Manovra, Assobibe: lo spettro della Sugar tax blocca oltre 1 miliardo di investimenti
23/09/2026 17:31
Roma, 23 set. (Adnkronos) - A poche settimane dall’avvio della discussione sulla Legge di Bilancio e a poco più di 3 mesi dall’entrata in vigore della Sugar tax, fissata a inizio 2027, il settore delle bevande analcoliche torna a rivolgersi alle Istituzioni con un messaggio chiaro: l’incertezza normativa legata alla misura blocca oltre 1 miliardo di euro di investimenti nel Paese. È quanto emerso oggi a Roma, all’evento “Investire nella crescita: perché superare la Sugar tax e nuove tasse”, un momento di confronto, promosso da Assobibe, l’associazione di Confindustria che rappresenta i produttori di bevande analcoliche in Italia, che ha riunito istituzioni, forze politiche e imprese per analizzare gli impatti economici e sociali di una misura che rischia di generare ulteriore incertezza per il settore e per l’indotto. Dopo i saluti introduttivi di Giangiacomo Pierini, presidente Assobibe, è intervenuto Alessandro Fontana, direttore del Centro Studi Confindustria, con un’analisi sulle sfide economiche e sociali del Paese. “L’escalation della guerra nel Golfo, i rincari dell’energia e di alcune commodity, la crescita dell’inflazione – arrivata al picco dell’anno pari al 3,3% – che incide sul potere d’acquisto delle famiglie e il doppio aumento dei tassi di interesse di un quarto di punto ciascuno, freneranno l’economia italiana nei prossimi mesi, nonostante una revisione al rialzo delle stime di crescita sul 2026, arrivate intorno allo 0,8% dallo 0,5% di aprile. È cruciale allentare la pressione su imprese e famiglie anche eliminando Sugar e Plastic tax”, ha dichiarato Fontana.
“Da quasi sette anni viviamo sotto la spada di Damocle di una tassa mai davvero entrata in vigore, ma sempre dietro l’angolo – ha dichiarato Giangiacomo Pierini – Apprezziamo l’impegno delle forze politiche che hanno compreso la nostra battaglia e delle istituzioni che negli anni hanno scelto di rinviarla, evitando un impatto devastante sulle imprese e sulla filiera. Ma se in questi anni tutti i Governi che si sono succeduti hanno ritenuto di non far partire questa imposta, è evidente che si tratta di una misura inutile. Questa incertezza prolungata, in un contesto già segnato dall’esplosione dei costi a carico delle imprese e da una inflazione in costante aumento, ha inevitabilmente frenato la crescita: oltre 1 miliardo di investimenti che le imprese potrebbero dedicare a innovazione, nuovi impianti e occupazione per il Paese sono bloccati, con un impatto diretto sullo sviluppo di altre filiere a noi vicine. Non possiamo più permetterci ulteriori rinvii: il tempo per decidere è arrivato, non solo per il nostro Settore, ma per l’intero sistema economico del Paese e la sua attrattività. Chiediamo oggi alle Istituzioni un impegno definitivo per la cancellazione dell’inutile Sugar tax, non la sua nona proroga”.
Nel corso di una tavola rotonda si sono confrontati sul tema esponenti istituzionali e politici, tra cui Marco Osnato, presidente della VI Commissione Finanze, Raffaele Nevi, segretario della XIII Commissione Agricoltura, e Mario Turco, membro della 6a Commissione Finanze, con un contributo di Silvia Fregolent, vicepresidente della 9a Commissione Industria e Agricoltura. Dal confronto è emerso un messaggio condiviso: la Sugar tax appare come una misura ingiusta, che colpisce un Settore strategico per l’economia italiana e mette a rischio migliaia di posti di lavoro. È stato più volte sottolineato come la politica industriale si costruisca con regole stabili, non con proroghe annuali che alimentano incertezza, ed è stato ricordato come la misura fosse nata con una finalità sanitaria, contribuendo a spingere le imprese a riformulare la propria offerta: un risultato che è stato comunque ottenuto e che può essere ulteriormente valorizzato attraverso strumenti diversi da una tassazione, quali prevenzione, educazione alimentare e incentivi all’innovazione, capaci di tutelare insieme salute e competitività. In un contesto profondamente mutato rispetto al passato, tra costi energetici, inflazione e instabilità internazionale, introdurre oggi una nuova imposta significherebbe penalizzare un comparto produttivo con ricadute su tutta la filiera, incluso il settore agricolo e produzioni di eccellenza del Paese, e sui consumatori: una contraddizione rispetto alla richiesta, condivisa da tutti, di maggiori investimenti e occupazione.
