Cni, ecco la Guida pratica all'Ai per gli ingegneri
24/09/2026 16:24
Trieste, 24 set. (Adnkronos/Labitalia) - Offrire agli ingegneri uno strumento pratico per comprendere e utilizzare l’Intelligenza Artificiale nell’esercizio della professione, alla luce della normativa vigente, del Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act) - come modificato dal Regolamento (UE) 2026/1744 - e del Codice deontologico degli ingegneri italiani. E’ questo l’obiettivo della ‘Guida pratica all’Intelligenza Artificiale per l’ingegnere, normativa deontologia e buone pratiche professionali’ realizzato dal Consiglio nazionale degli ingegneri e reso noto oggi in occasione del Congresso nazionale degli ingegneri, in corso a Trieste.
La Guida si rivolge agli iscritti all’Albo, indipendentemente dal settore di appartenenza e dalla modalità di esercizio della professione, e affronta i principali profili normativi, deontologici e operativi connessi all’utilizzo dei sistemi di IA. L’Intelligenza artificiale è entrata negli studi e nelle imprese di ingegneria più rapidamente delle competenze necessarie a governarla.
La Guida è articolata in cinque parti. La prima illustra il quadro normativo di riferimento, con una sintesi dell’AI Act e alcuni esempi applicativi nei diversi settori dell’ingegneria. La seconda esamina i rapporti tra Intelligenza Artificiale e deontologia professionale. La terza analizza i principali profili di responsabilità e i rischi legali, sanzionatori e assicurativi. La quarta affronta il rischio derivante dal mancato aggiornamento professionale in materia di IA. La quinta fornisce indicazioni pratiche per un utilizzo consapevole dei modelli linguistici di grandi dimensioni (Llm). Completano la guida alcune appendici con modelli e checklist operative.
Tre sono le cose da ricordare. 1) L’IA è uno strumento di supporto: il lavoro intellettuale e la responsabilità restano sempre in capo all’ingegnere (art. 13 della L. 132/2025 e art. 13 del Codice Deontologico). 2) Trasparenza verso il committente: il committente deve essere preventivamente informato dell’utilizzo dell’IA nell’ambito dell’incarico professionale.3) Conformità normativa: i sistemi di Intelligenza Artificiale progettati, sviluppati o forniti al committente sono soggetti agli obblighi previsti dal Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act) e dalla normativa nazionale vigente.
L’art. 13 della Legge n. 132/2025 costituisce la principale disposizione nazionale dedicata all’impiego dei sistemi di Intelligenza Artificiale nell’attività professionale dell’ingegnere. La norma disciplina le modalità di utilizzo dell’IA, ribadendo che essa rappresenta uno strumento di supporto e non può sostituire il giudizio tecnico, l’autonomia decisionale e la responsabilità del professionista. Al tempo stesso introduce un obbligo di trasparenza nei confronti del committente, dal quale derivano specifici adempimenti destinati a incidere concretamente sullo svolgimento dell’incarico.
La responsabilità professionale resta sempre dell’Ingegnere. Ogni elaborato predisposto con il supporto dell’Intelligenza Artificiale deve essere verificato, validato e assunto come proprio dal professionista prima della consegna o della sottoscrizione. L’utilizzo dell’IA non comporta alcun trasferimento della responsabilità professionale al sistema utilizzato o al relativo fornitore.
L’applicazione dell’art. 13 comporta alcuni obblighi e rende opportuno adottare specifiche misure organizzative. In particolare, è opportuno: inserire, una specifica clausola nel disciplinare d’incarico o nel contratto professionale relativa all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale; informare preventivamente il committente, con linguaggio chiaro e comprensibile, delle finalità e delle modalità di utilizzo dell’IA; verificare e validare personalmente ogni elaborato prima della consegna o della firma; documentare, quando opportuno, le modalità di impiego dell’IA e le verifiche effettuate, anche ai fini della tracciabilità dell’attività professionale.
