28 luglio 2026 10:09

Michael O’Leary
L’Irish Times ha pubblicato una notizia particolarmente interessante: Michael O’Leary sta preparando Ryanair a una recessione economica. Secondo il giornale, O’Leary crede che stia per arrivare un forte shock e intende assicurarsi che la sua compagnia sia pronta. Certamente, la forza di Ryanair risiede nel fatto che è cresciuta quando i suoi concorrenti erano deboli e sembra aver imparato da quell’esperienza.
Gli utili di Ryanair sono calati del 34% poiché il calo della domanda ha costretto la compagnia aerea ad aumentare i prezzi per mantenere il tasso di occupazione, il tutto mentre i prezzi del carburante sono saliti alle stelle. Ad esempio, la compagnia aerea ammette che finora è stato venduto solo il 40% dei posti per settembre, una percentuale molto bassa.
Senza debiti
I problemi di Ryanair in realtà non esistono perché non ha debiti. Ma sa bene che per crescere deve cogliere le occasioni al volo. Di fronte a una crisi, qualora si verificasse, i suoi concorrenti, se non sono finanziariamente solidi – e non lo sono – hanno due opzioni: ridurre le rotte o aumentare i prezzi. “Alcuni sopporteranno eroicamente le perdite”, prevede O’Leary, “cercando di attirare i viaggiatori con il Wi-Fi gratuito”, che il dirigente di Ryanair paragona a “annegare sul Titanic mentre la melodia del violino continua a suonare”.
Al contrario, il Times afferma che la situazione di Ryanair è molto diversa: priva di debiti, avendo riacquistato azioni per un valore di 700 milioni di euro e con 2,8 miliardi di euro in contanti in banca, la compagnia ritiene sia giunto il momento di prepararsi ad “eventualità impreviste”. Pertanto, punta ancora a raggiungere 4 miliardi di euro di riserve di liquidità per garantire la massima sicurezza.
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Ryanair ha stabilito un nuovo record mensile di passeggeri a luglio. La compagnia aerea low-cost irlandese ha annunciato di aver trasportato 22,2 milioni di passeggeri, rispetto ai 20,8 milioni dell'anno precedente. È la prima volta che il gruppo supera i 22 milioni di passeggeri in un singolo mese.
Oltre 120.800 voli
Il periodo estivo rimane strutturalmente il più intenso per la principale compagnia aerea europea in termini di numero di passeggeri. Ryanair ha operato oltre 120.800 voli a luglio, con una media di quasi 3.900 voli al giorno e un tasso di occupazione del 96%, identico a quello registrato a luglio 2025. In altre parole, la stragrande maggioranza della capacità offerta sul mercato è stata occupata.
Questo risultato è in gran parte spiegato dall'elevata domanda di destinazioni turistiche nell'Europa meridionale – Spagna, Portogallo, Italia e Grecia – durante le vacanze scolastiche. Su una rete che si basa principalmente su collegamenti diretti e aeroporti secondari, questa concentrazione della domanda estiva consente a Ryanair di massimizzare l'utilizzo della flotta mantenendo al contempo tassi di occupazione molto elevati.
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[post_content] => Centinaia di piloti che hanno lavorato per Ryanair hanno avviato un'azione legale collettiva contro la compagnia a basso costo irlandese, sostenendo di non aver mai ricevuto la retribuzione per i giorni di ferie. La causa è stata depositata presso il tribunale commerciale di Londra.
Al centro della contestazione c’è l’inquadramento contrattuale: i piloti sarebbero stati assunti tramite agenzie interinali del settore aeronautico come lavoratori autonomi e non come dipendenti. Secondo i ricorrenti, questa scelta li avrebbe esclusi illegittimamente da diritti riconosciuti ai colleghi assunti direttamente, tra cui la paga per le vacanze.
Richard Phillips
L’azione è stata promossa da Richard Phillips, che ha lavorato per Ryanair per quattro anni fino al 2012, ed è sostenuta da altri 261 piloti. Oltre alla compagnia, sono state citate in giudizio anche le agenzie Storm Global e Brookfield Aviation International, nonché la società di consulenza fiscale dublinese Scanlon Associates.
La class action punta a fare leva su una sentenza della Corte d’appello dello scorso anno, che ha stabilito come un pilota della compagnia, ingaggiato tramite agenzia e basato all’aeroporto londinese di Stansted, dovesse essere considerato a tutti gli effetti un lavoratore dipendente, nonostante non fosse stato assunto direttamente.