I lavori sono stati arricchiti dai saluti istituzionali di Giorgio Salvitti, consigliere politico del ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, di Sandra Savino, sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze, e di Marcello Gemmato, sottosegretario di Stato al ministero della Salute. “La Sugar tax è l’ennesimo provvedimento ideologico imposto a Bruxelles da funzionari che abdicano all’analisi costi-benefici in nome di un finto salutismo. Non c’è infatti alcuna correlazione tra l’introduzione di una tassa e la diminuzione dei consumi. Così come è sbagliato additare le bevande analcoliche come la causa di nefaste conseguenze per la salute. Inoltre, secondo le stime, questa tassa potrebbe addirittura tradursi in un mancato introito per lo Stato in termini di Iva. Come per il vino o per le birre, bisogna orientare la produzione verso le nuove tendenze di mercato, cosa che i produttori dei soft drinks stanno già facendo. Come Masaf stiamo percorrendo, con percorsi specifici nelle scuole, strade per un consumo consapevole: perché non è mettendo in ginocchio un comparto che si difende la salute dei cittadini”, ha dichiarato Giorgio Salvitti, consigliere politico del Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida.
“La crescita si sostiene creando condizioni di stabilità, fiducia e competitività per le imprese. La Sugar tax, la cui entrata in vigore è stata rinviata al 1° gennaio 2027, impone una valutazione attenta dei suoi effetti sull’intera filiera, sugli investimenti e sui consumatori. Credo che il tempo del rinvio debba essere utilizzato per lavorare al superamento definitivo della misura, individuando strumenti più efficaci e meno distorsivi per perseguire gli obiettivi di salute pubblica. La direzione deve essere quella di un fisco semplice, prevedibile e capace di accompagnare, non frenare, la crescita del sistema produttivo”, ha dichiarato Sandra Savino, sottosegretario di Stato al ministero dell’Economia e delle Finanze.
Il settore delle bevande analcoliche ha già dimostrato di saper affrontare il tema della riduzione degli zuccheri con strumenti concreti, senza attendere un intervento normativo. Negli ultimi anni lo zucchero immesso in consumo dalle aziende del comparto è stato ridotto del 44% , mentre le varianti senza zucchero sono cresciute a un ritmo 7,5 volte superiore rispetto alle versioni regular . Un percorso che ha trovato un ulteriore tassello lo scorso luglio, con la firma del Protocollo d’intesa tra Assobibe e il ministero della Salute, che rafforza la collaborazione tra istituzioni e imprese sul monitoraggio dei consumi, l’informazione al consumatore, l’offerta calorica e il marketing responsabile verso i più giovani. Un modello che conferma come il dialogo e la responsabilità, e non la leva fiscale, siano gli strumenti più efficaci per accompagnare il cambiamento.
Sul tema è intervenuto anche Marcello Gemmato, sottosegretario di Stato al Ministero della Salute ribadendo che: “Più che introdurre misure fiscali, è fondamentale rafforzare l’educazione sanitaria, attraverso l’informazione corretta e la promozione di scelte consapevoli nei consumi. In questo quadro si inserisce la collaborazione tra il ministero della Salute e Assobibe, rinnovata con il protocollo d’intesa siglato lo scorso luglio, che punta a favorire comportamenti coerenti con stili di vita sani, a partire dalla riduzione degli zuccheri e dal corretto bilanciamento energetico. Nel modello alimentare italiano, basato su equilibrio e varietà, anche le bevande analcoliche possono avere un ruolo, a condizione che siano inserite in un consumo moderato e responsabile, evitando eccessi, in particolare di zuccheri aggiunti. I risultati già raggiunti testimoniano un percorso di responsabilità condivisa tra consumatori e sistema dell’offerta, capace di favorire un cambio di passo in senso positivo”.
