28 March 2026

Boscolo Tours incontra le adv con lo show “L’arte della persuasione”

Sicuso Salvatore isa 2014 2Al via il nuovo ciclo di attività che Boscolo Tours dedica alle agenzie di viaggio, un fitto calendario di incontri non solo per raccontare le grandi novità del 2017 ma anche per trasmettere agli agenti l’importanza della comunicazione e instaurare un rapporto privilegiato con clienti attuali e potenziali. Per farlo al meglio Boscolo Tours ha invitato le agenzie di viaggio al teatro Cardinal Massaia di Torino per assistere allo spettacolo di Marco Berry “L’arte della persuasione” creato ad hoc insieme al tour operator. Sono intervenute oltre 300 persone, e in molti hanno partecipato attivamente allo spettacolo invitati sul palco da Marco Berry, che ha sottolineato l’importanza di un ritorno al contatto umano e alla capacità di utilizzare non solo la vista, ma tutti e cinque i sensi. Tra i sensi ad esempio viene messo in risalto l’udito, il saper ascoltare veramente le persone per capire le loro esigenze, i loro bisogni, i loro sogni. Nel caso specifico delle agenzie di viaggio, il confronto diretto con il cliente è fondamentale per capire esattamente cosa desidera la persona che si ha di fronte: vuole una vacanza per rilassarsi? Un viaggio per andare alla scoperta di nuove culture? Un luogo romantico? O piuttosto un’avventura? Partirà da sola? In compagnia? con i figli? Tutte informazioni importanti per proporre un viaggio su misura. Grazie a questo spettacolo gli addetti del settore avranno degli strumenti in più per aiutare i clienti nella scelta di una proposta Boscolo e per capire al meglio ciò che un viaggiatore cerca e si aspetta da un pacchetto Boscolo. Salvatore Sicuso, direttore vendite trade, afferma: «Siamo orgogliosi di aver proposto un nuovo format alle agenzie di viaggio che hanno colto il nostro invito con grandissimo entusiasmo. Prossimamente comunicheremo le date dei futuri spettacoli».

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La storia Per comprendere questa evoluzione, è utile guardare al percorso dell’azienda. RateHawk nasce nel 2016 all’interno di Emerging Travel Group, mentre l’ingresso nel mercato italiano risale al 2019, con un team iniziale di 5 persone. «All’inizio eravamo in pochi, con un nome difficile anche solo da pronunciare - ha ricordato - oggi invece possiamo contare su una presenza strutturata e riconosciuta». Il passaggio chiave è arrivato nel 2025, con la trasformazione in società italiana e l’apertura della sede operativa a Milano. Una scelta che rappresenta un segnale forte di investimento sul territorio. «In un momento in cui molte multinazionali riducono la presenza locale, noi abbiamo compiuto il percorso inverso -  ha evidenziato Graziani -, una dimostrazione concreta della fiducia che vogliamo dare ai nostri partner». 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Se spesso viene etichettata come una “banca letti”, per Graziani si tratta di una visione ormai limitante. «Mi piace presentarci più come un partner tecnologico che come una semplice piattaforma di prenotazione», ha sottolineato, evidenziando il ruolo sempre più centrale nel supporto agli operatori.\r\n\r\nLa storia\r\nPer comprendere questa evoluzione, è utile guardare al percorso dell’azienda. RateHawk nasce nel 2016 all’interno di Emerging Travel Group, mentre l’ingresso nel mercato italiano risale al 2019, con un team iniziale di 5 persone. «All’inizio eravamo in pochi, con un nome difficile anche solo da pronunciare - ha ricordato - oggi invece possiamo contare su una presenza strutturata e riconosciuta».\r\nIl passaggio chiave è arrivato nel 2025, con la trasformazione in società italiana e l’apertura della sede operativa a Milano. Una scelta che rappresenta un segnale forte di investimento sul territorio. «In un momento in cui molte multinazionali riducono la presenza locale, noi abbiamo compiuto il percorso inverso -  ha evidenziato Graziani -, una dimostrazione concreta della fiducia che vogliamo dare ai nostri partner».\r\nI vantaggi per gli operatori sono immediati: fatturazione elettronica nel cassetto fiscale, pagamenti su conti italiani e maggiore tutela legale. «Oggi lavoriamo come una vera società italiana, e questo si traduce in semplificazione operativa e maggiore sicurezza». 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L’inventory deriva da contratti diretti, partnership con grandi player internazionali e collaborazioni con fornitori locali. «Valorizziamo anche realtà più piccole, che spesso offrono un prodotto molto competitivo».\r\nIl core business resta l’hotellerie, con grande attenzione alla qualità e alla profondità dell’offerta. In questo ambito, i contratti diretti hanno registrato una crescita significativa: da circa 15.000 strutture nel 2020 a oltre 250.000 a livello globale (più di 2.500 in Italia). «Il prodotto diretto è per noi sempre più centrale», ha evidenziato Graziani, anche grazie agli accordi con catene alberghiere e alle integrazioni tramite provider tecnologici, che rafforzano ulteriormente la competitività sul mercato italiano.\r\nSul tema prezzi, Graziani ha voluto essere chiaro: «Non siamo sempre i più economici in assoluto, ed è normale». 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