarda ad un 2026 che vedrà la compagnia aerea «stimolare le iniziative con spirito imprenditoriale, diversificare i contributi per prendere decisioni migliori e favorire comportamenti orientati alle performance e alla collaborazione».
E perché ciò accada potrebbe concretizzarsi un netto cambiamento a livello dirigenziale, con cambi di incarichi e nuove responsabilità proprio a partire da inizio 2026. «Il settore aereo è complesso e ciclico - ha spiegato Eberhart - e avere basi solide, flessibili e capaci di reagire rapidamente è fondamentale per continuare a investire in ciò che conta davvero: aeromobili moderni e una migliore esperienza di viaggio».
Innovazione e qualità
Un rimando preciso alla da sempre dichiarata innovazione di flotta, qualità dei servizi e fidelizzazione del passeggero, tutti passaggi chiave che mirano al migliore posizionamento competitivo del vettore.
Eberhart riconferma anche il possibile pareggio operativo dell’Ebit per quest'anno, primo esercizio dopo l'entrata del gruppo Lufthansa nel capitale di Ita: «Il 2025 potrebbe chiudersi con il pareggio operativo a livello di Ebit, un risultato significativo, reso possibile dalla professionalità e dall’impegno quotidiano di ciascuno di tutte le persone di Ita Airways».
In prospettiva, rimane anche l'annunciato obiettivo di un margine operativo all'8%, che il ceo punta a centrare grazie soprattutto al contributo derivante dalle sinergie con il Gruppo Lufhansa che saranno «pienamente realizzabili quando Lufthansa avrà una quota di maggioranza e dopo le autorizzazioni antitrust per la joint venture transatlantica A++ con United Airlines ed Air Canada».
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[post_content] => Mancano pochi giorni alla scadenza del termine per pagare il saldo Imu per l'anno 2025, in calendario per martedì 16 dicembre. Secondo le stime del Centro studi di Federalberghi, gli alberghi italiani pagheranno allo Stato e ai comuni circa 418,4 milioni di euro, che si andranno ad aggiungere all’acconto pagato a giugno, per un totale annuo di circa 837 milioni di euro.
Inoltre, elaborando i dati forniti dall’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle entrate, emerge che le 67.465 unità immobiliari appartenenti al gruppo catastale “D/2” (alberghi e pensioni), pur rappresentando solo lo 0,10% dei 68 milioni di immobili censiti in catasto che producono reddito, hanno una rendita catastale superiore a 1,2 miliardi di euro, pari al 3,12% del totale.
Conto salato
“Un conto salato - afferma il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca - reso ancor più indigesto dagli aumenti dell’imposta di soggiorno sanciti recentemente dal disegno di legge di bilancio e dal decreto economia nonché dal fatto che l’imposta si paga anche per i periodi in cui le strutture ricettive sono chiuse o comunque vuote o utilizzate in minima parte”.
“A partire dal periodo d’imposta 2022, ricorda Bocca, l’Imu è integralmente deducibile dal reddito d’impresa. Si tratta di una misura apprezzabile, ma si può e si deve fare di più. Chiediamo allo Stato e ai comuni di tener conto delle oscillazioni stagionali dell’attività, fissando esclusioni o riduzioni dell’imposta per i periodi dell’anno in cui la struttura non produce reddito.
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[post_content] => Italia cuore dello sviluppo alberghiero di lusso. A confermarlo i dati resi noti dall'indagine di Deloitte, che ha analizzato un campione di oltre 900 operatori e investitori in Italia e all'estero. Lo studio “The Italian Luxury Hospitality: Time to Elevate?” spiega che il 70% del campione dichiara a l’intenzione di effettuare investimenti entro i prossimi tre anni.
«Nel settore real estate, gli hotel di lusso e, più in generale, di alta gamma stanno vivendo una fase di crescita eccezionale, diventando protagonisti di un mercato dove eleganza e performance si fondono e affermandosi come una delle categorie di investimento immobiliare più redditizie - commenta Angela D’Amico, partner e real estate sector leader di Deloitte -. Dalla survey emerge un clima di forte ottimismo tra operatori e investitori riguardo alle performance operative delle strutture e ai rendimenti attesi: circa 7 operatori intervistati su dieci stimano una crescita annua del fatturato medio del settore compresa tra il 6% e il 20% nel triennio 2025-2027, sottolineando la fiducia nella capacità del luxury hospitality di generare elevate performance».