L’obbligo informativo può essere assolto con modalità differenti, purché il committente riceva in fase di affidamento dell’incarico, informazioni chiare, comprensibili e adeguate alle caratteristiche dell’incarico ricevuto. L’evoluzione della normativa nazionale ed europea in materia di Intelligenza Artificiale comporterà un progressivo adeguamento delle modalità di svolgimento degli incarichi professionali. In particolare, è ragionevole prevedere che: nei bandi pubblici e negli incarichi privati sia sempre più frequente la richiesta di dichiarare l’eventuale utilizzo di sistemi di Intelligenza Artificiale; diventi buona prassi inserire nei disciplinari di incarico, nei contratti professionali e nelle relazioni tecniche una sintetica informativa sull’utilizzo dell’IA; assuma crescente importanza documentare le modalità di utilizzo dell’Intelligenza Artificiale e le verifiche effettuate dal professionista, al fine di dimostrare il controllo umano esercitato durante lo svolgimento dell’incarico.
Quando utilizza l’Intelligenza Artificiale l’ingegnere deve infatti verificare che siano sempre rispettati quattro principi fondamentali: l’IA deve essere utilizzata esclusivamente come strumento di supporto; il controllo umano deve rimanere costante durante tutta la prestazione; il committente deve essere informato dell’utilizzo dell’AI nell’espletamento dell’incarico professionale; la responsabilità professionale rimane sempre in capo all’ingegnere, anche quando l’IA viene utilizzata da dipendenti o collaboratori.
Le modifiche introdotte nel Codice deontologico evidenziano che l’Intelligenza Artificiale non rappresenta soltanto un nuovo strumento di lavoro, ma costituisce ormai un tema trasversale dell’attività professionale. L’ingegnere è chiamato non solo a utilizzare correttamente tali sistemi, ma anche a sviluppare competenze adeguate, proteggere i dati trattati e promuovere un’innovazione tecnologica responsabile e orientata all’interesse pubblico. L’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale nell’attività professionale offre importanti opportunità, ma comporta anche specifici profili di responsabilità. L’ingegnere rimane il soggetto responsabile delle proprie decisioni, delle attività svolte e degli elaborati sottoscritti, anche quando si avvale di sistemi di IA come strumenti di supporto.
L’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale non costituisce una causa di esonero dalla responsabilità professionale. L’ingegnere risponde degli elaborati che firma e delle decisioni assunte nell’esercizio della professione, anche quando siano state predisposte con il supporto di sistemi di IA.
L’Intelligenza Artificiale può essere utilizzata come strumento di supporto anche nella comunicazione professionale, nella predisposizione di documentazione tecnica e nella gestione delle attività dello studio. Tuttavia, il professionista deve evitare qualsiasi utilizzo dell’IA che possa generare contenuti ingannevoli, violare diritti di terzi o contribuire alla commissione di fatti penalmente rilevanti.
La responsabilità penale è sempre personale. L’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale non trasferisce la responsabilità al produttore del software né costituisce una giustificazione per condotte illecite. Particolare attenzione deve essere prestata anche alle attività di comunicazione e marketing dello studio, evitando la diffusione di immagini, video o registrazioni generate dall’IA che possano risultare ingannevoli o lesive dei diritti altrui.
L’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale non introduce una nuova forma di responsabilità professionale, ma non elimina né attenua quelle già previste dall’ordinamento. L’ingegnere rimane sempre responsabile delle proprie decisioni, degli elaborati sottoscritti e dell’attività svolta con il supporto dell’IA. E’ inoltre importante ricordare che le diverse forme di responsabilità non si escludono tra loro: uno stesso comportamento può determinare, contemporaneamente, conseguenze civili, disciplinari, amministrative e, nei casi più gravi, anche penali. Per questo motivo, l’IA deve essere utilizzata nel rispetto della normativa vigente, dei principi deontologici e delle buone pratiche professionali illustrate nella presente guida. L’utilizzo consapevole dell’Intelligenza Artificiale non richiede necessariamente competenze di sviluppo software o di programmazione avanzata. E’ tuttavia indispensabile che l’ingegnere acquisisca un insieme di conoscenze tecniche, normative e metodologiche che gli consentano di utilizzare tali strumenti in modo corretto, valutarne criticamente i risultati e comprenderne i limiti.