A confermare la fondatezza di queste preoccupazioni sono i numeri emersi dagli approfondimenti presentati durante l’incontro. L’introduzione della Sugar tax comporterebbe inoltre, un aumento della fiscalità del 28% su ogni litro prodotto, con una contrazione delle vendite secondo le stime di Nomisma, stimata al 16% nel biennio successivo alla sua entrata in vigore. Un effetto che si tradurrebbe in un taglio del fatturato del 10% e in una contrazione di attività e investimenti del 12%. A risentirne sarebbe anche l’indotto, con un calo negli acquisti di materie prime superiore a 400 milioni di euro, mentre sul fronte occupazionale sarebbero a rischio oltre 5.000 posti di lavoro. Un paradosso si registrerebbe inoltre sul fronte fiscale: a fronte del nuovo prelievo, il mancato gettito Iva legato al calo dei consumi arriverebbe a 275 milioni di euro, ridimensionando in parte l’obiettivo stesso della misura. Con l’avvicinarsi della discussione sulla prossima Legge di Bilancio, il Settore chiede alle Istituzioni di porre fine, in modo definitivo, a una stagione di incertezza che la Sugar tax ha avviato nel 2019. Una scelta chiara come una cancellazione permetterà alle imprese di guardare al futuro con la certezza necessaria a garantire occupazione e crescita, a beneficio dell’intera filiera e del Paese.
Fonte Adnkronos
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[post_content] => Sempre controcorrente, ma, dobbiamo dirlo, sempre efficace. O'Leary stupisce ancora una volta. Ryanair non introdurrà un "supplemento carburante" nonostante l'aumento dei prezzi del cherosene.
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Lo ha dichiarato Michael O'Leary, amministratore delegato del gruppo irlandese, secondo cui la maggiorazione carburante potrebbe essere introdotta da altre compagnie aeree concorrenti non in grado di compensare i rincari.
Michael O'Leary prevede un aumento del 10%-20% delle tariffe aeree la prossima estate. Tutto dipenderà dalla capacità di Boeing di rispettare i tempi di consegna dei 737 Max 10, i cui primi 15 esemplari dovrebbero entrare nella flotta Ryanair a inizio primavera 2027.
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[post_content] => Turkish Airlines ha finalizzato un ordine per 100 Boeing 737 Max 8, con opzioni per altri 50, portando a termine un acquisto ritardato da una controversia sulle condizioni di manutenzione dei motori.
Boeing ha annunciato l’accordo definendolo il più grande ordine di velivoli a corridoio singolo mai effettuato da Turkish Airlines presso il costruttore. L'intesa è stata siglata a New York alla presenza del presidente turco Recep Tayyip Erdoğan durante l’assemblea generale delle Nazioni Unite in corso questa settimana.
Le consegne sono previste tra il 2033 e il 2037. L’accordo garantisce inoltre a Turkish Airlines la possibilità di sostituire i velivoli Max 8 con il modello più grande 737 Max 10.
L’acquisto conclude le trattative iniziate nel 2025, quando il vettore turco aveva annunciato l’intenzione di acquisire fino a 150 aeromobili Max, oltre a un ordine separato per i Boeing 787 Dreamliner. L’impegno relativo ai Max rimaneva subordinato al raggiungimento di un accordo con il fornitore di motori Cfm International.
I nuovi Max andranno a potenziare l'espansione del network a corto e medio raggio di Turkish Airlines, mentre l’accordo separato relativo ai Dreamliner, annunciato nel settembre 2025, riguarda 50 aeromobili in ordine fermo: 35 Boeing 787-9 e 15 del modello più grande 787-10, oltre a opzioni per altri 25.
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[post_content] => Norse Atlantic Airways ha eliminato dall'operativo invernale i voli previsti per New York, riducendo il network dei collegamenti con gli Stati Uniti durante la winter season a una sola rotta, la Londra Gatwick-Orlando.
Secondo quanto riferisce Aviation Week, citando i dati Oag, per l'inverno 2026-27 la compagnia aerea aveva previsto di offrire circa 41.600 posti di andata e ritorno sulle rotte verso il Jfk di New York, sia da Londra Gatwick che da Roma Fiumicino: ciascuna rotta avrebbe dovuto essere operata fino a 3 volte a settimana con aeromobili Boeing 787-9.
