11 October 2026

Cartorange: «Tre direttrici guideranno gli investimenti del futuro»

Claudio Asborno

CartOrange guarda al futuro, è lo fa lo da una doppia prospettiva: quella dei consulenti di viaggio e quella di tour operator interno, che progetta e vende esperienze a marchio CartOrange.

Dal punto di vista dei consulenti il responsabile commerciale Marco Ferrini segnala che il 2026 avrà nel suo Dna la mano dell’intelligenza artificiale, sempre più utilizzata dai clienti nella fase preliminare di raccolta informazioni. Ma proprio per questo emergerà con forza il valore umano: l’iperpersonalizzazione diventerà fondamentale e la sostenibilità guiderà le scelte.

Dal punto di vista del tour operator, Claudio Asborno, responsabile del tour operator CartOrange, commenta che i dati confermano un trend positivo pur in un contesto di mercato instabile e soggetto a forti oscillazioni. Qui il cambiamento dei viaggi a lungo raggio si riflette soprattutto in una durata media più breve rispetto al passato, una crescente richiesta di esperienze autentiche, a contatto con la natura e una forte ripresa dei viaggi di gruppo, legati al desiderio di condivisione e aggregazione.

«Le destinazioni dell’Estremo Oriente – spiega Asborno – sono quelle che hanno registrato le crescite maggiori negli ultimi tre anni: questo fenomeno non riguarda solo il Giappone, ma ad esempio anche l’Indonesia e i paesi della Penisola indocinese: è un fenomeno che ritengo sia destinato a proseguire anche nel 2026.  Nella stessa area, anche la Cina sembra destinata a tornare sui numeri importanti ai quali ci aveva abituati anni fa. Le ragioni sono molte, a partire dal fatto che sono destinazioni “complete” perché offrono cultura, natura, esperienze gastronomiche e mare (direttamente o in combinazione con altre destinazioni), perché sono percepite come paesi sicuri dai clienti e perché assicurano un rapporto qualità/prezzo che resta comunque attrattivo nel confronto di altre destinazioni. Fra le novità, anche se non recentissime, farei attenzione all’Arabia Saudita».

Gli investimenti

«I nostri investimenti – aggiunge Ferrini – seguono tre filoni strategici principali. Il primo è quello del tour operator interno a CartOrange. È qui che prende forma la nostra capacità di creare viaggi realmente unici e su misura, creati con lo stesso Dna di CartOrange». «Sul tour operator- aggiunge Claudio Asborno-, vogliamo rafforzare la tecnologia e l’organizzazione per garantire ai consulenti risposte sempre più rapide e strumenti efficaci per gestire al meglio richieste e relazioni con i clienti».

Un secondo pilastro strategico è l’intelligenza artificiale. «Da oltre un anno la nostra AI interna, Lysa, affianca quotidianamente i consulenti in modo costante e produttivo. Crediamo fortemente nel valore dell’AI e nella necessità di saperla integrare e “cavalcare” nel modo giusto, con una consapevolezza chiara: la tecnologia è un acceleratore, ma lo human touch resterà sempre imprescindibile».

Infine, «c’è un ambito su cui stiamo investendo con sempre maggiore attenzione: la sostenibilità. Non come slogan, ma come responsabilità e sensibilità concreta verso un tema che riteniamo centrale e sempre più rilevante anche per i clienti, oggi più consapevoli nelle loro scelte e attenti ai partner con cui viaggiano».

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