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Nel semestre, l'Italia si conferma tra i mercati più dinamici del settore, raggiungendo il terzo posto in Europa per traffico di business aviation con una crescita del 5,3%, superiore a Francia e Regno Unito¹ che hanno registrato una sostanziale stabilità di traffico nel semestre. A sostenere questo risultato hanno contribuito il forte calendario di eventi internazionali a Milano e il rafforzamento delle rotte intercontinentali, in particolare verso gli Stati Uniti, che registrano una crescita del 39% rispetto al primo semestre 2025.
Tra gli appuntamenti che hanno trainato il traffico figurano le Olimpiadi Invernali Milano Cortina, che hanno generato un incremento del 40% dei passeggeri transitati da Milano Prime, e la Milano Fashion Week, che ha visto aumentare i visitatori del 17,4% rispetto all'anno precedente. Anche la Design Week ha confermato la centralità internazionale di Milano, contribuendo a una crescita dei movimenti a Linate Prime del 14% rispetto al 2025.
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[post_content] => Il Nepal sta compiendo uno sforzo deciso per affermarsi nel mercato globale dei viaggi di lusso, con un numero crescente di marchi alberghieri internazionali che si preparano a entrare nel Paese nei prossimi cinque anni.
Questa strategia rappresenta un cambiamento epocale per il turismo nepalese, che, come riporta Travelmole, sta gradualmente sradicando la sua immagine di meta per viaggiatori "sacco in spalla". Questa nuova svolta si inserisce nel più ampio obiettivo del governo di passare dal turismo di massa a un turismo più orientato verso visitatori di maggior valore, incrementando la spesa turistica, migliorando al contempo gli standard delle strutture ricettive ed espandendo gli investimenti nell'ospitalità di alta gamma.
Nel 2025 il Nepal ha registrato circa 1,15 milioni di arrivi di turisti internazionali, segnando uno dei migliori risultati per il Paese dalla ripresa dalla pandemia. Il turismo continua a riprendersi con forza. Il Nepal ha accolto 620.453 visitatori internazionali nei primi sei mesi del 2026, con un aumento del 7,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. L'India è rimasta il principale mercato di provenienza dei turisti, seguita da Stati Uniti, Cina e Bangladesh.
L'ingresso di Marriott
L'annuncio più importante è arrivato a giugno, quando Marriott International e la nepalese Cg Hospitality Global hanno svelato i piani per lo sviluppo del Ritz-Carlton Kathmandu e del Westin Kathmandu, entrambi con apertura prevista nel 2031. I due hotel introdurranno per la prima volta in Nepal i marchi Ritz-Carlton e Westin, aggiungendo quasi 300 camere di lusso all'offerta ricettiva di alto livello di Kathmandu. Il Ritz-Carlton sarà spettacolare, con 150 camere, ristoranti, il primo casinò di lusso del Nepal ed esclusive residenze Ritz-Carlton. L'ente del Tturismo del Nepal ha descritto l'investimento come una forte conferma delle prospettive turistiche a lungo termine del Paese, affermando che i marchi di lusso riconosciuti a livello internazionale rafforzeranno l'attrattiva del Nepal tra i viaggiatori internazionali di fascia alta, creando al contempo opportunità di lavoro qualificato.
Prima del debutto di Ritz-Carlton e Westin, Marriott introdurrà un altro marchio di lusso di punta. Il Luxury Collection Kathmandu, con 225 camere, dovrebbe aprire a ottobre 2026, diventando il primo hotel Luxury Collection gestito da Marriott in Asia meridionale. Marriott gestisce già diversi marchi in Nepal, tra cui Marriott Kathmandu, Aloft Kathmandu e Fairfield by Marriott, il che conferisce al gruppo uno dei più ampi portafogli di hotel internazionali del Paese.
Il piano globale
I progetti di Marriott fanno parte di un più ampio piano di sviluppo di hotel di lusso. Le future strutture andranno ad aggiungersi ai 222 hotel stellati del Paese (con 26.285 posti letto), di cui 28 a cinque stelle, secondo i dati del ministero del turismo.