Gli ultimi aggiornamenti dello scheule indicano che, sebbene le rotte saranno mantenute fino alle ultime settimane della stagione estiva, il servizio regolare su entrambe le coppie di aeroporti terminerà a partire dalla fine di ottobre. Questo taglio lascia Norse senza collegamenti per New York durante l’inverno e fa sì che la rotta Londra Gatwick-Orlando rimanga l’unica rotta transatlantica attiva per l'inverno.
Nel complesso, la capacità del network invernale Norse si è ridotta da circa 552.000 a 446.500 posti, con le due rotte per New York che rappresentano circa 83.200 dei posti eliminati.
Il modello di business originario di Norse era incentrato sui voli transatlantici low cost. Durante la stagione di lancio nell’estate del 2022, sette delle otto rotte del vettore servivano gli Stati Uniti, compresi i voli da Oslo a New York Jfk, Fort Lauderdale, Orlando e Los Angeles, nonché i collegamenti da Berlino a New York e Los Angeles e da Londra Gatwick a New York.
Le ultime modifiche evidenziano come l'attività di Norse si concentri sempre più sulle rotte leisure a lungo raggio che collegano l’Europa alla Thailandia. I voli per Bangkok e Phuket da Londra Gatwick, Manchester, Oslo e Stoccolma rappresentano circa 313.000 posti durante l’inverno 2026-27, pari a circa il 70% della capacità programmata della compagnia aerea.
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[post_content] => Anantara Hotels & Resorts ha finalizzato una partnership con Alfa Romeo per realizzare l’Anantara Grand Tour of Europe, un’esperienza di guida immersiva che reinterpreta lo storico Grand Tour in chiave contemporanea.
L'iniziativa debutta quest'anno con le due tappe italiane di Roma e Amalfi, mentre dal 2027 si aprirà alle altre destinazioni europee. Con il primo itinerario in partenza questo mese, gli ospiti percorreranno le strade più suggestive d'Europa a bordo dei modelli più rappresentativi di Alfa Romeo, dalla Giulietta, icona della metà del Novecento, alla contemporanea berlina sportiva Giulia, fino al dinamico Suv Stelvio. Per chi cerca prestazioni ancora più elevate, le versioni Quadrifoglio di Giulia e Stelvio offrono una guida superiore, di ispirazione racing.
Il Grand Tour rappresenta un progetto con una vocazione distinta: reinterpretare l'arte del viaggio su strada in chiave contemporanea, attraverso alcuni degli itinerari più affascinanti d'Europa a bordo delle più iconiche Alfa Romeo.
Gli itinerari
Il primo itinerario a inaugurare la nuova partnership si snoda in Italia. Il Dolce Vita Tour prende il via presso l’Anantara Palazzo Naiadi Rome Hotel. Dopo aver lasciato alle spalle le colline dei Castelli Romani e la costa di Sperlonga, il percorso prosegue verso Ravello, per poi scendere lungo le curve della Costiera Amalfitana, fino a concludersi all’Anantara Convento di Amalfi Grand Hotel. Gli ospiti potranno vivere l’arte italiana del fine living con pranzi in riva al mare, degustazioni in cantine a conduzione familiare e passeggiate sotto i cieli di Positano.
«Con la crescita della nostra presenza in Europa, cresce anche la nostra capacità di ideare viaggi ricchi di profondità e autenticità, offrendo agli ospiti un’esperienza in cui la strada diventa racconto e ogni tappa un momento da assaporare - ha dichiarato Giles Selves, svp Minor Luxury Hotels Europe & Americas -. Con Alfa Romeo Stellantis come partner, attraversare i paesaggi più iconici d’Europa diventa un’esperienza significativa quanto la meta stessa».
«Alfa Romeo ha sempre incarnato la passione, il design italiano e il puro piacere di guidare - ha aggiunto Eugenio Franzetti, head of global marketing di Alfa Romeo -. Questa collaborazione con Anantara porta i nostri valori su alcune delle strade più affascinanti d’Europa».