Il 59% del campione intervistato da Deloitte individua l’Italia come principale polo di sviluppo dei luxury hotel in Europa nei prossimi tre anni. L’interesse verso altri mercati risulta invece marginale, senza che emergano destinazioni di rilievo comparabile. Il divario osservato, difficilmente ipotizzabile fino a pochi anni fa, delinea oggi una realtà consolidata e una concreta opportunità di crescita per il mercato italiano del luxury hospitality. A spingere gli investimenti sono le attese di una redditività sopra la media: oltre la metà degli operatori intervistati (52%) prevede per il mercato italiano del luxury hotel una crescita annua del fatturato compresa tra il 6% e il 10% nel prossimo triennio. Un ulteriore 25% del campione stima addirittura un incremento superiore al 10%, segnalando aspettative particolarmente positive per il segmento.
Italia regina d'Europa
«Dal punto di vista geografico l’Italia si conferma il mercato più attrattivo in Europa, grazie a una combinazione unica di fattori: un patrimonio culturale e paesaggistico ineguagliabile e una reputazione consolidata come destinazione di eccellenza» aggiunge Benedetto Puglisi, director real estate & hospitality di Deloitt -. Quasi il 60% degli intervistati individua l’Italia come il principale polo di attrazione e di sviluppo dei luxury hotel in Europa nei prossimi tre anni, mentre l’interesse verso altri mercati è marginale. La maggior parte di questi investimenti si focalizza sul riposizionamento di hotel già esistenti e sulla conversione di edifici storici. Bisogna però affrontare questo processo di riqualificazione con grande attenzione al prodotto e alla location».
Il riposizionamento nel segmento di alta gamma rappresenta molto più di una semplice riqualificazione immobiliare: è un vero e proprio processo di trasformazione che ridefinisce l’essenza stessa degli hotel.
Trovare la giusta combinazione tra location e caratteristiche dell’asset è sicuramente una delle difficoltà principali, ecco perché una buona parte di investitori e operatori sono disponibili ad abbassare la propria soglia minima di dimensionamento in termini di numero di camere: compresa tra 31 e 50 camere per gli operatori (44% del campione) e leggermente più alta per gli investitori con il 34% che privilegia hotel tra 51 e 70 camere, mentre il 25% esprime preferenza per asset compresi tra 71 e 100 camere.
Gli investimenti
Oltre la metà degli investitori (53%) prevede di allocare più di 100 milioni di euro nel triennio e il 22% è disposto a superare i 200 milioni.
Analizzando nel dettaglio le diverse destinazioni italiane, le città come Milano, Roma, Venezia e Firenze rimangono i mercati più attrattivi per le strategie di sviluppo di investitori e operatori. Seguono le località balneari e lacustri già associate al lusso – come la Costa Smeralda, la Costiera Amalfitana, Portofino o il lago di Como – che, pur caratterizzate da una stagionalità marcata, continuano ad esercitare un forte appeal turistico internazionale. Al quarto posto si collocano le località montane: nonostante una domanda più circoscritta, alcune destinazioni di rilievo nelle Alpi e nelle Dolomiti registrano una crescita. Le città secondarie risultano invece residuali tra le preferenze, sebbene alcuni operatori si stiano progressivamente orientando verso questi mercati alla ricerca di alternative alle destinazioni già sature.
Infine, gli investitori considerano il segmento di lusso come il più attrattivo per i prossimi tre anni, mentre il 27% guarda all’upper upscale. Complessivamente, il 68% del campione prevede di orientare la propria strategia verso prodotti di fascia alta.
Revpar in aumento
Investitori e operatori concordano sul fatto che la crescita del luxury hospitality sarà trainata principalmente dall’aumento delle tariffe medie giornaliere. In particolare, gli operatori prevedono un aumento delle tariffe del 24% tra il 2025 e il 2027, passando da 780 euro a 970 euro, mentre gli investitori, nonostante partano da una base più elevata (1.045 euro), prevedono una crescita minore, pari al 17%. In media si prevede un incremento dei prezzi del 21% nei prossimi tre anni. Anche le previsioni sulle percentuali di occupazione delle camere sono positive: gli operatori stimano un incremento dal 71% nel 2025 al 75% nel 2027. Gli investitori, invece, si mostrano leggermente più cauti, ipotizzando un passaggio dal 68% al 72% nello stesso periodo.
