27 June 2026

Azemar: non c’è più la bassa stagione. Risultati record anche a maggio-luglio

E’ un luglio davvero sorprendente quello che sta vivendo Azemar, con una crescita del fatturato del 58% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. «Merito soprattutto del nuovissimo You & Me by Cocoon, che sta macinando risultati strabilianti, con un’occupazione superiore all’80%, persino a maggio e giugno, quando normalmente lì è bassissima stagione» racconta Monica Micheli, responsabile booking e ufficio di un to tradizionalmente specializzato in destinazioni che hanno mercato in Italia soprattutto nei mesi invernali. Certo, ad aiutare tali performance ci sono anche le tariffe di lancio, e soprattutto l’idrovolante gratuito per le partenze fino al prossimo 23 dicembre, ma la seconda proprietà Azemar alle Maldive ha davvero imboccato la strada giusta.

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«La nostra destinazione di punta rimane quella delle Maldive – aggiunge Monica Micheli -. Qui raccogliamo mediamente il 70% del nostro fatturato, di cui una buona metà viene generato ora dalle nostre due strutture di proprietà. Per il resto, sta andando molto bene anche Zanzibar», che non a caso è la località dove si trovano gli altri due resort dell’operatore.

Il prossimo obiettivo di Azemar è quindi quello di aumentare la propria penetrazione nel Sud Italia, dove ci sono ancora ampi spazi di crescita. «Recentemente abbiamo aggiunto un nuovo promoter in Puglia – osserva Loris Giusti della direzione commerciale – Il Meridione è un mercato importante. In particolare per i viaggi di nozze, che ancora da noi pesano appena per il 10% – 20%. Ci sono quindi margini su cui lavorare».

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Questo è lo schifo dell'eccesso di capitalismo che fa ricche 3 persone e ne danneggia migliaia.\r\n\r\nInfatti il 50% delle lavoratrici e dei lavoratori occupati nei settori del terziario, del turismo e dei servizi percepisce una retribuzione annua pari o inferiore a 13.950 euro, soglia di povertà salariale che sale al 60% della retribuzione media,  14.800 euro per chi ha lavorato almeno dodici settimane nell’anno.\r\n\r\nÈ quanto emerge dal focus sul lavoro povero commissionato da Filcams, anticipazione di un Report sull’occupazione di prossima pubblicazione.\r\n\r\nCirca il 70% di chi lavora nel settore resta sotto la soglia di povertà, percentuale che al Sud e nelle Isole sale oltre l’80%, quattro lavoratori su cinque. Seguono i servizi, dove pulizie, multiservizi e ristorazione collettiva portano l’incidenza a oltre il 50%, anche tra chi lavora con continuità, e il terziario, superiore al 30%. “Il part-time involontario è ormai una condizione strutturale -dichiara Fabrizio Russo, segretario generale della Filcams Cgil- che impone salari bassi e una condizione di precarietà costante”. \r\nEmergenza\r\n“Siamo davanti a una vera e propria emergenza - aggiunge Fabrizio Russo - quasi una persona su due guadagna meno di 15mila euro l’anno, un dato che rivela scelte organizzative precise, modelli d’impresa tarati sulla compressione del costo del lavoro e un’assenza di presidio contrattuale che dura da troppo tempo. È troppo facile sbandierare numeri e proclami nei contesti pubblici, se poi ai tavoli negoziali si lasciano milioni di lavoratrici e lavoratori senza adeguamenti salariali adeguati al costo della vita\".\r\n\r\nSecondo Russo, \"Cgil Cisl e Uil stanno discutendo con le associazioni datoriali per giungere a un modello contrattuale e di rappresentanza che innovi e garantisca la tenuta dei salari. Il rinnovo dei contratti nazionali resta infatti il primo argine contro il lavoro povero: è da lì che ripartiamo nella prossima stagione contrattuale, che nel 2027 ci vedrà al tavolo per tutto il settore del terziario distributivo e dei servizi, con la responsabilità di restituire dignità e riconoscimento alle persone che rappresentiamo\". ","post_title":"Il 70% dei lavoratori del turismo guadagna 14,800 euro. Povertà!","post_date":"2026-06-24T12:43:52+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":[]},"sort":[1782305032000]}]}}