Verso il 2027
Guardando al 2027, l’Anantara Grand Tour of Europe si espanderà verso nuovi territori, continuando a svelare l’Europa attraverso uno sguardo costituito da autenticità, bellezza e avventura raffinata. I nuovi itinerari includeranno la Costa Azzurra, il percorso da Málaga a Marbella, quello da Dublino ad Amsterdam e The Imperial Capitals Tour. Quest’ultimo ripercorre un itinerario tra le capitali storiche e le città d’Europa, aperto e chiuso dallo Anantara Palais Hansen Vienna Hotel e Anantara New York Palace Budapest. Lungo il percorso, gli ospiti attraverseranno viali imperiali e strade panoramiche, con soste dedicate a esperienze che celebrano la ricchezza culturale d’Europa attraverso musica, arte e gastronomia. Gli ospiti potranno scegliere di vivere il Grand Tour nella sua interezza oppure selezionare un singolo itinerario, con la possibilità di voli di collegamento per rendere più agevoli gli spostamenti tra le strutture Anantara.
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[post_content] => Dal 10 al 15 settembre la Sardegna è stata protagonista di un fam trip dedicato a 25 travel agent statunitensi, con un itinerario costruito sul tema “The Many Faces of Sardinia: Coast, Culture, Flavours and Traditions”. Organizzato dalla Regione Sardegna, la Camera di Commercio di Nuoro in collaborazione con ItaliAbsolutely, magazine b2b rivolto al mercato estero di proprietà della Travel Open Day Srl e con l'appoggio di operatori turistici locali, il tour ha puntato a presentare una Sardegna che va oltre mare e spiagge, attraverso cultura, archeologia, enogastronomia, paesaggi e tradizioni.
Dagli arrivi all'aeroporto di Olbia, molti con il nuovo volo Delta Jfk-Olbia operativo dal 25 maggio, il gruppo ha raggiunto Le Dune Resort del gruppo Delphina, per poi scoprire il sito archeologico di Sant’Andrea Priu e le cantine Sella & Mosca. Il programma è proseguito con Palau e l’arcipelago della Maddalena, prima di spostarsi nell’entroterra, a Nuoro e Oliena, con il Museo Grazia Deledda, il Museo del Costume e Cortes Apertas, con soggiorno a Delta by Marriott Hotel a Olbia e Su Gologone Experience Hotel. Durante il tour gli agenti americani hanno anche fatto dei site inspection presso La Coluccia Felix Hotels, Felix Hotels Olbia, Acqua di Mare Resort, Cala del Falco Delphina Hotels, Is Serenas Badesi Resort e Club Esse a Cala Gonone.
«Portare in Sardegna i travel agent statunitensi significa offrire loro l’opportunità di conoscere direttamente una destinazione che ha ancora molto da raccontare e da far scoprire-, ha commentato Raimondo Mandis, staff dell’assessorato al Turismo della Regione Sardegna. -Il nostro obiettivo è valorizzare una Sardegna capace di offrire esperienze differenti: dalle attività sportive e outdoor al relax, fino alle eccellenze enogastronomiche e a un’ospitalità autentica e calorosa, Accanto al mare e alle località più conosciute, vogliamo far emergere anche l’anima più autentica dell’isola.»
«Questo fam trip è stato una grande opportunità per vedere la Sardegna, che non è solo spiagge ma anche cultura», ha commentato Armine Asatryan, Harmony Travels and More, Glendale. Per Nicole Trivelli, Ciao Andiamo, New York e Umbria, «negli ultimi anni i viaggiatori internazionali cercano un’Italia più autentica e la Sardegna offre esperienze lontane dai circuiti più battuti. La varietà culturale dell’isola ha colpito anche Margaret Loraine King, Bridgetown Travel Agency, Connecticut: «C’è così tanta cultura e storia» e «le persone mantengono le proprie tradizioni», ha osservato, sottolineando come anche territori e comunità possano cambiare sensibilmente da una zona all’altra. Particolarmente apprezzata dai partecipanti anche la dimensione rurale, con un’escursione in jeep nel Supramonte e un pranzo con i pastori accompagnato dalla cucina tradizionale e dal Canto a Tenores, patrimonio immateriale Unesco.