L’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale è estremamente rapida sotto il profilo tecnologico, normativo e applicativo. Per questo motivo l’aggiornamento professionale non può limitarsi alla partecipazione occasionale a un corso, ma deve diventare parte integrante dell’attività dell’ingegnere. Per mantenere un adeguato livello di competenza è opportuno fare riferimento a fonti autorevoli e costantemente aggiornate. L’utilizzo dei sistemi di Intelligenza Artificiale richiede poi particolare attenzione anche sotto il profilo della sicurezza informatica. Un uso non corretto degli strumenti può infatti comportare la divulgazione di informazioni riservate, l’accesso non autorizzato ai dati o l’introduzione di vulnerabilità nei sistemi informatici dello studio o del committente. La sicurezza non riguarda soltanto il software di IA utilizzato, ma anche le modalità con cui il professionista gestisce credenziali, documenti, codice sorgente e informazioni tecniche.
Fonte Adnkronos
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[post_content] => Sempre controcorrente, ma, dobbiamo dirlo, sempre efficace. O'Leary stupisce ancora una volta. Ryanair non introdurrà un "supplemento carburante" nonostante l'aumento dei prezzi del cherosene.
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Lo ha dichiarato Michael O'Leary, amministratore delegato del gruppo irlandese, secondo cui la maggiorazione carburante potrebbe essere introdotta da altre compagnie aeree concorrenti non in grado di compensare i rincari.
Michael O'Leary prevede un aumento del 10%-20% delle tariffe aeree la prossima estate. Tutto dipenderà dalla capacità di Boeing di rispettare i tempi di consegna dei 737 Max 10, i cui primi 15 esemplari dovrebbero entrare nella flotta Ryanair a inizio primavera 2027.
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[post_content] => Turkish Airlines ha finalizzato un ordine per 100 Boeing 737 Max 8, con opzioni per altri 50, portando a termine un acquisto ritardato da una controversia sulle condizioni di manutenzione dei motori.
Boeing ha annunciato l’accordo definendolo il più grande ordine di velivoli a corridoio singolo mai effettuato da Turkish Airlines presso il costruttore. L'intesa è stata siglata a New York alla presenza del presidente turco Recep Tayyip Erdoğan durante l’assemblea generale delle Nazioni Unite in corso questa settimana.
Le consegne sono previste tra il 2033 e il 2037. L’accordo garantisce inoltre a Turkish Airlines la possibilità di sostituire i velivoli Max 8 con il modello più grande 737 Max 10.
L’acquisto conclude le trattative iniziate nel 2025, quando il vettore turco aveva annunciato l’intenzione di acquisire fino a 150 aeromobili Max, oltre a un ordine separato per i Boeing 787 Dreamliner. L’impegno relativo ai Max rimaneva subordinato al raggiungimento di un accordo con il fornitore di motori Cfm International.
I nuovi Max andranno a potenziare l'espansione del network a corto e medio raggio di Turkish Airlines, mentre l’accordo separato relativo ai Dreamliner, annunciato nel settembre 2025, riguarda 50 aeromobili in ordine fermo: 35 Boeing 787-9 e 15 del modello più grande 787-10, oltre a opzioni per altri 25.
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[post_content] => Norse Atlantic Airways ha eliminato dall'operativo invernale i voli previsti per New York, riducendo il network dei collegamenti con gli Stati Uniti durante la winter season a una sola rotta, la Londra Gatwick-Orlando.
Secondo quanto riferisce Aviation Week, citando i dati Oag, per l'inverno 2026-27 la compagnia aerea aveva previsto di offrire circa 41.600 posti di andata e ritorno sulle rotte verso il Jfk di New York, sia da Londra Gatwick che da Roma Fiumicino: ciascuna rotta avrebbe dovuto essere operata fino a 3 volte a settimana con aeromobili Boeing 787-9.
Gli ultimi aggiornamenti dello scheule indicano che, sebbene le rotte saranno mantenute fino alle ultime settimane della stagione estiva, il servizio regolare su entrambe le coppie di aeroporti terminerà a partire dalla fine di ottobre. Questo taglio lascia Norse senza collegamenti per New York durante l’inverno e fa sì che la rotta Londra Gatwick-Orlando rimanga l’unica rotta transatlantica attiva per l'inverno.