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[post_content] => Il gruppo alberghiero di lusso Jumeirah si sta espandendo nel settore delle crociere in yacht, offrendo itinerari a bordo del superyacht Maltese Falcon da 12 passeggeri , un ampliamento della sua collezione Privé.
Come riporta Travelweekly, lo yacht a vela a tre alberi navigherà nel Mediterraneo in estate e nei Caraibi in inverno; il suo viaggio inaugurale partirà da Antigua questo mese.
Lo yacht
Il Maltese Falcon dispone di quattro cabine doppie, un ponte vip sul flybridge e una suite lunga quanto la sua larghezza. Include inoltre una sala massaggi, una palestra e un atrio a tre ponti. Gli ospiti avranno a disposizione imbarcazioni da diporto, kayak, tavole da surf motorizzate, paddleboard e attrezzatura per lo snorkeling.
Le destinazioni in Europa includono le isole Baleari, la Costa Azzurra, Monaco, la Sardegna, la Costiera Amalfitana, la Croazia, il Montenegro, la Grecia e la Turchia. Nei Caraibi, oltre ad Antigua, visiterà le Bahamas, Saint Martin e Saint Barth.
Per il suo debutto a Jumeirah, la nave è stata sottoposta a miglioramenti tecnici e a un restyling del design.
«Il nostro ruolo in questa partnership sarà quello di migliorare ulteriormente il viaggio a bordo attraverso la nostra proposta culinaria, le esperienze di benessere e il caldo spirito dell'ospitalità araba che caratterizza Jumeirah» ha affermato Thomas Meier, ceodi Jumeirah.
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Bluvacanze ha lanciato nelle scorse settimane il progetto Mediaworld Viaggi, annunciato durante la convention aziendale. L'accordo con il più grande distributore di elettronica di consumo in Italia rappresenta il primo servizio viaggi del gruppo Media Market al mondo e si inserisce in una strategia di posizionamento di brand iniziata due anni fa.
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La partnership con Mediaworld garantisce l'accesso a un database qualificato di oltre un milione di iscritti al club del retailer, con comunicazione integrata e targettizzata. «La strategia non l'abbiamo avviata per fare margini, almeno non nell'immediato. L'abbiamo messa a terra per una questione molto importante: il posizionamento di brand» ha spiegato Lorenzo Mazzucchelli, travel welfare commercial manager di Bluvacanze.
Da dicembre 2025 Bluvacanze implementerà il sistema di affiliazione anche su Carrefour, MD e Mediaworld Viaggi. Nel primo trimestre 2026 tutte le agenzie del network potranno operare come punti vendita per questi brand retail, ampliando significativamente la capacità distributiva del gruppo. «Proseguiamo su questo percorso cercando nuove partnership e nuovi database di clienti. Più gente conosce Bluvacanze come brand e più siamo forti» ha concluso Mazzucchelli, annunciando che nel 2026 sono previste ulteriori collaborazioni strategiche.
(Alessandra Favaro)
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[post_content] => «I treni sono la nostra grande passione - esordisce Andrea Saviane, country manager Italia di Trainline - In un momento storico tanto importante per il mondo delle ferrovie Trainline ha condotto una ricerca chiedendo ai viaggiatori italiani ed europei come percepiscono questa fase di cambiamento, indagando le abitudini, le sfide e le aspettative dei viaggi in treno. L’attenzione è grande, anche se pochi sanno che presto arriveranno in Italia nuovi operatori. I dati raccolti confermano che c’è la convinzione che la concorrenza porterà a una diversificazione dell'offerta con servizi migliori e prezzi competitivi. In questa fase si evidenzia anche il tema della sostenibilità, che diventa sempre di più un parametro di scelta del mezzo con cui si viaggia: sempre più utenti utilizzano il treno per motivi ambientali. Il nostro white paper fa un focus particolare sull’Italia, pioniera della liberalizzazione ferroviaria, con un modello di concorrenza sui binari che è stato poi validato in tre paesi europei. In Francia, in Germania - il più grande mercato europeo per i viaggi in treno, sino ad oggi monopolizzato da Deutsche Bahn - e poi in Spagna, dove la concorrenza è stata aperta con un bando che ha visto confrontarsi tre diversi operatori su tutte le principali tratte spagnole. L’idea del viaggio in treno, con tutti i vantaggi che comporta (nel prezzo, nella comodità e anche nella sostenibilità) si è sedimentata nella mente dei viaggiatori e anche delle istituzioni. Adesso si spinge sull'acceleratore, perché il viaggio sui binari è nel futuro di tutti i mercati. Assistiamo anche a una continua evoluzione tecnologica dei treni. Presto opereranno in Italia anche i treni di Sncf, che sono molto innovativi e orientati al comfort. Valutando un viaggio in treno spesso prendiamo in considerazione principalmente il prezzo, ma vediamo che la concorrenza sarà anche sul servizio e sul viaggio stesso. Assisteremo infatti a una diversificazione nel modo in cui si viaggia e ne trarrà vantaggio il viaggiatore, che potrà scegliere tra molte alternative. In Italia arriveranno nuovi operatori: professionisti del settore italiani, ma anche francesi e spagnoli.