«La Sardegna ha una storia molto ricca e c’è ancora molto da vedere», ha sottolineato Elise Dagny Lindberg, Fora Travel, Las Vegas. Per gli agenti, il fam trip ha rappresentato anche un’occasione per acquisire una conoscenza più concreta del territorio. Brooke Ray, Travel With Direction, Texas, ha notato quanto l’isola sia «aspra e selvaggia» mentre Ana Grassi, Anna Grassi Travel Boutique, San Paolo, ha evidenziato la crescente richiesta di Sardegna da parte della clientela brasiliana: «Volevo conoscere ciò che c’è oltre il mare: le tradizioni, la cultura, il cibo». «E' stato una grande opportunità per esplorare la Sardegna in profondità», ha aggiunto Sophia Facey, Dream Vacations, Hartsdale, evidenziando il valore del fam trip come occasione per conoscere una destinazione che non sarebbe stato per lei facile esplorare indipendentemente. Sei giorni che hanno mostrato agli operatori statunitensi una Sardegna articolata, dove costa, montagne, borghi, gastronomia, archeologia, tradizioni locali e ospitalità di qualità si sono presentati come parte di un unico prodotto turistico.
(Pamela McCourt Francescone)
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Il ministro del turismo, in occasione del question time al Senato, ha affermato: «L'Italia ora punta ad ottenere il “primato europeo” a cui siamo molto vicini». Capisco che sia una dichiarazione che da sola prende qualche titolone dei giornali. E' una frase ad effetto molto ben detta, su questo non ci piove. Ma il punto è un altro. L'Italia è lontanissima dal primato europeo.
Una stima aggiornata per il 2026 vede le seguenti posizione. Francia a 105 milioni di arrivi. La Spagna a 100 milioni. L'Italia a 62 milioni. Vi sembra che il nostro Paese sia vicino a scalzare la Francia dalla vetta? C'è una differenza di 40 milioni di turisti. Ripeto: 40 milioni di arrivi turistici. L'Italia arriverà a 100 milioni di turisti forse fra dieci, quindici anni. Forse mai.
Perché allora dire quelle frasi? Perché il nostro ministro, e il ministero di conseguenza, fanno dichiarazioni di marketing non di politica. Non ci dicono le cose come stanno. Rovesciano l'evidenza e così fanno il gioco dei giornali, delle agenzie che riportano queste affermazioni promozionali. Il punto è che il ministro non deve fare marketing (si attenesse a quello di sua competenza). Da lui ci aspettiamo la verità. E cioè che il primato europeo è inavvicinabile.
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[post_content] => Glamour lancia Fast Track by Glamour, un nuovo strumento costruito a partire dai feedback raccolti nel corso del confronto diretto con il mercato agenziale e sviluppato attraverso una selezione di voli, strutture e servizi pensati per offrire maggiore semplicità, competitività e sicurezza nella vendita.
Il progetto nasce dall’esperienza maturata sul territorio attraverso i 30 roadshow Connect, che hanno portato Glamour a incontrare direttamente le agenzie di viaggio. Da questo confronto prende forma una proposta pensata per rendere più semplice e sicura la vendita dei viaggi, soprattutto in una stagione, quella invernale, caratterizzata da una forte domanda verso le grandi destinazioni internazionali. La formula è semplice: pacchetti già costruiti, prezzi controllati e servizi opzionabili.
A questa forza contrattuale si aggiunge un ulteriore elemento di valore per il mercato agenziale: il blocca prezzo sempre incluso e senza supplemento. Il prezzo del pacchetto resta così protetto da eventuali aumenti di costo dei servizi e da qualsiasi adeguamento fino alla scadenza dell’opzione, offrendo all’agenzia maggiore certezza nella fase di proposta e di vendita al cliente.
Fast Track amplia inoltre l’offerta tradizionalmente concentrata sulle date pregiate di Natale e Capodanno, estendendo la programmazione a tutta la stagione invernale, con partenze a date fisse da dicembre 2026 fino alla fine di marzo 2027.
La programmazione
La programmazione guarda alle destinazioni più richieste dal pubblico italiano, riproponendo grandi classici come New York, Maldive, Mauritius, Kenya, Zanzibar, Sudafrica e Thailandia, e affiancandoli a nuove proposte nei Caraibi, con Antigua, Barbados e Giamaica, oltre al rilancio di Dubai e Abu Dhabi, destinazioni sulle quali Glamour torna a investire con una proposta dedicata. La nuova programmazione amplia anche la tipologia dei soggiorni. Accanto ai tradizionali pacchetti di 7 notti, Fast Track introduce proposte da 9 e 10 notti, pensate per rispondere a esigenze di viaggio differenti e valorizzare maggiormente l’esperienza della vacanza. Particolare attenzione è dedicata inoltre alle combinazioni tra esperienze diverse, con itinerari già confezionati che permettono di unire, ad esempio, safari e soggiorno balneare, come nel caso delle proposte che abbinano Kenya e Zanzibar.