Nel complesso, la capacità del network invernale Norse si è ridotta da circa 552.000 a 446.500 posti, con le due rotte per New York che rappresentano circa 83.200 dei posti eliminati.
Il modello di business originario di Norse era incentrato sui voli transatlantici low cost. Durante la stagione di lancio nell’estate del 2022, sette delle otto rotte del vettore servivano gli Stati Uniti, compresi i voli da Oslo a New York Jfk, Fort Lauderdale, Orlando e Los Angeles, nonché i collegamenti da Berlino a New York e Los Angeles e da Londra Gatwick a New York.
Le ultime modifiche evidenziano come l'attività di Norse si concentri sempre più sulle rotte leisure a lungo raggio che collegano l’Europa alla Thailandia. I voli per Bangkok e Phuket da Londra Gatwick, Manchester, Oslo e Stoccolma rappresentano circa 313.000 posti durante l’inverno 2026-27, pari a circa il 70% della capacità programmata della compagnia aerea.
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[post_content] => Anantara Hotels & Resorts ha finalizzato una partnership con Alfa Romeo per realizzare l’Anantara Grand Tour of Europe, un’esperienza di guida immersiva che reinterpreta lo storico Grand Tour in chiave contemporanea.
L'iniziativa debutta quest'anno con le due tappe italiane di Roma e Amalfi, mentre dal 2027 si aprirà alle altre destinazioni europee. Con il primo itinerario in partenza questo mese, gli ospiti percorreranno le strade più suggestive d'Europa a bordo dei modelli più rappresentativi di Alfa Romeo, dalla Giulietta, icona della metà del Novecento, alla contemporanea berlina sportiva Giulia, fino al dinamico Suv Stelvio. Per chi cerca prestazioni ancora più elevate, le versioni Quadrifoglio di Giulia e Stelvio offrono una guida superiore, di ispirazione racing.
Il Grand Tour rappresenta un progetto con una vocazione distinta: reinterpretare l'arte del viaggio su strada in chiave contemporanea, attraverso alcuni degli itinerari più affascinanti d'Europa a bordo delle più iconiche Alfa Romeo.
Gli itinerari
Il primo itinerario a inaugurare la nuova partnership si snoda in Italia. Il Dolce Vita Tour prende il via presso l’Anantara Palazzo Naiadi Rome Hotel. Dopo aver lasciato alle spalle le colline dei Castelli Romani e la costa di Sperlonga, il percorso prosegue verso Ravello, per poi scendere lungo le curve della Costiera Amalfitana, fino a concludersi all’Anantara Convento di Amalfi Grand Hotel. Gli ospiti potranno vivere l’arte italiana del fine living con pranzi in riva al mare, degustazioni in cantine a conduzione familiare e passeggiate sotto i cieli di Positano.
«Con la crescita della nostra presenza in Europa, cresce anche la nostra capacità di ideare viaggi ricchi di profondità e autenticità, offrendo agli ospiti un’esperienza in cui la strada diventa racconto e ogni tappa un momento da assaporare - ha dichiarato Giles Selves, svp Minor Luxury Hotels Europe & Americas -. Con Alfa Romeo Stellantis come partner, attraversare i paesaggi più iconici d’Europa diventa un’esperienza significativa quanto la meta stessa».
«Alfa Romeo ha sempre incarnato la passione, il design italiano e il puro piacere di guidare - ha aggiunto Eugenio Franzetti, head of global marketing di Alfa Romeo -. Questa collaborazione con Anantara porta i nostri valori su alcune delle strade più affascinanti d’Europa».
Verso il 2027
Guardando al 2027, l’Anantara Grand Tour of Europe si espanderà verso nuovi territori, continuando a svelare l’Europa attraverso uno sguardo costituito da autenticità, bellezza e avventura raffinata. I nuovi itinerari includeranno la Costa Azzurra, il percorso da Málaga a Marbella, quello da Dublino ad Amsterdam e The Imperial Capitals Tour. Quest’ultimo ripercorre un itinerario tra le capitali storiche e le città d’Europa, aperto e chiuso dallo Anantara Palais Hansen Vienna Hotel e Anantara New York Palace Budapest. Lungo il percorso, gli ospiti attraverseranno viali imperiali e strade panoramiche, con soste dedicate a esperienze che celebrano la ricchezza culturale d’Europa attraverso musica, arte e gastronomia. Gli ospiti potranno scegliere di vivere il Grand Tour nella sua interezza oppure selezionare un singolo itinerario, con la possibilità di voli di collegamento per rendere più agevoli gli spostamenti tra le strutture Anantara.
