28 April 2026

Smurra (Simet): «Dimenticato il settore autobus, ma servono risposte veloci»

«Abbiamo rispettato tutte le direttive dei vari decreti per il bene collettivo, ci siamo fermati sapendo che questo ci avrebbe danneggiato enormemente, ma andava fatto. Ma adesso ci aspettiamo che il ministro De Micheli ci aiuti con una strategia che ci consenta di ripartire per salvare le nostre aziende».
 
Sono queste le parole di Gerardo Smurra, presidente di Simet Bus, società di linea di lunga percorrenza, a seguito dell’audizione del ministro Paola De Micheli alla commissione trasporti della Camera che si è tenuta ieri.
Il ministro De Micheli, durante la sua audizione, ha spiegato le azioni di questa Fase 2, misure necessarie e possibili per aiutare il settore dei trasporti, come sbloccare intanto 11 mld presenti in cassa e recuperarne altri 20 nel giro di un anno. Parla di interventi nel settore aereo, ferroviario, bonus bici e l’istituzione di un fondo per la compensazione dei danni subiti dal trasporto pubblico locale e altro.
 
Ma in questo ‘altro’, fa notare Simet Bus, manca il comparto del trasporto di autobus a lunga percorrenza «Non siamo stati neanche menzionati. Eppure anche le nostre aziende sono un’alternativa agli spostamenti in auto, integriamo il trasporto in treno e aereo. Permettiamo a migliaia di persone di spostarsi in zone collegate malissimo, dove mancano anche le infrastrutture più semplici e cosa non meno importante, sosteniamo il turismo!.
 
Inoltre l’azienda precisa che «questo settore strategico di mercato, per la sua valenza socioeconomica, ha sempre investito in sicurezza ed innovazione per elevare gli standard qualitativi verso la clientela, senza alcun sostegno pubblico. Oggi con questa crisi senza precedenti, necessita ancor di più, stante i giusti obblighi ottemperati, l’attenzione del Governo».
 
«Allo Stato chiediamo risposte veloci – continua Smurra. Per rimettere sulle strade i nostri mezzi e provvedere ai nostri 200 lavoratori in cassa integrazione, abbiamo bisogno di liquidità, ma tra la burocrazia e la poca flessibilità delle banche molti di noi saranno destinati a morire o a soccombere alla concorrenza straniera. Per non parlare della necessità di norme e protocolli chiari ed omogenei uguali per tutte le aziende e per tutte le regioni, stante la specificità proprio delle linee a lunga percorrenza, così da non creare ulteriori caos. Nel nuovo DL Maggio – conclude – speriamo di trovare tutte queste risposte».
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