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[post_content] => È "molto difficile" per una compagnia aerea low-cost come Transavia France essere redditizia con un cherosene così costoso, ha dichiarato il suo amministratore delegato Olivier Mazzucchelli in un'intervista all'AFP. La sussidiaria di Air France-KLM , come i suoi concorrenti, punta su aerei più moderni e quindi più efficienti dal punto di vista del consumo di carburante, con la consegna prevista di cinque Airbus A321neo nella prima metà del 2027.
«Abbiamo registrato tassi di occupazione molto elevati - afferma Mazzuchelli -.. Le nostre destinazioni mediterranee hanno avuto un ottimo andamento, con una sola eccezione dovuta alla guerra tra Iran, Stati Uniti, Israele e Libano. Egitto, la parte più orientale della Grecia e Cipro hanno risentito della situazione. C'è stato uno spostamento verso ovest, in direzione del Nord Africa e delle Cicladi. Spagna e Italia sono state estremamente popolari. È interessante notare che anche le destinazioni scandinave hanno registrato buoni risultati , con viaggiatori alla ricerca di temperature più fresche. Relativamente parlando, perché anche lì faceva molto caldo».
Fatturati buoni
«I livelli di fatturato di Transavia sono stati molto buoni a luglio e agosto. Ma questi livelli di costo, dovuti esclusivamente al prezzo del petrolio, sono molto più alti di quanto avevamo preventivato. E ci influenzeranno ancora di più durante il prossimo periodo di bassa stagione, che durerà fino a Natale, escluso Ognissanti. Semplicemente non possiamo offrire prezzi completamente flessibili a fronte dell'aumento del prezzo del petrolio».
Mazzucchelli ha spiegato infine di nutrire grandi aspettative per i risparmi che i nuovi aeromobili Airbus apporteranno. Ha anche affermato che il nuovo A321 è molto positivo per i costi, trasportando più passeggeri con un consumo di carburante molto basso e consentendo loro di migliorare i risultati.
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Questo finanziamento, denominato Dip (debtor-in-possession), è concepito per fornire la liquidità necessaria a un’impresa che prosegue la propria attività mentre negozia la ristrutturazione del proprio indebitamento. In un Chapter 11, la società mantiene generalmente il controllo delle proprie attività e della propria gestione, ma sotto la supervisione della giurisdizione statunitense e con obblighi più stringenti nei confronti dei propri creditori.
La linea di finanziamento da 350 milioni di euro è stata organizzata da Strategic Value Partners. Tra i finanziatori dell’operazione figurano Barclays, Hayfin Capital Management, Morgan Stanley, Oaktree Capital Management e Strategic Value Partners. Secondo le informazioni pubblicate dalla stampa lettone, questo debito di ristrutturazione sarebbe remunerato a un tasso pari a Sofr +8%, ovvero circa il 12% alle condizioni attuali. Un costo elevato, che riflette il rischio associato a un finanziamento concesso nel contesto di una procedura concorsuale, ma che offre alla compagnia il tempo e la liquidità necessari per proseguire le proprie attività.
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Organizzato dalla Regione Sardegna, la Camera di Commercio di Nuoro in collaborazione con ItaliAbsolutely, magazine b2b rivolto al mercato estero di proprietà della Travel Open Day Srl e con l'appoggio di operatori turistici locali, il tour ha puntato a presentare una Sardegna che va oltre mare e spiagge, attraverso cultura, archeologia, enogastronomia, paesaggi e tradizioni. \r\n\r\nDagli arrivi all'aeroporto di Olbia, molti con il nuovo volo Delta Jfk-Olbia operativo dal 25 maggio, il gruppo ha raggiunto Le Dune Resort del gruppo Delphina, per poi scoprire il sito archeologico di Sant’Andrea Priu e le cantine Sella & Mosca. Il programma è proseguito con Palau e l’arcipelago della Maddalena, prima di spostarsi nell’entroterra, a Nuoro e Oliena, con il Museo Grazia Deledda, il Museo del Costume e Cortes Apertas, con soggiorno a Delta by Marriott Hotel a Olbia e Su Gologone Experience Hotel. 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