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Il progetto di costruzione di hotel di lusso si allinea alla strategia turistica a lungo termine del Nepal, volta ad attrarre visitatori che soggiornino più a lungo e spendano di più. L'apertura dell'aeroporto internazionale di Pokhara, i continui lavori di ammodernamento dell'aeroporto internazionale di Tribhuvan e il miglioramento delle infrastrutture stradali contribuiscono ad aumentare la fiducia degli investitori. Sebbene il trekking e l'alpinismo rimangano le principali attrazioni turistiche del Nepal, le autorità considerano sempre più l'ospitalità di lusso come un importante motore di crescita economica.
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Il vettore vietnamita riceverà, nel dettaglio, 10 velivoli da Smbc Aviation Capital, 4 da Avolon Aerospace Leasing Limited e 5 da Phoenix Aviation Capital (gestita da Aip Capital).
Sale dunque a 69 il numero totale di Boeing 737 Max 8 previsti nel piano di sviluppo della flotta di Vietnam Airlines, di cui 50 acquistati e 19 in leasing. Si tratta di uno dei più grandi piani di investimento nella flotta nella storia della compagnia aerea, volta a creare solide basi per l'espansione del network, il miglioramento dell'efficienza operativa e la soddisfazione delle esigenze di crescita a lungo termine, contribuendo a promuovere il commercio, gli investimenti, il turismo, lo sviluppo socioeconomico e a migliorare la competitività nazionale.
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Leadership e successo: due strade conciliabili fra loro, in grado di produrre effetti positivi sul medio periodo? A interrogarsi su questo argomento è uno dei principali leader del mercato turistico italiano, Pier Ezhaya. Dal suo profilo Linkedin, il presidente di Astoi e general manager tour operating di Alpitour propone un'interessante riflessione.
«Sembrerebbero due parole dello stesso percorso ma, qualche volta, possono essere anche antagoniste e trovarsi su sponde opposte - spiega il manager -. È indubbio che ogni leadership porti con sé una dose di successo ma è altrettanto vero che il successo sia un’arma a doppio taglio che può accorciare le carriere e depotenziare la leadership. Si teme maggiormente il fallimento ma ciò solo perché il successo è più subdolo; inevitabilmente più seducente e appagante ma proprio per questo anche più pericoloso. Se il successo da un lato alimenta l’autostima dall’altro prepara diabolicamente le trappole più insidiose sulle quali anche i profili più robusti finiscono per cadere, spesso fragorosamente. Ecco perché una leadership moderna e intelligente deve lucidamente diluire l’ego che l’ha generata, sfumandone l’importanza. Il successo va controbilanciato, rimettendolo in asse, a volte con ironia pensando che in fondo è ridicolo se esteso nel tempo e nello spazio. Ecco, forse l’azione più corretta è “tenerlo a bada”, dato che non è possibile (né corretto) spazzarlo via del tutto».
Un modello evoluto
«Non smetto di pensare a come sia possibile che innumerevoli leadership siano cadute sulla medesima buccia di banana, guardando in alto con lo sguardo fiero senza curarsi di ciò che si trovava per terra, in attesa del loro prossimo infausto passo. Mi piace pensare a modelli di leadership evoluti e moderni e scelgo come frase cardine quella di Jack Welch che a proposito del ruolo di “capo-guida” sosteneva che “diventare leader ha a che fare con la crescita personale mentre essere leader ha a che fare con la crescita degli altri”. Ecco, questo switch potente che avviene proprio quando raggiungi l’apice dopo una faticosa scalata mi piace moltissimo; mi piace immaginare leadership così forti e così sicure di sé che una volta raggiunto il livello massimo, invece di concentrarsi su se stesse si impegnano a far crescere i propri collaboratori, ad allevare nuovi talenti, a fare “coaching”, a irrorare il team con generosità restituendo agli altri ciò che, in qualche modo, hanno avuto da loro. Nelle versioni più lucide e nobili le leadership iniziano a pensare anche al “dopo di loro”, creando successioni e modelli che proseguano a lungo termine in difesa della comunità aziendale che hanno guidato e, se sono stati dei veri leader, anche amato. È vero, sono ancora profili rari ma stanno crescendo e stanno mandando in pensione i tanti “marchesi del grillo” che hanno fatto della leadership l’affermazione di se stessi dimenticando l’ambiente circostante e, cosa più grave, la parte più profonda della natura umana».
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Il fatturato è aumentato dell'1% a 4,38 miliardi di euro. I ricavi da voli programmati sono diminuiti dell'1% a 2,91 miliardi di euro, mentre il traffico è cresciuto del 6%, ma con tariffe inferiori del 6%.
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