La francese Sncf arriverà nel 2027, sfidando la concorrenza già presente di Trenitalia e Italo e innovando ancora la nostra rete di alta velocità grazie ai suoi treni di altissima qualità. Oltre al fenomeno della concorrenza sulle principali tratte di alta velocità nazionali e internazionali, sono nate iniziative transfrontaliere. Funziona molto bene la tratta Milano-Parigi, che dura 7h ed è servita da 5 treni - due di Trenitalia e tre di Sncf - che viaggiano praticamente pieni, con prezzi molto bassi, dimostrando che c'è domanda anche per viaggi che erano prerogativa dell’aereo. Le iniziative transfrontaliere sono tante: entro la fine del 2026 Trenitalia servirà la tratta da Milano e da Roma verso Monaco di Baviera. La durata del viaggio sarà di circa 8h, entrando in competizione con l’aereo per le tempistiche, la comodità e per il fatto che il treno porta il viaggiatore in centro città. Oggi l’esigenza del 73% dei viaggiatori è quella di avere un biglietto unico europeo per tutti gli operatori. L’impegno e l’ambizione di Trainline continua a essere quello di agevolare l’utente nella complessità che nasce dalla presenza sul mercato di diversi operatori, ciascuno con proprie logiche, dinamiche, condizioni tariffarie e post-vendita. Il viaggiatore italiano può utilizzare la nostra app, il nostro sito, come unico punto d'ingresso per tutti gli operatori e potrà servirsi della stessa piattaforma anche quando si troverà in altri paesi, confrontando e combinando le offerte».
Chiara Ambrosioni
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[post_content] => Oltre cento operatori hanno di settore affollato ieri sera il Ristorante La Limonaia, all’interno dei Musei della verdeggiante Villa Torlonia, per il Christmas Party 2025 firmato Travel Open Day, appuntamento diventato ormai una tappa fissa nell’agenda del trade.
Tra brindisi, incontri e tanto networking informale, il settore si è dato appuntamento a Roma per salutare un anno intenso e guardare con entusiasmo al 2026, tra luci, alberi di Natale e decorazioni a tema. Il mix tra atmosfera natalizia, buona cucina e occasioni di networking ha confermato il format vincente dell’evento, sempre più percepito dagli operatori come un momento da non perdere per chiudere l’anno insieme.
L'evento ha potuto contare sul supporto di numerosi partner, tra cui Travel Software, MSC Crociere, Originaltour, GNV, Ferrovia Retica, Snav, Azemar, Turespaña, Grotte di Frasassi, Adr e Easy Parking Aeroporti di Roma, Norwegian Cruise Line.
Una rete di brand che conferma la forza della community del turismo, capace di fare squadra e ritrovarsi, stagione dopo stagione, attorno ai progetti firmati Travel Quotidiano e Travel Open Day, che sono stati premiati attraverso una targa consegnata a Daniela Battaglioni, da Snav e Grandi Navi Veloci. Un segno di riconoscimento per valorizzare il suo ruolo come punto di riferimento per il settore, capace negli anni di mantenere vivo un dialogo professionale e al tempo stesso umano, contribuendo con la sua regia e il supporto continuo a creare occasioni di business in cui le agenzie possano incontrarsi, confrontarsi e crescere insieme in un clima conviviale ma altamente professionale.