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[post_content] => Dal 10 al 15 settembre la Sardegna è stata protagonista di un fam trip dedicato a 25 travel agent statunitensi, con un itinerario costruito sul tema “The Many Faces of Sardinia: Coast, Culture, Flavours and Traditions”. Organizzato dalla Regione Sardegna, la Camera di Commercio di Nuoro in collaborazione con ItaliAbsolutely, magazine b2b rivolto al mercato estero di proprietà della Travel Open Day Srl e con l'appoggio di operatori turistici locali, il tour ha puntato a presentare una Sardegna che va oltre mare e spiagge, attraverso cultura, archeologia, enogastronomia, paesaggi e tradizioni.
Dagli arrivi all'aeroporto di Olbia, molti con il nuovo volo Delta Jfk-Olbia operativo dal 25 maggio, il gruppo ha raggiunto Le Dune Resort del gruppo Delphina, per poi scoprire il sito archeologico di Sant’Andrea Priu e le cantine Sella & Mosca. Il programma è proseguito con Palau e l’arcipelago della Maddalena, prima di spostarsi nell’entroterra, a Nuoro e Oliena, con il Museo Grazia Deledda, il Museo del Costume e Cortes Apertas, con soggiorno a Delta by Marriott Hotel a Olbia e Su Gologone Experience Hotel. Durante il tour gli agenti americani hanno anche fatto dei site inspection presso La Coluccia Felix Hotels, Felix Hotels Olbia, Acqua di Mare Resort, Cala del Falco Delphina Hotels, Is Serenas Badesi Resort e Club Esse a Cala Gonone.
«Portare in Sardegna i travel agent statunitensi significa offrire loro l’opportunità di conoscere direttamente una destinazione che ha ancora molto da raccontare e da far scoprire-, ha commentato Raimondo Mandis, staff dell’assessorato al Turismo della Regione Sardegna. -Il nostro obiettivo è valorizzare una Sardegna capace di offrire esperienze differenti: dalle attività sportive e outdoor al relax, fino alle eccellenze enogastronomiche e a un’ospitalità autentica e calorosa, Accanto al mare e alle località più conosciute, vogliamo far emergere anche l’anima più autentica dell’isola.»
«Questo fam trip è stato una grande opportunità per vedere la Sardegna, che non è solo spiagge ma anche cultura», ha commentato Armine Asatryan, Harmony Travels and More, Glendale. Per Nicole Trivelli, Ciao Andiamo, New York e Umbria, «negli ultimi anni i viaggiatori internazionali cercano un’Italia più autentica e la Sardegna offre esperienze lontane dai circuiti più battuti. La varietà culturale dell’isola ha colpito anche Margaret Loraine King, Bridgetown Travel Agency, Connecticut: «C’è così tanta cultura e storia» e «le persone mantengono le proprie tradizioni», ha osservato, sottolineando come anche territori e comunità possano cambiare sensibilmente da una zona all’altra. Particolarmente apprezzata dai partecipanti anche la dimensione rurale, con un’escursione in jeep nel Supramonte e un pranzo con i pastori accompagnato dalla cucina tradizionale e dal Canto a Tenores, patrimonio immateriale Unesco.
«La Sardegna ha una storia molto ricca e c’è ancora molto da vedere», ha sottolineato Elise Dagny Lindberg, Fora Travel, Las Vegas. Per gli agenti, il fam trip ha rappresentato anche un’occasione per acquisire una conoscenza più concreta del territorio. Brooke Ray, Travel With Direction, Texas, ha notato quanto l’isola sia «aspra e selvaggia» mentre Ana Grassi, Anna Grassi Travel Boutique, San Paolo, ha evidenziato la crescente richiesta di Sardegna da parte della clientela brasiliana: «Volevo conoscere ciò che c’è oltre il mare: le tradizioni, la cultura, il cibo». «E' stato una grande opportunità per esplorare la Sardegna in profondità», ha aggiunto Sophia Facey, Dream Vacations, Hartsdale, evidenziando il valore del fam trip come occasione per conoscere una destinazione che non sarebbe stato per lei facile esplorare indipendentemente. Sei giorni che hanno mostrato agli operatori statunitensi una Sardegna articolata, dove costa, montagne, borghi, gastronomia, archeologia, tradizioni locali e ospitalità di qualità si sono presentati come parte di un unico prodotto turistico.