A scaldare ulteriormente l’atmosfera ci ha pensato la Top Band milanese Claireway, guidata da Marco Gozzi di Travel Software, protagonista in questa seconda veste di una performance che ha sorpreso e divertito il pubblico e i colleghi presenti. Talento, ironia e una carica contagiosa che ha trasformato la cena in un viaggio di note e balli: tra quiz musicali, sfide improvvisate e premi dedicati ai vincitori, il pubblico si è lasciato trascinare in un clima di gioco e complicità.
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[post_content] => TUI Group sta ampliando il suo portfolio alberghiero internazionale in Asia con il primo resort Robinson Club in Cina. Ha inoltre appena firmato un altro accordo con TUI Blue. Allo stesso tempo, TUI Hotels & Resorts si sta preparando per il debutto del marchio TUI Blue in Giappone e del marchio TUI Suneo in Vietnam.
TUI Hotels & Resorts comprende già 24 hotel in Cina e nel Sud-Est asiatico. Con i nuovi progetti firmati, nei prossimi anni saranno aggiunti altri 29 hotel.
"Il nostro segmento Hotels & Resorts, che comprende marchi come RIU, Robinson e TUI Blue, è altamente internazionale, in rapida crescita e redditizio. Attraverso la nostra espansione alberghiera in Asia, ci stiamo rivolgendo consapevolmente a nuovi gruppi di clienti", afferma Sebastian Ebel, ceo di TUI Group.
Fiume Azzurro
Il marchio di club premium Robinson aprirà il suo primo resort in Cina a Meifan, nel cuore della Zona Dimostrativa Verde del Delta del Fiume Azzurro. Il resort sarà di nuova costruzione e farà parte di un distretto integrato dedicato allo sport e al tempo libero, che offre vela e sport acquatici.
Il club si rivolgerà sia alle famiglie che alle coppie, con un concept "Per Tutti". L'apertura è prevista per gennaio 2029.
"Con il primo Robinson nel Delta dello Yangtze, portiamo il nostro concetto di club premium in una regione simbolo di sviluppo sostenibile e turismo. La domanda di vacanze in club di alta qualità è in crescita in Cina", ha affermato Bernd Mäser, Co-CEO di TUI Hotels & Resorts.
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[post_content] => Il 2025 di Booking Designer si è rivelato un anno chiave per il consolidamento tecnologico e organizzativo. «Con gli ultimi sviluppi rilasciati a settembre - spiega Gian Piero Linardi, business developer dell’azienda -, la piattaforma ha raggiunto la piena maturità e oggi si presenta come una soluzione all in one unica, completa , capace di abbracciare l’intero ciclo operativo di una struttura ricettiva: dalla gestione delle richieste iniziali e delle attività crm, fino al governo dei processi operativi, amministrativi e dei punti vendita interni».
Per albergatori, gruppi, catene e operatori della filiera travel, la maturazione di Booking Designer significa poter contare su una piattaforma unica, snella e integrata, in grado di semplificare la gestione operativa e ridurre la frammentazione digitale; aumentare l’efficienza dei processi commerciali e operativi; garantire scalabilità su strutture singole o multi-property; offrire stabilità tecnologica e supporto specializzato.
Verso il futuro
«Con un ecosistema stabile, completo e performante per l'intera filiera, dal villaggio di 400 camere all'hotel di 20, guardiamo al 2026 come all’anno dell’accelerazione commerciale» aggiunge Marco Briganti, head of sales manager.
Booking Designer si prepara infatti a strutturare in modo più solido la propria presenza sul mercato attraverso una rete commerciale potenziata e distribuita; partnership strategiche con operatori del settore, agenzie, integratori e provider complementari; un modello di scaling sostenibile, supportato da una crescita organica che finora non ha richiesto capitali esterni, pur restando aperta a operazioni di investimento finalizzate alla fase di espansione.
La visione è chiara: trasformare anni di sviluppo in una presenza di mercato capillare e competitiva. «Dopo anni dedicati allo sviluppo maniacale del prodotto, il 2026 sarà l’anno della svolta: acceleriamo a livello commerciale, ampliando la rete vendita e attivando partnership strategiche che ci permetteranno di scalare nel settore hospitality. In questi anni la crescita è stata naturale seguendo un trend che si è mantenuto costante e che ci ha dato la possibilità di continuare ad investire in maniera importante sul prodotto».
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