(Pamela McCourt Francescone)
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[post_content] => Non vorrei sempre prendere di mira il ministro Mazzi, ma sono le circostanze che mi impongono di precisare alcune cose.
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Il ministro del turismo, in occasione del question time al Senato, ha affermato: «L'Italia ora punta ad ottenere il “primato europeo” a cui siamo molto vicini». Capisco che sia una dichiarazione che da sola prende qualche titolone dei giornali. E' una frase ad effetto molto ben detta, su questo non ci piove. Ma il punto è un altro. L'Italia è lontanissima dal primato europeo.
Una stima aggiornata per il 2026 vede le seguenti posizione. Francia a 105 milioni di arrivi. La Spagna a 100 milioni. L'Italia a 62 milioni. Vi sembra che il nostro Paese sia vicino a scalzare la Francia dalla vetta? C'è una differenza di 40 milioni di turisti. Ripeto: 40 milioni di arrivi turistici. L'Italia arriverà a 100 milioni di turisti forse fra dieci, quindici anni. Forse mai.
Perché allora dire quelle frasi? Perché il nostro ministro, e il ministero di conseguenza, fanno dichiarazioni di marketing non di politica. Non ci dicono le cose come stanno. Rovesciano l'evidenza e così fanno il gioco dei giornali, delle agenzie che riportano queste affermazioni promozionali. Il punto è che il ministro non deve fare marketing (si attenesse a quello di sua competenza). Da lui ci aspettiamo la verità. E cioè che il primato europeo è inavvicinabile.
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[post_title] => Mazzi: «Siamo vicini al primato europeo». (Figuriamoci. Ma quando mai!)
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[post_content] => Glamour lancia Fast Track by Glamour, un nuovo strumento costruito a partire dai feedback raccolti nel corso del confronto diretto con il mercato agenziale e sviluppato attraverso una selezione di voli, strutture e servizi pensati per offrire maggiore semplicità, competitività e sicurezza nella vendita.
Il progetto nasce dall’esperienza maturata sul territorio attraverso i 30 roadshow Connect, che hanno portato Glamour a incontrare direttamente le agenzie di viaggio. Da questo confronto prende forma una proposta pensata per rendere più semplice e sicura la vendita dei viaggi, soprattutto in una stagione, quella invernale, caratterizzata da una forte domanda verso le grandi destinazioni internazionali. La formula è semplice: pacchetti già costruiti, prezzi controllati e servizi opzionabili.
A questa forza contrattuale si aggiunge un ulteriore elemento di valore per il mercato agenziale: il blocca prezzo sempre incluso e senza supplemento. Il prezzo del pacchetto resta così protetto da eventuali aumenti di costo dei servizi e da qualsiasi adeguamento fino alla scadenza dell’opzione, offrendo all’agenzia maggiore certezza nella fase di proposta e di vendita al cliente.
Fast Track amplia inoltre l’offerta tradizionalmente concentrata sulle date pregiate di Natale e Capodanno, estendendo la programmazione a tutta la stagione invernale, con partenze a date fisse da dicembre 2026 fino alla fine di marzo 2027.
La programmazione
La programmazione guarda alle destinazioni più richieste dal pubblico italiano, riproponendo grandi classici come New York, Maldive, Mauritius, Kenya, Zanzibar, Sudafrica e Thailandia, e affiancandoli a nuove proposte nei Caraibi, con Antigua, Barbados e Giamaica, oltre al rilancio di Dubai e Abu Dhabi, destinazioni sulle quali Glamour torna a investire con una proposta dedicata. La nuova programmazione amplia anche la tipologia dei soggiorni. Accanto ai tradizionali pacchetti di 7 notti, Fast Track introduce proposte da 9 e 10 notti, pensate per rispondere a esigenze di viaggio differenti e valorizzare maggiormente l’esperienza della vacanza. Particolare attenzione è dedicata inoltre alle combinazioni tra esperienze diverse, con itinerari già confezionati che permettono di unire, ad esempio, safari e soggiorno balneare, come nel caso delle proposte che abbinano Kenya e Zanzibar.
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[post_content] => È "molto difficile" per una compagnia aerea low-cost come Transavia France essere redditizia con un cherosene così costoso, ha dichiarato il suo amministratore delegato Olivier Mazzucchelli in un'intervista all'AFP. La sussidiaria di Air France-KLM , come i suoi concorrenti, punta su aerei più moderni e quindi più efficienti dal punto di vista del consumo di carburante, con la consegna prevista di cinque Airbus A321neo nella prima metà del 2027.
«Abbiamo registrato tassi di occupazione molto elevati - afferma Mazzuchelli -.. Le nostre destinazioni mediterranee hanno avuto un ottimo andamento, con una sola eccezione dovuta alla guerra tra Iran, Stati Uniti, Israele e Libano. Egitto, la parte più orientale della Grecia e Cipro hanno risentito della situazione. C'è stato uno spostamento verso ovest, in direzione del Nord Africa e delle Cicladi. Spagna e Italia sono state estremamente popolari. È interessante notare che anche le destinazioni scandinave hanno registrato buoni risultati , con viaggiatori alla ricerca di temperature più fresche. Relativamente parlando, perché anche lì faceva molto caldo».
Fatturati buoni
«I livelli di fatturato di Transavia sono stati molto buoni a luglio e agosto. Ma questi livelli di costo, dovuti esclusivamente al prezzo del petrolio, sono molto più alti di quanto avevamo preventivato. E ci influenzeranno ancora di più durante il prossimo periodo di bassa stagione, che durerà fino a Natale, escluso Ognissanti. Semplicemente non possiamo offrire prezzi completamente flessibili a fronte dell'aumento del prezzo del petrolio».
Mazzucchelli ha spiegato infine di nutrire grandi aspettative per i risparmi che i nuovi aeromobili Airbus apporteranno. Ha anche affermato che il nuovo A321 è molto positivo per i costi, trasportando più passeggeri con un consumo di carburante molto basso e consentendo loro di migliorare i risultati.
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La compagnia lettone assicura che i voli, le prenotazioni, i rimborsi e il pagamento degli stipendi dei dipendenti proseguono normalmente, mentre avvia una profonda ristrutturazione finanziaria che dovrebbe concludersi intorno a giugno 2027.
Questo finanziamento, denominato Dip (debtor-in-possession), è concepito per fornire la liquidità necessaria a un’impresa che prosegue la propria attività mentre negozia la ristrutturazione del proprio indebitamento. In un Chapter 11, la società mantiene generalmente il controllo delle proprie attività e della propria gestione, ma sotto la supervisione della giurisdizione statunitense e con obblighi più stringenti nei confronti dei propri creditori.
La linea di finanziamento da 350 milioni di euro è stata organizzata da Strategic Value Partners. Tra i finanziatori dell’operazione figurano Barclays, Hayfin Capital Management, Morgan Stanley, Oaktree Capital Management e Strategic Value Partners. Secondo le informazioni pubblicate dalla stampa lettone, questo debito di ristrutturazione sarebbe remunerato a un tasso pari a Sofr +8%, ovvero circa il 12% alle condizioni attuali. Un costo elevato, che riflette il rischio associato a un finanziamento concesso nel contesto di una procedura concorsuale, ma che offre alla compagnia il tempo e la liquidità necessari per proseguire le proprie attività.
L’amministratore delegato di airBaltic, Erno Hildén, ha definito la decisione del tribunale «un primo passo importante nella nostra riorganizzazione finanziaria». «L’approvazione del nostro finanziamento Dip apporta ulteriore stabilità finanziaria mentre lavoriamo per costruire un’airBaltic più forte e sostenibile», ha dichiarato. «Per i nostri passeggeri, i nostri dipendenti e i nostri partner, la nostra priorità non cambia: continuiamo a volare e a servire i nostri clienti normalmente.»
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